Il Cammino di Santiago è per tutti?

da Viaggiare Zaino in Spalla
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Il Cammino di Santiago è veramente per tutti? questa è la domanda che più mi viene fatta quando, in privato, mi viene chiesto aiuto, informazioni e consigli sul Cammino di Santiago.

Non sono in grado di dirlo con certezza ma, lungo il Cammino, ho visto pellegrini di ogni genere, anche con patologie e storie incredibili. Tutti erano spinti da una grane motivazione personale e la maggior parte è arrivato fino alla fine.

Ricordo bene la mia paura iniziale, i dubbi e lo sconforto, nel non sentirmi in grado di percorrere quel Cammino, nonostante la voglia di mettermi in gioco fosse tanta. Eppure, nonostante i dolori di schiena e ginocchia, nonostante le patologie che mi avevano sempre frenata, nonostante il mio fegato malandato, io ce l’ho fatta. Ma alla base di tutto c’è stata una forte motivazione.

Se anche tu ce l’hai, ecco alcuni consigli per vivere questa esperienza al meglio.

La salute è importante

Se pur il Cammino di Santiago sia adatto un po’ a tutti non sottovalutate mai il tuo percorso personale e sopratutto la tua salute. Non prendere alla leggera patologie che potrebbero aggravarsi per via del grosso sforzo fisico. Cerca semmai di capire bene, anche assieme al tuo medico, se puoi essere fisicamente in grado di sostenere una fatica del genere, pur prendendo tutte le precauzioni necessarie.

Chiedi un check-up completo o parlatene con il tuo medico di fiducia e, se non hai patologie importanti che ti costringono a rinunciare, allora segui questi piccoli consigli utili per preparate al meglio il tuo cammino.

Avere una forte motivazione

Avevo il desiderio di viaggiare in modo lento, di mettermi alla prova, di assaporare quella libertà che si prova quando si percorrono sentieri sterrati immersi nella natura, all’avventura, attraversando boschi e campi, borghi e centri abitanti, raggiungendo tappe che, proprio per la lentezza, si possono ammirare meglio, guardando il mondo con un’altra prospettiva.

La mia salute però non mi aveva mai permesso questo tipo di fatiche. Sin da piccola avevo sempre avuto un fegato molto fragile che non mi permetteva grossi sforzi fisici. Inoltre, la mia osteoporosi precoce era sempre stata un limite, così come la mia lombalgia ormai cronica, dovuta ad alcune vertebre schiacciate. per non parlare dell’artrosi degenerativa che mi procurava dolori lancinanti e che da sempre avevano rallentato i miei passi. Le ginocchia fragili non mi permettevano di fare troppi chilometri e l’insufficienza epatica mi creava, in situazioni di forte stress, scompensi come febbre, spossatezza e poca resistenza.

Ma il desiderio di mettermi in cammino è stato più forte del dolore e della malattia. Un giorno presi la decisione di provarci, sopratutto per capire fin dove potevo spingermi. Volevo imparare a conoscere meglio il mio corpo nella sua totalità, senza più limiti mentali dettati dalla paura poiché, a dirla tutta, a frenarmi, il più delle volte, era sopratutto la mente, prima ancora del dolore e della stanchezza.

Primo step, l’allenamento

Inutile dirlo, un corpo allenato è un corpo che ha un potenziale incredibile, a prescindere dalle patologie che uno può avere. O almeno così fu per me.

La mia forte motivazione e determinazione mi spinse a fare il primo passo, ossia allenare il mio corpo per poter affrontare meglio ciò che la mia mente riteneva impossibile e il mio cuore invece necessario.

Cominciai ad affrontare lo sforzo fisico a poco a poco, in modo graduale e progressivo. Inizialmente non riuscivo a concludere 3 km di fila ma i primi mesi furono determinanti per rafforzare la mia mente.

Camminavo ogni giorno chiedendomi cosa stessi facendo. La mente vacillava ma il cuore spingeva i miei passi, dandomi il carburante necessario per continuare senza arrendermi. Dopo qualche mese cominciai ad aumentare i chilometri, arrivando a percorrerne fino a 8. Ma non era abbastanza.

Facevo quell’allenamento senza il peso di uno zaino che invece avrei dovuto portare sul Cammino di Santiago. Cosi cominciai a camminare nuovi passi con lo zaino sulle spalle aumentando di volta in volta la distanza. Imparai persino ad utilizzare i bastoncini per la camminata assistita.

Prima 3, poi 5, poi 10 km, sotto il sole, sotto la pioggia, sotto la neve, per diversi mesi. Arrivai a fare, infine, 15 km al giorno, con lo zaino pieno e il cuore ricolmo di speranza.

Quando mancarono pochi mesi al concludersi dell’anno provai a spingere al massimo la mia resistenza e raggiunsi il mio record assoluto: 20 km con lo zaino pieno. Tornai a casa e prenotai il mio volo per la Spagna.

Ero pronta a percorrere il mio Cammino di Santiago, dai Pirenei fino a Santiago di Compostela e Finisterre.

I mesi successivi continuai ad allenarmi assiduamente fino ad un mese prima del mio volo. Poi rallentai. Avevo letto che sarebbe stato meglio partire riposata quindi cominciai a prepararmi al viaggio e sopratutto cominciai a prepararmi psicologicamente a quello che mi aspettava.

Facevo passeggiate rilassanti, meditazione, ricerche sui luoghi che avrei visitato. Presi tutte le precauzioni del caso, feci lo zaino, preparai il kit di primo soccorso con molta cura. Finché arrivò il giorno della partenza.

