Visitare la Danimarca in inverno, ecco cosa mettere in valigia

La Danimarca è, tra i Paesi Scandinavi, la nazione più mite ma si sa, andare in Nord Europa comporta sempre dover fare i conti con un clima più rigido di quello a cui siamo abituati in Italia soprattutto in inverno.

Ogni stagione ha le sue peculiarità e se stiamo organizzando un viaggio in Danimarca in inverno è bene premunirsi.

La prima cosa che non dovrete mai sottovalutare è che,  sia estate, primavera, autunno o inverno, in qualsiasi momento c'è la possibilità di beccare improvvisi acquazzoni.

Vi capiterà per esempio di uscire la mattina con il sole e rientrare magari il pomeriggio con la pioggia e il freddo. Niente paura, bastano piccoli accorgimenti per stare bene in ogni occasione e trascorrere una vacanza piacevole nonostante il clima altalenante.

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L'abbigliamento giusto

Ecco alcuni preziosi consigli per preparare al meglio la vostra valigia se state pensando di andare in Danimarca proprio in questo periodo invernale.

Se siete diretti a Copenaghen sappiate che l'isola dello Sjælland, in cui è situata la capitale danese, è solitamente molto più mite della penisola dello Jutland o dell'isola di Fyn.

Lo Jutland è conosciuto per il forte vento e le grosse nevicate e persino nelle stagioni temperate il clima è particolarmente fresco e piovoso quindi munitevi sempre di un abbigliamento adatto possibilmente “waterproof”, senza scordarvi un buon impermeabile e delle scarpe calde, comode e in gorotex.

L'inverno Danese si protrae solitamente fino a Marzo e non sarà affatto raro imbattersi nelle ultime nevicate della stagione durante la prima settimana di aprile, sopratutto nelle zone più a nord.

Il segreto per poter stare bene nonostante il freddo è avere un buon giubbotto che tenga la temperatura corporea anche con temperature che scendono sotto i - 15° e che vi darà in questo caso la possibilità di visitare tranquillamente il Paese sia con la neve che con il ghiaccio.

Sarà molto utile avere, oltre un buon giubbotto, anche delle maglie termiche e delle calze in lana che tengano caldi i piedi. Optate delle calze che contengano un'alta percentuale di lana.

Una sciarpa o uno scalda collo sono accessori indispensabili contro il forte vento, così come cuffie e guanti.

Per quanto riguarda questi ultimi non scegliete trame larghe da cui possa passare l'aria. I guanti soprattutto se c'è neve sarà utile averli di un tessuto impermeabile.

Vestirsi a strati

Se anche fuori può fare molto freddo, all'interno dei luoghi pubblici c'è sempre il riscaldamento acceso e se sarete troppo vestiti rischiate di sudare quindi ricordatevi sempre che la miglior soluzione è vestirsi a strati.

Un abbigliamento a cipolla vi permette di togliere giacche e maglioni se per caso vi dovete trattenere all'interno, ad esempio se andate al ristorante, in una caffetteria, in un centro commerciale o se dovete salire sui mezzi pubblici.

Io per esempio in inverno indosso solitamente delle maglie termiche sotto una maglietta fine e poi sopra un bel giubbotto caldo che tiene fino a -20°.

Consigli utili sul clima

Anche se negli ultimi anni le temperature in Danimarca non stanno più scendendo sotto i -10 è bene viaggiare caldi e senza rischiare di congelarsi mentre andiamo in giro.

Uno dei metodi che usiamo noi residenti per poter passeggiare anche in inverno è quello di alternare in continuazione la camminata con l'ingresso in un negozio per riprendere temperatura.

Controllate sempre le previsioni meteo ma non fidatevi mai di uscire senza un poncho o un ombrello o meglio ancora una giacca impermeabile. Se siete stati sbadati e vi trovate improvvisamente sotto l'acquazzone troverete, soprattutto in città, dei negozi come Tiger dove poter acquistare a con pochi soldi una mantella per la pioggia.

Lasciate perdere la moda, in inverno la Danimarca va visitata con abbigliamento comodo e caldo. No ai tacchi (potreste scivolare sul ghiaccio) e no alla gonna a meno che non usiate collant in lana, stivali alti e un giubbotto lungo.

Cos'altro mettere in valigia

Oltre all'abbigliamento adatto per ogni stagione ciò che non deve mancare in valigia per il vostro viaggio in Danimarca è sicuramente la macchina fotografica, un piccolo quaderno dove annotare i vostriaappunti di viaggio e, cosa molto utile se non “vitale”, una presa/adattatore con uscita a due spine. Le prese a tre spine ancora in uso in Italia non saranno infatti utilizzabili in Danimarca.

Vi consiglio di portare anche una borsetta o zaino in materiale impermeabile tipo incerato o plastificato per le vostre escursioni giornaliere, in modo che non si inzuppi in caso di forti piogge.

Se la vostra meta è Copenaghen troverete le mappe della città in aeroporto e in moltissimi luoghi come caffetterie, luoghi turistici, uffici informazioni. Non c’è da perdersi e troverete tantissima disponibilità e gentilezza nelle persone a cui poter chiederete informazioni o aiuto.

Può essere utile sapere che...

Riguardo a come muoversi in città o nell'intera Danimarca vi consiglio di scaricare sul vostro smartphone l’App danese Rejseplanen che vi permetterà di organizzare gli spostamenti con tutti i mezzi pubblici (bus, metro, S-Tog e treni regionali). Basterà scrivere l'indirizzo di partenza e quello di destinazione e il sistema calcolerà orari e mezzi con cui sarà possibile spostarsi.

Un'altra cosa utile da sapere è che in Danimarca troverete bagni pubblici puliti, change-poin un po' ovunque nelle città, negozi in cui accettano spesso anche l'euro (ma danno il resto in corone) e tutte le carte di credito con circuito europeo. In moltissime caffetterie si può richiedere il caffè espresso ma non aspettatevi mai un buon caffè.

Ci sono moltissimi italiani a cui poter chiedere aiuto all'occorrenza, se vi trovate in difficoltà e non conoscete la lingua.

Gli alcolici sono carissimi. La pizza è cara e spesso non è buona. Evitate di cercare cibo italiano perché ne sarete delusi.

Ora, biglietti alla mano, non vi resta che partire e godervi questa bellissima meta tutta da scoprire. E a me invece non mi resta che augurarvi un buon viaggio!!

Sylvié


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Copenaghen, 3 luoghi fuori città da visitare assolutamente

La Danimarca è un Paese che sembra essere uscito dalle fiabe di H.C. Andersen o da un villaggio di Legoland fatto di mattoncini colorati e finestrelle bianche.

Una terra frizzante, semplice e accogliente, “hygge”, come direbbero qui.

Tra i Paesi Scandinavi la Danimarca è la nazione più mite e anche per questo può essere una meta molto interessante per chi ama i viaggi di non solo mare.

La città di Copenaghen, capitale di questa nazione meravigliosa, offre moltissime attrazioni e scorci suggestivi da visitare. Per chi ha un po' di tempo in più a disposizione e vuole andare fuori rotta dal solito itinerario turistico, pur restando a pochi chilometri dalla città, l'hinterland offre molti luoghi che vale davvero la pena vedere e che sono raggiungibili con i mezzi pubblici.

Ho scelto per voi 3 luoghi degni di nota: uno adatto ai bambini, uno da fare zaino in spalla e un'altro più turistico.

Mettetevi comodi e sognate la vostra prossima meta prima di prenotare il volo verso la terra che ispirò le fiabe più belle di tutti i tempi.

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IL PARCO DI BAKKEN

13 km dal centro - 20 min di treno dal centro

A pochi chilometri da Copenaghen, nella zona di klampenborg e immerso nei boschi del Dyrehaven,  vi è il parco divertimenti più antico al mondo. Risale al 1583 ed è considerata la residenza estiva di Babbo Natale.

Questo parco è comunemente noto come Bakken (la collina).

