viaggiare-zaino-in-spalla-mercatini-di-natale-a-copenaghen-banner

Mercatini di Natale a Copenaghen

Il 16 Novembre, in occasione dell'accensione delle luminarie del centro, anche la città di Copenaghen ha aperto ufficialmente i suoi mercatini di Natale. L'evento ha dato il via a quello che per molti, me compresa, è il periodo più bello dell'anno.

La particolarità dei mercatini natalizi a Copenaghen è che sono distribuiti lungo una delle vie pedonali più lunghe d'Europa, lo Strøget. Passeggiare su questa via renderà sicuramente romantico e speciale il vostro soggiorno a Copenaghen.

Cosa aspettate, quindi? Prenotate il vostro volo e partite per visitare i mercatini di Natale a Copenaghen, io intanto vi racconto cosa ci sarà ad attendervi.

Passeggiata sullo Strøget

La capitale danese si è vestita a festa, in una passeggiata natalizia lunga tre chilometri, famosa per essere la via pedonale più lunga d'Europa. Questa via, chiamata Strøget, è conosciuta anche come la via dello shopping. Parte dalla piazza di Rådhuspladsen (la piazza del comune) e arriva fino al porticciolo di Nyhavn.

Per natale lo Strøget diventa uno dei luoghi più romantici di Copenaghen, su cui poter passeggiare e godersi appieno l'atmosfera Hygge del Natale danese.

Lo Strøget a Natale

Le tre piazze

Lungo lo Strøget, oltre ai tantissimi store e negozi storici, si incontreranno tre piazze famose: Nytorv, Amagertorv Plaza e Kongens Nytorv. Su di esse sono stati adibiti i mercatini di Natale.

Nytorv è la piazza in cui si trova il tribunale. Qui il mercatino natalizio, dedicato a H.C.Andersen, è piccolo ma comunque molto accogliente e vale la pena visitarlo. Non mancano gli stand gastronomici e quelli con i prodotti artigianali. Nella parte finale del mercatino si trova la casa in legno di Babbo Natale dove i bambini potranno incontrare Julemanden. A lui e ai suoi aiutanti vengono consegnate le letterine di natale.

Julemanden il Babbo Natale danese

Amagertorv Plaza è una delle piazze più frequentate del centro ed è la piazza in cui si trova la Fontana delle Cicogne. Si trova nel punto più centrale dello Strøget. Qui potrete visitare un bellissimo mercatino fatto con le casette di legno e ricco di prodotti artigianali provenienti da tutta Europa. L'atmosfera è molto hygge e sicuramente riuscirà a scaldarvi il cuore nonostante il freddo. Ma se volete scaldarvi veramente dovete provate il famoso gløgg, la bevanda tipica del natale scandinavo. Il gløgg è una sorta di vino caldo speziato che somiglia molto al vin brûlé.

Mercatini di Natale nella Amagertorv Plaza

Kongens Nytorv è una delle piazze più grandi e famose di Copenaghen, con panchine tutte attorno e una grande statua equestre nel centro. Si trova proprio alla fine dello Strøget, poco prima di arrivare al famoso porticciolo colorato di Nyhavn. Qui troverete un altro bellissimo mercatino che si estende fino al porticciolo. Anche questo mercatino è realizzato con le caratteristiche casette in legno dove poter trovare tante idee regalo per tutti i gusti. Potrete quindi sbizzarrirvi con i vostri acquisiti, tra artigianato, addobbi, prodotti gastronomici e accessori in lana.

La piazza di Kongens Nytorv è stata riaperta da pochissimo tempo, dopo un lungo periodo di lavori dovuti alla realizzazione della nuova linea della metro. Ora forse potrà ospitare nuovamente, come da tradizione, la famosa pista di pattinaggio su ghiaccio ma per questo attendiamo ancora notizie ufficiali.

Atmosfera magica a Nyhavn

Giunti alla fine dello Strøget, e visitati i mercatini di Kongens Nytorv, non ci resta che spingerci un pochino più avanti. Arriveremo così al famoso porticciolo di Nyhavn che, sopratutto nel periodo natalizio, trasmette un'atmosfera davvero magica.

La via pedonale che fiancheggia il canale di Nyhavn è addobbato con luminarie a forma di cuore. Si tratta del famoso cuore di Andersen fatto con l'intreccio dei colori rosso e il bianco, i colori simboli della Danimarca.

Lungo questa passeggiata possiamo visitare altri piccoli stand natalizi e immergerci nella bellissima atmosfera romantica.

A questo punto non vi resta che arrivare fino al piccolo ponte di Nyhavnsbroen per ammirare il canale in tutto il suo splendore. Qui molte coppie di giovani innamorati lasciano lucchetti per suggellare la loro promessa di tornare a Copenaghen, magari proprio con la persona amata.

Questo è ciò che vi aspetta se deciderete di visitare i mercatini di Natale a Copenaghen e rendere il vostro Natale davvero speciale.

Sylvié

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE


viaggiare-zaino-in-spalla-banner-treetop-danimarca

La Treetop Experience di Camp Adventure in Danimarca

Se anche voi siete amati delle passeggiate nei boschi e avete un debole per le attività outdoor, sicuramente apprezzerete questa incredibile esperienza green che vi permetterà di poter scoprire le bellezze del paesaggio danese mentre sarete circondati dalla natura.

Si chiama Skovtårnet, la Treetop Experience di Camp Adventure.

Siete curiosi? Prendete carta e penna!

Camp Adventure

Camp Adventure è un'area attrezzata di 7,5 ettari immersa nell'antica foresta di Gisselfeld Klosters Skove. La bellissima area protetta è ricca di faggi, abeti, querce, laghi, ruscelli e numerose biodiversità. In questo vasto spazio sono stati creati dei percorsi appositi per sensibilizzare le persone al rispetto della natura e per poter ammirare la vegetazione da più prospettive. Grazie alle lunghe passerelle in legno e ai percorsi sospesi tra gli alberi, sarà possibile quindi fare un'esperienza ecosostenibile in Danimarca unica nel suo genere.

Dall'alto si potrà infatti ammirare la parte più antica della foresta, con i suoi arbusti secolari più alti e le numerose specie di volatili che nidificano quest'area.

Nel percorso basso invece si potrà scorgere la bellezza del sottobosco, con gli arbusti più giovani, il fogliame, i frutti e la piccola fauna che abita la foresta.

Al Camp Adventure vi è anche la possibilità di mangiare, dormire e far divertire i propri bambini con esperienze elettrizzanti, se pur ecosostenibili. L'attrazione principale resta sempre la natura e questa sarà anche per voi un'occasione per riconnettervi ad essa. Potrete divertirvi e rilassarvi, riassaporando la semplicità dello star bene con poco. La natura sarà vostra alleata e sicuramente non vi annoierete!

Come accennato, il Camp Adventure offre diverse attività. Scopriamo assieme quali sono e come vivere al meglio questa avventura.

Percorso Alto

Il percorso alto è un itinerario di abilità ed equilibrio che prevede l'utilizzo di corde e ganci. Tramite passerelle sospese, si attraversa il bosco passando tra le chiome degli alberi. Il percorso, non troppo invasivo, è creato appositamente per ridurre al minimo il disturbo e l'impatto nell'ambiente. Si contempla in silenzio, ci si misura con le proprie forze, si ammira la diversità dei numerosi alberi.

L'esperienza sulla cima degli alberi è suddivisa in 10 tipi di arrampicate guidate che vanno dalla più semplice, dedicata ai principianti, a quelle più impegnative adatte ai più temerari. Il percorso viene eseguito liberamente o tramite delle guide esperte che vi faranno partecipare ai corsi di arrampicata scegliendo il livello di difficoltà più adatto a voi.

I CORSI DI ARRAMPICATA

I corsi di arrampicata si dividono in 10 categorie e ognuna di queste si adatta facilmente al tipo di esperienza che uno vuole fare, a seconda del proprio livello di preparazione. Ogni percorso di diversifica anche per quantità di ostacoli e di funivie.

Ad esempio c'è il percorso arancione, con una lunghezza di circa 100 mt. e un'altezza di 1,5 mt considerato adatto ai principianti e ai bambini dai 3 ai 6 anni di età. Questo percorso ha una sola funivia e 9 ostacoli da superare.

C'è poi il percorso verde adatto alle famiglie, con 17 ostacoli da superare e 3 funivie, in un percorso lungo quasi 500 mt. e ad un'altezza di 7 mt.

