2019 anno del turismo lento, ecco quali cammini fare

Il 2019 è stato nominato ufficialmente l'anno del turismo lento, un'opportunità che il UNCEM (Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani) userà per attuare attività di sviluppo locale.

Il turismo lento è un tipo di viaggio fatto di percorsi culturali, ciclovie, cammini e linee ferroviarie panoramiche transitabili con treni a percorrenza lenta.

Il soffermarsi tra una tappa e l'altra del viaggiatore, che percorre itinerari che attraversano piccoli paesi, porta indubbiamente ad un contatto maggiore con realtà marginali lontane dalle solite attrazioni turistiche conosciute. Una grande opportunità per lo sviluppo economico dei piccoli borghi che possono così attuare validi progetti di rivalorizzazione del territorio.

Si tratta di un tipo di turismo sostenibile, a contatto con la natura e alla riscoperta dei piccoli comuni. Un modo per addentrarsi nel vivo delle culture locali scoprendo tradizioni e usi spesso celati allo sguardo sfuggente del turismo di massa.

Questo tipo di viaggio è ben noto ai già tanti pellegrini e camminatori che ogni anno percorrono cammini più o meno conosciuti, scarpinando tra viuzze di campagna, sentieri di montagna, mulattiere, strade sterrate, in territori bellissimi e spesso incontaminati. Luoghi che si scoprono passo dopo passo, zaino in spalla, senza fretta

Un tipo di esperienza che sicuramente bisognerebbe provare almeno una volta nella vita, per riappropriarsi del proprio tempo, riscoprire il valore dell'essenziale ed avere un inevitabile confronto con la parte più profonda di se stessi poiché, sia chiaro, camminare è anche sinonimo di introspezione.

Allora che aspettare? il 2019 è l'anno ideale per programmare il vostro cammino.

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Quale cammino fare?

L'Italia è piena di percorsi più o meno lunghi, più o meno organizzati e segnalati, più o meno famosi. La scelta è davvero molto vasta. Se volete farvi un'idea delle infinite possibilità potete optare tra questa lista scelta per voi.

La via Francigena

La Magna Via Francigena 

Il Cammino delle 100 torri 

Il Cammino Minerario di Santa Barbara 

Il Cammino di Santu Jacu

La Via degli Dei 

Il Cammino dei Briganti 

Il Cammino di San Francesco

 

Questi sono solo alcuni dei cammini presenti in Italia ma se state pensando anche solo ad un semplice trekking o un'escursione giornaliera sarà possibile trovare migliaia di sentieri e percorsi naturalistici. In questo caso vi consiglio di chiedere informazioni più dettagliate agli enti del turismo locali che vi sapranno certamente indicare la scelta migliore per le vostre esigenze.

Buon 2019, buon cammino e buon turismo lento!

Sylvié


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Cammino di Santiago, lungo la via francese

Che se ne dica, tra chi sostiene che il Cammino di Santiago sia "la moda del momento" e che "il vero pellegrinaggio è quello di tipo religioso" in verità questa esperienza è e resterà sempre una meravigliosa opportunità che consiglio vivamente a tutti, credenti e non.

Il Cammino è una di quelle cose da fare almeno una volta nella vita, che non si scordano e che ti restano per sempre dentro.

L'emozione che si prova nel percorrere questa via, zaino in spalla, è immensa. Esso non solo è un viaggio che ti da modo di guardarti dentro ma è come una lente di ingrandimento che ti permette di riappropriarti del tuo tempo e ritornare a quella libertà primordiale scandita solo dai ritmi naturali dell'essere.

In questo video racconto la mia personale esperienza in cammino, o meglio vi faccio percorrere i miei passi. Ecco quindi cosa ti aspetta, se deciderai di percorrere la via francese da Sain Jean Pied de Port a León e poi da León a Santiago de Compostela per poi giungere fino a Finisterre, al famoso km zero.

L'arrivo all'oceano è qualcosa di indescrivibile, la fine che non è la fine...

dove tutto finisce e tutto ha inizio

Buona visione!

Sylvié


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Guardiagrele, incantevole terrazza d'Abruzzo

Guardiagrele è un paesino in provincia di Chieti che si affaccia su uno splendido paesaggio abruzzese e grazie ai sui belvedere viene chiamato "La Terrazza d'Abruzzo".

Il suo incantevole borgo medievale si arrampica sulla montagna ed è annoverato tra "i borghi più belli d'Italia".

Le terrazze

Grazie alle sue numerose terrazze si possono scorgere non solo le linee sinuose del Parco Nazionale della Majella, ma anche gli spigolosi costoni del massiccio montuoso Gran Sasso che sta in lontananza.

Se il tempo lo permette sarà possibile scorgere persino la costa adriatica che rende ancora più suggestiva la visione di questo meraviglioso paesaggio. Affacciarsi qui è come una boccata di ossigeno puro per l'anima.

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Il centro storico

Guardiagrele fuori le mura e dentro le mura. Così gli abitanti definiscono il loro paesino, costituito da circa 9 mila abitanti.

Sicuramente la parte più suggestiva è quella all'interno del centro storico, circondato da case e palazzi che hanno preso il posto dell'antica struttura medievale.

Continuano però a resistere all'usura del tempo le Torri, antiche Porte della città che segnano l'ingresso a Guardiagrele. In alcuni punti si possono persino scorgere pezzi di mura cinte.

Le stradine che salgono dalla circonvallazione esterna verso il centro si snodano tra pendenze lastricate, vicoli stretti e vie principali che conducono alla Piazza Duomo. Sono scorci molto suggestivi e le viuzze si intersecano permettendoti di arrivare in poco tempo da una parte all'altra del paese.

Tutt'intorno al centro si affacciano le numerose terrazze e i belvedere che renderanno ancor più suggestive le vostre passeggiate.

Cosa vedere

Tra le architetture più caratteristiche che possiamo visitare in centro c'è la collegiata di Santa Maria Maggiore, con la sua facciata in pietra e un possente campanile. Il suo portico laterale con volta arcata è sostenuto da vari pilastri. Qui vi è custodito un'interessante affresco del '400 che ritrae la Madonna del Latte, incorniciata da una decorazione in stile barocco.

Vicino al Municipio vi è il Santuario di San Nicola Greco, patrono di Guardiagrele, in cui vi è conservata la reliquia del santo. Proprio a due passi si trova anche l'ufficio del turismo con annesso shop center dov'è possibile chiedere informazioni e orari per la visita al Museo archeologico e al Museo del Costume e della Tradizione.

Tradizioni Artigianali

Tra le tradizioni più caratteristiche di Guardiagrele c'è quella della lavorazione dei metalli, sia orafa che del ferro battuto.

Passeggiando per le viuzze non potrete non scorgere panchine e insegne tipiche, in ferro ritorto e plasmato da grandi maestri. Se poi passate per qualche gioielleria (e nel Shop Center dell'ufficio turistico) troverete il famoso manufatto conosciuto come La Presentosa, un prezioso gioiello tipico di Guardiagrele.

La cosa che mi ha molto stupita di questo gioiello è che ha una grande somiglianza con il Sole di Dorgaligioiello in filigrana tipico del Centro Sardegna.

Tradizioni Culinarie

Tra le tante tradizioni da non perdere a Guardiagrele ve ne sono diverse di tipo culinario. Ad esempio non potete non assaggiare le famose "Sise delle Monache" un dolce tipico di Guardiagrele avvolto da numerose leggende.