Oltre ad essere un luogo di divertimento immerso nel verde, Bakken è anche una sorta di macchina del tempo che vi permetterà di fare un tuffo nel passato poiché conserva quell’atmosfera retrò di una Danimarca d’altri tempi.

Al suo interno, oltre alle numerose attrazioni, ai ristoranti e ai tanti giochi, vi è un piccolo villaggio museo in cui poter veramente fare shopping e bere il te dentro l’antica bottega ricreata ad arte o ancora tagliare i capelli dal vecchio barbiere che vi farà accomodare in un'antica poltrona e che conserva in bella vista gli arnesi di un tempo.

Inoltre il bosco in cui è collocato il parco divertimenti è ricco di passeggiate e viuzze sterrate, alberi secolari e calessi con i cavalli che rendono l’intero contesto affascinante e fiabesco, adatto a grandi e piccini.

L’ingresso a Bakken è gratuito ma il parco divertimenti è aperto solo in estate, mentre il bosco è visitabile comunque tutto l’anno.

L'intero complesso è raggiungibile facilmente con il treno S-Tog, linea C direzione Klampenborg. Dal centro di Copenaghen arriverete a Klampenborg in 15 min. Da qui proseguirete a piedi per 900 mt  passando tra l’altro in uno dei tratti più suggestivi del bosco.

Per informazioni su Bakken visitate il sito ufficiale https://www.bakken.dk

LA VIA DEL PELLEGRINO

20 km dal centro - 30 min di treno dal centro

Per gli amanti del Walking, del Trekking o del viaggio “zaino in spalla”, anche la Danimarca offre parecchi percorsi interessanti tra cui il cammino europeo E.V.3 chiamato in danese Hærvejen. Esso attraversa l’intera Danimarca, la Germania e la Francia, per poi ricollegarsi alla principale via Jacobea che porta a Santiago di Compostela, chiamata via Francese.

Attraversando i Pirenei e l’intera Spagna il Cammino di Santiago raggiunge i piedi della cattedrale di San Giacomo e si conclude a Finisterra, al Km. 0, dove anticamente si credeva finisse il mondo conosciuto.

viaggiare-zaino-in-spalla-trekking-copenaghen-mappaNei dintorni di Copenaghen passa una via secondaria di collegamento alla Hærvejen, chiamata “pilgrimsrute” ovvero la via del pellegrino. Se volete percorrere un pezzetto di questo bellissimo cammino potete farlo per esempio partendo da Værløse.

Si tratta di un cammino suggestivo tra le campagne e i boschi danesi, da fare in piena libertà seguendo le famose indicazioni di Santiago, la “concha” (conchiglia) e la freccia gialla su sfondo blu.

Anche se non siete propensi a fare tanti km potrete decidere di farne anche solo un pezzetto, giusto per godervi la natura e le bellezze del posto. Per esempio potreste organizzare una bella scampagnata, visto che il luogo è ben attrezzato con aree di sosta per il picnic.

Io personalmente ho fatto spesso questo tratto da Værløse, fiancheggiando il lago Søndersø e attraversando il bosco di Ballerup. Ve lo consiglio assolutamente, è davvero bellissimo. Il lago poi è abitato da tante specie protette e non sarà raro incontrare anche scoiattoli, cervi o volpi. Le viuzze sterrate sono ben curate e poco scoscese, il bosco è incantevole.

Per arrivarci basterà prendere l’Stog da Copenaghen, linea A, direzione Farum, scendere a Værløse e proseguire a piedi nella Ballerupvej per circa 1 km. Troverete nella via le prime indicazioni con la concha che vi condurranno al lago. Da li proseguite in cerca dei segnali, affissi sui pali o sui puntelli, tenete gli occhi ben aperti e godetevi il cammino.

Mal che vada, se non trovate la via del pellegrino, potrete fare il giro del lago con i suoi circa 6 km di percorso immerso nella natura, sarà comunque una bellissima esperienza.

Per informazioni sulla pilgrimsrute potete visitare il sito https://santiagopilgrimme.dk

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DRAGØR, IL VILLAGGIO DEI PESCATORI

15 km dal centro - 35 min di bus dal centro

Situato a pochi chilometri dall’aeroporto di Copenhagen, Dragør è un pittoresco villaggio che nel medioevo era conosciuto per la pesca alle aringhe. Era uno tra i centri principali per l’esportazione di pesce. Ora questo antico villaggio di pescatori ha trasformato le sue vie in attrazioni per visitatori e turisti che ogni anno si riversano nel suo borgo, nei suoi musei e partecipano alle sue tante manifestazioni.

Dragør ti rapisce e ti catapulta in un contesto fiabesco, con le sue casette gialle dai tetti in paglia o dalle tegole rosse e con le sue stradine ciottolate tipiche medievali. Il centro del villaggio e il suo porticciolo fanno di Dragør una meta turistica molto visitata. Inoltre, per chi ama lo stile vintage, una volta l’anno viene organizzata una grande fiera mercato che si tiene appena fuori dal paese e vede arrivare migliaia di persone da ogni parte della Scandinavia. Le date si aggirano sempre intorno alla prima settimana di Giugno e l’ingresso è gratuito. Sono previsti sempre più di 500 espositori oltre alle tante attrazioni e punti di ristoro. Naturalmente c'è tanta buona musica dal vivo e sano divertimento.

Come si può perdere un’occasione del genere?

Da Copenaghen ci sono diverse soluzioni per arrivare a Dragør ma quella più comoda senza troppi cambi è il Bus 350S che parte proprio difronte alla stazione di Norreport, direzione Dragor Stationsplads. Vi porterà direttamente al villaggio. Da qui, per arrivare eventualmente alla fiera mercato, si continua con il Bus 350S direzione Herlev e si scende in Fasanvænget (Møllevej) dopo appena 7 fermate dal centro di Dragor. Dopodiché si prosegue a piedi per 900 mt. Il Dragør Marked, è in Fælledvej 45-61.

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Questo è tutto per ora. Vi auguro buon viaggio alla scoperta degli angoli nascosti della capitale danese.

Sylvié


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Natale a New York, come dentro un film

E' trascorso un anno esatto dal mio viaggio a New York e finora non avevo ancora avuto modo di raccontare e descrivere l'incanto che ho provato ad andare dall'altra parte del mondo, nella città protagonista di tutti i miei film preferiti.

Tanti anni fa vidi un bellissimo film ambientato a New York la cui scena romantica fu girata a San Valentino proprio sopra l'Empire State Building. Si trattava di Insonnia D'amore con Meg Ryan e Tom Hanks (qui puoi leggere la mia recensione) e quello divenne in assoluto uno dei miei film preferiti ambientati nella grande mela.

Da allora cominciai a sognare Manhattan e i suoi immensi grattacieli.

Adoro moltissimo il Natale e mi innamorai sopratutto dei film natalizi e di quell'atmosfera magica e fiabesca. Anche per questo il mio sogno di vedere New York a Natale cominciò a prendere forma sempre di più.

Natale a New York è una di quelle esperienze che bisogna assolutamente fare almeno una volta nella vita.

Negli anni il desiderio di salire sull'Empire State Building si è fatto sempre più forte. Solitamente il mio modo di viaggiare è ben distante da mete caotiche, infatti prediligo sopratutto luoghi immersi nella natura, ma credo che una cosa non precluda l'altra ed è così che, per il Natale 2017, decisi di realizzare il mio sogno e regalare a me e a mio marito questo viaggio tanto ambito.

Avevo trovato un'interessante offerta di volo low-cost diretto da Copenaghen, con la compagnia Norwegian, proprio durante il periodo natalizio e non mi lasciai sfuggire questa occasione.

Ma come affrontare un viaggio così importante senza spendere troppi soldi?

Come viaggiare risparmiando

Si sa, New York è cara.

Un viaggio del genere, sopratutto sotto le feste natalizie, è sicuramente dispendioso ma ci sono alcuni accorgimenti che si possono eseguire per risparmiare senza rinunciare alle cose più importanti. Anche per questo motivo abbiamo deciso di adottare il metodo del fai da te per economizzare il più possibile. Mi sono infatti occupata personalmente di tutto l'iter burocratico e organizzativo e devo dire la verità non è stato poi così difficile.