Il percorso più avventuroso può essere invece quello blu, adatto a persone già più esperte e sviluppato in una passerella di oltre 7oo mt di lunghezza e ben 25 mt. di altezze. Qui i più temerari avranno pane per i loro denti, 14 ostacoli e 2 funivie.

Per gli sportivi, infine, c'è il percorso rosso. Sempre 25 mt. di altezza per 730 mt. di lunghezza, 16 ostacoli di diverso tipo e 2 funivie.

Tutti i corsi di arrampicata vengono eseguiti in totale sicurezza. Al vostro arrivo verrete forniti di tutta l'attrezzatura idonea e avrete a vostra disposizione un professionista che vi seguirà passo passo.

Percorso Basso

Per chi non ama l'altezza e predilige le camminate nel bosco, potrà godere di una bellissima vista lungo la passerella di legno che attraversa la foresta e conduce al Skovtårnet o Treetop, la torre a spirale che si affaccia sopra il bosco, come una terrazza a 360° .

La passerella dell'intero percorso è in legno e si estende ad anello per circa 3km attraversando l'intera area, tornando poi al punto di partenza. La pista è priva di barriere architettoniche e quindi facilmente percorribile da tutti, anche con carrozzine, passeggini o da persone in sedia a rotelle.

Il modo in cui è stata pensata e progettata la passerella, rimarca notevolmente l'idea di eco-compatibilità. Gli alberi, infatti, sono stati salvaguardati con attenzione creando deviazioni di percorso all'occorrenza e incastonando i tronchi, dove necessario, per non essere intaccati.

Lungo la passeggiata green vi sono anche delle panchine per poter riposare, se affaticati dalla camminata. I cartelloni didattici, inseriti di tanto in tanto, vi spiegheranno le tipologie degli alberi presenti e l'affascinante vita del sottobosco.

La passeggiata nel bosco è gratuita e in caso non acquistiate il biglietto per il Treetop dovrete perseguire dritti, senza poter salire sulla torre. In questo caso la passerella vi condurrà lungo la via del ritorno, dove fiancheggerete un piccolo laghetto, dei ruscelli e una vegetazione rigogliosa che saprà stregarvi.

Skovtårnet la Treetop Experience di Camp Adventure

Se decidete di intraprendere il percorso basso e non soffrite di vertigini, acquistate il biglietto per Skovtårnet, o Treetop, la torre a spirale che si affaccia sopra il bosco con una vista panoramica a 360°. Ne varrà la pena!

Treetop, in danese Skovtårnet, è una torre in ferro alta 45 mt. costruita nel 2017 dalla EFFEKT Architects e situata in mezzo al bosco lungo il tragitto basso di cui vi ho parlato. Si accede grazie ad una passerella in legno lunga 900 mt che sale a spirale e vi permette di arrivare fino in cima per poter ammirare uno spettacolo senza precedenti in Danimarca. Dicono sia la torre più alta dell'isola di Selandia e si affaccia nel bosco come fosse una terrazza panoramica a 360° da cui poter ammirare l'intera foresta e ben oltre, fino a 25 km di distanza.

La cosa più bella è stata constatare che anche questa passerella è priva di barriere architettoniche, per cui accessibile a tutti. Alla base della torre troverete anche un piccolo punto ristoro e delle panche su cui poter riposare. Anche qui utili cartelloni descrittivi vi spiegheranno la storia e la progettazione del Treetop.

Una sbarra di ferro con custode vi permetterà di salire sulla torre quindi ricordatevi di munirvi di biglietto.

BIGLIETTI PER LA SKOVTÅRNET:

L'accesso al percorso basso (la passerella) del Camp Adventure è gratuito ma il ticket per salire sulla Treetop costa 150 Dkk a persona e ha validità giornaliera (pagate 125 DKK se prenotate online il giorno prima); L'ingresso per i bambini fino ai 6 anni è gratuito; Se vivete in Danimarca e volete avere un ingresso stagionale potete fare l'abbonamento annuale, con un costo di 500 DKK potete entrare quando volete e avere anche il parcheggio gratuito.

A proposito di parcheggio si paga, 50 DKK per tutto il giorno.

Tutti i biglietti possono essere acquistati presso la reception di Camp Adventure oppure on-line sul sito www.campadventure.dk

Dove si trova e come arrivarci

Camp Adventure si trova nella parte meridionale dell'isola di Sjælland (Selandia), una delle isole maggiori della Danimarca e più precisamente nel comune di Rønnede, a circa 70 km da Copenaghen.

IN AUTO

Il modo più comodo e veloce per arrivarci è sicuramente in auto, percorrendo l'autostrada E47 e uscendo per Rønnede lascerete il paese sulla sinistra e girerete a destra lungo la statale 54.

Camp Adventure si trova a poche centinaia di metri dalla svolta ma per accedere alla stradina interna dovrete avanzare di qualche altro centinaio di metri allungando il percorso di circa 3km.

CON I MEZZI PUBBLICI

Arrivare a Camp Adventure con i mezzi pubblici è possibile. Difronte al Camp si ferma l'autobus 630R, che collega Næstved con Faxe Ladeplads. La fermata di stop è Vester Egede (Ny Næstvedvej).

La stazione ferroviaria più vicina è Holme Olstrup. Da qui potete prendere l'autobus 630R che va verso Faxe Ladeplads.

Se arrivate da Copenaghen potete prendere il treno regionale che parte dalla Stazione Centrale e arriva fino a Næstved, da li potete prendere il bus 630R che va verso Faxe Ladeplads. 

Se arrivate da Roskilde prendete il treno regionale che si ferma a Holme Olstrup e da li prendere il bus 630R.

Vi consiglio di scaricare comunque l'app Rejseplanen per poter consultare in tempo reale tutti gli orari dei mezzi pubblici e facilitarvi con gli spostamenti. Trovate le stesse informazioni anche sul sito www.rejseplanen.dk

La mia Treetop Experience

Vi lascio con le immagini del mio tour che spero aumenteranno ancora di più il desiderio di fare questa esperienza. Per me è stata una bellissima gita fuori porta e i colori dell'autunno hanno reso l'esperienza ancora più speciale ed emozionante.

Non mi resta che augurarvi buon viaggio alla scoperta della bellissima Danimarca. Ci vediamo alla prossima avventura!

Sylvie


viaggiare-zaino-in-spalla-halloween-danimarca-tivoli-garden-banner

Festeggiare Halloween a Copenaghen e dintorni

In Danimarca l'arrivo dell'autunno coincide con uno dei periodi più particolari e festosi dell'anno. Ci si prepara a trascorrere un lungo periodo di buio e il modo migliore per esorcizzarlo è proprio quello di riunirsi per festeggiare.

Una delle feste più attese dell'autunno è Halloween, la notte che sul calendario nordico separa la stagione della luce da quella del buio. In questa notte, si dice, il "mondo di sotto" e "il mondo di sopra" si incontrano, creando portali in cui le anime dei defunti possono incontrare quelle degli umani.

Anche in Danimarca, come in tutti i Paesi scandinavi e anglosassoni, la notte del 31 Ottobre è un momento ideale per fare baldoria ma è anche una divertente occasione per trascorrere del tempo assieme ai bambini, tra mascherine orripilanti e sfiziosi dolcetti.

Visitare Copenaghen in autunno può essere davvero affascinante, la città è ricca di scorci suggestivi e in questo periodo si veste di luci e decorazioni che rendono l'atmosfera ancora più magica. Vi consiglio di arrivare qualche giorno prima del 31 ottobre, di passeggiare nelle stradine del centro, visitate i negozi dello Stroget, pieni di decorazioni a tema, e perdervi tra i violetti del centro, mentre scende la sera. Inoltre dovete assolutamente visitare il Tivoli Garden, uno dei posti più suggestivi in cui trascorrere Halloween. Da non perdere!

Ma vediamo nel dettaglio cosa fare a Copenaghen durante Halloween per trascorrere al meglio queste giornate autunnali buie e grigie che, pare strano a dirlo, sono anche tra le più Hygge e accoglienti dell'anno.

Visitare il Tivoli Garden

Come vi ho appena accennato uno dei momenti più belli, oltre al Natale, per cui vale la pena visitare il Tivoli Garden è proprio il periodo di Halloween.

Dall'11 ottobre al 3 novembre il parco divertimenti della capitale danese si veste di nero e arancio, sfoggiando le più belle decorazioni dedicate alla notte e al mistero. Zucche giganti, ragni e ragnatele, streghe, calderoni, gatti neri, scope magiche, zombie e ferite sanguinanti.

