Giappone, come organizzare il bagaglio per il cammino di Kumano Kodo

Ed ecco arrivato il momento della partenza tanto attesa. Un sogno grande che si chiama Giappone, alla scoperta dell'antico cammino sacro di Kumano Kodo e delle bellezze del Sol Levante.

Zaino e valigia sono pronti, finalmente si parte.

Da Copenaghen, città in cui vivo, il primo volo è alla volta di Malpensa, poi bus per Linate e notte in hotel all'Allegroitalia Espresso a due passi dall'aeroporto. Domani mattina mi incontro con il gruppo e abbiamo il volo prestissimo.

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Si volerà verso Parigi e poi verso Osaka, con un piccolo scalo per rifornimento a Seoul. Viaggetto lungo, con ben 7ore di fuso orario, ma del resto il Giappone non è dietro l'angolo e sono certa che comunque ne varrà la pena.

Di questo viaggio non so proprio cosa aspettarmi, ho letto tanto sul Giappone ma è una cultura così lontana dalla nostra che probabilmente tutto ciò che vedrò acquisterà un fascino particolare e irresistibile.

Parto comunque senza aspettative, con lo zaino interiore vuoto, in modo da poterlo riempire di tutte le esperienze e il calore di questo meraviglioso Paese.

Visto che sono già in viaggio e ho parecchio tempo a disposizione approfitto per darvi alcuni consigli su come organizzare il bagaglio, se anche voi avrete la possibilità di fare questo tipo di viaggio e cammino.

Il bagaglio dovrà essere organizzato in due fasi: lo zaino per il cammino di Kumano Kodo e la valigia per i restanti giorni in cui si andranno a visitare le città del Kansai.

I giorni di cammino saranno 5 come anche quelli di tour in cui visiteremo, in particolar modo, le città di Kyoto e Osaka.

Per la prima fase di cammino sul Kumano Kodo alloggeremo nei Riokan, abitazioni di persone del luogo che ospitano, a cifre modiche, i pellegrini. La seconda fase invece la vivremo un po' più da turisti e il pernottamento sarà in albergo.

Ecco quindi come ho organizzato il mio bagaglio.

Cosa ho messo nello zaino

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Questo, in aeroporto, sarà classificato come bagaglio a mano.

Dentro ho inserito:

- 2 magliette tecniche ad asciugatura rapida

- 2 leggings da running

- 4 mutande tecniche ad asciugatura rapida

- 4 calze tecniche anti vesciche

- 1 costume

- 1 kit primo soccorso (cura dei piedi e medicinali che potrebbero servire per ogni evenienza. Riguardo al contenuto vi parlerò presto di quali medicinali generici è bene portare in viaggio)

- 1 kit igiene (spazzolino e dentifricio da viaggio, spazzola pieghevole da viaggio, foglietti insaponati, salviettine intime, crema multiuso per mani e corpo)

- 1 kit lavanderia (sacchetto per roba sporca + mollettine per stendere)

- 1 telo in microfibra per i capelli

- 1 barattolo del mio unguento miracoloso all'arnica per i dolori muscolari

- 1 copri pantalone anti pioggia

- 1 poncho anti pioggia

- 1 paio di sandali da trekking

- 1 ActionCam

- accessori (carica batterie, presa adattatore internazionale, power bank, cuffie per la musica)

- copri zaino

Cosa ho messo in valigia

Questo sarà invece il bagaglio da imbarcare.
Dentro ho inserito:

- 1 maglietta di ricambio
- 1 pantaloncino corto
- 2 calze corte di ricambio
- 2 mutande di ricambio
- 1 coppia di bastoncini da trekking (vanno sempre imbarcati perché non passano come bagaglio a mano)
- 1 paio di scarpe di ricambio
- 1 kit di liquidi che ho preferito mettere in valigia per velocizzare la procedura di imbarco (repellente per zanzare, spry per la gola, tre boccette di fermenti lattici per eventuali problemi intestinali).

Borsa extra

viaggiare-zaino-in-spalla-mascherina-e-tappi-da-viaggioOltre ai due bagagli avrò con me naturalmente un piccolo borsello da viaggio in cui mettere le cose utili da tenere a portata di mano, sia durante il viaggio che in cammino. La grandezza, per intenderci, è quella di un marsupio o una borsetta di piccole dimensioni. Mentre, in un piccolo portadocumenti a parte da tenere sempre addosso, metterò invece il passaporto, le carte e i soldi.

Ricordate di tenere la valigia e lo zaino mezzo vuoti per avere lo spazio di poter portare a casa qualche piccolo souvenir come ricordo di questo splendido viaggio.

Per ora è tutto, spero che quanto indicato possa esservi utile. Intanto vi aspetto al prossimo resoconto di questo viaggio alla scoperta del Giappone. A presto!!!

Sylvié


Alcuni consigli per intraprendere il Cammino di Santiago in Estate

Con il bel tempo arriva anche la voglia di camminare all’aria aperta, fare escursioni, percorrere sentieri immersi nella natura.

Tanti di voi, con le imminenti ferie estive, si stanno preparando per una grande avventura: il cammino di Santiago. Un sogno tanto agognato e coltivato nel tempo che ora si realizza.

Oggi vorrei darvi qualche consiglio utile, appreso durante i miei cammini, per intraprendere al meglio questo cammino nonostante il caldo. Se siete in procinto di partire e se ancora non sapete da che parte cominciare per organizzare tutto, questi punti di riflessione potranno sicuramente essere utili.

La Credenziale

La credenziale potete trovarla direttamente nel punto di partenza del vostro cammino oppure ordinarla nel sito ufficiale di Santiago all'indirizzo https://www.santiagodecompostela.me con un contributo di 2€ più spese di spedizione. In 5 giorni lavorativi vi arriva comodamente a casa.

Qui il link diretto all'acquisto

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La Guida

Riguardo la guida e la lista degli albergues non tutti la usano ma se volete organizzare un minimo il vostro percorso potete anche scaricarla gratuitamente dal sito http://www.pellegrinibelluno.it e stamparla oppure tenerla in pdf sul vostro smartphone. In questo caso non vi peserà nemmeno e potrete averla sempre a portata di mano.

Qui il link diretto per scaricare la guida

I preparativi

Se non sapete da dove cominciare per preparare il vostro zaino vi do alcuni consigli qui sul mio blog. Nella sezione info tecnichecammini potrete trovare tutti i miei consigli su come preparare il vostro cammino, cosa acquistare, cosa mettere dentro lo zaino e tutte le mie recensioni sull’efficacia dell'attrezzatura tecnica e sugli albergue in cui ho alloggiato. Troverete anche delle indicazioni utili riguardo l’allenamento e la cura dei piedi, sopratutto per prevenire la fuoriuscita delle vesciche.

Precauzioni salva vita

Se proprio non potete evitare di partire nei mesi più caldi cercate di stare veramente attenti alla vostra salute e seguite delle semplici precauzioni salvavita:

-  cominciate a camminare all'alba, molto molto presto, al fresco e fermandovi nelle ore più calde;

- bevete tantissimo, facendo un sorso ogni dieci minuti per evitare crampi, tendiniti e affaticamento;

- per evitare un calo di zuccheri o calo della pressione, durante il cammino integrate con dei sali minerali sciolti nell’acqua oppure con succo di limone dentro l’acqua. Anche la liquirizia è un ottimo metodo per aumentare la pressione e potete usarla se vi si sentite spossati per via del troppo caldo;

- bagnate ogni tanto le gambe ma non i piedi perché camminare con i piedi umidi provoca l’uscita di vesciche;

- se necessario spezzate le tappe, il cammino non è una gara né una corsa contro il tempo. Godetevelo, ascoltando i ritmi del vostro corpo. Non importa se arrivate o meno alla tappa prefissata, potrete comunque stupirvi dei fuori programma, perché la vera meta è il cammino stesso e a Santiago ci si può sempre arrivare, anche in più riprese se necessario.

Come vivere al meglio il cammino

Fate tesoro di tutto ciò che vivrete lungo la via per Santiago, sarà una grande esperienza ricca di emozioni forti. In alcuni momenti farete i conti anche con la sofferenza, non solo fisica ma anche emotiva, ma sarà proprio quella a farvi rinascere. Lasciatevi andare, seguite il fluire dei vostri passi, lasciate andare tutto il peso che vi affligge e vedrete che, già a metà strada, comincerete a sentirvi più leggeri, gioiosi, grati, felici e con una luce diversa negli occhi.

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Spero che tutto questo possa esservi utile per cominciare ad organizzare il cammino. Non abbiate paura di fare il primo passo, tutto diventerà più facile…

Tutto ha inizio da un primo passo

Qualsiasi cammino sceglierete di percorrere e qualunque sarà il periodo in cui decidete di partire vi auguro un buon cammino!!

Sylvié


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Albergues sul cammino francese, le mie recensioni da Leon a Finisterre (parte 2)

Prosegue la seconda parte della mia recensione sugli albergues del cammino francese, quelli in cui io ho alloggiato quest’anno da Leon fino a Finisterre.

Come ho già detto nell’articolo parte 1 queste recensioni vogliono solamente dare delle indicazioni generali sulla mia personale esperienza vissuta sul cammino ma non mi reputo una influencer quindi non voglio assolutamente influenzare le vostre scelte perché credo sia giusto che ognuno faccia la propria esperienza.

Il criterio con cui ho dato le stelline tiene conto sopratutto delle mie emozioni.

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ALBERGUES SUL CAMMINO FRANCESE

da Leon a Finisterre

leggenda: 1*pessimo – 2**migliorabile – 3***buono – 4****ottimo – 5*****eccellente

– 2018 –

Leon: Albergue “Las Carbajalas” conosciuto come il “Monastero delle Benedettine” 3***

Ho ripreso il cammino, interrotto lo scorso anno, da Leon e ho scelto di dormire nell’albergue delle benedettine in cui sono stata lo scorso anno. Lo consiglio senza alcun dubbio. Potete leggere la mia recensione nel post parte 1

prezzo: 5 euro

Villar de Mazarife: Albergue “Tio Pepe” 3***

Dopo la periferia di Leon, superata la chiesa di Virgin del camino, vi è una deviazione significativa. Io ho preso il cammino alternativo che porta a Villar de Mazarife e che vi consiglio vivamente perché, anche se un pochino più lunga, eviterete di camminare affianco alla statale. Vi inoltrerete quindi tra le piacevoli mesetas. In questo paesino agricolo, a circa 20 km da Leon, potrete soggiornare da Tio Pepe, un albergue molto carino e colorato che sicuramente vi piacerà. L’ho trovato pulito, ha un bel cortile con tavoli dove poter mangiare e con un piccolo salottino in cui ci sono numerosi libri dedicati al cammino. Lo stesso albergue è provvisto di bar e ristorante in cui poter mangiare. Se necessario, poco distante, potrete trovare due market. L’albergue però non è provvisto di uso cucina.

prezzo: non lo ricordo

Hospital de Orbigo: Albergue “San Miguel” 5*****

18km circa per arrivare in uno degli albergue più grandiosi in cui sono stata. Si tratta dell’albergue di Arturo e Piera, due hospitaleros fantastici, accoglienti e disponibili che mi hanno fatto sentire come a casa. L’albergue San Miguel è molto carino, pieno di colore e dipinti sui muri realizzati dai pellegrini che si sono fermati in questo luogo magico. Io stessa ho potuto immergermi in questo rilassante momento di creatività. L’atmosfera che si respira è un misto tra “taverna medievale” e “bottega d’autore”. Lunghe tavolate, una cucina attrezzata, letti in legno, una bella veranda all’aperto, bagni ampi, luogo pulito e massima gentilezza. Vi consiglio di trascorrere la notte in questo rifugio speciale e di visitare il paesello di Hospital de Orbigo in pieno stile medievale.

