La prima volta che vidi Copenaghen fu circa vent’anni fa, in inverno quando, con mio marito, decidemmo di trascorrervi le feste natalizie. Credo di non aver mai visto, prima di allora, tanta neve tutta insieme. In Sardegna vedere la neve è un evento raro. Potete immaginare cosa fu per me…

Sguardo estasiato, bocca aperta per tutto il tempo, come se fossi stata catapultata in una fiaba scritta da Hans Christian Andersen in persona. E fu così che mi innamorai perdutamente di questa città.

Avvolta da una coltre quasi magica, come fosse una regina delle nevi, Copenaghen si presentava semplice e delicata al tempo stesso, con i suoi tetti spioventi e le finestrelle che sembravano fatte di lego.

Ricordo come fosse ieri la nostra gelida passeggiata in centro, tra le vie dello shopping, il porticciolo di Nyhavn, la nostra cena nel ristorante più antico della capitale, la visita alla torre rotonda e la nostra prima pattinata sul ghiaccio.

Oggi ripercorro quelle vie con lo stesso luccichio negli occhi, perché di Copenaghen sono ancora innamorata proprio come il primo giorno. L’unica differenza è che ora ci vivo e ogni giorno mi diverto a scoprire parti di lei che ancora non conosco.

Tutte le stagioni rendono speciale questa città dall’anima nordica e temeraria ma, quando arriva l’inverno e lei si veste nuovamente di bianco io non posso far a meno di ricordare il perché ho scelto lei. Dietro la sua corazza rigida e fredda, Copenaghen nasconde un’anima calda e accogliente, “Hygge” come direbbero qui, fatta di piccole cose semplici come le candele che scaldano l’atmosfera oppure gli alberi di natale presenti in ogni casa Danese e riposti al centro della stanza per poterci girare attorno durante la vigilia di Natale.

Visitare Copenaghen nel periodo natalizio ne vale veramente la pena quindi armatevi di abbigliamento tecnico e partite! Non ve ne pentirete.

Sylviè 

in bicicletta sulla neve a copenaghen