Avrete il coraggio di entrare?

La verità è che in questo luogo magico anche i vostri bambini si divertiranno un mondo! Potranno intagliare le zucche, guardare gli spettacoli del teatrino, salire sulle giostre più paurose, mangiare dolcetti di ogni tipo. E nel mentre voi che farete? Io, per esempio, passo ore e ore a fare fotografie, perché Tivoli Garden è sempre emozionante e regala scorci davvero unici.

Tra le altre cose più particolari che potrete fare c'è anche lo shopping, dentro piccoli negozi a forma di zucca che offrono ogni sorta di souvenir. Se siete in cerca di oggetti dal design nordico o di accessori in lana, beh, siete nel posto giusto.

viaggiare-zaino-in-spalla-halloween-danimarca-tivoli-garden-1

viaggiare-zaino-in-spalla-halloween-danimarca-tivoli-garden-7

viaggiare-zaino-in-spalla-halloween-danimarca-tivoli-garden-8

Ghost tour a Copenaghen

Quale periodo migliore per scoprire una Copenaghen insolita e piena di fantasmi? Durante il ghost tour sarete accompagnati da una guida vestita con un lungo mantello nero e con in mano una lanterna. Suggestivo, no?

Il sito ghosttour.dk organizza, al calare della notte, visite guidate nella città. Durante questa passeggiata potrete ascoltare storie vere di fantasmi, che popolano le strade della capitale da centinaia di anni. Una tra queste, ad esempio, è la storia del bambino che non riesce a dormire e se siete fortunati potreste persino sentirne il lamento. Tra le tappe previste nel tour anche quella in un vecchio cimitero abbandonato della città. Se poi viaggiate con bambini niente paura, c'è anche la possibilità di scegliere un tour speciale anche adatto a loro.

Tra i tour speciali più suggestivi vi è anche quello chiamato the Nightmen tour, un tour alla scoperta delle antiche famiglie danesi che per circa 300 anni furono rilegate ai margini della società. I Nighmen erano gli ultimi degli ultimi, nati per sbrigare quelle faccende che né i rispettabili cittadini né i poveri avrebbero mai fatto, ad esempio uccidere i criminali che erano stati giustiziati dalla legge.

I Nightmen e le loro famiglie contavano meno di niente e svilupparono nel tempo una sorta di società parallela che obbediva solo alle proprie leggi e parlava un proprio linguaggio segreto.

Seguire il tour dei Nightmen intorno a Copenaghen vuol dire scoprire un lato di Copenaghen sconosciuto. Il tour, infatti, vi riporterà indietro di diversi secoli per raccontare le macabre faccende quotidiane dei Nightmen e della loro costante lotta per la sopravvivenza.

Vi è anche una nota canzone danese che racconta la storia dei Nightmen. Una triste storia di ghettizzazione, di mancanza di potere, mancanza di orgoglio e della loro inevitabile sete di vendetta. Si era persa nel tempo ma ora è possibile sentirla nuovamente.

viaggiare-zaino-in-spalla-halloween-danimarca-tivoli-garden-9

Se alla fine del tour non sarete fuggiti a gambe levate potrete prenotare una bella cenetta paurosa al Brew Pub che si trova in Vestergade 29. Qui potrete mangiare scegliendo dal menù alla carta e ascoltare le storie degli spettri che infestano il locale.

Come poter partecipare ai vari Ghost Tour?

Ecco tutte le informazioni utili:

I tour privati ​​in lingua inglese, previsti solo per i gruppi, si possono prenotare tutto l'anno e hanno un costo di 2.500 kr. per 20 persone. Se si supera il numero, le persone successive pagheranno un costo extra di 100 kr. a persona.

Per prenotare i tour potete farlo telefonicamente al numero +45 51 92 55 51 il giovedì, venerdì e sabato dalle 11 alle 13 oppure via email all'indirizzo booking@ghosttour.dk

I tour iniziano a Nytorv, di fronte al tribunale, e terminano a Vestergade 29, vicino a Piazza del Municipio (Rådhuspladsen).

Trovate tutte le informazioni anche nel sito ufficiale ghosttour.dk

viaggiare-zaino-in-spalla-halloween-danimarca-tivoli-garden-10

Assaggiare i migliori shakes

Dolcetto o scherzetto?

Se optate per la prima allora segnatevi questo posto perché qui assaggerete il miglior shake di sempre: si chiama Dessert huset e si trova in Frederiksborggade, 50 a Copenaghen.

La casa del dessert di trova nel quartiere di Norreport, dopo la stazione dei treni, andando verso i laghi. Un posticino davvero accogliente in cui poter mangiare ottime cheesecake e scegliere tra le tantissime ricette golose di milkshake guarnite con deliziosi dolcetti colorati.

Una bellezza da vedere oltre che da gustare. Infondo Halloween è anche questo, un occasione per strafogarsi di dolci senza avere troppi sensi di colpa!

viaggiare-zaino-in-spalla-halloween-danimarca-dessert-huset

Ghost Tour fuori Copenaghen, al Dragsholm

Se volete dedicare del tempo alla scoperta dei luoghi più spettrali e misteriosi della Danimarca sappiate che, a circa un’ora di auto da Copenaghen, tra le colline di Hørve, sorge il Castello di Dragsholm costruito nel 1215 e considerato uno dei castelli più infestati d’Europa con i suoi stimati 100 fantasmi!

In realtà si tratta di una grande villa con alle spalle otto secoli di storia e oggi riqualificata a sontuoso hotel in cui poter pernottare e organizzare banchetti. Potrete comunque visitarlo grazie ad un tour guidato da prenotare, sia per gruppi piccoli che numerosi.

Volendo c'è anche con la possibilità di fermarsi per il pranzo.

Ecco i vari costi e come prenotare.

Tariffe:
VISITE GUIDATE GRUPPI

con 1-15 ospiti: DKK 1.500
con 15-40 ospiti: 2.500 DKK
Più di 40 ospiti: DKK 3.500

PRANZO

2 portate nel Dragsholm Bistro: 295 DKK a persona
3 portate nel Dragsholm Bistro: 375 DKK a persona

I prezzi sono comprensivi di IVA e sono validi per tutto il 2019.

Per la prenotazione:
Contattare il numero di telefono +45 5965 3300 oppure via e-mail a info@dragsholm-slot.dk

viaggiare-zaino-in-spalla-halloween-danimarca-ghost-dragsholm

Non mi resta quindi che salutarvi, augurandovi un buon Halloween ricco di paura, fantasmi e sano divertimento.

Sylvié


sa-pintadera-sardegna-arcaica banner

Sa Pintadera, simbolo della Sardegna arcaica

Di rientro dalle vacanze estive dalla Sardegna ho portato con me un souvenir molto speciale. Conoscete Sa Pintadera?

Simboli antichi

Sa Pintadera è uno tra i più importanti simboli della Sardegna nuragica. Anticamente il simbolo della Pintadera veniva usato per marchiare il pane, per benedirlo e per allontanare le energie negative dal cibo. Questo perché le sue fattezze hanno sempre rappresentato, sin dall'antichità, un calendario ancestrale legato ai cicli delle stagioni, ai ritmi della natura e quindi all'abbondanza e fertilità.

La Pintadera rappresenta quindi l'antico calendario nuragico dove vengono segnate le più importanti feste legate alla vita agro-pastorale. Il cerchio invece delinea la ciclicità della vita. Questo fa dedurre un suo legame con le credenze pagane legate alla Dea Madre.

Sa Pintadera è un oggetto sicuramente emblematico che rappresenta la Sardegna arcaica tanto quanto lo fa la sua bandiera dei quattro mori. Non per altro questo simbolo è usato come logo persino dalla Banca territoriale dell'isola. Un marchio forte, che rappresenta per molti proprio quella prosperità che era tipica della Sardegna di una volta.

sa-pintadera-sardegna-arcaica

Personalmente ho voluto comprare questo bellissimo manufatto in ceramica per avere sempre vicino un pizzico della mia terra d'origine. Nel guardarlo, infatti, non posso fare a meno di ripensare alla sua storia, alle mie origini, alle radici che mi tengono legata alla mia terra nonostante i duemila chilometri di distanza che mi separano da essa.

Sylvié


viaggiare-zaino-in-spalla-impronta-del-passato

Cammino di Carlo Magno, la mezza tappa da Breno a Nadro

Chi conosce il Cammino di Carlo Magno sa che in realtà questa terza tappa dovrebbe concludersi a Grevo ma noi, affascinate dalla Valle Camonica, decidiamo di spezzare la tappa e fermarci a Nadro per visitare uno dei luoghi più belli e suggestivi di questo cammino, nominato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Siete curiosi?