Si racconta infatti che la sua forma a tre punte prendesse ispirazione dal modo di fare delle suore, che fasciavano il loro petto per rendere meno evidenti i seni.

Altra teoria, molto più accreditata, è che il dolce rappresenti invece i tre promontori abruzzesi più importanti, ovvero il Gran Sasso, la Majella e il Sirente-Velino.

Da notare infine, ipotizzando che queste rappresentino dei seni, come il numero tre sia strettamente legato al paganesimo e alle credenze popolari sulle streghe. Nel medioevo infatti si credeva che i tre capezzoli fossero il marchio di riconoscimento delle streghe.

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L'antica ricetta delle Sise

Altra leggenda metropolitana vuole che l'antica ricetta segreta delle Sise delle Monache fu data in dono dalle monache ad una famiglia di Guardiagrele che ne avviò la produzione. La ricetta passò di generazione in generazione e tuttora la fortunata famiglia continua a produrle con passione e dedizione.

Nonostante in molti ne imitino la produzione, la ricetta resta ancora segreta.

Se volete assaggiare le Sise originali andate quindi all'antica bottega Pasticceria Lullo. E' qui che il nonno Emo Lollo avviò la sua produzione, portata avanti ora dal nipote. Se siete curiosi, qui potete leggere la storia di questo buonissimo dolce.

Continuando il nostro percorso culinario, non possiamo perdere l'occasione di una visitina alla caffetteria/pasticceria Patabom dove ci attendono pasticcini, dolcetti e torte tutti rigorosamente fatti a mano.

Qui potremo sorseggiare anche degli ottimi tè e infusi, con una vasta scelta di gusti, oppure degli ottimi cappuccini e cioccolate calde, in un ambiente moderno ma accogliente.

In estate, mi è stato detto, qui fanno degli ottimi gelati artigianali.

La mia esperienza a Guardiagrele è stata molto positiva nonostante il freddo e la neve che comunque hanno reso il paesaggio ancor più bello e affascinante.

Mi sento quindi di consigliarvi assolutamente questa destinazione per le vostre vacanze, sia invernali che estive. Con il bel tempo sarà sicuramente molto piacevole fare lunghe passeggiate immersi nella natura e a tal proposito mi è stato detto che il parco della Maiella è ricco di sentieri bellissimi da percorrere.

Ecco quindi un po' di dritte su come arrivare a Guardiagrele.

Arrivare a Guardiagrele da Roma

Arrivando in aereo a Roma Fiumicino ho deciso di arrivare a Guardiagrele comodamente in bus.

-Il primo Autobus l'ho preso con la compagnia Prontobus, un'azienda a prezzi modici che permette di viaggiare comodamente e arrivare a Chieti in poco tempo. Si può acquistare il biglietto anche online QUI.

La tratta che ho scelto ha la partenza da Roma (Termini, Fiumicino e Ciampino) e in circa due ore e mezzo arriva fino a Chieti Scalo. Naturalmente potrete scegliere anche di proseguire se la vostra fermata è ad esempio Pescara.

Sul Prontobus vi verranno serviti persino caffè, cioccolatini, caramelle e biscotti. Una coccola che rende il viaggio ancora più piacevole.

-Il secondo autobus che ho dovuto prendere è stato quello dal Bus Terminal di Chieti direzione Guardiagrele con Tua Trasporti.

Il biglietto lo potete acquistare all'edicola di Chieti Scalo.

QUI puoi guardare gli orari dei bus

Attenzione! Per arrivare al Bus terminal da Chieti Scalo io ho preferito spendere 10 euro di taxi invece di prendere un altro bus di linea, sia per il poco tempo a disposizione, sia per la poca voglia di andare in giro con valige al seguito. Ma se preferite risparmiare potete anche prendere il pullman che vi porta a Chieti Alta e che si ferma al terminal, dove poi prenderete la linea per Guardiagrele.

Questo è tutto. Se avete in mente un viaggio in Abruzzo non perdetevi quindi una visita a Guardiagrele, ne varrà sicuramente la pena.

Sylvié


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Danimarca in inverno, ecco cosa mettere in valigia

Tra i Paesi Scandinavi la Danimarca è la nazione sicuramente più mite, ma si sa che fare un viaggio nel Nord Europa comporta comunque dover fare i conti con un clima più rigido di quello a cui siamo abituati in Italia, soprattutto in inverno.

Quindi che fare, per non dover rinunciare al vostro viaggio dei sogni nei Paesi Nordici?

Il clima

Ogni stagione ha le sue peculiarità e se state organizzando un viaggio in Danimarca in inverno è bene premunirsi.

La prima cosa che non dovrete mai sottovalutare, in qualsiasi stagione, è la possibilità che all'improvviso vi troviate nel mezzo di un bell'acquazzone.

Può capitare, per esempio, di uscire la mattina con il sole e rientrare il pomeriggio con la pioggia o la neve. Niente paura, bastano piccoli accorgimenti per stare bene in ogni occasione e trascorrere una vacanza piacevole nonostante il clima altalenante.

Se siete diretti a Copenaghen sappiate che l'isola dello Sjælland, in cui è situata la capitale danese, è solitamente molto più mite della penisola dello Jutland o dell'isola di Fyn.

Lo Jutland è conosciuto infatti per il forte vento e le grosse nevicate e persino nelle stagioni temperate il clima è particolarmente fresco e piovoso.

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Ecco alcuni preziosi consigli per preparare al meglio la vostra valigia se state pensando di andare in Danimarca proprio in questo periodo.

L'abbigliamento giusto da mettere in valigia

Viaggiare in inverno comporta sempre dover scegliere di portare con se un abbigliamento caldo, comodo e possibilmente waterproof.

GIUBOTTO E SCARPE

Il segreto per poter stare bene nonostante il freddo è infatti quello di avere un buon giubbotto impermeabile che tenga la temperatura corporea anche con temperature che scendono sotto i -15°. Questo vi darà la possibilità di visitare tranquillamente il Paese sia con la neve che con il ghiaccio.

Non scordate inoltre di indossare delle scarpe in goretex, calde e comode.

L'inverno Danese si protrae solitamente fino a Marzo ma non sarà affatto raro imbattersi nelle ultime nevicate della stagione anche durante le prime settimane di aprile, sopratutto nelle zone più a nord.

MAGLIE TERMICHE E CALZE IN LANA

Sarà molto utile avere, oltre ad un buon giubbotto, anche delle maglie termiche e delle calze in lana che tengano caldi i piedi. Optate per delle calze che contengano un'alta percentuale di lana in modo che i piedi stiano al caldo senza sudare. Evitate di mettere maglioni troppo grossi, gli interni sono sempre molto riscaldati e rischiereste di sudare.

ACCESSORI

Per quanto riguarda gli accessori, non devono mancare sciarpa,scalda collo, cuffie e guanti. Sono accessori indispensabili contro il forte vento.

Evitate di sceglierli con trame troppo larghe, poiché il vento gelido potrà passare più facilmente. I guanti, in particolare, dovranno essere in un tessuto impermeabile per non inzupparsi in caso di neve.

Vestirsi a strati

Se anche fuori può fare molto freddo, ricordate che invece all'interno dei luoghi pubblici c'è sempre il riscaldamento molto alto quindi evitate di vestirvi troppo per non sudare. L'ideale sarebbe vestirsi a strati.

Un abbigliamento a cipolla vi permette di togliere giacche e maglioni se per caso vi dovete trattenere all'interno di ristoranti, caffetterie, centri commerciali o se dovete salire sui mezzi pubblici.