Essendo il nostro primo viaggio intercontinentale l'emozione era grande e con essa anche la paura di sbagliare. Negli anni ho però imparato che, se si prendono le dovute precauzioni e si fa attenzione ai dettagli, organizzare un viaggio da se' può essere una piacevole esperienza e può farvi risparmiare davvero tanti soldi.

Sul come organizzare dettagliatamente il viaggio vi rimando all'articolo che ho scritto tempo fa ( come organizzare in 7 mosse il tuo viaggio a NYC) e vi consiglio anche di dare un'occhiata alla soluzione che abbiamo adottato riguardo l'alloggio (perché' scegliere di alloggiare nei due punti estremi di Manhattan). Le cose che possono fare la differenza sul prezzo sono comunque essenzialmente queste:

  • scegliere un volo diretto o che non abbia troppi scali
  • richiedere personalmente l'ESTA sul portale ufficiale senza usare intermediari a pagamento
  • scegliere hotel con solo pernottamento, più economici purché abbiano buone recensioni
  • usare la metrocard per spostarvi con i mezzi pubblici (potete leggere qui il mio articolo su come usare la Subway Newyorkese)
  • usare il NYC PASS per esplorare le attrazioni della città risparmiando sul costo degli ingressi
  • scegliere di mangiare nei Diners o Street Food invece che nei ristoranti.

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Cosa devi sapere, in pillole

New York City è divisa in 5 distretti: Manhattan, il suo cuore pulsante; Queens, la parte orientale in cui si trova anche l'aeroporto internazionale JFK; Brooklyn, collegata dal famoso ponte omonimo; il Bronx, con una cattiva fama proveniente dal passato; infine Staten Island che si trova oltre la baia.

Arrivati a New York si avranno 6 ore indietro di fuso orario dall'Italia.

Le prese americane per la corrente sono diverse da quelle italiane, bisogna quindi comprare un adattatore universale che io ho trovato tranquillamente in un negozio in aeroporto prima della partenza.

Se volate con Norwegian portatevi appresso una copertina o qualcosa che vi tenga caldi perché, personalmente, ho constatato temperature freddine in diverse occasioni. Altro consiglio su Norwegian, il cibo comprato a bordo faceva davvero schifo quindi meglio portarsi appresso qualcosa da mangiare. Per il bere invece c'è a disposizione gratuitamente tutto ciò che volete tra acqua, succhi, te e varie bibite.

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L'atmosfera Natalizia a Manhattan

Il nostro arrivo a New York è stato molto emozionante, nonostante la stanchezza del lungo viaggio, di ben 8 ore e mezza di volo, e il fuso orario di 6 ore.

Lo Shuttle Taxi, che dall'aeroporto ci ha portati all'albergo, ha percorso viali ricchi di luci e colori dandoci un piccolo assaggio di quello che avremmo visto nei giorni successivi.

Dopo una notte di meritato riposo abbiamo così cominciato la nostra avventura e il nostro full immersion nella Big Apple, la città che non dorme mai.

New York a Natale è davvero magica.

Non è un modo di dire, New York è davvero una metropoli di incredibile fascino. Una città dove tutto è possibile, piena di opportunità e di incanto. Lo vedi ad ogni angolo e in ogni scorcio, lo sguardo spesso non riesce a contenere tutta la meraviglia e lo stupore. Più volte mi sono ritrovata a bocca aperta ad ammirare senza parole ciò che mi circondava. Naturalmente non parlo della sua vita reale, di come vivono i newyorkesi ma di ciò che gli States sanno regalare al viaggiatore che si approccia per la prima volta nel suo "mondo dei balocchi". Il fascino americano conquista anche i più scettici.

Insomma, sembrava proprio di essere entrati dentro un film, uno di quelli che ho sempre visto allo schermo con aria sognante. Non mi sembrava vero di essere proprio li. Ci è voluto un po' per capacitarmi che fosse tutto reale e più volte ho avuto gli occhi lucidi dalla gioia, tanto non riuscivo a contenere l'emozione.

Cosa vedere

Devo ammetterlo, una sola settimana per visitare New York non basta. Sopratutto nel periodo natalizio visto che, oltre alle solite attrazioni, vi sono anche tantissime altre cose da vedere. Ad esempio i mercatini di natale o le istallazioni, così suggestive che sarebbe proprio un peccato perdersele. Tra le più famose c'è sicuramente l'albero e la pista di pattinaggio al Rockefeller Center o ancora le sfere rosse giganti, che si trovano poco distanti e che sono diventate ormai un simbolo del Natale Newyorkese.

Noi, come vi ho già accennato, abbiamo pianificato il viaggio in modo da alloggiare sia nella parte alta di Manhattan (Uptown) sia in quella bassa (Downtown) ed avere così la possibilità di raggiungere facilmente ogni punto dalla città anche con la metro, compresa la parte centrale (Midtown) cuore pulsante di Manhattan.

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I primi 4 giorni di esplorazione della Uptown e Midtown sono stati molto intensi, ci siamo ritrovati a fare una media di 17 km di camminata al giorno e il mio contapassi stava letteralmente impazzendo di gioia. Ecco una piccola idea di ciò che abbiamo visto:

CENTRAL PARK

Sicuramente la cosa più bella in assoluto è stata vedere il Central Park che solo quello valeva l'intero viaggio. Talmente immenso che ci ha "rubato" praticamente una giornata intera. Ma non c'è giorno che non pensiamo a quel polmone verde, incredibilmente affascinante, che ha resistito al cemento e all'irrefrenabile edificazione di palazzi e grattacieli intorno a lui. Entrare nel Central Park, un fazzoletto di terra lungo 3 km e mezzo, è stato come entrare in una bolla di protezione da tutto il caos, il traffico, i rumori e il movimento cittadino. Naturalmente è stato meraviglioso riconoscere i molti angoli visti nei film holliwoodiani: il noto ponte Bow Bridge di "Autunno a New York"; il Greywacke Arch di "mamma ho perso l'aereo", il Wollman Skating Rink, famoso lago ghiacciato di "Love Story" o ancora la Literary Walk dalle tante panchine dove molti attori hanno girato le loro scene più belle.

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MUSEO DI SCIENZE NATURALI

Una volta esplorato il Central Park abbiamo deciso di dedicare un po' del nostro tempo alla visita del vicino Museo di Storia Naturale, l'American Museum of Natural History, famoso anche per il film una notte al museo con Ben Stiller.

Entrare in quell'immenso tempio della conoscenza, ricco di storia e reperti, ci ha "rubato" ben 5 ore del nostro tempo ma se non fosse per l'imminente chiusura del museo saremmo rimasti là dentro per almeno altre due ora. E' una incredibile macchina del tempo che ci ha letteralmente rapiti. Davvero affascinante. Naturalmente non potevamo andar via senza vedere la statua di Roosevelt, che nel film è interpretato da Robin Williams, e sopratutto del mitico personaggio in pietra dell'Isola di Pasqua, che nel film sfotte il protagonista dicendogli “Ehi tu scemo scemo, dare a me gomma gomma". La foto di rito in questo caso è d'obbligo.

I 2 giorni successivi li abbiamo trascorsi visitando la Midtown in lungo e in largo, tra le luci, i suoni e i colori delle più importanti strade dello shopping e della vita newyorkese. Time Square, la Broadway, la 5th Avenue, gli Store, i grattacieli, i musei. Uno tra i più belli in assoluto, da non perdere, è il MoMa.

IL MOMA

Entrare al MoMa (Museum of Modern Art) è stata un'esperienza incredibile. Tutti i più famosi artisti, che ho avuto modo di studiare al liceo, erano li con le loro opere più conosciute. Indescrivibile l'emozione di vedere dal vivo le pennellate di un Van Gogh, i colori di un Matisse o le forme surrealiste di un Magritte. E come scrollarsi di dosso la sensazione di scorgere tra la folla il famoso Woody Allen, protagonista di "Provaci ancora Sam" mentre cerca di rimorchiare la giovane donna davanti ad un quadro di Pollock. Le ore sono scivolate senza accorgerci e lo scintillio delle luci di natale ci ha poi accompagnati per tutto il tragitto di rientro, lungo le Street e le Avenue, rendendo tutto ancora più magico.