Non vi voglio svelare ancora nulla, ci arriveremo assieme passo passo, quindi seguiteci in questo diario di viaggio da Breno a Nadro.

Se avete perso le altre puntate potete trovarle qui.

Diario di viaggio

15 Luglio  2019, in cammino da Breno a Nadro

Ci svegliamo con calma, oggi abbiamo intenzione di fare una tappa breve e ci prendiamo tutto il tempo. Patrizia ci prepara una buona colazione, stamattina è andata dal fornaio a prendere i cornetti caldi apposta per noi. Sul Cammino di Carlo Magno ci sentiamo sempre coccolate dalla gente del posto, questo ci sta piacendo molto.

Ci mettiamo in cammino con un tempo un pochino incerto, forse pioverà ma prima di lasciare Breno decidiamo di visitare il castello medievale. Lo precede una ripida salita acciottolata che risulta essere leggermente scivolosa per via dell'umidità della notte. In cima ci attende però uno spettacolo favoloso, le mura merlate del castello e le due torri sono ben conservate, il luogo è suggestivo e rievoca immagini di tempi lontani.

All'interno delle mura scorgiamo diversi massi, arroccati su piccole collinette verdeggianti. Si dice che in questo luogo vi siano delle rocce curative, probabilmente dei minerali con un'energia particolare. Claudia ne adocchia una e decide di fermarsi un poco per rilassarsi. Io vado a curiosare in giro e salgo su una scaletta che mi conduce sopra la cinta muraria che mi permette di ammirare un paesaggio bellissimo.

Il castello di Breno è costruito proprio su un colle che domina la valle. Sui pannelli informativi leggiamo che esso fu edificato sui resti di un abitato preistorico di epoca neolitica. Qui sono state trovate delle tombe datate 4000 anni a.C. Ne rimango affascinata. Ci tratteniamo al castello per un bel po', questo luogo ha un'energia pazzesca.

viaggiare-zaino-in-spalla-salita-del-castello-di-breno
Salendo al castello
viaggiare-zaino-in-spalla-ingresso-al-castello-di-breno
Ingresso alle mura
viaggiare-zaino-in-spalla-breno-vista-dal-castello
Breno vista dal castello
viaggiare-zaino-in-spalla-castello-di-breno-torre
La torre

Una pioggerellina persistente comincia a scendere e ci coglie di sorpresa. Decidiamo di lasciare il castello, sperando che il tempo migliori. Torniamo al paese e riprendiamo il tracciato del cammino di Carlo Magno seguendo la strada che fiancheggia la chiesetta di San Antonio. Salutiamo con lo sguardo quel luogo che ci ha ospitate e ci incamminiamo verso la nostra prossima tappa.

Ci inoltriamo verso la boscaglia, seguendo il sentiero che conduce all'Eremo di San Valentino. Il bosco ci protegge dalla pioggia che dopo un po' per fortuna si placa. Finalmente possiamo goderci al meglio questo bellissimo cammino immerso nella natura.

Percorriamo diversi chilometri prima di arrivare a Niardo, il primo paesello che incontriamo  lungo la via. Essendo ora di pranzo ci fermiamo nell'unico bar aperto, sotto lo sguardo incredulo dei vecchietti che stanno seduti nella piazza e sicuramente si domandano cosa ci facciano due donne sole con grossi zaini sulle spalle e un sorriso immenso sulle labbra.

Al bar Di Vino facciamo la conoscenza di Stefano, il giovane proprietario, che ci dice essere un grande fan del cammino di Carlo Magno. Lo notiamo dall'adesivo con la freccia rossa che tiene attaccato sulla vetrata d'ingresso. E' molto gentile e ci permette di riposare un po' nelle poltrone del locale. Per circa mezzora ci rilassiamo e facciamo riposare i piedi. Quando andiamo via, Stefano ci saluta augurandoci buon cammino e subito mi ritorna alla mente il classico saluto dei pellegrini sul cammino di Santiago.

La grande fontana che sta nella piazza ci permette di rifornirci d'acqua. Per fortuna questo cammino è ricco di fonti, con acqua potabile e fresca, quindi non ne rimaniamo mai sprovviste. L'orologio della torre segna quasi le due, è ora di incamminarci. Ci inoltriamo nuovamente nella boscaglia, i sentieri di questa tappa sono ricchi di vegetazione rigogliosa.

Io e Claudia non perdiamo occasione per fare battute e ridere, come delle adolescenti a cui basta veramente poco per divertirsi. Camminare svuota la mente e alleggerisce lo spirito, tutto scorre più lento, i passi seguono il battito del cuore e senza pensieri tutto acquista più colore e positività. Ci scattiamo qualche foto, ci lasciamo e ci raggiungiamo numerose volte per dare spazio alle nostre introspezioni, rispettando l'una i tempi dell'altra.

Dopo qualche chilometro, arriviamo finalmente in un nuovo centro abitato e io approfitto subito della presenza di una fontana per immergere i piedi stanchi e accaldati. L'acqua è gelida ma per i miei piedi è una vera manna dal cielo.

Ci rimettiamo in cammino, ormai manca poco ma il caldo affatica e rallenta i nostri passi. I sentieri si snodano su pittoreschi paesaggi e il mio sguardo è sempre fisso sulla montagna Concarena che, come una bussola, ci accompagna ormai da un bel po' indicandoci la direzione.

La mia fantasia proietta su quella montagna i tratti e le forme di una corona. Incredibile, sembra proprio la corona di Carlo Magno, quella disegnata come simbolo sulle frecce rosse che si trova sugli adesivi di questo cammino. Claudia mi prende in giro, dice che ho una fervida immaginazione e ci ridiamo su.

Finalmente arriviamo a Nadro, la nostra tappa, un piccolissimo borgo di case in pietra molto caratteristico, in cui si trova il Museo della Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri.

Ci rechiamo al museo dove conosciamo le responsabili, due donne molto gentili che ci accolgono con grande entusiasmo. Facciamo visita al museo con una di loro che ci fa da guida mentre l'altra finisca di prepararci la stanza alla foresteria dove trascorreremo la notte.

Dopo aver occupato la camera e sistemato la nostra roba decidiamo di fare un giro per il paesino in cerca di un alimentari ma purtroppo troviamo tutto chiuso. Non c'è nemmeno un ristorante, nessun posto dove poter mangiare. Un pochino ci assale lo sconforto ma per fortuna ho portato con me delle zuppe liofilizzate per ogni evenienza. Di fame non moriremo.

La magia del cammino ci da nuovamente prova di quanto le cose si sistemino al meglio, se si ha fiducia, e di quanto la gente della Vale sia accogliente e pronta a venirti incontro. Otteniamo uova e pane da una delle responsabili del museo e alla foresteria possiamo cucinare una splendida cena: Zuppa vegetale, frittata, noci, pane e un po' di frutta. Perfetto!

Andiamo a dormire entusiaste e io non vedo l'ora che sia domani per visitare finalmente la famosa Riserva delle Incisioni Rupestri, nominata dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

Sylvié


viaggiare-zaino-in-spalla-il-castello-di-breno banner

Cammino di Carlo Magno, da Boario Terme a Breno

Prosegue il mio diario di viaggio sul Cammino di Carlo Magno, alla scoperta della Valle Camonica, ripercorrendo a piedi quei sentieri che Carlo Magno fece nel lontano XV secolo.

Ci incamminiamo così nella nostra seconda tappa, da Boario Terme a Breno, un po' emozionate perché da qui in poi io e Claudia proseguiremo da sole. In realtà scopriremo che su questo cammino non si resta mai del tutto soli se si è pronti ad abbracciare e ricevere il cuore dei camuni.

Che dite, vi va  di camminare un po' assieme a noi?

Diario di viaggio

14 Luglio  2019, in cammino da Boario Terme a Breno

Lasciamo il bellissimo b&b La Baita dopo una golosa colazione fatta di tante leccornie tra cui le buonissime torte preparate a mano dalla signora Paola. La salutiamo con affetto, è stata davvero molto gentile con noi, ci ha coccolate e fatte sentire ben accolte. Non smetteremo mai di ringraziarla per averci permesso di fare lavatrice e asciugatrice senza volere nulla in cambio, certi gesti non sono scontati né dovuti e nel cammino scopriamo che ogni persona può rivelarsi un angelo.