Io per esempio in inverno indosso solitamente delle maglie termiche sotto e poi una maglietta fine sopra. Il giubbotto che tiene fino a -20° mi tiene calda.

Visitare la città con un clima rigido, i miei consigli

Anche se negli ultimi anni le temperature in Danimarca non stanno più scendendo sotto i -10° è bene viaggiare caldi, senza rischiare di congelarsi mentre andiamo in giro durante i nostri tour per la città.

Uno dei metodi che usiamo noi residenti per poter passeggiare anche in inverno nonostante il gelo è quello di alternare, in continuazione, la camminata esterna con l'ingresso all'interno di un negozio o un locale per poter riprendere temperatura.

Non sottovalutate mai il freddo.

Controllate sempre le previsioni meteo ma non fidatevi mai di uscire senza un poncho o un ombrello, o meglio ancora una giacca impermeabile. Se siete stati sbadati e vi trovate improvvisamente sotto un acquazzone, troverete dei negozi come Tiger in cui poter acquistare una mantella per la pioggia a pochi soldi.

Lasciate perdere la moda. In inverno la Danimarca va visitata con abbigliamento comodo e caldo. Quindi NO ai tacchi (potreste scivolare sul ghiaccio) e NO alla gonna a meno che non usiate dei collant in lana e stivali molto alti. A questo punto anche il giubbotto dovrà essere lungo per evitare che qualche parte del corpo resti esposta al gelo.

Cos'altro mettere in valigia

Oltre all'abbigliamento adatto per ogni stagione, ciò che non deve mancare in valigia per il vostro viaggio in Danimarca è sicuramente la macchina fotografica, un piccolo quaderno dove annotare i vostri appunti di viaggio e, cosa molto utile, se non “vitale”, una presa/adattatore con uscita a due spine.

Le prese a tre spine ancora in uso in Italia non saranno infatti utilizzabili in Danimarca.

Vi consiglio di portare anche una borsa, o zaino, in materiale impermeabile tipo incerato o plastificato per le vostre escursioni giornaliere in modo che non si inzuppi in caso di forti piogge.

Può essere utile sapere anche...

- Se la vostra meta è Copenaghen troverete le mappe della città in aeroporto e in moltissimi luoghi come caffetterie, luoghi turistici, uffici informazioni. Non c’è da perdersi e troverete tantissima disponibilità e gentilezza nelle persone a cui poter chiederete informazioni o aiuto.

- Riguardo a come muoversi in città o nell'intera Danimarca vi consiglio anche di scaricare sul vostro smartphone l’App danese Rejseplanen che vi permetterà di organizzare gli spostamenti con tutti i mezzi pubblici (bus, metro, S-Tog e treni regionali). Basterà scrivere l'indirizzo di partenza e quello di destinazione e il sistema calcolerà orari e mezzi con cui sarà possibile spostarsi.

- Un'altra cosa utile da sapere è che in Danimarca troverete: bagni pubblici puliti; change-poin un po' ovunque nelle città; negozi euro friendly  in cui poter pagare in euro (ma danno il resto in corone).

- Gli alcolici sono carissimi, come tutto quello che è importato.

- Riguardo al cibo italiano vi voglio mettere in guardia: In moltissime caffetterie si può richiedere il caffè espresso ma non aspettatevi mai un buon caffè, lo fanno lunghissimo anche se dite espresso; Il cappuccino invece è solitamente buono; La pizza è cara e spesso non è buona; Evitate il cibo italiano a meno che non siate assolutamente sicuri di andare in un ristorante gestito da italiani. Purtroppo in Danimarca è pieno di ristoranti fake che si spacciano per italiani ma sono gestiti solitamente da Turchi o Arabi.

- Per qualsiasi problema o difficoltà seri non esitate a recarvi al consolato italiano, si trova in centro a Copenaghen, al numero 24 di østergade, una traversa dello Strøget. Inoltre sappiate che ci sono moltissimi italiani a cui poter chiedere informazioni e aiuto, all'occorrenza, quindi tranquilli se non conoscete la lingua.

Ora, biglietti alla mano, non vi resta che partire e godervi questa bellissima meta tutta da scoprire.

Buon viaggio!!

Sylvié

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Copenaghen, 3 luoghi fuori città da visitare assolutamente

La Danimarca è una terra frizzante, semplice e accogliente, “hygge”, come direbbero qui. Sembra appena uscito da una fiaba di Andersen o da un villaggio di Legoland fatto di mattoncini colorati e finestrelle bianche.

Tra i Paesi Scandinavi, la Danimarca è anche la nazione più mite e proprio per questo sta ormai diventando meta molto ambita per gli amanti dei viaggi nordici. La città di Copenaghen in particolare, capitale di questa meravigliosa nazione, offre moltissime attrazioni e scorci suggestivi da visitare.

Ma per chi ha un po' di tempo in più a disposizione e vuole andare fuori rotta dal solito itinerario turistico, pur restando a pochi chilometri dalla città, l'hinterland di Copenaghen offre molti luoghi interessanti che vale la pena vedere, raggiungibili con i mezzi pubblici.

Ho scelto per voi 3 luoghi degni di nota: uno adatto ai bambini, uno da fare zaino in spalla e un'altro più turistico. Mettetevi comodi e scoprite le bellezze di una terra che ispirò le fiabe più belle di tutti i tempi.

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IL PARCO DI BAKKEN

13 km dal centro - 20 min di treno dal centro

A pochi chilometri da Copenaghen, nella zona di klampenborg, immerso nei boschi del Dyrehaven vi è il parco divertimenti più antico al mondo.

Risale al 1583 ed è considerata la residenza estiva di Babbo Natale. Questo parco è comunemente noto come Bakken (la collina).

Oltre ad essere un luogo di divertimento immerso nel verde, Bakken è anche una sorta di macchina del tempo che vi permetterà di fare un tuffo nel passato poiché conserva quell’atmosfera retrò di una Danimarca d’altri tempi.

Al suo interno, oltre alle numerose attrazioni, ai ristoranti e ai tanti giochi, vi è anche un piccolo villaggio museo in cui poter fare shopping e bere il te dentro l’antica bottega ricreata ad arte o ancora tagliare i capelli dal vecchio barbiere che vi farà accomodare in un'antica poltrona che espone in bella vista assieme ai suoi arnesi di un tempo.

Il bosco in cui è collocato il parco divertimenti è ricco di passeggiate e viuzze sterrate, alberi secolari e calessi con i cavalli che rendono l’intero contesto affascinante e fiabesco, adatto a grandi e piccini.

L’ingresso a Bakken è gratuito ma il parco divertimenti è aperto solo in estate, mentre il bosco è visitabile tutto l’anno.

Come arrivare

L'intero complesso è raggiungibile facilmente con il treno S-Tog, linea C, direzione Klampenborg. Dal centro di Copenaghen arriverete alla stazione di Klampenborg in 15 min. Da qui dovete proseguire a piedi per 900 mt  passando tra l’altro in uno dei tratti più suggestivi del bosco.

Per informazioni su Bakken visitate il sito ufficiale https://www.bakken.dk

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LA VIA DEL PELLEGRINO

20 km dal centro - 30 min di treno dal centro

Per gli amanti del Walking o del viaggio “zaino in spalla”, la Danimarca offre parecchi percorsi interessanti tra cui il Hærvejen, il cammino europeo E.V.3.