Prezzo: non lo ricordo

Astorga: Albergue “Siervas de Maria” 2**

viaggiare-zaino-in-spalla-pellegrino-di-santiagoL’ultimo strascico di mesetas e dopo 15km circa e ci troviamo finalmente ad Astorga, una città di rara bellezza, viva e ricca di storia e tradizioni, con tante belle cose da visitare e che a me è piaciuta tantissimo. L’albergue parrocchiale in cui ho alloggiato mi è piaciuto un pò meno, si respirava troppa austerità per i miei gusti ma questa è solo la mia impressione. Le camerate erano troppo piene e miste e per ovvi motivi anche la pulizia lasciava un pò a desiderare ma è comunque un posto ok per trascorrere una notte, fatelo tranquillamente, inoltre l’albergue è attrezzato di cucina, lavanderia e zona ristoro. La cosa molto buona di questo posto è che si trova a pochi passi dal centro e questo l’ho trovato molto comodo per gli spostamenti.

Prezzo: 5 euro

El Ganso: Albergue “Gabino” 3***
viaggiare-zaino-in-spalla-el-gansoPian piano si comincia a salire e questo le mie gambe lo hanno percepito forte e chiaro dopo appena 13 km. L’opzione era continuare per altri 7km per arrivare al prossimo albergue ma nel cammino ho imparato ad ascoltare il mio corpo e anche in questa occasione ho fatto più che bene. Mi sono fermata in questo villaggio, di tre case messe in croce, vivo solo grazie al cammino. All’ostello Gabino ho trovato una bellissima accoglienza, una camerata in stile baita con letti in legno e il focolare della stufa accesa, delle caraffe di acqua calda per potermi fare una bella tisana e dei tappeti sul pavimento. Eh si, perché qui in montagna c’è proprio freddino e per fortuna qui sono ben forniti anche di coperte in lana. La cucina, attrezzata un po’ alla meglio ma con tutto il necessario, si trova in una sala condivisa che sta all’ingresso e in cui, vuoi o non vuoi, ti ritrovi a condividere e far parte della grande famiglia di pellegrini intenti a preparare, mangiare, ridere e raccontare le proprie esperienze. Qui, come in molti altri posti, ho vissuto il vero spirito del cammino.

Prezzo: non lo ricordo

Foncebadon: Albergue “Convento de Foncebadon” 2**

viaggiare-zaino-in-spalla-facebadonNon fatevi ingannare dal nome, questo albergue di “convento” non ha proprio nulla ma è una discreta soluzione per la notte se proprio non vi sentite di continuare a salire verso la Cruz de Hierro perché tolto Manjarin, che è un rifugio senza acqua calda né elettricità, il prossimo albergue si trova a quasi 12 km. Certo questo albergue potrebbe essere migliore se avessero il buonsenso di curare certi aspetti importanti per esempio, visto il freddo, non aspettare la notte ad accendere i caloriferi. Per il resto vi dovete aspettare delle camerate miste da 10 posti letto, bagni piccoli, docce condivise, lavatrice ed asciugatrice e un ristorante in cui poter mangiare.

Prezzo: non lo ricordo

Ponferrada: Albergue “Guiana” 4****

Giornata molto impegnativa scendere da 1500mt di altezza e arrivare poi a Ponferrada, sopratutto per chi da Manjarin decide di percorrere la discesa ripida. Io ho optato per la via asfaltata, la statale, che senza grandi problemi mi ha portato a El Acebo… le mie ginocchia mi hanno ringraziato e mi hanno permesso di percorrere ancora diversi km. All’ingresso di Ponferrada, prima di arrivare al Castello, trovate questo bellissimo albergue che sembra ancora nuovo di zecca. Ha la parvenza di un classico ostello della gioventù moderno e certo non troverete il calore di hospitaleros che vi preparano cene comunitarie ma ricordiamoci che siamo in città e bisogna tener conto della differenza. Io qui mi sono trovata benissimo, le camere non sono numerose e ogni pellegrino ha il suo armadietto a disposizione e la luce di lettura con presa corrente in ogni letto. La pulizia è impeccabile, la zona lavanderia è attrezzata con lavatrice, asciugatrice e lavandini, inoltre vi è una pompa di calore che permette alla roba di asciugare rapidamente. L’area ristoro è organizzata con grandi tavolate e la colazione è servita con un buffet in cui troverete di tutto e di più. Il prezzo, anche se un pò altino, vale il servizio reso. Lo consiglio vivamente.

Prezzo: 12 euro

Villafranca del Bierzo: Albergue “San Nicolas El Real” 2**

L’albergue parrocchiale in cui ho alloggiato non è male ma è la solita collegiale con camerate miste, prive di personalità che però devo dire il vero sta volta mi ha stupita poiché, invece dei soliti letti a castello, c’erano delle brande singole… certo un po’ stile ospedale da guerra ma va bene uguale ahahaha. Infondo quel che serve lo trovate, che sia una cucina attrezzata, una lavanderia o una zona ristoro. I bagni sono grandi e tutto mi ha dato l’impressione di essere ben pulito. Non so perché ho messo due stelline, infondo non è male come albergue però, sinceramente, non mi ha lasciato nulla di positivo a parte le risate e la corsa che ho dovuto fare con il mio amico pellegrino per non rischiare di rimanere chiusi fuori. Si perché, sappiatelo, alle 22.00 qui c’è letteralmente il coprifuoco. Buon soggiorno quindi se capitate in questo luogo d’altri tempi.

Prezzo: 5 euro

Trabadelo: Albergue “Casa Susi” 2**

Poteva essere un’esperienza fantastica invece si è trasformata in un incubo. Alloggiare qui è stato per me un vero inferno, per via del freddo. Una casa molto carina quella di Susi, che gestisce amorevolmente con suo marito e che ha reso apparentemente accogliente senza però far fronte alle necessità primarie del pellegrino, ovvero potersi riscaldare qualora arrivasse bagnato e infreddolito e poter lavare la roba e asciugarla anche in caso di maltempo. L’albergue si trova ai piedi della montagna di O’Cebreiro, l’intera casa è priva di ogni forma di riscaldamento e le coperte date in dotazione sono delle finissime copertine estive in pile. La camerata è molto carina, con letti singoli disposti in fila in uno stanzone dai muri in pietra e con travi a vista, esteticamente molto carina ma fredda, anzi no gelida. Ci sono sono due bagni ma grandi e, naturalmente, privi di riscaldamento, proprio come il resto della casa. La cucina non è attrezzata, al massimo ci si può scaldare un po’ d’acqua per un tè, ma se paghi extra ti viene servita una cena comunitaria (porzioni misere ma molto buona e cucinata dalla padrona di casa con i prodotti del loro orto). Si, sarebbe potuta essere una bellissima esperienza ma per me non lo è stata visto che non sono riuscita a chiudere occhio dal freddo. Fuori c’erano -4° (ai primi di maggio) e nemmeno il giubbotto, la maglia termica e il sacco a pelo sono riusciti a riscaldarmi e ad impedirmi di alzarmi la mattina rigida e dolorante. Sicuramente per chi ci passerà in estate sarà una esperienza più gradevole, spero.

Prezzo: 5 euro

La Faba: Albergue “La Faba” 4****

Si sale verso O’Cebreiro a 1300mt. di altezza, un tratto un pochino impegnativo e per molti questo necessita di una tappa intermedia. Quella più gettonata è La Faba e si trova alla base della montagna a circa 900mt. Anche io ho optato per fermarmi qui e salire a O’Cebriero la mattina con gambe riposate e con più energia. Scelta azzeccata anche perché, per salire a La Faba, il percorso è davvero tosto e per me ci è voluto il doppio del tempo per fare i 15 km da Trabadelo. A proposito dell’albergue questo è un luogo di pace che vi consiglio di visitare assolutamente, al di là che vi fermiate o meno per la notte. Si trova affianco alla chiesetta e si affaccia in un belvedere che abbraccia l’intera vallata e che a me ha emozionato tanto. Sulla chiesetta potete apportare il sello alla vostra credenziale e scrivere un pensiero nel libro dei pellegrini. Il cortile è uno splendido luogo di relax, ottimo per una sosta. L’albergue si affaccia in questo bel giardino, sembra quasi di essere in una baita ed è gestita da tedeschi gentilissimi e molto disponibili. Le camerate sono grandi ma confortevoli, con travi a vista, ben riscaldate, letti a castello e coperte a disposizione per tutti. Dove ho dormito io c’erano anche le prese per la corrente su ogni gruppo di 4 letti e, sul lato frontale, anche dei davanzali in cui poter appoggiare le proprie cose. Insomma c’è tutto ciò che occorre, dalla cucina attrezzata alla lavanderia e se volete cucinare c’è, a due passi, un piccolo market dove poter acquistare ciò che occorre. Consiglio questo posto al 100%.

Prezzo: 5 euro

Triacastela: Albergue “Complexo Xacobeo” 3***

Un albergue dallo stile moderno ma con un tocco caliente che ti conquista. Travi a vista, legno ovunque, una bella stufa a legna nella sala centrale e delle persone molto gentili che gestiscono la struttura. Non è il classico albergue, sa più di ostello o di hotel, ma è abbastanza accogliente. Ve lo consiglio.

Prezzo: 10 euro

Samos: Albergue “Val de Samos” 3***

Come quello precedente anche questo albergue è molto ben tenuto, pulito e sembra quasi nuovo. Ha tutto ciò che occorre, persino una super cucina attrezzata di tutto punto. Non vorrei sbagliarmi ma credo si tratti di un albergue comunale, comunque la ragazza che c’era era molto gentile e disponibile, il posto è accogliente e ve lo consiglio.