La magia del cammino è anche questa!

viaggiare-zaino-in-spalla-bnb-la-baita
B&B La Baita

Ci incamminiamo verso l'uscita di Boario Terme, nella suggestiva periferia che costeggia la frazione di Montecchio e l'Archeopark, un parco didattico e ludico per bambini, dal tema preistorico. Lo costeggiamo e proseguiamo a passo lento e rilassato, godendoci la natura intorno. Sembra di essere dentro una cartolina, tra viali alberati, ponticelli in pietra e il rumore del fiume Oglio che ci accompagna per chilometri.

Seguiamo la tranquilla ciclovia che corteggia il fiume e qui incontriamo diverse persone che ci chiedono del nostro cammino e ci raccontano qualcosa delle loro vite. C'è Salvatore (Salva per le donne e Tore per gli uomini), un signore di settant'anni grande camminatore che ha girato a piedi gran parte dell'Italia. E c'è Gilberto, che ci accompagna per qualche chilometro raccontandoci le sue avventure di quando da ragazzo portava al pascolo le sue capre.

Le persone della Valle e le loro storie cominciano ad entrarci dentro. Viaggiare in lentezza ci permette di realizzare quel sogno che speravamo di vivere, ossia conoscere una terra attraverso gli occhi e i racconti della gente del posto. Sul Cammino di Carlo Magno questo è possibile.

viaggiare-zaino-in-spalla-montevecchio

viaggiare-zaino-in-spalla-lungo-il-fiume-oglio

viaggiare-zaino-in-spalla-ciclovia-lungo-il-cammino-di-carlo-magno

Continuiamo il nostro cammino, tra zone verdeggianti e sterrati. Le frecce rosse del cammino di Carlo Magno ci accompagnano per tutto il percorso, assieme alle fresche acque del fiume Oglio che scorre tranquillo al nostro fianco. Finalmente arriviamo al borgo di Esine, un paesino molto caratteristico che ci piace subito. Decidiamo quindi di fermarci qui per il pranzo e far riposare i nostri piedi.

Troviamo delle panche su cui fermarci, sono vicine ad una gelateria e a pochi passi da una fontana su cui possiamo dissetarci. Pranziamo, dando fondo a tutti i nostri viveri e infine togliamo scarpe e calze. Decidiamo di fare una lunga sosta e ci distendiamo sulle panche, con le gambe sopra lo zaino e il sacco a pelo come cuscino.

Lo ammetto, in questo momento sembriamo in pieno baronaggio ma questo senso di libertà e spontaneità ci piace. Non facciamo caso a voci o sguardi, non ci sentiamo a disagio, siamo esattamente dove vogliamo essere e per una buona mezz'ora dormiamo serene e felici.

viaggiare-zaino-in-spalla-freccia-rossa-sul-cammino-di-carlo-magno

viaggiare-zaino-in-spalla-in-cammino-lago-oglio

 

viaggiare-zaino-in-spalla-fontana-edolo

Facciamo scorta di acqua riempiendo le nostre borracce, ora siamo pronte per proseguire. Saliamo lungo i sentieri di questa splendida vallata, tra il verde delle colline e con un paesaggio che pian piano comincia a cambiare. La natura intorno ci regala momenti di stupore. Incontriamo diverse casette in pietra e legno, disabitate, che immaginiamo essere rifugi per l'inverno. Tutto ci appare così pittoresco!

Giungiamo nel caratteristico paesino di Berzo Inferiore e non possiamo fare a meno di soffermarci ad ammirare questo borgo. La nostra curiosità è improvvisamente attirata da un vecchio portone semi aperto. La casa sembra disabitata. Entriamo con discrezione e notiamo un bellissimo affresco religioso impreziosito da fiori, rosari e candele. Certe bellezze artistiche acquistano ancor più fascino quando le si trova per caso.

Andiamo via contente di quel fuori programma ma improvvisamente un vano scala con un piccolo cancello arrugginito attira la nostra attenzione. Io e Claudia ci guardiamo, l'intesa è assoluta. Siamo in vena di avventura, il cancello è aperto e così decidiamo di scendere nelle cantine, giusto per dare un'occhiata. Ci addentriamo alla scoperta di passaggi segreti e improvvisamente ci sentiamo come nel film Goonies. L'adrenalina sale e il buio non placa la nostra voglia di avventura, siamo elettrizzate e continuiamo a camminare, mentre io riprendo tutto con il mio cellulare e Claudia fa strada con la sua torcia.

Intorno a noi casse e casse di bottiglie in vetro impolverate, in quella che probabilmente in passato doveva essere una cantina dedicata al vino. Il corridoio, pieno di ragnatele, ci conduce in una stanza diroccata i cui ruderi bloccano il passaggio. Ritorniamo in superficie, ridendo a crepapelle per essere state così temerarie ma anche un po' avventate e lasciamo così l'antico edificio.

Solo successivamente veniamo a conoscenza del fatto che la villa è stata abbandonata dopo la morte del suo anziano proprietario e al contempo facciamo un'altra scoperta alquanto misteriosa. Nei nostri cellulari non c'è traccia delle foto e del filmato. In un primo momento pensiamo che quell'antica villa sia infestata dai fantasmi. Un attimo dopo la spiegazione più razionale ci suggerisce che probabilmente il materiale sia stato erroneamente cancellato. Abbiamo vissuto davvero questa avventura fanciullesca o l'abbiamo solo immaginata? Sorridiamo felici, poco importa. I nostri cuori ricolmi di gioia conoscono la risposta.

viaggiare-zaino-in-spalla-cammino-carlo-magno-viandante

viaggiare-zaino-in-spalla-cammino-sentiero-per-berzo

Riprendiamo a camminare lasciando il paesino alle nostre spalle, felici per l'esperienza fatta. Cominciamo a salire, salire e salire, sempre di più. La stanchezza si fa sentire ma le bellezze del paesaggio valgono tutta la fatica. Incontriamo diversi centri abitati e maciniamo chilometri su chilometri. Il Cammino di Carlo Magno ci entra dentro ad ogni passo.

Claudia fotografa me, io fotografo lei, poi ad un certo punto la vedo sparita dalla traiettoria della mia fotocamera e nel cercarla con lo sguardo mi accorgo che è stesa a terra, morta dalla stanchezza. Ridiamo come pazze, riprendiamo a camminare ma ogni tanto ci risale la ridarella che ci costringe a fermarci. Sono felice per questi momenti, Claudia è una fantastica compagna di cammino.

Tra una risata e l'altra finalmente intravediamo il famoso colle del Cristo Re dove la statua d'oro del Cristo, che domina l'intera vallata, ci annuncia che Bienno è vicina. Tra antiche stradine medievali e sentieri che si snodano, proseguiamo senza entrare nel paesino che è noto per essere uno tra i borghi più belli d'Italia. Mancano pochi chilometri al concludersi della nostra tappa e la stanchezza si fa sentire. Scendiamo dal colle e ci dirigiamo verso la nostra tappa. In lontananza, maestoso sul colle, un castello medievale ci annuncia finalmente l'arrivo a Breno.

viaggiare-zaino-in-spalla-verso-bienno

viaggiare-zaino-in-spalla-cammino-valcamonica-3

 

viaggiare-zaino-in-spalla-il-castello-medievale-di-breno

Dopo varie peripezie arriviamo al centro storico di Breno, nella piazzetta di Sant'Antonio, dove ormai stremate e un pochino disorientate cerchiamo l'indirizzo della cara Patrizia, una donna gentilissima che ci ospiterà per la notte. Abbiamo trovato il suo contatto nel sito ufficiale del Cammino di Carlo Magno che vi invito a visitare per avere tutte le informazioni necessarie.

Chiediamo ad alcune persone sedute in piazza e loro ci indicano il suo atelier. Patrizia è un'artista e io nel vedere le sue opere mi sciolgo all'istante, ammaliata e affascinata da tanto talento. Entriamo accolte a festa dalla sua piccola Trilli, una cagnetta piccolissima e molto dolce con cui facciamo subito amicizia. Patrizia ci mostra la nostra stanza, è bellissima. Ad ogni angolo si respira creatività e gusto per i dettagli. Ci invita subito a visitare la mostra di un amico pittore, proprio nella chiesetta sotto casa. Ne siamo entusiaste e ne approfittiamo subito, prima che chiuda. Le opere esposte ci colpiscono molto ma io resto affascinata sopratutto dalla volta affrescata della chiesa, sembra proprio di essere sotto un firmamento con il naso all'insù.