Questo attraversa l’intera Danimarca, la Germania e la Francia, per poi ricollegarsi alla principale via Jacobea che porta a Santiago di Compostela, chiamata via Francese. Attraversando i Pirenei e l’intera Spagna, il Cammino di Santiago giunge poi ai piedi della cattedrale di San Giacomo e si conclude a Finisterra, al Km. 0, dove anticamente si credeva finisse il mondo conosciuto.

viaggiare-zaino-in-spalla-trekking-copenaghen-mappaLa Hærvejen in Danimarca è collegata con altrettanti percorsi secondari. Nei dintorni di Copenaghen, ad esempio, passa la via secondaria di collegamento chiamata pilgrimsrute ovvero la via del pellegrino.

Si tratta di un cammino suggestivo tra le campagne e i boschi danesi, da fare in piena libertà seguendo le famose indicazioni di Santiago, la “concha” (conchiglia) e la freccia gialla su sfondo blu.

Anche se non siete propensi a fare tanti km potrete decidere di farne anche solo un pezzetto, giusto per godervi la natura e le bellezze del posto. Per esempio potreste organizzare una bella scampagnata partendo da Værløse, visto che il luogo intorno al lago Søndersø è ben attrezzato con aree di sosta per il picnic. Io personalmente ho fatto spesso questo tratto, fiancheggiando il lago e attraversando il bosco di Ballerup. Ve lo consiglio, è davvero bellissimo.

Il lago poi è abitato da tante specie protette e non sarà raro incontrare anche scoiattoli, cervi o volpi. Le viuzze sterrate sono ben curate e poco scoscese, il bosco è incantevole.

Come arrivare

Per arrivarci basterà prendere l’Stog da Copenaghen, linea A, direzione Farum, e scendere a Værløse. Proseguite poi a piedi nella Ballerupvej per circa 1 km. Troverete le prime indicazioni con la concha che vi condurranno al lago. Da li proseguite in cerca dei segnali, affissi sui pali o sui puntelli, tenete gli occhi ben aperti e godetevi il cammino.

Se non trovate la via del pellegrino potrete comunque fare il giro del lago con i suoi circa 6 km di percorso immerso nella natura, sarà comunque una bellissima esperienza.

Per informazioni sulla pilgrimsrute potete visitare il sito https://santiagopilgrimme.dk

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DRAGØR, IL VILLAGGIO DEI PESCATORI

15 km dal centro - 35 min di bus dal centro

Situato a pochi chilometri dall’aeroporto di Copenhagen, Dragør è un pittoresco villaggio che nel medioevo era conosciuto per la pesca alle aringhe. Era uno tra i centri principali per l’esportazione di pesce. Ora questo antico villaggio di pescatori ha trasformato le sue vie in attrazioni per visitatori e turisti che ogni anno si riversano nel suo borgo, nei suoi musei e partecipano alle sue tante manifestazioni.

Dragør ti rapisce e ti catapulta in un contesto fiabesco, con le sue casette gialle dai tetti in paglia o dalle tegole rosse. Le sue stradine conservano ancora il vecchio ciottolato medievale. Il centro del villaggio e il porticciolo brulicano di turisti.

Per chi ama lo stile vintage, inoltre, a Dragør una volta l’anno viene organizzata una grande fiera mercato che si tiene appena fuori dal paese. Si tratta di un evento grandioso che vede arrivare migliaia di persone da ogni parte della Scandinavia. Le date si aggirano sempre intorno alla prima settimana di Giugno e l’ingresso è gratuito. Sono previsti sempre più di 500 espositori, oltre alle tante attrazioni e ai punti di ristoro. Naturalmente c'è anche tanta buona musica dal vivo. Come si può perdere un’occasione del genere?

Come arrivare

Da Copenaghen ci sono diverse soluzioni per arrivare a Dragør ma quella più comoda senza troppi cambi è il Bus 350S che parte proprio difronte alla stazione di Norreport, direzione Dragor Stationsplads.

Vi porterà direttamente al villaggio.

Se volte arrivare alla fiera mercato, con lo stesso Bus 350S direzione Herlev dovete scende in Fasanvænget (Møllevej) dopo appena 7 fermate dal centro di Dragor. Dopodiché si prosegue a piedi per 900 mt. Il Dragør Marked, è in Fælledvej 45-61.

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Questo è tutto per ora. Vi auguro buon viaggio, alla scoperta degli angoli nascosti della capitale danese.

Sylvié


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Natale a New York, come dentro un film

E' trascorso un po' di tempo dal mio primo viaggio negli States e finora non avevo ancora avuto modo di raccontare e descrivere l'incanto che ho provato, ad andare dall'altra parte del mondo, in quella che per me è la città protagonista di tutti i miei film preferiti: New York.

Per me New York è sempre stata la città del cinema e delle scene da "popcorn con gli amici", un luogo quasi surreale e irraggiungibile. Quando ero adolescente ricordo che vidi un bellissimo film ambientato proprio a Manhattan, la cui scena romantica era stata girata sopra l'Empire State Building. Sto parlando di Insonnia D'amore con Meg Ryan e Tom Hanks (qui puoi leggere la mia recensione) e quello allora era in assoluto uno dei miei film preferiti ambientati nella grande mela. Fu proprio in quell'occasione che cominciai a sognare Manhattan e i suoi immensi grattacieli.

Un Natale alternativo

Adoro moltissimo il Natale e adoro i film natalizi ambientati a New York, perché trasmettono quell'atmosfera magica e fiabesca che mi fa sognare. Uno dei miei grandi desideri era, infatti, proprio poter vedere New York a Natale. Sicuramente una delle esperienze più belle che ho vissuto.

Natale a New York è una di quelle esperienze che bisogna assolutamente fare almeno una volta nella vita.

Desideravo tanto salire sull'Empire State Building laddove Sam incontrò Annie su Insonnia d'Amore. Devo ammetterlo, anche se negli ultimi anni il mio modo di viaggiare è cambiato e non amo più le mete troppo caotiche, questo viaggio mi ha estasiata. Solitamente prediligo luoghi immersi nella natura ma infondo credo che una cosa non precluda l'altra ed è proprio per questo che ho deciso di realizzare questo sogno americano.

Un bel regalo di Natale, per me e mio marito. Dopo aver trovato un'interessante offerta di volo low-cost diretto da Copenaghen, con la compagnia Norwegian e proprio durante il periodo natalizio, ho deciso di non lasciarmi sfuggire l'occasione.

Ma come affrontare un viaggio così importante senza spendere troppi soldi?

Come viaggiare risparmiando

Si sa, New York è cara. Un viaggio del genere, sopratutto sotto le feste natalizie, è sicuramente dispendioso. Ci sono però alcuni accorgimenti che si possono adottare per risparmiare senza dover rinunciare al sogno. Anche per questo motivo ho deciso di adottare il metodo fai da te per economizzare il più possibile. Mi sono infatti occupata personalmente di tutto, dall'iter burocratico e organizzativo alla preparazione dell'itinerario. Non è stato poi così difficile e sicuramente il risparmio è stato notevole.

Essendo il nostro primo viaggio intercontinentale l'emozione era grande e con essa anche la paura di sbagliare qualcosa nelle prenotazioni. Negli anni ho però imparato che, se si prendono le dovute precauzioni e si fa attenzione ai dettagli, l'organizzazione di un viaggio non è poi così complicato come sembra. Bisogna solo farci la mano, l'esperienza si acquisisce nel tempo e si impara a viaggiare anche con pochi soldi.