Prezzo: 10 euro

Sarria: Albergue “San Lazzaro” 2**

Non ho mai prenotato nessun albergue sul cammino di Santiago. A Sarria, per la prima volta, mi sono trovata in seria difficoltà. Sarria, ricordiamolo, è la città in cui confluiscono diversi cammini ed è anche il punto di partenza di moltissimi pellegrini che scelgono di fare gli ultimi 100km, il minimo per poter richiedere la Compostela. Dopo un po’ di giri in tondo, quando avevo quasi perso le speranze e credevo di dover fare altri km per poter raggiungere la tappa successiva, ho visto in lontananza questo albergue molto carino, non molto distante dalla stazione, gestito da mamma e figlia, Maria e Marisa, dolcissime e molto gentili. Il posto sembra una vecchia scuderia ristrutturata e resa davvero molto accogliente. La camerata in cui ho alloggiato è ben riscaldata, i letti a castello sono separati con dei pannelli e dotati di comodini e prese per la corrente. La sala esterna in cui si può mangiare non è dotata di cucina ma c’è un microonde disponibile e delle macchinette per caffè e bevande. L’unica cosa che non mi è piaciuta sono le docce, divise solo da una tendina striminzita. Fortunatamente i bagni sono divisi per sesso però la privacy lasciava comunque un po’ a desiderare. Se ve lo consiglio? Ni… se non trovate di meglio è comunque un buon posto per passare la notte.

Prezzo: 10 euro

Portomarin: Albergue “Pons Minea” 3***

Non l’ho visto nell’elenco degli albergues e questo mi fa pensare che sia nuovo ma vi posso assicurare che alloggiare qui ne vale la pena. Ottimo ristorante, personale gentile, camerate miste e un po’ affollate ma ordinato e pulito. Bagni grandi e puliti. Prese per la corrente in più punti della camerata. Si trova poco dopo la scalinata, proprio vicino alla grande scritta Portomarin, e nella via che continua per il cammino. L’albergue, per chi fosse interessato, è anche una Spa. Nella strada adiacente infine, la mattina presto, fanno il mercato. Li ho visti preparare banchi di pesce fresco e insaccati del posto mentre passavo.

Prezzo: non lo ricordo

Palas de Rei: Albergue “Outeiro” 4****

Albergue molto carino e giovanile, credo sia un comunale. L’hospitalero era davvero molto gentile e premuroso. Il posto è uno dei più puliti che abbia visto nel cammino, ordinato e super attrezzato di tutto, quindi se volete cucinare potete farlo. I bagni, anche se misti, sono belli grandi quindi ci si può fare la doccia tranquilli tranquilli, con tutta la privacy e la comodità che volete. I posti letto sono dotati anche di armadietto personale. La lavatrice e l’asciugatrice sono come sempre a pagamento ma se volete lavare i panni a mano potete farlo tranquillamente e stenderli nel cortile adiacente. Io mi sono trovata benissimo e ve lo consiglio assolutamente.

Prezzo: non lo ricordo

Melide: Albergue “Azequiel” 4****

Melide, e sopratutto Azequiel, sono diventati tappa d’obbligo per mangiare il famoso Pulpo alla Galega che io trovo a dir poco squisito. Alloggiare da Azequiel è stata una bella sorpresa perché inizialmente non sapevo di essere nel luogo più popolare della galizia gastronomica. Azequiel infatti è ormai un simbolo e fermarsi qui, almeno a mangiare, è quasi un rito. L’albergue si trova in una stradina attigua alla pulperia, è un bellissimo posto molto pulito e ben tenuto, con cucina attrezzata, bagno immenso e camerata super lusso con sei posti letto divisi da tendine separatorie e comodino con lune e presa della corrente. In dotazione ogni letto ha anche un piumone a disposizione e, udite udite, il letto ha anche le lenzuola!! Fermatevi qui, non ve ne pentirete.

Prezzo: non lo ricordo

Arzua: Albergue “Via Lattea” 4****

L’albergue è molto grande, carino, pulito e attrezzato, con uso cucina, letti in legno e delle stufe a legna sull’ingresso e sul corridoio. I bagni sono numerosi, puliti e ben tenuti. Le zone sono ben divise e non si rischia il sovraffollamento. Ah, potete farvi anche il massaggio ai piedi ahahah. Secondo me è un buon posto per fermarsi, anche se non c’è molto contatto con gli hospitaleros.

Prezzo: non lo ricordo

Pedrouzo: Albergue “Trisquel” 4****

Ormai manca davvero poco a Santiago e fermarsi a Pedrouzo, per gustarsi meglio l’arrivo, è ormai consuetudine tra i pellegrini. Anche per questo motivo il pienone degli albergues è un rischio che, purtroppo o per fortuna, io non avevo calcolato. Ma si sa, il cammino sa sempre trovarti la soluzione migliore se ti sai affidare e io ho trovato, quasi per caso, questo splendido albergue moderno, giovanile e super attrezzato. La cosa che mi ha colpita a primo impatto di questo luogo è il colore bianco, un misto di ospedale e centro Spa. A prescindere da questo, qui troverete tutto ciò che occorre, anche la cucina attrezzata o una coperta se vi occorre. I bagni sono misti ma abbastanza comodi e spaziosi, la sala è munita di comodi divani, una libreria e lunghe tavolate. Per lavare i panni io ho usato la lavatrice ed asciugatrice, non ricordo ci fosse lavatoio o posto in cui stendere ma probabilmente si. Le ragazze alla reception erano molto gentili ma scordatevi il calore degli hospitaleros conosciuto lungo il cammino. Comunque vi consiglio questo posto, io mi sono trovata benissimo.

Prezzo: non lo ricordo

Santiago de Compostela: Albergue “The Last Stamp” 4****

Eccoci finalmente, al termine del cammino. Emozione e commozione possono però faci scordare che, qui a Santiago, alloggiare senza prenotare è un vero e proprio delirio. Si trova, certo, ma diciamocela tutta siamo stanchi e la voglia di girare in cerca di alloggio proprio non c’è. Io come sempre non ho prenotato nulla, fino a quando non sono arrivata qui e mi sono resa conto che, forse forse, sarebbe stato il caso di farlo. Così ho preso il cellulare e sono andata sulla mia App preferita (booking.com) e ho prenotato l’albergue più economico a disposizione nel centro perché voglia di fare troppa strada non ne avevo. Ho trovato questo albergue molto carino e moderno, ben attrezzato, con un bagno grandissimo e camere non troppo numerose. I letti, a castello, sono divisi da pannelli di separazione e ogni posto letto è dotato di armadietto, luce da lettura e presa di corrente. Sinceramente ve lo consiglio. Oltretutto la ragazza alla reception è stata davvero molto gentile e disponibile. Mi sono trovata benissimo.

Prezzo: 18 euro

Finisterre: Albergue “La Espiral” 5*****

Ultima tappa, voglia di un letto comodo e di una stanza tutta mia. Sull’autobus per Finisterre decido di prenotare il mio albergue. Uso sempre la mia amata applicazione, una vera comodità per chi viaggia spesso. Mi faccio attirare dal nome, Espiral, e dal suo logo, una spirale… io amo le spirali, simbolo di vita e di rinascita. Non ho dubbi, è un segno, trascorrere il mio ultimo giorno, alla fine del mondo, in un luogo dal nome così simbolico e mistico non è un caso. Prenoto. Ma decido di prendere la stanza singola, oggi è il mio giorno e va festeggiato. Arrivo in questa casa e vengo accolta come in famiglia, nemmeno il tempo di mettere giù lo zaino che mi ritrovo attorno ad un tavolo a pranzare e ridere con loro, la meravigliosa Fatima e la sua ciurma di volontari e pellegrini. Una grande famiglia. Condivisione, sorrisi e disponibilità garantiti. L’albergue è molto carino, le camere si trovano su diversi livelli, la stanza con letti a castello e poi la mia stanza con letto matrimoniale, un sogno! Dalle camere la vista del paesino e, in lontananza, il mare. Il posto è pulito, i bagni sono grandi. Pranzi, cene e colazioni sono condivise con un donativo. La posizione è ottima, vicina al centro, alla fermata del bus e alla via che porta al faro. Insomma ve lo consiglio al 100% e non solo… per me è stato, assieme al San Miguel di Hospital de Orbigo, al San Anton al donativo di Granon, l’albergue migliore in assoluto di tutto il cammino francese.

Prezzo: non lo ricordo

Questo è tutto, spero che le mie recensioni possano esservi di aiuto ma aspetto comunque le vostre esperienze, qui giù sui commenti.

Buon Cammino a tutti!

Sylvié


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Danimarca, escursione al parco di Bernstorff sull'isola di Sjaelland

A pochi chilometri dalla città di Copenaghen, circa 10 km dalla stazione centrale, c'è un luogo meraviglioso che vale la pena visitare e che purtroppo la maggior parte dei turisti non conosce.

Io vi ci porto virtualmente perché è davvero un posto speciale.

Ci sono stata da poco, zaino in spalla, per fare un po' di allenamento in vista della mia prossima partenza di cui presto vi parlerò. Ne sono rimasta letteralmente colpita.

Si tratta del Palazzo Bernstorff e del suo immenso parco.

Questa residenza danese di fine '700 in stile rococò francese, situata nella regione del Sjaelland è a pochi chilometri dalla capitale. Era stata inizialmente fabbricata per un conte danese, ministro delle finanze, successivamente acquistata da re Cristiano VIII come residenza estiva reale.

Il parco, una vasta area di quasi 8mila mq che circonda la villa, è ripartito in diverse zone tematiche tra cui una fitta area boschiva, uno spiazzo erboso con vicino una caffetteria, la serra, il giardino con roseto e frutteto in cui si trova un cottage con tetto in paglia chiamato "la casa del té" ed infine un piccolo laghetto artificiale con un'area dedicata all'equitazione.

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laghetto artificiale

Bernstorffs parken  è una vera chicca naturalistica, frequentata dai tanti danesi residenti nelle aree circostanti di Gentofte, Charlottenlund e Ordrup. La zona è poco turistica ma questi quartieri sono considerati molto prestigiosi ed ancora poco accessibili agli stranieri che abitano a Copenaghen.

Probabilmente anche per questo qui aleggia una sorta di impronta danese di stampo regale. La cosa che però mi ha colpita maggiormente è che i parchi e i giardini sono sempre accessibili al pubblico, gratuitamente.

Potrete quindi entrare dal cancello principale, attraversare il viale, percorrere i sentieri, spingervi fino al bosco, arrivare al giardino in cui si trova il cottage, fare una rilassante esperienza olfattiva e una degustazione di tea pregiati, oltrepassare i piccoli cancelli in legno e immergervi tra le coltivazioni di fiori e frutta. L'intero percorso è lungo circa 5 o 6 km.

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cottage e giardino

Come arrivarci

Prendete il treno S-Tog dalla stazione centrale København H oppure da Nørreport St. linea B direzione Holte St. e scendete a Gentofte St.

Da qui ci vogliono circa 8 minuti di camminata per arrivare all'ingresso secondario del parco, nella parte est. Vi troverete praticamente vicino al cottage e al roseto.

Cosa vedere nei dintorni

Se volete dedicare la giornata a visitare anche i dintorni della zona, l'hinterland offre moltissime attrattive tra cui mare e bosco.

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obelisco

Appena usciti dall'ingresso principale del parco vi ritrovate alla rotonda Femvejen Rundkørsel con al centro un obelisco dei primi del '900 che snoda cinque importanti vie:

La Jægersborg Alle vi conduce direttamente al mare, al Charlottenlund Beach Park e al suo fortino.