Facciamo un piccolo giro per Breno e torniamo a casa felici. Dopo una bella doccia ristoratrice, e aver fatto il bucato, decidiamo di andare a cenare in un ristorante che abbiamo adocchiato poco prima, proprio sotto casa. Si chiama Bistrot Domenighini e si presenta inizialmente come una vineria, ma posso assicurarvi che è molto più di questo. Lo capiamo subito dall'ambiente accogliente, dal sorriso del barista e dal menu' ricco di piatti tipici. Un'esperienza sublime, un viaggio del gusto e una scoperta di sapori che rappresentano totalmente la Valle, di cui pian piano ci stiamo innamorando.

Rientriamo a casa un po' brille ma pienamente soddisfatte della nostra incredibile giornata. E questo è solo l'inizio. Se siete curiosi di conoscere il seguito seguiteci sul nostro Cammino di Carlo Magno, vi aspetto per la prossima avventura!

Sylvie


viaggiare-zaino-in-spalla-lago-moro-banner

Cammino di Carlo Magno, da Lovere a Boario Terme 

Eccoci al secondo giorno di questo diario di bordo che vi racconterà, tappa per tappa, la mia avventura alla scoperta del Cammino di Carlo Magno e della Valle Camonica. Una valle ricca di storia, di leggende e di misteri, ma anche di bella gente, di incredibili paesaggi e di persone che, come noi, si mettono in cammino zaino in spalla desiderosi di conoscerla davvero, questa Italia, a passo lento e a stretto contatto con la gente del posto.

Buona lettura dunque e buon cammino, assieme a me e alla mia compagna di viaggio Claudia!

E se vi siete persi il primo giorno di diario vi rimando qui con il post che racconta la nostra partenza e la nostra visita a Lovere.

Diario di bordo

13 Luglio  2019, in cammino da Lovere a Boario Terme

La nostra prima tappa inizia di buon mattino con un incontro molto speciale e piacevole. Antonio, uno dei ragazzi ideatori del cammino di Carlo Magno, ci accompagnerà da Lovere a Boario Terme.

Camminare con Antonio si rivela da subito molto piacevole e io e Claudia entriamo in sintonia con lui che, con enfasi, ci raconta tante belle storie e aneddoti sul territorio della Valle Camonica. Un territorio che ormai lo ha adottato da anni e di cui lui si è innamorato.

Mentre camminiamo su strade e sentieri lui approfitta per rinfrescare la segnaletica del percorso con la tinta rossa che contraddistingue il cammino di Carlo Magno. Un lavoro nobile che Andrea e Antonio fanno da volontari per permettere ai camminatori come noi di poter percorrere il tracciato in sicurezza e senza il timore di perdersi.

Io intanto continuo ad ascoltare affascinata le storie che Antonio racconta e percepisco tutta la sua passione per la Valle. Il bellissimo progetto dei cammini di Carlo Magno e della Valeriana nascono proprio grazie a questo amore. La segnaletica sul Carlo Magno è giovane, poco più di un anno, ma tracciata in modo impeccabile. Il suo simbolo, inconfondibile, è il triangolo rosso.

La freccia rossa sul Cammino di Carlo Magno

Andiamo avanti lungo sentieri asfaltati e sterrati che ci conducono verso il paesino di Rogno. Saliamo fino a raggiungere la deviazione che conduce ad una delle famose Big Bench, le panchine giganti di Chris Bangle. Si tratta di un progetto molto particolare, portato avanti dalla Big Bench Community Project per sostenere le comunità montane grazie alla valorizzazione del territorio e al turismo lento e sostenibile. Ad oggi sono esattamente 84 le panchine giganti costruite e questa di Rogno è la n.32 di colore azzurro, come il cielo e il lago che si possono ammirare all'orizzonte. Io e Claudia ci saliamo divertite e diventiamo subito delle Lilliziane felici.

Il panorama difronte a noi è mozzafiato. Il mio sguardo si perde in lontananza, fino al lago Iseo. Wow, quanta strada abbiamo già fatto!!

Dopo il piccolo break riprendiamo il sentiero che ci riporta alla deviazione e continuiamo poi sul percorso tracciato lungo la discesa ripida che ci porta fino a Rogno. Da qui un bel tratto di asfalto ci conduce al laghetto di Rogno, una zona molto turistica ma tutto sommato piacevole. Per fortuna è piacevolmente ombreggiata, con tanti alberi e molto verde tutto intorno. Ma è anche trafficata, da bagnanti e vacanzieri. Proseguiamo lungo la ciclabile costeggiando il fiume e ci ritroviamo nella zona industriale, l'attraversiamo e finalmente giungiamo ai piedi della montagna.

Qui comincia la mia prima grande sfida, lungo una salita massacrante che ci condurrà al bellissimo Lago Moro. In questo tratto darò fondo a tutta la mia scorta d'acqua e frutta, arrivando in cima grondante di sudore. Ma il panorama che si apre al nostro sguardo è spettacolare.

Da quassù il Lago Moro è una cartolina, una di quelle immagini che sembrano uscire da un libro di fiabe.

Comincia la discesa che ci porta a Capo di Lago, una zona altrettanto turistica e piena di bagnanti. Ci fermiamo alla chiesetta sul lago per una pausa. Riprendiamo fiato, usufruiamo dei bagni e riprendiamo il cammino verso Dafro, dove Antonio ci lascia. A noi invece mancano ancora circa due chilometri per arrivare al nostro B&B La Baita di Boario Terme, dove abbiamo pernottato per la notte.

Arrivati in questo accogliente B&B la gentilissima signora Paola, titolare della Baita, ci da modo di poter usufruire del servizio lavanderia. Dopo aver svolto tutti i nostri adempimenti da pellegrine decidiamo di riposare un pochino, prima di uscire alla scoperta del paesino di Boario Terme.

Boario Terme è famosa proprio per le sue acque termali naturali, dalle proprietà benefiche e curative conosciute già nell'antichità. Il centro termale di Boario Terme si trova proprio a poche centinaia di metri dal nostro alloggio. Avremmo voluto usufruire di questa bella coccola di fine tappa ma purtroppo veniamo a sapere che proprio in quei giorni il centro benessere è chiuso per manutenzioni.

Decidiamo quindi di fare una piccola passeggiata prima di cena e infine ci spingiamo fino al Ristorante Pizzeria La Svolta, dove ci servono una pizza davvero deliziosa che ci soddisfa pienamente.

Si è fatta notte, la stanchezza comincia a farsi sentire ma durante il rientro al b&b ci incuriosisce la musica e la gente che popola la piazzetta adiacente all'ingresso delle terme. Vediamo tanta gente in fila, all'ingresso di una probabile discoteca, e ci fermiamo ad ammirare la cupola in stile liberty illuminata da fasci di luce colorata. Boario Terme ci stupisce, viva e frizzante proprio come l'aria estiva che si respira ai piedi della sua montagna.

Rientriamo finalmente in camera, stanche ma felici e anche parecchio elettrizzate per la nostra prossima tappa verso Breno! Sta volta saremo sole e ne combineremo delle belle.

Seguiteci!

Sylvié


viaggiare-zaino-in-spalla-lago-iseo-lovere-banner

Cammino di Carlo Magno, la partenza e la nostra visita a Lovere

La volta scorsa vi ho parlato, in modo generico, del Cammino di Carlo Magno, dandovi anche qualche informazione tecnica e raccontandovi le leggende legate alla Valle Camonica. Ci sarebbe ancora tanto da dire su questo cammino e pian piano lo farò, ma una cosa è certa, per me si è trattata di un'esperienza incredibile che mi ha lasciato qualcosa di importante e profondo nel cuore.

Non è stata una passeggiata, le difficoltà ci sono state ma mi hanno permesso di superare molti limiti e testare la resistenza fisica in montagna. Inoltre ho avuto modo di scoprire una delle più belle zone d'Italia con i suoi paesaggi favolosi, la bella gente, il buonissimo cibo e l'incredibile generosità dei suoi abitanti, che sinceramente non mi aspettavo.

Un cammino sopratutto all'insegna degli incontri e dei sorrisi, anzi delle risate, visto che la mia compagna di viaggio Claudia è stata una piacevolissima compagnia e assieme ne abbiamo combinate delle belle!

Ed è proprio così che è cominciato questo nostro primo cammino insieme, con il sorriso.

viaggiare-zaino-in-spalla-partenza-da-cagliari
Noi all'aeroporto di Cagliari

Vi invito quindi a leggere questo mio diario di viaggio, tratto dagli appunti e dai ricordi di un'esperienza che custodisco nel cuore con gioia e che sinceramente consiglio a tutti di fare.