ROCKEFELLER CENTER

A pochi isolati dal MoMa, sempre tra la 6th e la 5th Avenue ma scendendo verso la 50 esima Street, si trova uno dei luoghi più famosi di Manhattan: il Rockefeller Center. Sopratutto a Natale questo posto si trasforma in una scenografia incredibile con l'accensione dell'albero di Natale più grande e la famosa pista di pattinaggio ai suoi piedi, in cui sono stati girati tanti film e dove si può anche ammirare la nota statua dorata di Prometeo. Molto suggestive anche le statue con gli angeli che annunciano il nostro arrivo sulla Rockefeller Plaza dalla 5th Av. lungo le fontane decorata a festa.

In questo complesso di edifici circostanti vi è anche il famoso grattacielo Top of the Rock alto ben 253 metri e che gode di una delle più belle viste su Manhattan. Salire qui è d'obbligo. Dal suo 70esino piano si può ammirare anche il Central Park e il bellissimo Empire State Building.

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5th AVENUE e TIMES SQUARE

Se non volete perdervi l'atmosfera sfrenata dello shopping natalizio newyorkese allora dovete assolutamente visitare la grande arteria 5th Avenue e il quartiere di Times Square. In questi due luoghi sono concentrati tutti i grandi marchi e gli store center che, soprattutto a natale, vengono letteralmente presi d'assalto.

Lungo la 5th Avenue trovate anche la famosissima gioielleria Tiffany & Co. nota per il celeberrimo film Colazione da Tiffany con Audrey Hepburn. Ma attenzione, la nota vetrina in cui Holly, la protagonista, ammirava ogni mattina i gioielli mentre consumava la sua colazione, si trova nello stabile affianco alla Trump Tower e non nel nuovo negozio al Rockefeller Center.

Times Square si trova l'Hard Rock Cafe, uno tra i più grandi che ho mai visto. Entrarci fa un certo effetto. Qui vi sono conservati tantissimi cimeli, delle più grandi star della musica mondiale.

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"Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany, comprerei i mobili e darei al gatto un nome!"

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BRYANT PARK e GRAND CENTRAL TERMINAL

Scendendo verso la 42 esima Street siamo arrivati finalmente al noto Bryant Park in cui si trova la New York Public Library e dove abbiamo potuto visitare, secondo me, i mercatini di natale più belli di Manhattan. Anche qui una pista di pattinaggio su ghiaccio accompagnava l'atmosfera già magica, ricca di luminarie suggestive e casette che esponevano addobbi e prodotti di ogni tipo.

Bryant Park si trova non poco distante dal noto Grand Central Terminal, la stazione centrale di Manhattan sede di moltissime riprese cinematografiche tra cui il mio preferito, Before we go con Chris Evans e Alice Eve. Anche qui dentro potrete respirare la magia holliwoodiana e vedere anche dei mercatini di natale che però, ma secondo me, non sono così suggestivi come i primi.

EMPIRE STATE BUILDING

Finalmente ho realizzato il mio sogno: salire sull'Empire. Sono 86 piani di spettacolo, con una vista mozzafiato e un'emozione indescrivibile. Vedere lo Skyline dall'Empire State Building è qualcosa di magico e unico, sopratutto se si fa con la persona amata. Ho Ripensato a quando da ragazzina guardavo le scene del mio film preferito e sognavo ad occhi aperti. Ora quel sogno era reale. In quel film c'ero io, con l'amore della mia vita. Cosa c'è di più romantico? Questo è stato il mio vero regalo di Natale a New York.

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I 4 giorni successivi al Natale abbiamo cambiato alloggio, sulla parte bassa di Manhattan. Abbiamo così visitato il resto della Midtown e tutta la Downtown, comprese tutte le attrazioni degne di nota che non avevamo ancora visto come il ponte di Brooklyn e la Statua della Libertà. Abbiamo lasciato per ultima Lady Liberty  perché speravamo che dopo Natale ci fosse meno coda ma non è cambiato molto, vedere questi luoghi necessita sempre una grande pazienza.

BROOKLYN BRIDGE

Sfidando il freddo, con circa -14° e un cielo azzurro ricco di nuvolette bianche, ci siamo diretti verso Brooklyn attraversando a piedi il Brooklyn Bridge nella sua interezza. Il ponte è lungo circa 2 km ed è sospeso grazie ad un incredibile intreccio di cavi d'acciaio che lo rendono unico e affascinante. Inutile dire che su questo ponte sono state girate un numero sorprendente di riprese cinematografiche e che lasciarsi alle spalle Manhattan per addentrarsi in un'altro distretto di New York ha il suo perché. Avete mai visto il film Brooklyn diretto da John Crowley e basato sull'omonimo romanzo di Colm Tóibín? Fatelo. Vi darà un piccolo assaggio di quel profumo vintage newyorkese che si respira oltre l'East River. Brooklyn ha infatti conservato quell'aria un po' retrò che fa tanto sogno americano anni 50' e che ricorda numerose pellicole cinematografiche.

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LOWER MANHATTAN

viaggiare-zaino-in-spalla-natale-a-new-york-lower-manhattanRitornati a Manhattan abbiamo dedicato un giorno intero per visitare l'intera parte meridionale chiamata Lower Manhattan che è suddivisa in tantissimi micro quartieri, ognuno dei quali offre un'atmosfera unica, viste le tante culture etniche che ci abitano. La Downtown è Little Italy, Chinatown, Tribeca, East Village, Noho e Soho, fino a salire nell'East Village e nel Greenwich Village. Ma non solo. Qui c'è anche il centro finanziario e giudiziario di Manhattan, con Wall Street e la Federal Hall, e prima dell'11 settembre ospitava anche le famose torri gemelle. Oggi di quel ricordo rimangono solo due enormi voragini e tanta amarezza nel cuore.

Little Italy non potete proprio perdervela, è un pezzetto di ciò che resta del nostro Bel Paese e dei suoi tanti emigrati che in passato seguirono il grande sogno americano. Peccato però che qualcuno portò con se' anche la cultura malavitosa legata alla mafia. Nelle strade di Little Italy furono girate tantissime scene cinematografiche che raccontavano proprio le storie di questi gangsters tra cui i famosi film interpretati da De Niro come Il Padrino e Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese.

Chinatown è un tripudio di colori orientali e per quanto ho potuto vedere sta invadendo anche gran parte del quartiere della Little Italy.

Tribeca, Soho e Noho sono note per essere i quartieri degli artisti. In questa parte di Manhattan ci sono molti murales interessanti e la street art è ad ogni angolo. Qui troverete anche i famosi palazzi tipici dei film newyorkesi, vecchi edifici industriali con le scalette antincendio esterne che fanno tanto "hollywoodiano". Non per niente la TriBeCa Productions è una casa di produzione cinematografica, fondata negli anni 90' proprio dall'attore Robert De Niro.

Greenwich Village, come anche East Village, è uno dei quartieri più ricchi di Manhattan. Palazzi lussuosi e viali alberati fanno di Greenwich l'epicentro della cultura post anni 60' con i suoi locali di jazz e i suoi teatri post broadway. Qui nascono le nuove tendenze, le nuove star e il quartiere è spesso sede di riprese cinematografiche, come nel caso della famosa serie tv Sex in the city dove la protagonista Carrie Bradshaw vive proprio in una di queste bellissime case.

Vi state domandando se poi, nella realtà, la casa di Carrie esiste davvero? Beh noi siamo andati a scoprirlo per voi ed eccola, al numero 64 di Perry Street.