Leggete l'articolo su come organizzare in 7 mosse il tuo viaggio a NYC se avete bisogno di qualche buon consiglio e date anche un'occhiata anche alla soluzione che abbiamo adottato noi riguardo l'alloggio e del perché' scegliere di alloggiare nei due punti estremi di Manhattan.

Le cose che possono fare la differenza, sul costo del viaggio, sono essenzialmente queste:

  • scegliere un volo diretto o che non abbia troppi scali
  • richiedere personalmente l'ESTA sul portale ufficiale senza usare intermediari a pagamento
  • scegliere hotel con solo pernottamento, più economici purché abbiano buone recensioni
  • usare la metrocard per spostarvi con i mezzi pubblici (a tal proposito potete leggere qui il mio articolo su come usare la Subway Newyorkese)
  • usare il NYC PASS per esplorare le attrazioni della città risparmiando sul costo degli ingressi
  • scegliere di mangiare nei Diners o Street Food invece che nei ristoranti.

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Cosa sapere prima di partire

  1. New York City è divisa in 5 distretti: Manhattan, il suo cuore pulsante; il Queens, la parte orientale in cui si trova anche l'aeroporto internazionale JFK; Brooklyn, collegata dal famoso ponte omonimo; il Bronx, che purtroppo si trascina una cattiva fama dal passato; infine Staten Island che si trova oltre la baia.
  2. Quando arriverete a New York avrete 6 ore di fuso orario dall'Italia indietro.
  3. Le prese americane per la corrente sono diverse da quelle italiane, bisogna quindi comprare un adattatore universale. Io l'ho trovato tranquillamente in un negozio in aeroporto prima della partenza.
  4. Se volate con Norwegian portatevi appresso una copertina o qualcosa che vi tenga caldi perché, personalmente, ho constatato temperature freddine in diverse occasioni. Altro consiglio su Norwegian, il cibo comprato a bordo faceva davvero schifo quindi meglio portarsi appresso qualcosa da mangiare. Per il bere invece c'è a disposizione gratuitamente tutto ciò che volete: acqua, succhi, te e varie bibite.

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L'atmosfera Natalizia a Manhattan

Il nostro arrivo a New York è stato molto emozionante, nonostante la stanchezza del lungo viaggio di ben 8 ore e mezza di volo e il fuso orario di 6 ore. Lo Shuttle Taxi, che dall'aeroporto ci ha portati all'albergo, ha percorso viali ricchi di luci e colori dandoci un piccolo assaggio di quello che avremmo visto nei giorni successivi.

Dopo una notte di meritato riposo abbiamo così cominciato la nostra avventura e il nostro full immersion nella Big Apple, la città che non dorme mai.

New York a Natale è davvero magica.

Non è un modo di dire, New York è davvero una metropoli di incredibile fascino.

Una città dove tutto è possibile, piena di opportunità e di incanto. Lo vedi ad ogni angolo e in ogni scorcio, lo sguardo spesso non riesce a contenere tutta la meraviglia e lo stupore. Più volte mi sono ritrovata a bocca aperta ad ammirare, senza parole, ciò che mi circondava. Naturalmente non parlo della sua vita reale, di come vivono i newyorkesi, ma di ciò che gli States sanno regalare al viaggiatore che si approccia per la prima volta nel suo "mondo dei balocchi".

Il fascino americano conquista anche i più scettici.

Insomma, sembra proprio di entrare dentro un film, uno di quelli che ho sempre visto allo schermo con aria sognante. Non mi sembrava vero di essere proprio li e ci è voluto un bel po' per rendermi conto che fosse tutto reale. Più volte ho avuto gli occhi lucidi dalla gioia da non riuscire a contenere l'emozione.

Natale nella Midtown, cosa vedere

Devo ammetterlo, una sola settimana per visitare New York non basta, sopratutto nel periodo natalizio. Oltre alle solite attrazioni, già numerosissime, vi sono infatti anche le attrazioni tematiche come ad esempio i mercatini di natale e le istallazioni, suggestive e imperdibili.

Tra le più famose attrazioni c'è sicuramente l'Albero Gigante al Rockefeller Center e la sua pista di pattinaggio. Poi le Sfere rosse giganti che si trovano nella fontana difronte a Radio City Music Hall e che a quanto pare sono diventate un simbolo del Natale Newyorkese.

Percorrere in lungo e in largo la Midtown, il cuore pulsante di Manhattan, è una delle cose da fare assolutamente.

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Ma anche la Uptown merita quindi preparatevi a lunghe camminate. Noi ci siamo ritrovati a fare una media di 17 km di camminata al giorno e il mio conta passi stava letteralmente impazzendo di gioia.

Ecco ciò che abbiamo visto:

CENTRAL PARK

Sicuramente la cosa più bella in assoluto è stata vedere il Central Park che solo quello valeva l'intero viaggio. Talmente immenso che ci ha "rubato" praticamente una giornata intera.

Non c'è giorno che non pensiamo a quel polmone verde incredibilmente affascinante, che ha resistito al cemento e all'irrefrenabile edificazione di palazzi e grattacieli intorno a lui.

Entrare a Central Park, un fazzoletto di terra lungo 3 km e mezzo, è stato come entrare in una bolla di protezione da tutto il caos, il traffico, i rumori e il movimento cittadino. Naturalmente è stato meraviglioso riconoscere i molti angoli visti nei film holliwoodiani: il noto Bow Bridge di "Autunno a New York"; il Greywacke Arch di "mamma ho perso l'aereo", il Wollman Skating Rink, famoso lago ghiacciato di "Love Story" e la Literary Walk con le sue numerose panchine, dove molti attori hanno girato le loro scene più belle.

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MUSEO DI SCIENZE NATURALI

Una volta esplorato il Central Park abbiamo deciso di dedicare un po' del nostro tempo alla visita del vicino Museo di Storia Naturale, l'American Museum of Natural History, famoso anche per il film Una notte al museo con Ben Stiller.

Entrare in quell'immenso tempio della conoscenza, ricco di storia e reperti, ci ha "rubato" ben 5 ore del nostro tempo ma se non fosse per l'imminente chiusura del museo saremmo rimasti là dentro per almeno altre due ora. E' una incredibile macchina del tempo che ci ha letteralmente rapiti. Davvero affascinante. Naturalmente non potevamo andar via senza vedere la famosa statua di Roosevelt, che nel film è interpretata da Robin Williams, e sopratutto il mitico personaggio in pietra dell'Isola di Pasqua, che nel film sfotte il protagonista dicendogli “Ehi tu scemo scemo, dare a me gomma gomma".

La foto di rito, in questo caso, è sicuramente d'obbligo.

I due giorni successivi li abbiamo trascorsi visitando la Midtown in lungo e in largo, tra le luci, i suoni e i colori delle più importanti strade dello shopping e della vita newyorkese.

Time Square, la Broadway, la 5th Avenue, gli Store e i grattacieli, i numerosi musei.

Uno tra i più belli in assoluto, da non perdere assolutamente, è il MoMa.

IL MOMA

Entrare al MoMa (Museum of Modern Art) è stata un'esperienza incredibile. Tutti i più famosi artisti che ho avuto modo di studiare al liceo erano li, con le loro opere più conosciute. Indescrivibile l'emozione che ho provato nel vedere dal vivo le pennellate di Van Gogh, i colori di Matisse o le forme surrealiste di Magritte. E come scrollarsi di dosso la sensazione di scorgere, tra la folla, il famoso Woody Allen protagonista di "Provaci ancora Sam" mentre cerca di rimorchiare la giovane donna davanti ad un quadro di Pollock.