Diario di viaggio

12 Luglio  2019, partenza da Cagliari e arrivo a Lovere.

Io e Claudia partiamo prestissimo, volo Ryanair per Bergamo Orio al Serio. Facciamo un viaggio molto tranquillo e tutto si incastra benissimo.

All'aeroporto di Bergamo conosciamo Sabina, un pellegrina molto gentile che si è offerta di tenermi il trolley fino al nostro rientro dal cammino. Purtroppo l'ho dovuto portare con me perché torno dalla mia vacanza in Sardegna e dopo il cammino tornerò direttamente in Danimarca, dove vivo. Quindi il suo gesto solidale è stata una vera manna dal cielo. Sabina ci ha persino procurato un paio di bastoncini da trekking, ha veramente un cuore grande!

Un'altro paio li troveremo in hotel, grazie ad un altro angelo del cammino di nome Daniela che ce li ha gentilmente prestati per questa avventura lungo il Cammino di Carlo Magno.

Lo spirito del cammino comincia ad entrarci dentro. Siamo pronte!

Andiamo a prendere il bus per Lovere dalla parte più estrema dell'aeroporto, praticamente proprio al semaforo che conduce al centro commerciale. Ci condurrà direttamente alla tappa iniziale, Lovere, in circa un'ora di viaggio. Arriviamo a Lovere intorno alle 10.30 del mattino e il bus ci ferma proprio nella zona del porto, difronte alla grande Piazza XIII Martiri, a due passi dal centro storico.

Ci affacciamo sulla sponda del bellissimo Lago Iseo, per contemplare il meraviglioso paesaggio. Ci troviamo proprio nella sua punta più estrema. Una vera meraviglia della natura. Facciamo un giro alla scoperta del paesino, tra viuzze del centro storico e scorci pittoreschi da fotografare assolutamente.

Lovere è un paesino davvero molto carino, non per niente è annoverato come borgo più bello d'Italia. Passeggiare tra le vie del centro può essere anche molto romantico, vista l'atmosfera che si respira, piacevole e rilassante. Sarà forse per quei tratti medievali che ogni tanto sfodera o per i suoi balconi ricchi di fiori e di colore, sta di fatto che il fascino di Lovere ci ha colpite.

Decidiamo quindi di pranzare qui, nella grande Piazza XIII Martiri, difronte al lago e ai tanti turisti di passaggio. Assaggiamo qualche piatto tipico locale a base di pesce e decidiamo finalmente di incamminarci verso l'Hotel.

Ci incamminiamo verso Costa Volpino, una frazione di Lovere che dista circa 4 km. Una lunga camminata che ci permette di ammirare il bellissimo paesaggio e restare piacevolmente incantate dall'incredibile abbraccio tra le calme acque del lago e le sue possenti montagne.

Arriviamo all'Hotel Franini in perfetto orario per il check-in della stanza, che abbiamo prenotato grazie all'App Booking.com scaricata sul mio smartphone. Una di quelle App che non dovrebbero mai mancare sul cellulare di un backpacker.

Dopo la lunga passeggiata fatta, non vediamo l'ora di stenderci un po'. L'albergo non è nulla di che, ma il prezzo è buono e per una sola notte può andar bene. Inoltre si trova proprio a due passi dal tracciato in cui passa il cammino di Carlo Magno, quindi questa soluzione si rivelerà ottimale.

Dopo esserci riposate e rinfrescate, decidiamo di concludere la nostra serata andando alla festa degli alpini, un raduno che si trova proprio a Costa Volpino e che abbiamo scovato proprio durante la nostra lunga passeggiata.

Ceniamo dentro gli stand adibiti a festa, con dei piatti tradizionali a base di carne e verdure. Trascorriamo una piacevole serata tra balli, musica e risate. Bella gente, che ci fa sentire ben accolte.

viaggiare-zaino-in-spalla-costa-volpino-alpini

Andiamo via presto sperando di coricarci ad un ora decente, l'indomani ci attende la prima tappa del nostro cammino di Carlo Magno. Ma siamo decisamene emozionate e non smettiamo di chiacchierare, fino a tardi. Incredibile come passi velocemente il tempo quando si sta bene.

Sylvié


viaggiare-zaino-in-spalla-cammino-di-carlo-magno-simbolo

Sul Cammino di Carlo Magno, alla scoperta della Valle Camonica

Ho saputo dell'esistenza del Cammino di Carlo Magno quasi per caso, grazie ad un concatenamento di eventi che hanno dell'incredibile.

Tutto è cominciato quando Antonio Votino (ideatore, assieme ad Andrea Grava, di questo bellissimo cammino) ha contattato la redazione delle Travel Blogger Italiane per presentare il loro nuovo progetto, con il desiderio di farlo conoscere.

Io e Paola Bertoni (la caporedattrice del magazine TBI nonché blogger di Pasta Pizza Scones) siamo state molto entusiaste all'idea di poter fare da portavoce e parlare di slow travel visto che ci troviamo proprio nell'anno del turismo lento.

Entrambe siamo state d'accordo sul fatto che, prima di scrivere un pezzo sul cammino, avremmo sicuramente dovuto conoscere meglio ogni sua sfaccettatura. Pronta quindi per raccontare questo cammino in qualità di blogger, ho coltivato subito il desiderio di fare questo cammino. Infondo si trattava di fare solo 100 km circa, suddivisi in 5 tappe. Non avrei mai pensato di innamorarmi della Valle, della sua gente e di scrivere questo articolo con il cuore in mano.

Organizzare il cammino

Ho cominciato ad organizzare nel dettaglio il cammino sin da subito e ho deciso di condividere l'esperienza con un compagno di viaggio, la persona con cui ho condiviso gran parte della mia vita adolescenziale, ovvero la mia amica Claudia. Per lei è stato il suo primo cammino ma se l'è cavata alla grande ed è stato bellissimo poter camminare fianco a fianco, passo dopo passo, proprio come ai vecchi tempi. Ci siamo ritrovate, dopo anni, a ridere come matte e ci siamo anche confortate nei momenti più difficili del percorso. Aiutarsi e sostenersi durante un cammino è l'essenza del cammino stesso se non decidiamo di farlo in solitaria. Questa esperienza è un'opportunità per rafforzare ancor di più i legami.

viaggiare-zaino-in-spalla-sul-cammino-di-carlo-magno-lago-iseo-lovere

Nel momento dei preparativi, e anche durante il cammino, il gruppo Facebook dedicato ai cammini della Valle Camonica ci ha sostenute e da loro abbiamo tratto tanta buona energia, condividendo con loro i nostri passi, fino al traguardo.

Anche la bellissima amicizia con Andrea, che ci ha accompagnate lungo la prima tappa, è stata una piacevole occasione per conoscere meglio la storia di questo cammino. Un grazie di cuore va proprio a lui, per aver supportato i nostri passi lenti e averci raccontato tante belle storie e leggende sulla valle.

Oggi posso dire di aver fatto un cammino strepitoso, superando molti dei miei limiti anche fisici. Ho veramente amato il territorio Camune, la sua gente splendida e accogliente, i suoi borghi, il suo cibo buonissimo, le sue bellissime montagne e quel senso di libertà che solo l'altitudine sa darti. Ho persino fatto la mia prima esperienza in seggiovia, volando con i piedi a penzoloni fino a 1800 mt di altezza.

Se con il cammino di Santiago avevo provato cosa volesse dire la santiaghite, tornando a casa da questo viaggio ho sentito la stessa nostalgia e la stessa mancanza. Come quando devi dire addio ad una persona molto cara e sai che molto probabilmente non  la rivedrai più. L'unica certezza che ho nel cuore è che, quella valle, io non la scorderò mai. Ecco perché, secondo me, dovreste fare questo cammino.

Dettagli Tecnici

cammino-di-carlo-magno-mappa-tappe
Tappa per tappa

Tipologia di cammino: cammino ben tracciato con la presenza di strutture ricettive aderenti al progetto.

Lunghezza totale del cammino: 94 km

Suddivisione Tappe: 5 tappe, che si possono spezzare facilmente all'occorrenza:

  • Lovere - Boario Terme: 16,5 km
  • Boario Terme - Treno: 16,5 km
  • Breno - Grevo (loc.Deria): 16 km
  • Grevo - Edolo: 22 km
  • Edolo - Ponte di Legno: 23 km

Percorso: percorso misto (sterrati, boschi, viuzze, mulattiere, asfalto, vecchie strade medievali e sentieri anche ripidi) con sali scendi sul territorio di vallata e di montagna.