La Vilvordevej e un pezzetto della Klampenborgvej vi condurranno invece a Klampenborg, uno dei boschi più belli e famosi dell'isola Sjaelland.

Klampenborg c'è anche il parco divertimenti di Bakken, famoso per essere la residenza estiva di Babbo Natale. L'ingresso è gratuito ma è aperto solo in estate.

L'intera area boschiva è comunque piena di sentieri frequentati da famiglie e da chi va a fare running.  Se siete fortunati potrete incontrare anche i cervi ma di questo vi parlerò su un articolo più approfondito dedicato al bosco di Klampenborg.

Buona camminata!

Sylvié


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Albergues sul cammino francese, le mie recensioni da Saint Jean Pied de Port a Leon (parte 1)

Tra il 2017 e il 2018 ho intrapreso il cammino di Santiago scegliendo di fare la via Francese poiché maggiormente organizzata sul fronte pernottamenti, in vista della mia necessità fisica di spezzare le tappe e rendere quindi possibile il mio cammino nonostante i diversi problemi di salute.

Il cammino francese vanta infatti una frequenza talmente alta di pellegrini ogni anno da aver permesso agli hospitaleros, anche privati, di aprire albergues in ogni dove e di aumentare così la possibilità dei pellegrini di fermarsi oltre la tappe suggerite dalle guide. In questo modo si ha reso possibile la partecipazione al cammino anche a chi, come me, ha problemi a percorrere troppi km al giorno.

Se prima, per trovare alloggio, si dovevano fare forzatamente dai 25 ai 30 km al giorno ora si può trovare facilmente un letto anche ogni 5 o 10 km. Questa è stata una grande conquista e probabilmente anche uno dei tanti motivi che ha reso il cammino un'esperienza profonda realizzabile da tutti.

Con queste recensioni vorrei dare delle indicazioni sulle tappe che io ho percorso e magari agevolare chi vorrebbe partire ma ha paura di farlo perché non riesce a percorrere lunghe distanze. Con questo però non voglio influenzare le vostre scelte, ognuno è giusto che faccia il proprio cammino e le proprie esperienze.

Una importante considerazione è però necessaria: gli albergues, soprattutto quelli non privati (comunali, parrocchiali e donativi) sono gestiti da volontari che cambiano a rotazione quindi se la presenza di un hospitalero ha reso negativo il vostro soggiorno in un algergue non necessariamente quell'albergue va considerato in modo negativo. Lo stesso vale per la pulizia, un anno può essere pietosa e quello dopo perfetta, quindi stiamo cauti nelle nostre scelte e cerchiamo di valutare il luogo in cui ci fermiamo seguendo sopratutto il nostro intuito e non il sentito dire.

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zaini in albergue

ALBERGUES SUL CAMMINO FRANCESE

da Saint Jean Pied de Port a Leon

leggenda: 1*pessimo - 2**migliorabile - 3***buono - 4****ottimo - 5*****eccellente

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- 2017 -

Saint Jean Pied de Port: Albergue "Le Chemin vers l'Etoile" 3***

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-sjpdpHo trascorso qui la mia prima notte, assieme ai primi compagni di viaggio incontrati sulla via. Dopo una buona cena comunitaria e le raccomandazioni paterne del nostro hospitalero su come affrontare al meglio la salita sui Pirenei, ho trascorso la notte quasi insonne per via dell'agitazione e l'emozione. Non ho avuto quindi modo di notare quanto il posto fosse pulito o comodo ma solo di godere appieno della gentilezza e della buona ospitalità. Le Chemin vers l'Etoile è un buon albergue che consiglio.

prezzo: non lo ricordo

Valcarlos: Albergue "Luzaideko" 3***

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-valcarlosNonostante abbia percorso la parte alta del cammino, giunta alla collegiale di Roncisvalle non ho trovato posto per dormire, poiché sono arrivata molto tardi. Con un giro di telefonate eseguite dai volontari della collegiale, e constatato che nemmeno nella tappa successiva vi era più posto, sono stata rispedita indietro nella vallata a Vancarlos. In questo albergue sono stata ferma due notti per affaticamento (consiglio del medico di roncisvalle) e la gentilezza e le attenzioni di Signora Maria, l'hospitalera, mi sono state molto utili e non le scorderò mai. L'albergue è di poche pretese ma è stato molto utile avere una cucina a disposizione in cui poter cucinare qualcosa visto che non avevo la forza di uscire in giro a cercare da mangiare. Direi che è un luogo discreto in cui poter alloggiare.

prezzo: non lo ricordo

Zubiri: Albergue municipale del pellegrino 2**

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-zubiriRipartita da Roncisvalle, dove ero arrivata due giorni prima e dove mi sono fatta riaccompagnare, ho percorso la tappa fino a Zubiri con molta debolezza in corpo e mi sono fermata in questo paesino sperando di capitare in un luogo accogliente in cui riposare un giorno in più. Ma devo dire che il municipale di Zubiri è tutto tranne che accogliente, vuoi per le sue due grandi camerate che ricordano tanto gli ospedali della seconda guerra mondiale, vuoi perché i servizi si trovano in zone esterne e separate dalla zona notte e che quindi per andare in bagno devi percorrere tutto il cortile al freddo (a fine aprile c'era parecchio freddo) è stato quindi un fermo poco piacevole. Per mangiare mi sono recata al bar vicino ma il giorno dopo ho scoperto che sempre all'esterno vi era anche una sala ristoro con annessa cucina in cui potersi preparare eventualmente da mangiare. Sono stati due giorni lunghi e noiosi ma che mi hanno permesso di riprendere le forze e ricominciare a camminare con nuovo entusiasmo.

prezzo: 8 euro

Zuriain: Albergue "La Parada de Zuriain" 4****

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-zuriainPer non stancarmi troppo, vista l'esperienza traumatica iniziale che ha messo a dura prova il mio organismo, ho deciso che avrei percorso un cammino in lentezza e ascoltato maggiormente il mio corpo. Dopo 10km di sali e scendi continui, in un percorso comunque molto piacevole, mi sono fermata nel piccolo borgo di Zuriain (2 case messe in croce) solo per mangiare qualcosa e prendere fiato ma visto il cielo livido e l'imminente acquazzone in arrivo, ho deciso di ascoltare il mio istinto e di concludere li la mia tappa, scelta azzeccata. L'albergue è molto bello, sembra una vera e propria baita di montagna, con i letti in legno e un grande camino nella sala da pranzo. Qui ho fatto diverse conoscenze piacevoli tra cui un signore danese e una coppia di Coreani molto simpatici. La cena collettiva è stata abbondante e molto buona. Lo consiglio vivamente.

prezzo: non lo ricordo

Pamplona: Hostel "Bearan" 3***

Arrivata a Pamplona e desiderosa di un letto comodo e un po' di confort in più, ho deciso di non alloggiare in albergues ma di prendere un hostel che in Spagna sono l'equivalente dei nostri alberghi. Ho trovato, grazie all'ufficio del turismo, una stanza d'albergo a prezzi modici (per essere a Pamplona) e qui mi sono letteralmente spiaggiata in un riposo divino che è durato un intero pomeriggio. Doccia calda in un bagno tutto mio e poi in giro per la città. Un piccolo sfizio che mi sono voluta regalare.

prezzo: 45 euro

Zeriquiegui: "La posada de Ardogi" 2**

Arrivata in questo paesino dopo appena 10km da Pamplona, ho deciso di ascoltare ancora una volta il mio corpo ancora troppo spossato e fermarmi qui per la notte. Vicino alla chiesa di San Andrés c'era un albergue chiamato La posada de Ardogi che ho saputo hanno chiuso. Nulla di strano se magari vedrete che invece è aperto, spesso capita che queste strutture cambino solo gestione comunque tenete in considerazione che non è detto esista ancora. Nulla di che, non vi siete persi tanto. In alternativa, se proprio volete fermarvi a Zeriquiegui, c'è l'albergue San Antreas ma non so darvi alcuna recensione, non I'ho proprio visto.

prezzo: 10 euro

Muruzabal: "Albergue Muruzabal" 3***

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-muruzabalAltri 10km e siete in un paesino che sembra uscito da un film Wester o almeno è questa l'impressione che mi ha dato Muruzabal. Sono stata molto felice di essermi fermata qui dopo la dura salita e l'ancor più ardua discesa dell'Alto del Perdon. Passare la notte qui mi ha permesso di visitare, in tutta calma, il vicino eremo templare di Eunate. Vicino relativamente, tra andare e tornare ci vogliono 5km ma sono stata felice di farli, ne vale la pena. Fermarmi all'albergue di Muruzabal è stata una buona soluzione, il luogo è semplice ma pulito e il nostro hospitalero si è dimostrato veramente cordiale e disponibile. Ha cucinato per noi, chiacchierato con noi e si è persino unito a noi quando abbiamo deciso di recarci nell'unico bar esistente del paese. Tordando al discorso dell'albergue e di come mi sono trovata direi che conservo un buon ricordo, c'erano pochi letti per stanza, c'era la cucina aperta a tutti e la possibilità di fare lavatrice e asciugatrice. Ottima e abbondante colazione, un po' meno la cena ma perché io non amo molto le zuppe. Un'altra cosa molto utile che ho notato è che c'era la possibilità di fermarsi anche con i cavalli, infatti tra le persone che ho conosciuto quella sera c'era anche una coppia di cavallerizzi che ci ha raccontato intrepide avventure in giro per il mondo.

prezzo: non lo ricordo

Zirauki o Cirauki: "Albergue Maralotx" 4****

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-ciraukiLa scelta di non fermarmi nelle tappe principali è sempre stata azzeccata ma non so se Puente La Reina valesse la pena essere visitata con più calma, io l'ho attraversata di sfuggita, percorrendo il suo lungo e bellissimo ponte in pietra per poi camminare diversi chilometri e giungere in un borgo molto particolare e suggestivo, con le case in pietra letteralmente abbarbicate su un alto colle roccioso. L'albergue Maralotx mi è piaciuto molto, pulito, colorato, ordinato e accogliente. La cena collettiva si poteva gustare in un ristorante adiacente, credo gestito dallo stesso albergue, che sembrava scavato dentro la roccia, molto carino e in stile rustico. Ottima la cena e la compagnia.

prezzo: non lo ricordo

Estella: parrocchiale "San Miguel" 3***

Albergue donativo con colazione comunitaria, semplice ma carino, nulla di troppo pretenzioso ma per passarci una notte va benissimo, le persone sono state molto cordiali e ho un piacevole ricordo. Inoltre avete a disposizione anche la cucina per cucinarvi ciò che volete. L'unica nota dolente è solo un bagno, uno per le donne e uno per gli uomini, secondo me troppo pochi per il tanto di letti a disposizione.

prezzo: donativo

Villamayor de Monjardin: "albergue Villamayor de Monjardin" 3***

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-villamayorAlbergue comunale credo, molto carino, pulito e ordinato, con i letti a castello in legno e bagni spaziosi. Non ricordo tanto di questo posto, è rimasto un pochino anonimo e privo di personalità ma è stato un buon posto dove passare la notte. C'è anche una piccola bottega proprio di fronte per cui potete fare la spesa e cucinarvi la cena perché c'è una bella cucina, attrezzata con tutto il necessario.