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BATTERY PARK CITY e il WORLD TRADE CENTER

Il World Trade Center è un piccolo rione che si trova difronte al Battery Park City, un lussuosissimo quartiere residenziale ricco di bei grattacieli. Qui un tempo si trovavano anche le famose Twin Towers di cui restano solo due angoscianti fossati come ricordo dell'accaduto. Credo che una visita al memorial sia d'obbligo. Per noi è stato un colpo al cuore e una tristezza infinita ma siamo felici di esserci stati, per onorare a modo nostro le migliaia di vittime innocenti dell'attentato dell'11 settembre. Tutti i loro nomi sono scritti ai bordi del fossato. A ridosso di questo ormai cimitero si trova la nuova mega costruzione del One World Trade Center nota anche come Freedom Tower e costruita tra il 2006 e il 2013 in reazione all'accaduto. La sua altezza infatti non è casuale, 1776 piedi proprio in ricordo dell'anno dell'indipendenza americana. A oggi questo osservatorio risulta essere il settimo grattacielo più alto al mondo. Noi non siamo saliti ma se vorrete potete farlo.

ELLIS ISLAND e STATUA DELLA LIBERTÀ

Da Battery Park parte anche il traghetto che porta a Ellis Island e alla Statua della Libertà, monumento emblema degli Stati Uniti d'America. La fila per il battello, nel periodo natalizio, è qualcosa di davvero massacrante ma noi non ci scoraggiamo e, pur di vedere da vicino il simbolo degli States, siamo pronti a fare chilometri di coda al freddo pungente. Lady Liberty non è solo una statua ma un'icona alta ben 93 metri. E' stata la porta di benvenuto per tutti quegli emigrati che arrivarono a New York da fine 800' in poi, con tante speranze nel cuore e poche monete in tasca. Vedere il museo dell'immigrazione a Ellis Island è un'esperienza davvero toccante, da fare assolutamente.

Qualche film che ricordi questo luogo? Senza dubbio Titanic con un ancora giovanissimo Leonardo di Caprio oppure il recentissimo C'era una volta a New York di James Gray le cui scene sono state girate proprio a Ellis Island.

Finisce così il nostro tour sulla bella Manhattan, con un nodo alla gola per dover andar via ma con la speranza nel cuore di ritornarci presto. Ci sono ancora tantissime cose da vedere e questo è solo l'inizio.

Naturalmente vi aspetto qui per un'altra finestra sulla grande mela, per raccontarvi i retroscena di questo viaggio: dove mangiare, dove fare shopping, quali parchi visitare e tutte le curiosità di una incredibile città cosmopolita.

Buon Natale a tutti!!

Sylvié


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Il cammino danese che conduce a Santiago

Esistono dei cammini europei che, tra vie principali e collegamenti secondari, riconducono ai più noti cammini jacobei. Anche l'estremo Nord Europa ha il suo cammino che porta a Santiago.

E' una via lunga, molto lunga, ma esiste.

Il Cammino in Danimarca

Si chiama Hærvejen ed è un'antica via scandinava che conduce a Santiago de Compostela partendo dalla Danimarca.

Il cammino ufficiale della Hærvejen parte da Viborg, un paese a nord dello Jytland e raggiunge Padborg, il paese più a sud della nazione, confinante con la Germania.

Da qui la via si ricongiunge con quella tedesca sul cammino europeo che i pellegrini percorrevano per arrivare a Santiago.

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Nel 2010 il "Hærvejen"  è stato designato Percorso Culturale Europeo ed è diventato ufficialmente una rotta di pellegrinaggio che collega la Danimarca ai più importanti cammini Jacobei:

- al cammino scandinavo St. Olav Way che conduce a Trondheim, in Norvegia, nell'antica Cattedrale di  Nidaros;

- al cammino del nord che conduce a Santiago de Compostela;

- alla via Francigena che porta verso sud, a Roma, e che si riallaccia al cammino che conduce a Gerusalemme.

per maggiori informazioni sulla Hærvejen visita il SITO UFFICIALE  dove puoi consultare LE MAPPE e la guida  o SCARICARE l'App sul tuo smartphone.
Per informazioni sugli ostelli del cammino guarda il sito HERBERGER LANGS.
per maggiori informazioni sulla St. Olav Way visita il SITO UFFICIALE
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foto di Roger Jensen

The Danish Pilgrimsrute

A completare la grande rete danese di vie percorribili a piedi che si ricollegano alla Hærvejen, ci sono poi dei sentieri secondari considerati comunque a tutti gli effetti vie di pellegrinaggio per Santiago de Compostela. Sono chiamate "The Danish Pilgrimsrute" e sono contrassegnate con la famosa concha e freccia gialla.

Queste Pilgrims Rute collegano l'isola di Sjælland e di Fyn con la penisola dello Jytland dove si trova appunto la via Hærvejen:  da Helsingor, passando per Copenaghen, Roskilde, Korsor, Nyborg fino a raggiungere infine il cammino principale di cui vi ho parlato.

per maggiori informazioni sulla The Danish Pilgrimsrute visita il sito ufficiale

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Fare trekking sulla Danish Pilgrimsrute

Per gli amanti del trekking e dei cammini, queste vie sono l'ideale per poter visitare la Danimarca al contatto con la natura e lontani del solito itinerario turistico.

Se non ve la sentite di fare l'intero cammino, piuttosto lungo, potrete godervi anche solo alcune tappe o addirittura scegliere di fare un solo percorso breve. L'escursione di un giorno potrà comunque immergervi nelle bellezze paesaggistiche e nella quiete che questi luoghi sanno regalare.

Le tappe sono ben segnalate, l'itinerario ben curato e i percorsi veramente ben tenuti.

Una cosa veramente importante da considerare sarà la stagione in cui intraprendere il cammino. La Danimarca è una nazione fredda e quindi il periodo ideale per intraprendere questo tipo di viaggio zaino in spalla è l'estate. Ad ogni modo, se ci si organizza con la giusta attrezzatura, la Danimarca offre bellissime esperienze escursionistiche anche a fine primavera quando la neve si è ormai sciolta e a inizio autunno quando le foglie non sono ancora del tutto cadute.

Camminare lungo questi sentieri verdeggianti o ambrati, a secondo della stagione, è qualcosa di veramente affascinate. Un'esperienza unica, che vi auguro di poter provare almeno una volta nella vita.

Personalmente mi sono ritrovata spesso a percorrere la Danish Pilgrimsrute e ho scoperto questo cammino in un modo del tutto casuale che però ha un non so che di mistico. Mi accingevo a prepararmi per affrontare il Cammino di Santiago, dovevo partire in primavera e avevo qualche mese per allenarmi così, vivendo nei pressi di Copenaghen, ho cominciato a fare lunghe camminate nei boschi vicini. Ho cominciato a percorrere i sentieri del lago Søndersø e ad un certo punto, improvvisamente, mi si è palesato davanti lo stemma ufficiale del cammino attaccato sul palo di un cartello che non avevo mai notato prima. Era il simbolo della concha e della freccia gialla come se mi volessero chiamare, dicendomi chiaramente di non arrendermi. Ormai mancava poco alla partenza. Vedere quei simboli fu come una grande spinta e fu anche un'occasione per conoscere meglio le zone di Copenaghen che non conoscevo. Da quel momento, infatti, ho cominciato a seguire le frecce spingendomi sempre un pochino oltre, sempre più avanti. Ed è così che ho perlustrato l'intera zona e ho potuto constatare quanto il percorso fosse ben percorribile, segnalato e curato.

Se volete scoprire questa terra meravigliosa vi consiglio di percorrere la Danimarca a piedi, sono certa che non ve ne pentirete. Sarà un bellissimo viaggio zaino in spalla. Inoltre questo Paese è ben servito con i mezzi pubblici quindi per gli spostamenti troppo lunghi potrete optare per treni e bus.

Ad ogni modo per tutte le indicazioni e mappe consultate i siti ufficiali che vi ho messo a disposizione qui in alto e organizzate al meglio le tappe perché non sempre sarà possibile trovare ostelli o b&b a prezzi economici.

Se avete bisogno di qualche consiglio lasciate pure un commento qui sotto, cercherò di rispondervi nei limiti del possibile.

Buon Cammino!!