Partenza: Lovere, lago Iseo

Arrivo: Ponte di Legno

Grado di difficoltà (sulla base della mia esperienza personale): Gran parte del cammino è, a mio avviso, di livello medio-facile, sopratutto le prime tappe. L'ultima tappa, sopratutto il tratto boschivo da Monno a Vezza d'Oglio, lo considero impegnativo e di livello escursionistico ma sempre medio-facile. Questo tratto però non lo consiglio in solitaria se non si è allenati o con bambini o persone con difficoltà a deambulare, per via delle sue forti pendenze e l'impegno a dover superare alcuni ostacoli sul sentiero. Il cammino, in generale, si presenta molto piacevole, ricco di bellezze, a tratti faticoso ma fattibile. Non è una passeggiata domenicale e il tratto boschivo dopo Monno merita un tantino di attenzione in più per via di alcune deviazioni che sono state apportate in conseguenza alla caduta di alcuni alberi, ma è un cammino accessibile e ben tracciato.

Altimetrie:

clicca sulle tappe per ingrandire
(le immagini di tappe e altimetrie sono tratte dal sito ufficiale www.camminodicarlomagno.it)

La storia di questo cammino è molto affascinante e anche se il percorso tracciato è nato da poco tempo, i sentieri antichi sono intrisi di storia e leggende. Come quella su Carlo Magno, da cui il cammino prende appunto il nome.

Storie e Leggende

la-leggenda-di-carlo-magno-in-valle-camonica

LA LEGGENDA DI CARLO MAGNO

Non vi sono documenti che attestino la veridicità di queste storie ma la leggenda da cui prende il nome questo cammino narra le gesta di Carlo Magno che, convertitosi al Cristianesimo, pare abbia percorso l'intera vallata per convertire (o conquistare) questi luoghi "dimenticati da Dio".

Costringe così la gente del posto a convertirsi e nel farlo ordina la costruzione di numerose chiese lungo il tragitto che percorre, da Pavia a Lodi, da Bergamo a Lovere per poi salire lungo la Valle Camonica.

Le battaglie contro i pagani furono cruente e le chiese che testimoniavano le sue vittorie spuntavano come funghi lungo tutto il suo tragitto.

Si narra che a Monno, Carlo Magno, annientò con cruente ferocia le truppe longobarde per poi raggiungere il Passo del Tonale dove, risalita la montagna, proseguì la sua crociata verso il Trentino.

Sinceramente nel fare questo cammino non mi è importato granché sapere delle gesta di un folle che, in nome di Dio, ha conquistato e ucciso. Tantomeno mi è importato visitare le numerose chiese che ha eretto lungo la via o seguire le sue orme nel percorrere questi sentieri.

Ho invece imparato ad amare la Valle, la sua gente, scoprendo una storia ancora più antica, legata ai loro antenati e al legame ancestrale con la terra.

Le leggende sulla montagna

I Camuni nascondono, nelle loro montagne, tracce di un passato atavico e primordiale dove ancora oggi si possono scorgere i segni del passaggio di genti antiche di migliaia di anni.

Nella riserva tra Nadro, Ceto, Cimbergo e Paspardo vi sono, ancora visibili all'uomo, le antiche incisioni rupestri il cui sito è diventato Patrimonio Unesco.

viaggiare-zaino-in-spalla-rosa-camune-incisioni-rupestri
Incisioni rupestri

Per me le storie degli antichi popoli nativi sono molto più affascinanti delle guerre in nome di Dio e con piacere ho ascoltato i racconti della gente del posto.

Le leggende sulla montagna sono ricche di energia mistica, di fascino e di mistero.

Quella su Pizzo Badile e la sua Concarena poi, è una leggenda davvero bellissima.

Se osservate la cartina potrete notare che la montagna Pizzo Badile e quella chiamata Concarena si trovano proprio una difronte all'altra e il loro abbraccio forma quasi un cerchio. Questo, di per se, è già affascinante ma la storia di queste montagne lo è ancor di più.

Si narra infatti che gli antichi Camuni avessero attribuito, a Pizzo Badile, l'energia maschile e, alla Concarena, l'energia femminile della natura, consacrando quell'unione come terra sacra. Forse proprio per questo motivo i nativi hanno lasciato i loro segni incisi sulla pietra, proprio al centro di questo grande cerchio sacro, dove la visione del rituale poteva essere scorto con maggior chiarezza. Un rituale che avveniva ogni anno.

mappa valle camonica sito ancestrale

Le due montagne stanno una difronte all'altra, come due amanti che non possono unirsi a nozze. Ma due volte l'anno, durante gli equinozi, il miracolo accade. Grazie a dei giochi di luce, in un cunicolo di raggi che si intersecano, il sole riesce a farsi spazio tra le nuvole e i due amanti possono finalmente sfiorarsi.

"La Vallata è un continuo intersecarsi di ombre e luci, di raggi e riflessi, ma durante gli equinozi il sorgere del sole proietta in cielo lo spirito della montagna"così esordiscono gli abitanti della valle. Queste sono le storie che si narrano sin dalla notte dei tempi, tramandate di voce in voce, di generazione in generazione.

Cosa accade nella Concarena

Durante gli equinozi, il sole sorge proiettando in cielo l'ombra di Pizzo Badile. Al suo tramonto l'ombra si siede nella parte concava che si trova sulla Concarena affondando pian piano fino a sparire. Il sole sigilla così la loro unione. In quel momento, infine, pare che nella montagna Concarena appaia un riflesso luminoso che ricorda tanto un'aquila dorata.

Le credenze popolari legate ai culti ancestrali vedono in queste due montagne i guardiani di un portale, un luogo di energia che persino i Nativi d'America conoscono.

pizzo-badile-e-concarena
Foto tratte dal sito valledeisegni.it

La vena romantica che caratterizzano i racconti popolari hanno un non so che di affascinante e suggestivo. Nel mezzo di tutto questo disegno ancestrale c'è poi un sito di incommensurabile bellezza che sta ai piedi delle due montagne: il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri. 

Credetemi se vi dico che solo questo merita l'intero viaggio. Dovete assolutamente vederlo e se potete spendeteci un po' di tempo. Ma di questo vi parlerò meglio in un altro articolo più specifico, perché c'è davvero tanto da dire su questi antichi segni dell'uomo.

Per ora vi lascio con la promessa di parlarvi di questo cammino raccontandovi la mia esperienza tappa per tappa. Vi aspetto quindi alla prossima puntata con il mio diario di viaggio sul cammino di Carlo Magno, alla scoperta della Valle Camonica.

Intanto andate a visitare il sito ufficiale del cammino (www.camminodicarlomagno.it) e prendete appunti per il vostro prossimo viaggio zaino in spalla.

Sylvié

viaggiare-zaino-in-spalla-cammino-di-carlo-magno-tra-le-montagne


Il coraggio di essere felici

Realizzare un sogno non è mai cosa facile. Soprattutto quando il corpo non è in linea con la mente. La mente desidera e il corpo non riesce a stare al passo.

All'inizio credevo di non esserne in grado, soprattutto fisicamente, per motivi di salute e perché sono cresciuta con la convinzione di essere fatta di cristallo, ma poi ho superato i miei limiti mentali e ancora lo sto facendo, pian piano, passo dopo passo.

Camminando sono rinata, un'altra volta.

Mai dire mai, nulla è veramente impossibile se riusciamo a crederci profondamente. Ma bisogna arrivarci con i propri tempi e il proprio modo personale. Non importa se per arrivare a Santiago ci ho messo due anni, ci sono arrivata comunque. Non importa se non riesco a fare più di 20km, ci arrivo in più tempo ma ci arrivo.
Se mi stanco mi fermo.
Se devo mollare e rimandare, rimando ma non demordo, non smetto mai di provarci, stando sempre in equilibrio "tra ciò che voglio e ciò che posso fare".

Realizzare i sogni richiede molta forza di volontà e fatica, ma il senso di gratificazione, felicità, forza e libertà che si conquista non li ripaga nulla. È qualcosa di unico e magico. Proprio come su quest'ultimo, lungo il cammino di Carlo Magno, nella Valle Camonica.

Qui ho infatti superato me stessa.

Sylvié

viaggiare-zaino-in-spalla-cammino-di-carlo-magno
Io sul cammino di Carlo Magno, difronte alla Montagna Concarena, la regina della Valle Camonica