Le ore sono scivolate senza renderci conto e all'uscita dal museo lo scintillio delle luci di natale ci ha accompagnati per tutto il tragitto di rientro, lungo le Street e le Avenue, rendendo tutto ancora più magico.

ROCKEFELLER CENTER

A pochi isolati dal MoMa, sempre tra la 6th e la 5th Avenue, ma scendendo verso la 50 esima Street, si trova uno dei luoghi più famosi di Manhattan: il Rockefeller Center.

Sopratutto a Natale, questa grande piazza si trasforma in una scenografia incredibile. Una delle più note è l'accensione dell'albero di Natale. Qui si trova anche la famosa pista di pattinaggio in cui sono stati girati tanti film e dove si può ammirare la statua dorata di Prometeo.

Molto suggestive sono anche le statue degli angeli che annunciano l'arrivo alla Rockefeller Plaza, dalla 5th Av. lungo le varie fontane decorata a festa.

In questo complesso di edifici circostanti vi è anche il famoso grattacielo Top of the Rock, alto ben 253 metri, che gode di una delle più belle viste su Manhattan. Salirci è d'obbligo. Dal suo settantesimo piano si può ammirare anche il Central Park e il bellissimo Empire State Building.

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5th AVENUE e TIMES SQUARE

Se non volete perdervi l'atmosfera sfrenata dello shopping natalizio newyorkese allora dovete assolutamente percorrere la grande arteria 5th Avenue e il quartiere di Times Square.

In questi due luoghi sono concentrati tutti i grandi marchi e gli Store Center che a natale vengono letteralmente presi d'assalto.

Lungo la 5th Avenue trovate anche la nota gioielleria Tiffany & Co. diventata celebre per via del film Colazione da Tiffany con Audrey Hepburn. Ma attenzione, la famosa vetrina in cui Holly, la protagonista, ammirava ogni mattina i gioielli mentre consumava la sua colazione, si trova nello stabile affianco alla Trump Tower, non nel nuovo negozio vicino al Rockefeller Center.

Times Square invece si trova l'Hard Rock Cafe, uno tra i più grandi che ho mai visto. Entrarci fa un certo effetto. Qui vi sono conservati tantissimi cimeli, quelli delle più grandi star della musica mondiale.

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"Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany, comprerei i mobili e darei al gatto un nome!"

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BRYANT PARK e GRAND CENTRAL TERMINAL

Scendendo verso la 42 esima Street siamo arrivati finalmente al noto Bryant Park in cui si trova la New York Public Library dove abbiamo potuto visitare, secondo me, i mercatini di natale più belli di Manhattan. Anche qui vi era una pista di pattinaggio su ghiaccio che accompagnava l'atmosfera già magica e ricca di luminarie. Le casette tutte intorno esponevano addobbi e prodotti di ogni tipo.

Bryant Park si trova non poco distante dal noto Grand Central Terminal, la stazione centrale di Manhattan, sede di moltissime riprese cinematografiche tra cui Before we go con Chris Evans e Alice Eve. Anche qui potrete respirare la magia holliwoodiana e vedere anche altri mercatini di natale, non suggestivi come i primi.

EMPIRE STATE BUILDING

Ed ecco che, finalmente, ho realizzato il mio grande sogno: salire sull'Empire State Building.

86 piani di spettacolo, con una vista mozzafiato e un'emozione indescrivibile. Vedere lo Skyline dall'Empire è qualcosa di unico, sopratutto se si fa con la persona amata. Mi sono ritrovata a ripensare a quando, da ragazzina, guardavo le scene del mio film preferito e sognavo ad occhi aperti il mio principe azzurro. Quel sogno era diventato reale ed in quel momento ero diventata la protagonista di quel film, assieme all'amore della mia vita.

Cosa c'è di più romantico? Questo è stato il regalo di natale più bello.

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Downtown dopo Natale, cosa vedere

I quattro giorni successivi a Natale abbiamo cambiato alloggio e ci siamo spostati nella parte bassa di Manhattan, la Downtown, conosciuta anche come la Lower Manhattan.

Abbiamo visitato quindi tutti i quartieri più famosi comprese le attrazioni che non avevamo ancora visto, come il ponte di Brooklyn e la Statua della Libertà. Per quest'ultima speravamo di trovare meno fila dopo le feste ma nulla da fare, vedere queste attrazioni necessita sempre di una grande dose di pazienza. Ma vi racconto nello specifico.

BROOKLYN BRIDGE

Sfidando il freddo, con circa -14° e un cielo azzurro ricco di nuvolette bianche, ci siamo diretti verso Brooklyn, attraversando a piedi il Brooklyn Bridge nella sua interezza. Il ponte è lungo circa 2 km ed è sospeso grazie ad un incredibile intreccio di cavi d'acciaio che lo rendono unico e affascinante.

Su questo ponte sono state girate un numero sorprendente di riprese cinematografiche e lasciarsi alle spalle Manhattan per addentrarsi in un'altro distretto di New York ha il suo perché. Avete mai visto il film Brooklyn diretto da John Crowley e basato sull'omonimo romanzo di Colm Tóibín? Fatelo. Vi darà un piccolo assaggio di quel profumo "vintage newyorkese" che si respira oltre l'East River. Brooklyn ha infatti conservato quell'aria un po' retrò che fa tanto "sogno americano anni '50" e che ricorda numerose pellicole.

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Ritornati a Manhattan, abbiamo dedicato un giorno intero per visitare la parte meridionale chiamata Lower Manhattan, suddivisa in tanti micro quartieri ognuno dall'atmosfera unica. Qui infatti convivono numerose culture ed etnie e i quartieri più famosi degni di essere visitati sono: Little Italy, Chinatown, Tribeca, East Village, Noho e Soho, fino all'East Village e al Greenwich Village.

Nella Downtown vi è anche il centro finanziario e giudiziario di Manhattan, con Wall Street e la sua Federal Hall. In questa parte della città, prima dell'11 settembre, si potevano scorgere anche le famose torri gemelle. Oggi di quel ricordo rimangono solo due enormi voragini e tanta amarezza nel cuore. Comunque da vedere per non dimenticare.

Vediamo nello specifico, quartiere per quartiere.

Little Italy non potete proprio perdervela, è un pezzetto di ciò che resta del nostro Bel Paese e dei suoi tanti emigrati che in passato seguirono il grande sogno americano. Peccato però che qualcuno portò con se' anche la cultura malavitosa legata alla mafia. Nelle strade di Little Italy furono girate tantissime scene cinematografiche che raccontavano proprio le storie di questi gangsters, tra cui i famosi film interpretati da De Niro come Il Padrino e Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese.

Chinatown è invece un tripudio di colori orientali e, per quanto ho potuto vedere, sta purtroppo invadendo gran parte del quartiere della Little Italy. Anche in questo quartiere sono stati girati tanti film a tema.

Tribeca, Soho e Noho sono note per essere i quartieri degli artisti. In questa parte di Manhattan ci sono molti murales interessanti e la street art è espressa ad ogni angolo.

Qui troverete anche i famosi palazzi tipici dei film newyorkesi, vecchi edifici industriali con le scalette antincendio esterne che fanno tanto "hollywood".

Non per niente la TriBeCa Productions è una casa di produzione cinematografica fondata negli anni 90' proprio dall'attore Robert De Niro.

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Greenwich Village, come anche l'East Village, sono i quartieri più ricchi di Manhattan.