prezzo: non lo ricordo

Torres del Rio: "albergue La Plata de Oca" 3***

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-torres-del-rioAlbergue molto caratteristico con all'interno un ristorantino niente male, dai muri in pietra e con i tavoli di legno scuro. L'ambiente sa molto di taverna medievale, in ogni angolo vi è appeso qualche cimelio, spada, scudo o arnese che ricorda il passato. Le camerate sono sistemate sotto un tetto con travi a vista, non ricordo molto dei bagni e della pulizia ma essendo un ambiente grande con il passaggio di molti pellegrini non garantisco sul pulito impeccabile.

prezzo: non lo ricordo

Logrono: "albergue Santiago Apostol" 3***

Questo albergue era ben organizzato e possedeva parecchi posti letto, vi erano delle tendine per la privacy e delle piccolissime cassette portaoggetti per riporre effetti personali con dentro anche lo spinotto per ricaricare il cellulare. La sala dove poter mangiare era enorme, con lunghe tavolate e un piccolo chiosco interno in cui poter ordinare caffè o altro. Pulizia nella media.

prezzo: non lo ricordo

Navarrete: "albergue de Peregrinos" 3***

Albergue municipale ben attrezzato e pulito ma che non mi è rimasto particolarmente impresso.

prezzo: non lo ricordo

Najera: albergue "Puerta de Peregrinos" 4****

Albergue molto carino e ben attrezzato ma anche preso d'assalto da moltissimi pellegrini. Consiglio di arrivare presto e comunque di mettere in conto un bel po' di fila. Le camere sono molto accoglienti, i letti sono in legno e pochi in ogni stanza. Gli hospitaleros molto gentile, mi hanno voluto portare persino lo zaino perché sono previste delle scale per andare alle camere.

prezzo: non lo ricordo

Cirueña: albergue "Virgen de Guadalupe" 2**

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-ciruenaNonostante in questo albergue mi sia divertita da matti e questo posto mi sia rimasto impresso non posso certo dire che sia uno tra i migliori albergues incontrati. Un po' per la pulizia che lasciava a desiderare, un pochino per la stranezza del suo proprietario, un pochino anche per la presentazione dell'insieme sta di fatto che mi sento di consigliarlo. Sta di fatto che la compagnia e le situazioni che si creano in un albergue che prevede una cena comunitaria sono comunque speciali, quindi non fatevi condizionare dal mio giudizio. L'hospitalero è un pittore e, come tutti gli artisti, è anche un personaggio un po' particolare. La sua casa è vecchia e un pochino sgangherata, forse questo ha contribuito nel giudizio finale.

prezzo: non lo ricordo

Grañon: albergue parrocchiale "San Juan Bautista" 5*****

Albergue donativo in cui ho vissuto una delle più belle esperienze del cammino. Quando si dice "stare in campana" ahahah.. beh, noi invece abbiamo dormito sul campanile. Si tratta di un'ala della chiesa di Grañon adibita ad albergue. Si presenta molto accogliente, pulito e dall'arredamento caratteristico, in stile rustico, con il caminetto e una grande tavolata al centro della sala dove viene organizzata una incredibile cena comunitaria in cui tutti sono coinvolti attivamente. Non mancano canti, scambi emozionanti, abbracci e una "incursione" nell'altra ala della chiesa in cui si svolge un suggestivo rituale che mi ha commossa ed emozionata tantissimo. Si dorme in terra, su dei materassini di pelle morbidi. Anche questa cosa, a primo impatto strana, poi diventa suggestiva. Gli hospitaleros sono eccezionali e si prodigano per coinvolgere i pellegrini nelle attività. Si respira il senso di comunità e questa è davvero una nota aggiuntiva che rende questo uno tra i luoghi più magici del cammino. Naturalmente lo consiglio fortemente, esperienza indimenticabile.

prezzo: donativo

Tosantos: albergue "Los Arancones" 3***

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-tosantosAlbergue privato che mi è apparso un po' come un'oasi nel deserto dopo aver percorso 20 km sotto il sole tra vigneti e campi di grano. Sono arrivata qui che non credevo ai miei occhi... prato verde, spiaggine per prendere il sole, bar dove potersi ristorare e gente in pieno relax. Non ci ho pensato due volte. Non ricordo se fosse pulito ma la gentilezza dei proprietari è indiscutibile, mi hanno persino dato il phon per asciugarmi i capelli e hanno pensato loro alla lavatrice. Che dire, non so se per fortuna o per la troppa stanchezza io qui mi sono trovata benissimo.

prezzo: non lo ricordo

San Juan de Ortega: albergue "San Juan de Ortega" 2**

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-san-juan-de-ortegaDopo circa 18 km sotto il sole e una voglia infinita di fermarmi (purtroppo nei 12 km prima non c'è proprio possibilità di farlo) sono arrivata in questo albergue situato nel bel mezzo del nulla e ho deciso di fermarmi. A primo impatto il luogo è carino perché si trova in una bella piazza vicino ad un bellissimo Monastero, a cui da quanto ho capito fa capo l'albergue quindi penso sia un parrocchiale. Ma sinceramente non me la sento di consigliarlo e se potete andare oltre troverete sicuramente di meglio. Sono le solite camerate aperte con decine e decine di pellegrini tutti insieme, tanta confusione e zero privacy, ma sopratutto non mi è parso per nulla pulito. La cena, servita dai volontari, era poco sostanziosa e nemmeno molto invitante. Infine per stendere i panni ho dovuto farlo a rate perché non c'era abbastanza posto. Nei dintorni non c'è nulla, l'unica attrazione del posto è un piccolo bar affianco all'albergue.

prezzo: non lo ricordo

Cordeñuela Riopico: albergue "Via Minera" 4****

Dopo qualche km dallo splendido sito di Atapuerca, che io ho trovato assolutamente fantastico ed emozionante, si trova un albergue che è un sogno ad occhi aperti. Sembra una grande villa con piscina e, nonostante il dormitorio sia una grande camerata, l'ho trovato molto pulito e accogliente. In realtà ci sono anche delle stanze con pochi posti letto e se siete fortunati potrete dormire in camere meno affollate. I bagni sono super lusso, grandi e con la doccia a idromassaggio che fa persino la cromoterapia. La sala da pranzo è praticamente un ristorante in cui viene servito, a pagamento, un menù del pellegrino da far leccare i baffi. Oltre ad essere, la villa stessa, un luogo di relax si trova in un contesto piacevole da vedere. Consiglio vivamente una sosta in questo paradiso.

prezzo: 5 euro

Burgos: "albergue municipale" 3***

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-burgosCome spesso capita per i municipali anche quello di Burgos è impeccabile sotto il punto di vista organizzativo ma pecca sul lato della personalità. Ci si trova in grandi camerate super attrezzate, con tanto di tendina per la privacy, luce di lettura e spinotto per la corrente personali, grande cucina attrezzata, tavolate e macchinette per bevande e snack, bagni grandi, tutto abbastanza pulito ma ahimè manca quel contatto umano con il tuo hospitalero, con i pellegrini che incontri poiché con tanta gente è difficile instaurare momenti di condivisione se manca il collante. Ma questo è come l'ho vissuto io in solitaria e non è detto che vi accada la stessa cosa. Ad ogni modo è un buonissimo punto in cui alloggiare, al centro della città e a due passi dalla cattedrale. Ve lo consiglio.

prezzo: 5 euro

Hornillos del Camino: "albergue municipale" 2**

viaggiare-zaino-in-spalla-albergue-hornillos-del-caminoLo so, nel cammino ci si adatta ma non mi sono mai trovata malissimo in nessun luogo come in questo albergue. Ovvio, la mia esperienza non sarà mai la vostra ma, se volete un mio parere personale, evitatelo. Pulizia nella norma, anche se non al top. Letti a castello ravvicinati tanto che ti ritrovi praticamente a dormire a stretto contatto con uno sconosciuto. Quello che però mi ha lasciata veramente basita è la totale assenza di accoglienza e di sensibilità. Sono arrivata in questa tappa che ero febbricitante e dolorante e quando dei letti a castello rimasti mi è stato dato il letto superiore ho chiesto più volte disperatamente che mi venisse sostituito perché, pur provandoci, non riuscivo proprio a salire talmente ero stremata e con un ginocchio a pezzi. Mi è stato negato categoricamente. Ho pianto lacrime amare e sono stata per fortuna aiutata da un pellegrino a salire, prima di crollare in un sonno profondo che per fortuna mi ha rimessa in piedi per poter affrontare la tappa successiva.

prezzo: non lo ricordo

Rovine di San Anton: "albergue San Anton" 5*****

Dopo Burgos, in un cammino piatto che ci ricorda di essere ancora nel cuore delle mesetas, vi sono diversi posti in cui potersi fermare ma io avevo tanta voglia di camminare e sono andata oltre la tappa per giungere, con grande emozione, in uno dei luoghi che attendevo di visitare per tutto il cammino. Si tratta dei ruderi di un antico monastero di probabile origine templare. Le sue rovine si ergono maestose e conservano ancora quell'alone di energia mistica che ti fa prostrare in un devoto raccoglimento. Dentro questo sito vi è un albergue molto particolare in cui il tempo sembra essersi fermato. Fermarsi qui è un dono per la nostra anima. Ma vi avviso, probabilmente non è un luogo adatto a tutti o perlomeno non a chi è in cerca di confort e di tutti i servizi. A San Anton non c'è elettricità, non c'è acqua calda, i panni si lavano alla fonte e dentro le mura, come per magia, il segnale internet non prende quindi vi ritroverete fuori dal mondo in un incredibile salto nel passato. Tutto questo per me è valso 5stelle, per l'incredibile ospitalità, per il cuore e la condivisione, per la cena e la colazione condivisa a lume di candela, per quel momento di riflessione in cui lavavo i panni circondata dal verde e non ultima la sensazione di sentirmi a casa. Esperienza bellissima che vi consiglio vivamente di fare. Perché sono questi i momenti davvero magici che il cammino sa regalarti e che ti lasciano qualcosa di profondo dentro.

prezzo: donativo

Itero del Castillo: "albergue San Nicola" 3***

A circa 12km da San Anton vi è un altro albergue donativo che in molti considerano straordinario. Mi sono fermata qui perché dopo una salita ho cominciato ad accusare una fitta alla caviglia. In questo albergue tutto sommato mi sono trovata bene ma sinceramente non mi sento di considerarlo eccezionale come in molti mi avevano fatto credere, questo conferma il fatto che ogni esperienza è davvero personale. Si tratta di un donativo, gestito da una confraternita italiana, peccato che io di italiani o persone che parlassero italiano non ne ho visto nemmeno l'ombra. L'albergue si trova letteralmente dentro la piccola chiesetta di San Nicola, purtroppo io sono capitata nei letti disposti nella zona bassa della chiesa dove la zona notte è letteralmente sistemata nella sala da pranzo e nella cappella delle funzioni. Non ci sono muri divisori. I bagni e la lavanderia, inoltre, si trovano all'esterno, cosa comunque molto comune a molti albergues. Prima della cena si è svolta la funzione religiosa con tanto di lavaggio e bacio dei piedi da parte degli hospitaleros, cosa che mi ha messo particolarmente a disagio. Non ero costretta a farlo, sia chiaro, sta di fatto che me ne sono pentita amaramente e ancora oggi, se ci penso, rabbrividisco al pensiero che un essere umano si possa umiliare in quel modo, inchinandosi a baciare i piedi di uno sconosciuto. Comunque questo è solo un mio pensiero personale, l'albergue in se non è poi così male.