Sylvié


ECCO PERCHÉ VIAGGIARE RENDE FELICI

Sono felice...
Non quando viaggio, ma quando scopro il mondo con nuovi occhi;

Non quando scelgo destinazioni, ma quando scelgo nuove sfide da affrontare;

Non quando arrivo a destinazione, ma quando supero nuovi limiti che credevo impossibili.

Amo viaggiare in modo lento, riappropriarmi del ritmo cadenzato che mi connette alla madre terra;

Avanzo lenta su vie e sentieri, consapevole che ogni viaggio rappresenta una sfida vinta, un limite superato, un altro passo avanti.

Quando cammino sento la mia anima;

Quando vedo il mondo sento la mia anima;

Quando incontro persone e le loro storie io, ancora una volta, sento la mia anima.

E sono felice...
per ogni passo
per ogni persona
per ogni esperienza
per ogni volta che ho pensato di non farcela e invece ce l'ho fatta.

Sylvié

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Tradizioni natalizie in Danimarca

A Copenaghen, come in tutta la Danimarca, il mese di dicembre è il periodo più ricco di tradizioni che rendono l’atmosfera magica e affascinate. 

Da quando vivo in questo Paese, ogni volta che arriva questo periodo dell’anno l’emozione mi invade il cuore. Non bisognerebbe proprio perdersi l’occasione di conoscere dal vivo il Natale Scandinavo, con i suoi luccichii e l’inconfondibile fragranza di zenzero e cannella. 

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In questa occasione le case danesi si vestono di luci già nel mese di novembre. I davanzali mostrano in bella vista decorazioni di ogni tipo, le candele e i folletti con il cappuccio rosso riempiono ogni angolo delle case. 

Anche le caffetterie diventano luogo di incontro in cui aleggia la tipica atmosfera “Hygge”: un accogliente abbraccio che attenua il freddo più pungente e riscalda gli animi della gente intenta a sorseggiare bevande calde.

I vicoli della città si vestono a festa e ospitano mercatini natalizi e vetrine scintillanti. Mentre si passeggia, vestiti di tutto punto per cercare di scaldarsi, si viene accompagnati da una perenne fragranza di mandorle tostate caramellate, dolci alla cannella, frittelle e dolci tipici del natale.

Lo “Jul” danese incarna vecchie reminiscenza di immagini fiabesche che ci hanno sempre fatto sognare sin da bambini. Le fiabe più belle come "Fiabe di Natale" del noto scrittore danese H.C.Andersen ne è solo un esempio.  

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Ma quali sono le vere tradizioni natalizie a cui i danesi non rinuncerebbero mai e che rappresentano un vero e proprio spaccato della cultura danese?

Ecco una piccola lista di usi e costumi che bisognerebbe conoscere se si vuole trascorrere le vacanze natalizie in Danimarca. 

Juleøl e J-dag 

L’uscita annuale della Juleøl, la birra di natale, rappresenta in Danimarca l’inizio ufficiale del periodo pre-natalizio. Si tratta di una birra speciale, solitamente aromatizzata con liquirizia, caramello o caffè, prodotta dall’azienda danese Tuborg. Per i danesi la sua uscita è un vero e proprio evento che ogni anno, come tradizione vuole, avviene precisamente il 4 Novembre: il cosiddetto Jule dag. Fiumi di birra ricoprono la capitale, città di produzione della Tuborg, abbeverando le gole arse dei danesi e trasformando ogni anno la città in un campo da battaglia, fatto di lattine lasciate in strada e di giovani corpi inermi buttati nei vicoli a smaltire la sbornia. Non è proprio un bello spettacolo.

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Julekalender

Una tradizione molto radicata in Danimarca è legata all’attesa del natale. L’avvento è festeggiato in più modi: c’è quello per gli adulti e quello dedicato ai più piccini. Nel primo caso si tratta di una candela, realizzata spesso con decorazioni, in cui vi sono riportati i 24 giorni del mese. Viene accesa il 1° di dicembre e si fa bruciare una tacca al giorno che corrisponde ai giorni che passano. Si spegne e si ripete il rito ogni giorno, fino alla vigilia. L’avvento per i bimbi è invece un momento di gioia incredibile perché ogni mattina, per 24 giorni, i piccoli si alzano con l’eccitazione di dover scartare un piccolo dono appeso al filo del cosiddetto Julekalender. Questo calendario è infatti realizzato solitamente con un filo teso agganciato al muro o al davanzale della finestra in cui vengono appesi, con delle mollette, dei piccoli pacchetti. I doni sono semplici e dal contenuto soprattutto simbolico. Nulla di costoso o impegnativo quindi. Questa è una delle tradizioni più sentite e anche le emittenti televisive dedicano il loro Julekalender ai bambini realizzando un programma giornaliero apposito.Ogni giorno infatti, dal 1° dicembre fino alla vigilia, le tv trasmettono cartoni animati e film a tema natalizio.

Julefest (o Julefrokost)

Per tutto il mese di dicembre le aziende, le scuole, le associazioni e ogni luogo di lavoro o di ritrovo della vita sociale, indetta un giorno di festa prima dell’arrivo del natale, dedicato gli auguri e allo stare insieme tra colleghi. In questo giorno dove “tutto è permesso” spesso ci si ritrova in una sorta di giornata di “disinibizione” che spesso comincia con una cena tra colleghi e poi finisce con nottate danzanti che durano fino all’alba e sbronze estreme da smaltire. In questa uscita di rito stravagante vige però una importante regola che fa proprio parte della cultura danese: qualsiasi cosa succeda in questo giorno, rapporti compromettenti compresi, viene automaticamente “dimenticata” il giorno seguente. Un’usanza un pochino troppo "vichinga" ma che sicuramente può essere anche molto utile per evitare imbarazzanti situazioni nel posto di lavoro. A seconda della compagnia comunque sarà sicuramente una bella serata indimenticabile.

Francobolli Natalizi

È danese il primo francobollo natalizio del mondo, emesso il 6 dicembre 1904. Ogni anno si festeggia questo bellissimo onomastico collezionando le nuove uscite e scrivendo ai propri cari cartoline e lettere di auguri che verranno spedite con questa affrancatura speciale. Il ricavato è dedicato  ad associazioni di beneficenza danesi o all’aiuto dei senzatetto della capitale. Questo progetto umanitario in particolare si chiama “Le case dei francobolli di Natale”.

Luciadag

Luciadag è il giorno di S.Lucia e si festeggia la notte tra il 12 e il 13 dicembre. Simboleggia la festa della luce e viene festeggiato in modo molto folkloristico, soprattutto nelle strutture pubbliche come ospedali, ricoveri per anziani e associazioni di volontariato. Il passaggio delle giovani ancelle, che reggono delle candele accese, rappresenta infatti il desiderio di portare un po’ di luce nei cuori di persone bisognose laddove il dolore, la sofferenze e le malattie sono più presenti. Le fanciulle portano le candele tramite una coroncina riposta sul capo, in ricordo della santa, e sfilano per tutta la lunghezza dei corridoi. La leggenda narra che, per aiutare i bisognosi e per poter dare cibo e conforto ai poveri nascosti nelle catacombe, Santa Lucia escogitò un modo per legare le candele su una ghirlanda che mise in testa così da avere sia la luce ma anche le mani libere per poter sfamare i bisognosi. Da qui nasce la suggestiva rievocazione.

Il piatto di Natale della Royal Copenhagen

Ogni anno la famosissima casa produttrice di ceramica danese, la Royal Copenhagen dedica, alla sua rinomata collezione, un piatto a tema natalizio che gli appassionati di tutto il mondo non vogliono perdersi. Questi piatti dipinti a mano sfoggiano spesso paesaggi pittoreschi e scorci nordici fiabeschi tipici del natale e dell’inverno scandinavo. Se proprio non si riesce a collezionarli tutti, nelle case dei danesi non possono mancare almeno i patti del natale corrispondenti alle date di nascita dei membri della famiglia. 