I palazzi lussuosi e i viali alberati del Greenwich Village, ad esempio, fanno di questo quartiere l'epicentro della cultura post anni 60', con i suoi locali jazz e i suoi teatri post broadway.

Qui nascono le nuove tendenze, le nuove star e il quartiere è spesso sede di riprese cinematografiche. In queste strade sono state riprese le scene della famosa serie tv Sex in the city dove la protagonista, Carrie Bradshaw, viveva proprio in una di queste bellissime case.

Vi state domandando se poi, nella realtà, la casa di Carrie esista davvero?

Beh, noi siamo andati a scoprirlo ed eccola, al numero 64 di Perry Street.

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BATTERY PARK CITY e il WORLD TRADE CENTER

Il World Trade Center è un piccolo rione che si trova difronte al Battery Park City, un lussuosissimo quartiere residenziale ricco di bei grattacieli. Qui un tempo si trovavano anche le famose Twin Towers di cui restano solo due angoscianti fossati, come ricordo dell'accaduto. Credo che una visita al memorial sia d'obbligo. Per noi è stato un colpo al cuore e una tristezza infinita ma siamo felici di esserci stati, per onorare a modo nostro le migliaia di vittime innocenti dell'attentato dell'11 settembre. Tutti i loro nomi sono infatti scritti ai bordi del fossato.

A ridosso di questo "cimitero" si trova la nuova mega costruzione del One World Trade Center, nota anche come Freedom Tower e costruita tra il 2006 e il 2013. La sua altezza non è casuale, 1776 piedi proprio in ricordo dell'anno dell'indipendenza americana. A oggi questo osservatorio risulta essere il settimo grattacielo più alto al mondo.

Noi non siamo saliti ma se vorrete potete farlo.

ELLIS ISLAND e STATUA DELLA LIBERTÀ

Da Battery Park parte anche il traghetto che porta a Ellis Island e alla Statua della Libertà, monumento emblema degli Stati Uniti d'America.

La fila per il battello nel periodo natalizio, sappiatelo, è qualcosa di davvero massacrante ma non scoraggiatevi, non si può andare a New York e non vedere da vicino il simbolo degli States. Inoltre il museo dedicato agli emigrati è qualcosa di unico. Pronti a fare chilometri di coda al freddo pungente siamo riusciti a vedere Lady Liberty icona alta ben 93 metri.

Davvero emozionante pensare che sia stata la porta di benvenuto per tutti quegli emigrati che arrivarono a New York, da fine 800' in poi, con tante speranze nel cuore e poche monete in tasca. Vedere il museo dell'immigrazione a Ellis Island è un'esperienza toccante, da fare assolutamente.

Qualche film che ricordi questo luogo? Senza dubbio Titanic con un ancora giovanissimo Leonardo di Caprio oppure il recentissimo C'era una volta a New York di James Gray le cui scene sono state girate proprio a Ellis Island.

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Finisce così il nostro tour sulla bella Manhattan, con un nodo alla gola per esser dovuti andar via. Si perché New York ti rapisce il cuore. Ma la speranza di ritornarci presto è tanta. Ci sono troppe cose ancora da vedere, questo è stato solo l'inizio.

Naturalmente vi aspetto per raccontarvi altre curiosità su questa incredibile città cosmopolita.

Buon Viaggio!!

Sylvié


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The Danish Pilgrimsrute, il cammino danese che conduce a Santiago

Ebbene si, anche l'estremo Nord Europa ha il suo cammino che porta a Santiago de Compostela ed è una via lunga, molto lunga, ma esiste.

Il Cammino in Danimarca

In Danimarca si chiama Hærvejen ed è un'antica via scandinava che conduce a Santiago de Compostela, in Spagna, partendo proprio dalla Danimarca.

La tappa di partenza è a Viborg, un paese a nord dello Jytland. Il cammino poi scende fino a raggiunge Padborg, il paese più a sud della nazione confinante con la Germania. Da qui la via si ricongiunge con quella tedesca sul cammino europeo che i pellegrini percorrevano per arrivare a Santiago.

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Nel 2010 il Hærvejen è stato designato Percorso Culturale Europeo ed è diventata ufficialmente una rotta di pellegrinaggio che collega la Danimarca ai più importanti cammini Jacobei:

- verso il cammino scandinavo St. Olav Way che conduce a Trondheim, in Norvegia, nell'antica Cattedrale di  Nidaros;

- per il cammino del nord che conduce a Santiago de Compostela;

- lungo l'antica Via Francigena che porta verso sud, a Roma, e che si riallaccia anche al cammino che conduce a Gerusalemme.

Informazioni

Per maggiori informazioni sulla Hærvejen consulta il SITO UFFICIALE  dove trovi le mappe e la guida  oppure scarica l'App sul tuo smartphone.

Per gli ostelli lungo il cammino consulta il sito HERBERGER LANGS.

Se cerchi informazioni sul cammino Jacobeo scandinavo St. Olav Way visita il SITO UFFICIALE

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foto di Roger Jensen

The Danish Pilgrimsrute

A completare la grande rete danese di vie percorribili a piedi che si ricollegano alla Hærvejen, ci sono poi dei sentieri secondari considerati comunque a tutti gli effetti vie di pellegrinaggio per Santiago de Compostela. Sono chiamate "The Danish Pilgrimsrute" e sono contrassegnate con la famosa concha e freccia gialla.

Queste Pilgrims Rute collegano l'isola di Sjælland e di Fyn con la penisola dello Jytland dove si trova appunto la via Hærvejen.  

Se si vuol cominciare il cammino dall'isola di Sjælland il percorso comincia a nord, da Helsingor, raggiungendo poi Copenaghen e continuando per Roskilde, Korsor, Nyborg fino a raggiungere infine il cammino principale di cui vi ho parlato.

per maggiori informazioni sulla The Danish Pilgrimsrute visita il sito ufficiale

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Camminare sulla Danish Pilgrimsrute

Per gli amanti dei cammini e dei viaggi zaino in spalla queste vie sono l'ideale per poter visitare la Danimarca in modo alternativo, al contatto con la natura e lontani del solito itinerario turistico.

Se non ve la sentite di fare l'intero cammino potrete godervi anche solo alcune tappe o addirittura scegliere di fare un percorso giornaliero. L'escursione di un giorno potrà comunque immergervi nelle bellezze paesaggistiche e nella quiete che questi luoghi sanno regalare.

Le tappe sono ben segnalate, l'itinerario è ben curato e i sentieri ben tenuti.

La stagione in cui intraprendere il cammino è una delle cose più importanti da considerare. La Danimarca è una nazione fredda e quindi il periodo ideale per intraprendere questo tipo di viaggio è l'estate, meglio se da giugno a luglio. Ad ogni modo, se ci si organizza con la giusta attrezzatura, la Danimarca offre bellissime esperienze escursionistiche anche a fine primavera, quando la neve si è ormai sciolta, e tra fine estate e inizio autunno, quando le foglie non sono ancora cadute.

Camminare lungo questi sentieri verdeggianti o ambrati, a secondo della stagione, è qualcosa di veramente affascinate. Un'esperienza unica, che vi auguro di poter provare almeno una volta nella vita.

La mia esperienza

Personalmente mi sono ritrovata spesso a percorrere la Pilgrimsrute. Ho scoperto questo cammino quasi per caso, quando mi accingevo a prepararmi per affrontare il Cammino di Santiago.