La mia grande avventura ebbe inizio.

Era il 2017 e quello fu il mio primo viaggio zaino in spalla. Da allora non mi sono più fermata…

concha e passi sul cammino di Santiago

4 regole per affrontare meglio questa sfida

Ascoltare il mio corpo e le mie sensazioni è stato il più grande insegnamento che ho appreso sul Cammino di Santiago. Da allora cucio su misura i miei cammini e viaggi, in base alle mie necessita. Anche per questo prediligo viaggiare in solitaria. In questo modo posso personalizzare ogni esperienza in base alle mie forze e possibilità, cercando di superare anche i miei limiti ma ascoltando principalmente il mio corpo e il mio cuore.

Ecco alcune regole importanti che seguo e che ti consiglio, in base alla mia esperienza.

Spezzare le tappe

Ogni volta che faccio un viaggio con lo zaino, attuo il metodo imparato sul Cammino di Santiago. Spezzare le tappe, ogni volta che ne sento la necessità. Seguire il mio corpo e le mie sensazioni è sempre stato fondamentale per la riuscita dei miei viaggi, sopratutto quando si trattava di cammini.

Sul Cammino di Santiago lo facevo ogni volta che ne sentivo il bisogno, prima di sentirmi stremata. In questo modo mi sono cucita addosso un cammino fatto su misura per me, tenendo conto dei miei problemi di salute e rendendo possibile ciò che credevo impossibile. Per poterlo fare mi sono assicurata preventivamente che, lungo il percorso, ci fossero delle alternative per potermi fermare, ad esempio Ostelli o Guest House che potessero ospitarmi per la notte, oppure servizi e mezzi pubblici che avrei potuto utilizzare nelle emergenze e ad ogni evenienza. Per fortuna raramente ne ho avuto bisogno ma quando una volta è capitato di dover prendere un taxi per fare gli ultimi 5 km, poiché stremata, non mi sono messa alcuna remora perché sapevo che dovevo farlo per la mia salute e non dovevo dimostrare niente a nessuno.

La cosa interessante è che, nella Via Francese, sono presenti molti più servizi e molti più Albergues del Pellegrino confronto alle altre Vie di pellegrinaggio. Quindi c’è molta più possibilità di poter camminare secondo il proprio ritmo. Spesso mi è capitato di fermarmi prima, lungo il percorso, per riuscire a fare tratti impervi il giorno successivo.

Naturalmente questo modo di viaggiare in lentezza implica non avere fretta, non mettersi il limite di dover arrivare in tempi prestabiliti e camminare seguendo solamente il ritmo del proprio corpo. Anche per questo motivo, quando feci il biglietto per la Spagna per fare il Cammino di Santiago, scelsi di comprare un volo di sola andata. Fu una scelta azzeccata, visto che per farlo ci misi il doppio del tempo che solitamente ci si impiega.

Zaino tecnico e leggero

Una delle cose più importanti, in un viaggiare zaino in spalla, è appunto lo zaino.

Ho sempre usato zaini tecnici, da trekking, che avessero lo schienale ergonomico con una rete traspirante per impedire alla schiena di sudare, e fasce lombari che mi aiutassero a scaricare il peso dalla schiena ai lombi. Questo per impedire che il peso dello zaino caricare tutto sulla colonna vertebrale e mi provocasse forti dolori alla schiena.

Il peso dello zaino influisce tantissimo sulla riuscita di un cammino e sin da subito ho imparato a riempire il mio zaino solo con cose estremamente utili e indispensabili, senza caricarlo di troppi chili.

Fare uno zaino leggero è sicuramente il primo importante consiglio che mi sento di darti.

Crema antinfiammatoria

Durante il Cammino di Santiago ho deciso di portare con me la pomata all’Arnica, che io stessa auto produco, e di utilizzarla sia come unguento preventivo sia come crema antinfiammatoria per i dolori post cammino.

Mi è stata veramente utile e per questo ti consiglio di ungere sempre i piedi, le ginocchia e la schiena con la crema all’arnica prima di mettersi in cammino e la sera prima di dormire. In questo modo la tensione dei muscoli si rilassa, la stanchezza fisica viene attenuata e il nostro corpo conserva l’energia per poter andare avanti.

Usare attrezzatura tecniche

L’utilizzo di attrezzatura tecnica mi permette spesso di ridimensionare la fatica e lo sforzo fisico. Ad esempio con lo zaino da trekking, come ho già spiegato, ma anche con i bastoncini da Nordic Walking, le ginocchiere, l’abbigliamento comodo e le scarpe da Trail Running.

I bastoncini sono utilizzati da tantissimi camminatori. Accompagnano la camminata ma sopratutto ci permettono di scaricare su di essi molto del nostro peso, invece che caricarlo su ginocchia e schiena. Mi sono stati davvero indispensabili sulle salite e le discese dei Pirenei e lungo l’intero Cammino di Santiago.

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Durante il Cammino di Santiago ho superato limiti incredibili che non avrei mai pensato di poter superare. Credo fortemente nel potenziale umano e sono certa che anche tu puoi farcela. Crederci è il primo passo.

Spero di esserti stata si incoraggiamento per superare la paura di mettervi in cammino.

Qui ti spiego come preparare lo zaino.

Se hai bisogno di aiuto per organizzare il tuo cammino scrivimi pure una mail a info@viaggiarezainoinspalla con oggetto CAMMINO DI SANTIAGO e vedrò come aiutarti.

Buon Cammino!

Silvia

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