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I Nisser

I folletti del natale, i nisser, invadono completamente le case dei danesi per tutto il periodo che precede la vigilia. Non sarà raro, quindi, veder spuntare dal nulla capellini rossi a punta arrampicati negli angoli più appartati della casa come travi, finestre e pensili. Leggenda vuole che questi folletti siano stati mandati proprio dal “Babbo” in persona, Julemanden, per controllare le case e soprattutto i bambini che ci vivono. Sono infatti gli informatori ufficiali di Babbo Natale e vigilano sul comportamento degli umani. Naturalmente se non ci si comporta bene non si meritano i regali ma, soprattutto, si rischia di indispettire i nisser che, essendo parenti stretti dei Pixie scandinavi, folletti dispettosi, sanno essere anche molto indisponenti. Così, per cercare di farseli amici, le famiglie danesi preparano durante le feste il noto julegrød, il riso di natale, una pappa di riso alla cannella fatta apposta per loro da lasciare sul tavolo durante la notte di vigilia. Di questo piatto però ne vanno matti anche i bambini e spesso la preparazione del julegrød per merenda o per cena diventa un vero e proprio rituale pre-natalizio.

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Julemanden

Letteralmente “l’uomo del Natale”, Julemanden è molto simile al Babbo Natale occidentale. Si dice che ogni anno, a dicembre, esso arrivi con una slitta trainata da renne e porti doni ai bambini buoni. È raffigurato con una veste rossa e bianca, porta uno zaino pieno di regali, ha il viso gentile ricoperto da una folta barba bianca e ha la pancia grossa. È una figura sicuramente legata alle tradizioni pagane scandinave dell’inverno, fatte di momenti gioiosi, di burla e di scherzi, umorismo che serviva a rendere più mite il periodo del freddo e del buio. Da qui nasce anche il carattere malandrino dei suoi piccoli aiutanti dal cappello rosso a punta. Il passatempo migliore di Julemanden pare fosse giocare con la carta facendo ritagli particolari da appendere poi all’albero di natale. Secondo la leggenda, infatti, quando Julemanden decorò il suo abete con ghirlande fatte di piccole bandiere danesi in carta, gli elfi danzarono intorno all’albero intonando canti natalizi e portando l’atmosfera del natale nella casa come auspicio di prosperità e buona fortuna. Da qui nasce anche la tradizione del girotondo intorno all’albero.

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L’albero di Natale

Il folclore legato all'albero di natale è un vero e proprio rituale che i danesi eseguono con devozione a partire dai primi giorni di Dicembre, con la classica ricerca dell’albero perfetto. A Copenaghen, infatti, arrivano coltivatori da ogni parte del Paese per portare i loro alberi ai mercati perché, ebbene sì, l’albero da queste parti dev'essere rigorosamente vero. Tra le vie del centro le famiglie passeggiano alla ricerca dell’abete adatto alla propria casa, che sia di un verde intenso e brillante. Sarà lui il vero protagonista per tutto il periodo di festa, addobbato principalmente con decorazioni fatte a mano. Quello della decorazione dell’albero è il momento più divertente per i bambini. Gli addobbi tradizionali che non devono mancare sono la ghirlanda fatta di piccole bandiere danesi, i cuori e le stelline fatte di carta, i biscotti e i cioccolati appesi tra i rami. Per quanto riguarda le luci, l’albero tipico viene illuminato con vere candele di cera, incastrate in appositi porta ceri dotati di pinza e accese solo il giorno di vigilia dopo cena, quando tutta la famiglia girerà attorno all’arbusto cantando canzoni tradizionali. L’uso delle candele di cera nell’albero è una consuetudine che si sta ormai man mano perdendo, soprattutto in città. Io personalmente ho potuto vederla con i miei occhi un natale di vent’anni fa, in Jutland, la parte più a nord della Danimarca. Tradizione molto suggestiva che ricorderò sempre con grande emozione.

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Il gioco della mandorla

Naturalmente, oltre alle tante tradizioni legate alla preparazione e all’attesa della vigilia, il periodo che precede il Natale Danese conserva anche moltissime tradizioni culinarie e dolciarie che vale la pena conoscere. Ad esempio, già da metà novembre, sui supermercati danesi è possibili trovare il ris à l’amande un tipico dolce di natale a base di riso e mandorle a cui è legato un divertente gioco da fare la notte della vigilia. In mezzo all’impasto viene nascosta una mandorla intera. Man mano che tutti gli invitati mangiano il proprio riso troveranno l’unica mandorla intera presente nell’impasto e se non succede si dovrà continuare a mangiare finché non si troverà la mandorla. Il vincitore che riuscirà a trovarla potrà prendere i regali messi in palio apposta per questa occasione, portati da tutti gli invitati presenti. Spesso si tratta di piccoli doni simbolici. Il vero obiettivo è divertirsi in compagnia mentre si aspetta la mezzanotte.

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Il gioco dei pacchetti

Sempre legato all’attesa della mezzanotte c’è anche un'altro gioco dei pacchetti. Gli invitati portano tanti piccoli pacchettini con dei regalini di poco valore tra cui anche scherzi o cose usate. A turno gli invitati lanciano due dadi e se escono due numeri uguali il giocatore ha diritto a ritirare un pacchetto a scelta tra tutti quelli riposti sul tavolo. Quando tutti i pacchetti sono finiti comincia il vero divertimento. Si mette un tempo massimo, ad esempio con clessidra o con timer, e si comincia poi a lanciare i dadi a turno. Chi ottiene i due numeri uguali ha diritto a “rubare” a scelta i regali degli avversari. Tutto avviene molto velocemente, fino a scadenza del tempo massimo deciso. Durante questo tempo la situazione dei concorrenti si può ribaltare completamente e chi era pieno di doni può anche ritrovarsi senza. Un gioco semplice ma molto divertente che i danesi fanno puntualmente ogni anno.

Avete preso appunti? Bene, ora non mi resta che augurarvi God Jul!!

Sylvié


No Virtual Hugs, il viaggio che dice no agli abbracci virtuali

I have a dream...

Ho un sogno ambizioso e forse un po' folle.

Ho in mente un progetto che ho già cominciato alla fine del 2018 e che vorrei realizzare entro il 2020:

riuscire ad andare a trovare le persone che sono tra i miei contatti Facebook e con cui ho stretto rapporti speciali per poterle abbracciare dal vivo (sia gli amici virtuali che non conosco sia gli amici che conosco ma che non vedo da tempo).

Vorrei viaggiare grazie al filo dei rapporti umani, delle amicizie create negli anni, che sono sparse in tutta Italia e nel mondo.

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Il lato positivo dei social

Grazie a Facebook ho tenuto negli anni dei rapporti meravigliosi anche a distanza, grazie anche ai miei tanti spostamenti e traslochi in Italia e all'estero.

Il mio sogno è quello di andare oltre ai soli mezzi virtuali e riabbracciare dal vivo queste persone per riscoprire il piacere e l'importanza di un vero abbraccio.

Oltre ad essere un interessante progetto di viaggio che mi consentirà di vedere posti nuovi, questo sogno è parallelamente anche un grande messaggio sociale perché il calore umano dato da un vero abbraccio non può essere sostituito dalla tecnologia e sarebbe bello se almeno ogni tanto facessimo quel passo in più per uscire dalla nostra confort zone e andassimo a trovare personalmente le persone a cui teniamo.

Se è vero che i social come Facebook ci aiutano a mantenere vivi i rapporti con i nostri amici sparsi nel mondo, è anche vero che è importante poter coltivare le amicizie anche con un rapporto più diretto, dal vivo, almeno una volta ogni tanto.

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Come è nata l'idea del progetto No Virtual Hugs

L'idea mi è venuta quando, improvvisamente, mi sono resa conto che non vedevo da anni una carissima amica con cui ho convissuto per un anno e che tuttora considero come una sorella. Ho deciso quindi che era giunta l'ora di andare oltre ai limiti dati dal virtuale e superare queste distanze, anche grazie all'aiuto di uno "zaino in spalla".

Ho cominciato così a stilare una lista di persone che volevo rivedere e a tracciare un percorso sulla mappa per realizzare questo folle progetto.