prezzo: donativo

Boadilla del Camino: albergue "En el Camino" 3***

Albergue molto carino esteticamente, con vasto prato verde e piscina che ti fanno sentire in una piccola oasi di relax. La zona notte invece è un po' meno curata, ha una grande camerata, i bagni in comune e la pulizia non proprio al top. Diciamo che però per una notte non è niente male.

prezzo: non lo ricordo

Ledigos: albergue "La Morena" 3***

Albergue molto carino, pulito e ben organizzato ma senza un grande coinvolgimento da parte degli hospitaleros che lo gestiscono. Ci sono arrivata in taxi dopo che, a metà della tappa tra Fromista e Carrion de Los Condes, oltre alla caviglia indolenzita ho cominciato ad accusare dei disturbi intestinali che mi ha messa al tappeto per diversi giorni. In questo albergue, infatti, ho trascorso due notti per riprendere le forze e poter continuare a camminare. Devo dire che tutto sommato mi sono trovata bene. l'albergue è ben attrezzato di tutto, ha anche una cucina e i bagni sono grandi e divisi per sesso, i letti sono comodi, le prese non proprio a portata di mano ma ci sono. Per mangiare c'è anche il ristorante annesso (l'unico del circondario) perché se volete usare la cucina dovete fare i conti con il fatto che nel villaggio non troverete nessun market e neppure un negozio di nessun genere, solo una manciata di case, di capannoni agricoli, una chiesetta con cimitero annesso e la bellezza di 80 abitanti in totale. Si, mi sono sentita letteralmente fuori dal mondo.

prezzo: non lo ricordo

Sahagun: "Albergue Municipal Cluny" 2**

Arrivata a Sahagun con la febbre e una tendinite al piede ho deciso di fermarmi qui per la notte, precisamente nell'albergue municipale. Come abbiamo potuto notare in questo tipo di albergues spesso non vi è alcun rapporto tra pellegrini e hospitaleros ma sono generalmente dei luoghi ben organizzati. Diciamo che non è stata la migliore esperienza a livello emozionale ma è comunque una valida struttura per passare una notte decente. La fila di letti a castello sono ben disposti e non ci si disturba a vicenda, la cucina a disposizione è ben attrezzata ma è aperta, quindi il vociare di chi mangia spesso in gruppo può disturbare chi dorme. I bagni sono stati una piccola nota dolente, non mi sono sembrati pulitissimi e la struttura mi ha dato l'idea di essere vecchia e fatiscente. Per il resto ci si adatta, non è stato così male.

prezzo: 5 euro

Leon: Albergue "Las Carbajalas" conosciuto come il "Monastero delle Benedettine" 3***

Mi sono svegliata a Sahagun che non potevo mettere il piede in terra, figurarsi camminare, così ho fatto la cosa più sensata che potessi fare... ho fatto i 17km che mi mancavano per arrivare a Leon in treno. Arrivare all'ostello, a piedi dalla stazione dei treni, è stato un delirio nonostante l'albergue delle benedettine sia abbastanza vicino. Sono stata accolta in questo luogo con gentilezza e amorevolezza, aiutata in tutto persino nel lavare la roba. Mi sono fermata qui 4 notti prima di prendere la dolorosa decisione di interrompere a Leon il mio cammino. Ho trascorso qui 4 giorni bellissimi, nonostante il dolore, e fatto splendide amicizie che conservo nel cuore. L'albergue è, come tutti i monasteri, pensato per accogliere centinaia di pellegrini e con così tanti numeri purtroppo può capitare che periodicamente arrivino persone che si portano dietro le cimici da letto, come mi era stato segnalato tempo prima, ma io sinceramente non ne ho mai vista una tantomeno in questo posto che, al contrario, ho notato essere pulito, ordinato e ben organizzato. Certo le camerate sono numerose ma, nel limite del possibile, divise per sesso. I bagni ugualmente. La cucina non è ben attrezzata per cucinare ma ci si può scaldare qualche bevanda, c'è un lavandino e ci sono piatti, bicchieri e posate. La colazione è comunitaria. Il cortile offre una piccola zona ristoro con tavolini, sedie e macchinette per il caffè e le bevande. Anche qui, come nella maggior parte degli albergues, si può fare lavatrice e asciugatrice. La sera prima di cena si svolge la funzione dedicata al pellegrino, per curiosità ho partecipato una volta e devo dire che è stato emozionante. La gentilezza degli hospitaleros e delle suore è indiscutibile, mi hanno fatto sentire come a casa sia in questa occasione che quando l'anno dopo sono ripartita da qui per continuare il mio cammino.

prezzo: fino al 2017 era un donativo poi dal 2018 hanno messo una tariffa fissa di 5 euro

Questo per ora è tutto ma vi aspetto nella seconda parte per leggere le recensioni da Leon a Finistrerre.

Buon Cammino a tutti!

Sylvié


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Escursione naturalistica in Sardegna, alla scoperta del villaggio nuragico di Tiscali

Nel cuore della Barbagia, al confine tra il Supramonte di Dorgali e quello di Oliena, vi è un piccolo monte alto appena 500mt. in cui vi è nascosto, all'interno delle sulle sue viscere, un antico villaggio nuragico chiamato Tiscali. in realtà è ciò che ne resta poiché, a dirla tutta, si tratta di una conca coperta in cui vi sono rimasti solamente i suoi ruderi.

Ciò non toglie che questo sito archeologico, come tutta l'area naturalistica circostante, conserva un fascino senza eguali che attira ogni anno tantissimi visitatori, tra turisti e nativi.

La Sardegna che non conosci

Per arrivare al villaggio nuragico di Tiscali non è facile e forse anche per questo il luogo ha conservato un alone di mistero e un tratto selvaggio e impenetrabile che caratterizza proprio l'entroterra sardo.

Questa caratteristica è un vero richiamo per gli appassionati di Trekking e anche una bella occasione per scoprire zone della Sardegna inesplorate e fuori dai soliti canoni turistici abituali.

Insomma, a dirla come i sardi la "Sardegna non è solo mare" e con questa escursione scoprirete cosa intendo.

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foto di sardegnaturismo.it

Anni fa ho deciso di percorrere questo sentiero assieme a mio marito, a mia sorella e ad un'amica. Essendo ancora inesperta di camminate abbiamo preso questo itinerario un pò alla leggera decidendo di seguire il tracciato segnalato ma senza farci accompagnare da una guida esperta del posto. Ecco, non fatelo. Ve lo sconsiglio.

Arrivare in cima al monte non è difficile (se ci sono riuscita io senza allenamento è fattibile per tutti) ma il difficile è invece trovare l'ingresso a Tiscali. Le indicazioni, che in passato erano spesso confuse, ora per fortuna sono migliorate e il percorso sterrato da valle si arrampica fino quasi in cima, poi ad un certo punto si districa in maniera confusa quasi a farti credere di doverti arrampicare nella roccia per poter arrivare alla meta.

Invece l'ingresso è lì ma non lo si vede, proprio come un portale magico che non si mostra all'occhio distratto, finché non ci si trova davanti. Probabilmente è proprio nascondendosi allo sguardo distratto che il villaggio si è preservato nei secoli, difendendosi dalle innumerevoli incursioni di stranieri in cerca di conquista.

Senza una guida, ahimè, non siamo riusciti a trovare la fessura che porta alla gola e che conduce al cuore del villaggio.

Così la nostra bella escursione si è conclusa purtroppo con l'amaro in bocca. In compenso però abbiamo goduto di una bellissima giornata immersi nella natura, tra i lecci, il cisto e altri arbusti tipici della macchia mediterranea.

Ecco come arrivare a Tiscali

Dalla strada provinciale 46 Oliena-Dorgali si esce verso Valle di Lanaitto e proseguendo per circa 2,5km ci si trova in uno spiazzo che è anche il parcheggio per le vicine sorgenti del Gologone. Poco prima dello spiazzo vi è una deviazione a destra con l'indicazione Località turistica Lanaitto. Seguiamo la strada e dopo circa 4,5km, sul bivio a Y, svoltiamo a sinistra. Ancora 2,5km circa e svoltiamo nuovamente a sinistra per poi, dopo 1km, svoltare nuovamente a sinistra restando sulla via principale. Gli ultimi 300mt ci condurranno ad un vasto spiazzo usato come parcheggio.

Siamo saliti a quota 200mt circa, da qui in poi dovremo proseguire a piedi. Le varie stradine che circondano il parcheggio conducono tutte al percorso principale quindi non ci si può sbagliare. Ora la strada è tutta in salita ma non noiosa poiché ricca di curvature.  Ad un certo punto la strada si interrompe e a prendere il suo posto ci sarà un sentiero che seguiremo finché vedremo la segnaletica in pietra a forma di omini che ci indica che dobbiamo svoltare verso un sentiero dalla salita ancor più ripida e sconnessa.

In questo tratto troveremo diverse indicazioni triangolari di colore rosso oppure, quelli più vecchi, di colore bianco e rosso. Una volta in cima ci troveremo davanti alla famigerata parete rocciosa in cui, se saremo fortunati, potremo trovare la famosa "fessura invisibile" ed entrare nella gola grazie ad una larga rampa rocciosa. Scarpinando sul bordo di questa dolina, che va percorsa in senso orario, ad un certo punto raggiungeremo l'unico ingresso al villaggio nuragico di Tiscali.

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foto di trekking.it

Informazioni utili

DURATA DEL PERCORSO: dalle 3 alle 5 ore

DIFFICOLTA': facile/media, con dislivelli di 150m circa.

ATTREZZATURA: si consiglia una scarpa da trekking o in alternativa una scarpa da running con tacchetti che permettono una buona aderenza allo sterrato; portare uno zaino massimo 20lt (per non appesantirci troppo) in cui poter mettere una buona scorta di acqua indispensabile soprattutto nei mesi estivi; usate vestiti comodi perché in certi punti si ha bisogno di una buona libertà di movimento.