Nell'autunno del 2018 ho cominciato questo viaggio partendo dalla mia terra, la Sardegna. Ho rincontrato persone che non vedevo da anni come le mie care amiche Anna e Claudia che non vedevo da 2 anni e la mia amica Silvia, conosciuta 5 anni fa durante un corso di inglese, con cui sono sempre rimasta in contatto ma che non avevo più visto. Dopo anni eccoci finalmente insieme.

A Gennaio ho rivisto poi, dopo più di 30 anni, le mie carissime michette delle elementari con cui ho trascorso una bellissima serata all'insegna dei ricordi, delle risate, dei pianti e degli abbracci. Queste sono le grandi emozioni che cercavo con il progetto NoVirtualHugs. Sono molto felice di aver cominciato questo viaggio e ora mi preparo per andare a trovare finalmente la mia "sorellina" per cui questo progetto è nato e conoscere finalmente il suo bellissimo bambino.

Come potete aiutarmi

Sto cercando di creare un percorso di viaggio in base ai luoghi di residenza dei miei contatti Facebook, regione per regione fino a varcare i confini del Bel Paese e girare il globo. Non sarà un percorso continuativo perché cercherò di realizzarlo nei periodi liberi e man mano che conservo le risorse per gli spostamenti, ma sarà certamente un viaggio all'insegna dell'amicizia e spero di portarlo avanti fino alla fine anche con le amicizie che sono oltre oceano.

In questo bel progetto siete voi i protagonisti. Se avete voglia di un abbraccio e avete un divano libero sappiate che sarò felicissima di passare a trovarvi, ma senza trattenermi troppo perché nel mio paese si dice che "gli ospiti sono come il pesce, dopo tre giorni cominciano a puzzare". 😅

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Farò man mano un resoconto di dove andrò di volta in volta e se avete voglia di sostenere i miei passi con un letto o un piatto di pasta sarà il dono più bello che potrete farmi.

Naturalmente il mio abbraccio lo avrete a prescindere dal fatto che possiate ospitarmi o meno.

Ad ogni modo se vorrete anche solo seguire questo mio progetto potete farlo sia qui sul blog che sulla mia pagina Facebook con l'hashtag #novirtualhugs.

Documentando questo viaggio avrò modo di rendere il progetto "no  virtual hugs" ancora più forte quindi grazie se mi seguirete e condividerete questo messaggio di speranza, perché l'amicizia è un bene prezioso in via di estinzione che va tutelato.

La vostra testimonianza

Se vorrete testimoniarmi la vostra esperienza di viaggio all'insegna di una rimpatriata con amici lontani che non vedete da tempo potete farlo su Instagram usando anche voi  l'hashtag #novirtualhugs. Vi aspetto!

Buon cammino di amicizia a tutti!

Sylvié


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Visitare Copenaghen in un giorno

Il mio "Copenhagen Pink Tour" è un itinerario free autonomo da fare in un giorno e diviso in 8 tappe. L'ho ideato per le viaggiatrici zaino in spalla come me che vogliono visitare Copenaghen, sia in solitaria che in compagnia.

In questo modo sarà possibile concentrare tutte le tappe più caratteristiche in un unico giorno per non rischiare di perdersi i siti di interesse turistico più famosi.

Naturalmente, anche se l’ho pensato al femminile, queste piccole linee guida possono essere utili a tutti sopratutto se è la prima volta che si visita Copenaghen.

Questa per le vie della capitale danese, sarà sicuramente un’esperienza bellissima che vi resterà nel cuore. Visto che io vivo in questa città sarà un piacere darvi utili consigli. Copenaghen è una città che offre tantissimo e non si smette mai di conoscere abbastanza.

Preparatevi quindi, ci sarà da camminare! ma vi assicuro che non ve ne pentirete. Buona camminata alla scoperta della città!

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Da dove cominciare

Il nostro Copenhagen Pink Tour comincerà dalla stazione di Nørreport, una delle principali stazioni centrali della città.

Ci si arriva facilmente con S-Tog, Metro e Bus da qualsiasi parte della città.

Da qui potrete poi raggiungere facilmente la prima tappa prevista e continuare poi lungo il percorso che vi sto per proporre.

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Le 8 Tappe

1 Giardino Botanico

2 Castello e Parco di Rosenborg

3 Nyhavn

4 Opera House

5 Amalienborg

6 fontana di Gefjun e St. Alban’s Church

7 Kastellet

8 La Sirenetta

 


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Nyhavn, il pittoresco porticciolo di Copenaghen

Una delle tappe più caratteristiche di Copenaghen è sicuramente il porticciolo di Nyhavn.

Con i suoi suggestivi edifici colorati che fiancheggiano l’omonimo canale, Nyhavn era l’antico porto e oggi fulcro turistico della capitale danese.

Prendete carta e penna e segnatevi alcune curiosità da sapere su questo luogo.

Da sapere

In questo quartiere vi alloggiò il noto scrittore danese H. C Andersen;

Qui troverete uno tra i più noti musei d’ambra;

Dalle sponde di questo canale sarà possibile prendere il battello che vi permetterà di fare il noto “Canal Tour”;

Per gli amanti dei tour-movie bisogna ricordare che, nelle vie di questo porticciolo, sono state girate molte delle scene del noto film “The Danish Girl”, tratto dall’omonimo romanzo di David Ebershoff e ambientato proprio nella Copenaghen degli anni ’20.

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Se vi ho convinti a mettere questa tappa nel vostro prossimo itinerario di viaggio non perdetevi, inoltre, la passeggiata sul nuovo ponte, Inderhavnsbroen, che collega Nyhavn alla sponda opposta del canale, sull'isoletta Papiroen che si affaccia sul quartiere di Christianshavn. Buona passeggiata!

Sylvié


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Il Giardino Botanico di Copenaghen

viaggiare-zaino-in-spalla-giardino-botanico-di-copenaghen-fontanaSituato in Øster Farimagsgade, nei pressi della Stazione di Norreport, il giardino botanico di Copenaghen è stato fondato nel lontano 1600. Fu ricostruito poi tra il 1871 e il 1874 sulle rovine del vecchio vivaio incendiato. Oggi questo giardino è considerato uno tra i più importanti d’Europa, con i suoi dieci ettari di verde e adorno di piccoli sentieri, gradini in pietra, muretti, laghetti, ponti in legno, collinette artificiali e tantissime specie di piante, erbe mediche, fiori e licheni provenienti da tutto il mondo.

In effetti chiamarlo giardino è riduttivo.  I danesi lo vivono come un vero e proprio parco dove poter fare passeggiate e distendersi sull’erba, magari a leggere un buon libro in totale relax.

L’atmosfera quieta e fresca favorisce anche pratiche meditative. Spesso vengono svolte in autonomia dai visitatori più audaci che vogliono connettersi maggiormente a questo polmone verde. Non sarà raro, quindi, trovare qualcuno che pratica yoga tra l'erba.

Infine una suggestiva costruzione bianca a forma circolare e in stile coloniale si erge come serra. All’interno vi è un ambiente ad atmosfera controllata di tipo equatoriale dove sono custodite numerose specie della flora amazzonica e tropicale, palme, canne, liane, licheni.

Gli altissimi arbusti sono osservabili anche dall’altro grazie a una scaletta in ferro battuto che conduce ad un parapetto che circonda l’intera struttura.

Nel museo botanico troverete inoltre tutte le specie presenti in Danimarca e, nel piazzale difronte alla serra, potrete ammirare la fontana zampillante ricca di ninfee. Li vicino, sopra la gradinata, un chiosco estivo potrà darvi ristoro dopo la camminata.

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Informazioni

L’ingresso all’orto botanico è gratuito ma essendo un giardino custodito vi consiglio di visionare prima gli orari di apertura sul sito web http://botanik.snm.ku.dk/ poiché questi cambiano frequentemente in base alle stagioni.

Un’altra cosa molto graziosa da visitare all’interno dell’area è anche il piccolo shop center di fiori e gadget. Si trova all’ingresso e qui potrete acquistare non solo semi e piante ma anche souvenir particolari e originali, per portare a casa un pezzetto di questo luogo magico e incantato.

Sylviè