Altre informazioni

Se non ve la sentite proprio di percorrere l'escursione in Do It Yourself e volete maggiori informazioni riguardo alle escursioni guidate, a Tiscali, Gola Gorroppu e su tutto il Gennargentu, potete contattare i siti qui in elenco e cercare la soluzione più adatta alle vostre esigenze. Molte guide offrono anche la possibilità di vivere una vera e propria esperienza culturale con l'aggiunta di percorsi enogastronomici direttamente a contatto con i pastori e le genti del luogo. Occasione imperdibile per poter conoscere l'altra faccia della Sardegna, quella delle montagne e dell'entroterra, molto differente dalla Sardegna balneare nota ai tanti.

www.gennargentu.com

www.corradoconca.it 

www.sardegna-ambiente.it 

www.sardegnadascoprire.it

In caso vogliate invece, a vostro rischio e pericolo, procedere con il mio stesso metodo del "fai da te" sappiate che dovrete mettere in conto anche il rischio di non trovare l'ingresso a Tiscali.

Qualche precauzione

Tiscali

Portate tanta acqua da bere

Non partite troppo tardi

Al pomeriggio il sole si nasconde dietro il monte rischiando di farvi camminare in penombra molto prima dell'ora prevista per il tramonto o farvi addirittura rientrare con il buio.

Considerate inoltre che, nonostante sia un percorso abbastanza semplice, è quello in cui i soccorsi vengono chiamati con più frequenza proprio perché la sua difficolta viene spesso sottovalutata.

Ultimo consiglio, per precauzione segnalate ogni tanto a qualcuno di fiducia la vostra posizione GPS cosicché, in caso di pericolo, possiate essere trovati facilmente. Tenete anche conto che in certi punti la connessione telefonica è poco presente.

Buona escursione a tutti e buona scoperta della magica terra di Sardegna.

Sylvié

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*foto di copertina by sardegnadascoprire.it

 


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Cammino di Santiago, come prevenire e curare le vesciche ai piedi

Tra le problematiche più comuni e fastidiose del viaggiare zaino in spalla ci sono, da tenere in seria considerazione, le vesciche ai piedi sopratutto se si è intenzionati a percorrere tanti chilometri come nel caso dei pellegrini sul Cammino di Santiago.

Per molti pellegrini le vesciche sono infatti uno degli incubi peggiori, assieme alle tendiniti, perché comporterebbe dover camminare con sofferenza e in casi più gravi doversi fermare per giorni o addirittura interrompere il proprio viaggio.

Le vesciche si formano per via dello sfregamento continuo tra la pelle e la scarpa o ad eventuali cuciture della calza. Tra i motivi più diffusi della formazione di vesciche è quello dell’utilizzo di scarpe nuove o poco usate, un errore da principiante che costa caro.

La prima regola in assoluto è infatti quella di collaudare sempre le scarpe prima della partenza, camminandoci per almeno 50km e constatarne la comodità.

Un'altro frequente motivo della formazione di vesciche è la pelle umida oppure troppo secca. Nel primo caso dovuta alla sudorazione durante il cammino, nel secondo per via della disidratazione se non beviamo abbastanza.

La pelle umida è più delicata e sensibile allo sfregamento mentre quella troppo disidratata è maggiormente incline a lacerazioni.

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Come possiamo prevenire le vesciche?

Vediamo ora quali sono gli accorgimenti più diffusi tra i pellegrini. Queste soluzioni possono essere utilizzabili in qualunque contesto nel mondo dei backpackers:

- Usate, come già detto, SEMPRE scarpe collaudate, di cui avete già constatato la comodità e l’assenza di fastidi o arrossamenti nel piede; portate con voi anche un sandalo da trekking aperto e leggero, in modo da far riposare e arieggiare il piede ogni tanto.

- Usate calze traspiranti, possibilmente calze anti vescica o da trekking che sono rinforzate nei punti critici in cui è più facile il verificarsi delle vesciche;

- Prima di mettere la calza, cospargete bene il piede con un unguento che idrata la pelle e la renda scivolosa al contatto con la calza. Un burro di karitè o della vasellina andrà benissimo, la pelle unta permette una considerevole diminuzione dell’attrito tra il piede e la calza;

- Non bagnare mai i piedi lungo il cammino se non si ha la possibilità di asciugarli perfettamente, l’umidità sul piede è infatti uno tra i motivi più frequenti della formazione di vesciche. Da non confondersi umidità con idratazione, un piede ben idratato è anche un piede con una pelle più resistente ed elastica.

Un metodo, anche se poco estetico, per rafforzare la pelle e preservarla dalla formazione di vesciche è quello di permettere la formazione di calli sul piede camminando scalzi, sulla sabbia o su superfici ruvide tipo l’asfalto o la terra. In questo modo la pianta del piede crea il suo strato naturale rafforzando la pelle.

Come per le tendiniti, anche per la prevenzione di vesciche è molto importante bere tanto durante il cammino ed essere sempre ben idratati.

Purtroppo la prevenzione non ci eviterà al 100% la formazione delle vesciche poiché ci sono molti altri fattori in gioco come la predisposizione della persone, o se si ha per esempio una pelle molto delicata, oppure il fattore km che fisicamente possiamo sostenere senza che i nostri piedi ne soffrano, o ancora la nostra attenzione ai dettagli come fermarsi ogni tanto per far arieggiare i piedi e cambiare le calze se queste sono umide. Io personalmente mi fermavo sempre ogni 8km circa per far areggiare i piedi e idratarli con il burro di karitè e non ho mai avuto  problemi di vesciche.

Se per un qualsiasi motivo dovessero uscirci le vesciche ai piedi dobbiamo essere pronti e in grado di curarle.

Come curare le vesciche ai piedi?

Ci sono molti pareri discordanti sulle tecniche da adoperare per la cura delle vesciche.

Alcuni dicono che NON bisogna assolutamente bucare la vescica con l’ago, probabilmente per una questione di igiene perché, se non sterile, l'ago può provocare infezione. Altri al contrario parlano di curare la vescica proprio con ago e filo perché così facendo fuoriesce il liquido lungo il filo e la ferita guarisce più rapidamente.

Ad ogni modo è sempre bene portare con se un po’ di disinfettante (o del mercurio cromo) e ago e filo perché, secondo l’esperienza di  moltissimi pellegrini, questa è la soluzione migliore per poter continuare a camminare senza troppa sofferenza.

Ecco come bucare la vescica

Questo che vi descrivo qui è il metodo utilizzato dai pellegrini:

Per prima cosa disinfettiamo bene l’ago, il filo e la parte che bucheremo;

Facciamo passare l’ago e il filo da parte a parte della vescica e tagliamo il filo lasciandone un pezzetto all’interno. In questo modo il liquido fuoriesce pian piano scorrendo sul filo;

Prima che la ferita di secchi sfiliamo il filo, questo è molto importante per non rischiare di strappar via la pelle.

viaggiare-zaino-in-spalla-come-prevenire-le-vesciche-cammino-di-santiago-compeedUna volta che abbiamo tolto il filo, possiamo preservare la ferita con una benda o dei cerotti appositi che si trovano sia in farmacia che nei supermercati.

Si chiamano COMPEED® e sono dei cerotti anti vescica che vengono usati sopratutto come prevenzione in caso di pelli sensibili e delicate, poiché fungono da seconda pelle. Io consiglio sempre di portarli appresso.. è una di quelle cose che non devono mai mancare nello zaino di un camminatore.

Ora possiamo riprendere il cammino ma, appena arrivati alla tappa e dopo aver lavato e asciugato bene i piedi, consiglio di cospargere la superficie della  ferita con un olio apposito per fortificare e rigenerare la pelle come ad esempio l'olio di borragine o di aloe vera. In erboristeria vi sapranno consigliare.

Personalmente ho sempre adottato questi metodi nei miei cammini e per mia fortuna sono sempre riuscita ad evitare questo problema.

Per concludere vi lascio un'ultima riflessione personale.

Le prime tappe sono solitamente quelle più delicate perché si sta esplorando il territorio e sperimentando il proprio approccio con esso. Si sta incominciando a capire come reagisce il nostro corpo e strafare nelle prime tappe è sempre controproducente. Dobbiamo sempre dare il tempo al nostro corpo di abituarsi ai nuovi sforzi e ai nostri nuovi ritmi. Questa è la miglior prevenzione che possiamo fare. Quindi rallentiamo il passo perché prevenire è meglio che curare.

Buon Cammino a tutti!

Sylvié


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Recensione sul sacco a pelo Forclaz 15° light della Quechua

Oggi vi voglio parlare della scelta del sacco a pelo da portare sul Cammino di Santiago o su altri cammini zaino in spalla.

In particolare voglio lasciarvi qui la mia recensire sul Forclaz 15° light della Quechua visto che ho utilizzato questo sacco a pelo per due anni, in primavera, lungo tutto il cammino francese e devo dire con splendidi risultati.

Come scegliere il sacco a pelo

Ogni cammino o viaggio zaino in spalla, in cui sia previsto il dover dormire in ostelli o alloggi improvvisati, prevede l'utilizzo e quindi l'acquisto di un sacco a peno. La scelta è svariata e tutto dipende dal tipo di utilizzo ossia del luogo in cui andremo e delle temperature dell'ambiente in cui lo useremo.

In ogni caso è doveroso scegliere sempre un prodotto di discreta o buona qualità per non rischiare di compromettere il nostro sonno e il nostro viaggio.

Sul cammino di Santiago è buona abitudine portare un sacco di media temperatura oppure un sacco lenzuolo se partiamo in estate. Nelle stagioni intermedie come la primavera e l'autunno le temperature sono talmente variabili che è sempre consigliabile il sacco a pelo che tenga la temperatura di almeno 15°.

Anche se è previsto alloggiare negli albergues che forniscono comode sistemazioni anche riscaldate, ci si potrebbe trovare comunque in situazioni estreme ad esempio sistemazioni improvvisate come palestre o rifugi privi di riscaldamento come è successo a me, in montagna, con temperature bassissime. In questo caso il sacco a pelo si è rivelata la soluzione vincente. Oltretutto può capitare anche che qualche albergues non abbia lenzuola e coperte, anche in questo caso il sacco a pelo sarà la nostra salvezza.

Scegliamo quindi un sacco che tenga considerazione delle temperature in base alla stagione e se prevediamo di fare il cammino con la tenda naturalmente scegliamo un sacco a pelo che tenga anche temperature più basse. In questo caso il sacco a pelo dovrà essere bello caldo anche se si parte in estate perché l'umidità e l'escursione termica possono abbassare drasticamente le temperature specialmente in montagna.

La mia scelta

Essendo partita a fine aprile in entrambi i cammini ho usato un sacco a pelo da 15° che tiene fino a massimo 10° e mi è stato utile, sopratutto in montagna e nelle regioni più fredde come la Galizia. La Spagna del Nord è generalmente più fredda e a Est il clima risulta essere molto piovoso e umido. Certo ho dormito negli albergues ma la gradazione che ho scelto è stata azzeccata.

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sacco a pelo Forclaz

Vediamo ora nel dettaglio i pro e contro del sacco a pelo Forclaz 15° light della Quechua:

L’ho acquistato l'anno scorso alla decathlon di Sassari e l’ho pagato circa 35€ ma ho notato che comprandolo online, sul sito ufficiale Decathlon Italia, costa meno perché è in promozione per fine serie.

Come vi ho già accennato l’ho usato per tutto il mese di maggio e lo considero un ottimo prodotto per la primavera poiché tiene il calore corporeo anche in ambienti non perfettamente riscaldati. 

Non mi ha fatto sudare nelle giornate più calde e questo è un buon punto a favore. Vuol dire che è fatto con materiali traspiranti. Pesa poco, appena 735gr e si ripiega in un sacchetto di piccole dimensioni quindi è poco ingombrante. L'ideale per chi viaggia con lo zaino.

Personalmente ho deciso di acquistare una misura più grande, la XL, anche se non sono alta così da essere comoda. Così facendo ho potuto dormire senza sentirmi legata come una salsiccia. Il peso del sacco a pelo XL è maggiore confronto alle altre misure. Per una taglia L, ad esempio, il peso scende a 675gr e sappiamo quanto questo fattore influisca sul peso totale del nostro zaino. Teniamone conto.

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Forclaz 15° light 735gr.

La forma a mummia di questo sacco a pelo non è il massimo del confort ma avendo scelto una misura più ambia ci ho dormito comunque bene. Questo perché la zip si apre fino a 3/4 e mi ha permesso di usare il sacco come una coperta infilando dentro solo i piedi.

Un'altra cosa interessante è che la zip è doppia e questo permette di unire due sacchi a pelo e rendere ancor più ampio il giaciglio se volete dormire in due.

Il materiale è sintetico ma ha una sua traspirabiàita, oltretutto è facilmente lavabile in lavatrice a basse temperature.

La Quechua garantisce il prodotto per 5 anni, questa è una buona cosa. Io il mio l'ho già lavato in lavatrice e asciugato con l'asciugatrice e personalmente sono molto soddisfatta perché è ancora come nuovo.

Insomma, a mio avviso questo sacco ha un ottimo rapporto qualità/prezzo e ve lo consiglio. Fatemi comunque sapere con un commento quale prodotto avete scelto e se vi trovate bene.

Alla prossima!!

Sylvié


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Cammino di Santiago, ecco perchè è utile allenarsi

Tra i pellegrini c’è una vera e propria disputa sul quesito “preparazione sipreparazione no”.

Da una parte c’è chi sostiene che una preparazione anche minima aiuterebbe il pellegrino ad affrontare meglio il cammino, dall’altra chi invece sostiene di averlo fatto senza alcuna preparazione ascoltando semplicemente il proprio corpo, poichè il cammino non è una gara a chi fa più km al giorno.

Personalmente penso che ogni cammino sia personale e che anche se è sicuramente una bella avventura tutta da scoprire, ognuno di noi dovrà fare i conti con i propri limiti che, in un modo o nell'altro, deve superare.

Sono però dell’avviso che comunque un minimo di preparazione ci possa aiutare a non stare troppo male, soprattutto se siamo persone sedentarie che raramente fanno trekking. Un fisico non allenato farà più fatica ad affrontare improvvisamente un carico di lavoro improvviso che non conosce, con tutte le possibili conseguenze che ne deriverebbero tipo affaticamento, tendiniti, slogature, infiammazioni ai muscolivesciche ai piedi.

Non essendo un’esperta in fatto di sport non è certo mia intenzione dare dei consigli tecnici ma voglio parlarvi invece della mia personale esperienza e rendervi partecipi del mio allenamento in vista del cammino verso Santiago de Compostela.

Ecco come mi sono allenata

Sono sempre stata una persona sedentaria, ho sempre fatto lavori che mi costringevano seduta o in piedi per tante ore ma tendenzialmente ferma. Non sono nemmeno una persona sportiva e ho inoltre dei piccoli problemi alle ginocchia e alla schiena quindi ho dovuto fare una scelta indiscutibile, ossia allenarmi.

Ho cercato di aumentare la mia resistenza muscolare e abituare progressivamente il corpo alla fatica che avrei dovuto sostenere. Ho cominciato ad allenarmi pian piano da un anno prima con delle "passeggiate" giornaliere ma ho cominciato l'allenamento più intenso due mesi prima della partenza.

I primi tempi facevo piccole passeggiate di 3 km fino ad un aumento progressivo di 5 e 8 km, il tutto senza pesi nelle spalle. In questo modo ho cominciato a sgranchire le gambe inchiodate senza provocare tensioni muscolari e ho cominciato anche a capire come il mio corpo reagisse in certe condizioni.

Il primo ostacolo da superare è stato il dover combattere la pigrizia ed essere costante. Oltretutto lo sforzo giornaliero è stato interpretato dal mio fegato come ad un sovraccarico di lavoro inatteso, per cui ho dovuto cominciare ad “ascoltare il mio corpo“ e dare un ritmo più lento ai miei passi, sentire quando era il momento di fermarmi, di bere, di rallentare oppure accelerare.

Nel periodo sucessivo ho cominciato a mettere sulle spalle un po’ di peso, usando inizialmente un piccolo zaino da 20lt riempito con 3 kg di oggetti vari. Pian piano ho cercato di aumentare leggermente il peso fino a quando mi sono sentita nelle condizioni giuste di portare lo zaino che avrei usato in cammino (un 30lt. air plus della Quechua).

Ho notato sin da subito la differenza. Il peso ha rallentato i miei passi e inizialmente non riuscivo a fare più i km a cui ormai ero abituata. Ricordiamoci però che il corpo è una macchina perfetta che va rodata pian piano e una volta che si abitua a un tipo di fatica gli si può chiedere un pochino di più. Ed è così che ho aumentato di volta in volta, senza troppi traumi, sia il peso che i km.

Ho abituato piedi, caviglie, gamberespirazioneschiena e muscoli ad un carico di 5 kg poi di 6kg arrivando a fare una media di 12/15km al giorno. Poi un giorno, con mio stupore, ho caricato 8kg di zaino e sono arrivata a fare ben 20km.

Per me un vero colpo di scena, un grande traguardo che non pensavo possibile. In quel momento mi sono resa conto di essere pronta e ho fatto i biglietti per partire.

Una cosa importante che mi ha aiutata tantissimo è stata quella di fare, oltre alla camminata, anche dei piccoli esercizi per fortificare le ginocchia: salire e scendere gradini, qualche esercizio con dei pesi, camminare in strade con pendenze maggiori. Tutti esercizi che mi sono stati molto utili sul cammino visto che il percorso della via Francese è davvero molto vario.

Alcuni consigli preziosi

Se si intende percorrere l’intero Cammino Francese, da San Jean Pied de Port a Santiago e magari oltre, a Muxia e Finisterre, è bene sapere che ci aspettano circa 800/900 km di percorso misto tra campagna, boschi, montagne, città, strade sterrate, asfalto, viuzze sconnesse, salite, discese anche ripide e percorsi pieni di pietre. Proprio per questo un minimo di allenamento potrebbe fare la differenza ma oltre questo ci sono dei preziosi consigli da pellegrino che vi voglio svelare.

– Una settimana prima della partenza sarebbe meglio interrompere l’allenamento per non partire già stanchi e affaticati.

– Durante la fase di allenamento, per evitare l’affaticamento muscolare e quindi strappi e stiramenti, bisogna smaltire l’acido lattico che si accumula nei muscoli durante la camminata quindi bisogna bere tanto. Dopo ogni allenamento sarebbe anche opportuno assumere degli integratori di sali minerali a base di magnesio e potassio oppure, se preferite, mangiate una banana.

– Per evitare strappi e stiramenti muscoli è utile anche fare sempre un pochino di stretching prima e dopo la camminata(esercizi di allungamento e stiramento dei muscoli);

– Se avete problemi alle ginocchia, caviglie o schiena, meglio sostenere i passi con dei bastoncini da Nordic Walking, poiché questi aiutano a scaricare il peso e alleggerire il passo. In questo caso però è bene allenarsi ad un uso corretto dei bastoncini in modo che non diventino  un ostacolo ma un valido aiuto.

– Un altro buon consiglio è quello di ascoltare sempre il proprio corpo, lui sa bene fin dove si può spingere.

Ricordate sempre che il cammino non è una gara di velocità, se siete troppo stanchi riposate, tagliate le tappe, fate una sosta. Non scoraggiatevi mai e siate pronti ad accettare anche il fatto che arriverete fino a dove il cammino vorrà condurvi.

Buon allenamento e buon cammino a tutti!!

Sylvié

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Come piegare il sacco a pelo in 6 semplici mosse

Non sembra vero quanto una piccolezza come questa possa trasformarsi in un vero e proprio incubo se non si trova la tecnica giusta per piegare il sacco a pelo. Questo infatti può diventare davvero un problema perché se il sacco a pelo non entra più nel suo sacchetto ci farà perdere tempo prezioso e occuperà molto spazio nel nostro zaino.

viaggiare-zaino-in-spalla-come-piegare-il-sacco-a-peloIo con il mio Forcaz 15 light della Quechua ho trovato un modo velocissimo per riporlo sulla sua custodia minuscola e vorrei condividere questo piccolo segreto con voi perché, se anche lo scoprireste comunque strada facendo, è sempre meglio partire avvantaggiati.

Una piccola premessa

Prima di farvi vedere come ripiegare il sacco a pelo in poche mosse, è doveroso sapere che esistono tantissimi modelli e marche, ognuna con forme e caratteristiche proprie, quindi non è detto che questa tecnica possa andare bene per ogni sacco a pelo.

La Forclaz vanta dei prodotti molto leggeri, contenuti in piccoli sacchetti poco ingombranti, per cui se non piegati bene si rischia che non ci stiano più nella loro custodia. Per questo è molto utile trovare velocemente il metodo infallibile per conservare il nostro sacco.

Proviamo a vedere se il mio metodo è utilizzabile anche per il vostro sacco a pelo. Siete pronti?

come piegare il sacco a pelo
foto di Silvia Montis

Ecco come piegare il sacco a pelo in 6 semplici mosse:

  1. distendete il sacco a pelo sul letto, ben aperto di lungo per vederne la forma
  2. piegate in due a portafoglio tutta la lunghezza del sacco a pelo stando bene attenti a far coincidere tutti bordi, creando così un sacco diviso a metà.
  3. Immaginate la lunghezza del sacco in quattro parti e cominciate a piegare le due parti più esterne. Le punte delle due estremità si toccheranno appena.
  4. Rifate la medesima cosa portando le due estremità a toccarsi fra loro creando sempre un solco centrale che divide le due parti.
  5. Ora uniamo le due parti portando quella destra sopra quella sinistra o viceversa. Avremo ora un unico blocco.
  6. Siamo pronti per ripiegare questo blocco con gesti circolari in modo da creare una sorta di tubo. Stringete il più possibile, in modo che il tubo diventi fine almeno il tanto per poter entrare nella custodia. Riponetelo attentamente e spingete quanto più possibile per permettere al laccio della custodia di chiudere senza sforzo.

Il vostro sacco a pelo è così pronto per essere conservato nello zaino e ora sicuramente non avrete più l'incubo di doverlo togliere fuori nella prossima tappa.

Fatemi sapere se vi siete trovati bene.

Buona dormita e buon cammino!!

Sylvié