Dovevo partire in primavera e avevo qualche mese per allenarmi (sul blog puoi trovare il mio articolo sul perché sia utile allenarsi). Vivendo nei pressi di Copenaghen, ho cominciato a fare lunghe camminate nei boschi e ho cominciato a percorrere dei sentieri intorno al lago Søndersø vicino casa. Ad un certo punto, improvvisamente, mi si è palesato davanti lo stemma ufficiale del cammino, attaccato su un palo con un adesivo.

Un cartello che non avevo mai notato prima. Era il simbolo della concha e della freccia gialla, quasi mi volessero chiamare per dirmi di non arrendermi. Mancava poco alla partenza e vedere quei simboli jacobei fu come una grande spinta mistica. Ma fu anche una grande occasione per conoscere meglio le zone dei dintorni di Copenaghen che non conoscevo.

Da quel momento, infatti, ho cominciato a seguire le frecce spingendomi sempre un pochino oltre, sempre più avanti. Ed è così che ho perlustrato l'intera zona e ho potuto constatare quanto il percorso fosse ben percorribile, ben segnalato e ben curato.

Scoprire la Danimarca a piedi

Non c'è modo migliore di scoprire questa terra meravigliosa a passo lento.

Percorrere la Danish Pilgrimsrute è un ottimo modo per visitare la Danimarca a piedi e può essere anche molto rilassante essendo una nazione priva di montagne, quindi non troppo faticosa da percorrere.

La Danimarca è una nazione fondamentalmente piatta, ricca di boschi e di distese di campagna. I sentieri sono di facile percorrenza e ben tenuti. Per questo, secondo me, la Danish Pilgrimsrute è un cammino adatto a tutti.

Inoltre in giro si trovano spesso servizi utili come bagni pubblici (puliti) e aree attrezzate per fermarsi. A proposito di queste ultime, la Danimarca è piena di punti Shelters in cui poter dormire all'aperto sui dei ripari fatti in legno e chiusi sui tre lati.

Se invece preferite dormire al caldo potete pernottare gli alloggi forniti dalla guida, trovate tutte le indicazioni e le mappe nei siti ufficiali che vi ho messo a disposizione in alto.

Organizzare al meglio le tappe non sarà difficile se avete un po' di dimestichezza con l'inglese. Negli ostelli e b&b troverete sicuramente anche tanta gentilezza.

Ultima cosa utile, il Paese è ben servito dai mezzi pubblici quindi per spostamenti molto lunghi potrete optare anche per treni e bus, solitamente sempre molto puntuali.

Se avete bisogno di qualche altro consiglio per intraprendere questo viaggio lasciate pure un commento qui sotto e cercherò di rispondervi nei limiti del possibile.

Sarà una bellissima avventura zaino in spalla, proprio come piace a noi. Sono certa che non ve ne pentirete.

Buon Cammino!!

Sylvié


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VIAGGIARE CI RENDE FELICI

Viaggiare ci rende felici, quando siamo disposti ad aprirci al mondo e a metterci in discussione. Rende felici sopratutto quelle persone che non si accontentano di esistere, ma che vogliono viverla, questa vita, a pieni polmoni.

Viaggiare è il modo migliore per abbracciare il mondo, così fragile e imperfetto eppure così meraviglioso.

Sopratutto il viaggio piedi, con lo zaino e percorso in lentezza, ci permette di crescere dentro e di ascoltarci maggiormente, oltre ed essere un'esperienza inebriante.

Viaggiare è un po’ come respirare. Ogni viaggio è una boccata d’ossigeno che ci libera i polmoni dal veleno della routine e della fretta. Ci permette di sognare un mondo libero dalla conformità e dal materialismo. Ci rende felici.

Ma in realtà non è la meta e il viaggio fine a se stesso ad avere questo potere curativo per la nostra anima, bensì l’esperienza che si vive durante il viaggio. Le persone che incontriamo, le bellezze che vediamo, i limiti che superiamo nell'andare oltre a ciò che già conosciamo.

Concludo questa mia riflessione con una piccola nota che scrissi tempo fa, proprio durante un viaggio.

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Viaggiare mi rende felice

Sono felice…
Non quando viaggio, ma quando scopro il mondo con nuovi occhi;
Non quando scelgo destinazioni, ma quando scelgo nuove sfide da affrontare;
Non quando arrivo a destinazione, ma quando supero nuovi limiti che credevo impossibili.
Amo viaggiare in modo lento, riappropriarmi del ritmo cadenzato che mi connette alla madre terra. Avanzo lenta su vie e sentieri, consapevole che ogni viaggio rappresenta una sfida vinta, un limite superato, un altro passo avanti.
Quando cammino sento la mia anima;
Quando vedo il mondo sento la mia anima;
Quando incontro persone e le loro storie io, ancora una volta, sento la mia anima.
E ringrazio…
per ogni passo
per ogni persona
per ogni esperienza
per ogni volta che ho pensato di non farcela e invece ce l’ho fatta.

Qualsiasi sia il motivo che vi spinge a viaggiare, non smettete mai di farlo. Non smettete di essere felici, di sognare nuove mete, di essere liberi.

Buon viaggio a noi!!

Sylvié


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Tradizioni natalizie in Danimarca

A Copenaghen, come in tutta la Danimarca, il mese di dicembre è il periodo più ricco di tradizioni che rendono l’atmosfera magica e affascinate. 

Da quando vivo in questo Paese, ogni volta che arriva questo periodo dell’anno l’emozione mi invade il cuore, per questo vi invito a visitare la Danimarca in questo periodo dell'anno.

Se avete quindi in programma un viaggio invernale in questo Paese non dovete perdervi l’occasione di conoscere dal vivo il Natale Scandinavo con i suoi luccichii e l’inconfondibile fragranza di zenzero e cannella. 

Atmosfera Hygge

In occasione del Natale le case danesi si vestono di luci e decorazioni, già nel mese di novembre appena finisce Halloween. I davanzali mostrano in bella vista decorazioni di ogni tipo, per lo più fatte con materiali naturali. Le candele e i folletti del Natale con il cappuccio rosso riempiono ogni angolo delle case.

Anche le caffetterie diventano luogo di incontro in cui aleggia la tipica atmosfera “Hygge. Questa tipica atmosfera danese è come un accogliente abbraccio che attenua il freddo più pungente e riscalda gli animi della gente.

I vicoli della città si vestono a festa e ospitano mercatini natalizi e vetrine scintillanti. Mentre si passeggia, vestiti di tutto punto per cercare di scaldarsi, si viene accompagnati da una perenne fragranza di dolci alla cannella, di mandorle tostate caramellate, di frittelle e di altri dolci tipici del natale.

Il Natale, Jul” in danese, incarna vecchie reminiscenze di immagini fiabesche che ci hanno sempre fatto sognare sin da bambini, come le "Fiabe di Natale" del noto scrittore danese H.C.Andersen o "Canto di Natale" dell'inglese Dickens.

Ma quali sono le vere tradizioni natalizie a cui i danesi non rinuncerebbero mai e che rappresentano il vero spaccato della cultura danese?

Ecco una piccola lista di usi e costumi che bisognerebbe conoscere se si vuole conoscere meglio la cultura danese e magari trascorrere uno dei più bei natali proprio qui in Danimarca.

 

 

Juleøl e J-dag 

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La prima cosa che bisogna sapere se si è in Danimarca è che l’uscita annuale della Juleøl, la birra di natale, rappresenta l’inizio ufficiale del periodo pre-natalizio.

Si tratta di una birra speciale, solitamente aromatizzata con liquirizia, caramello o caffè, prodotta dall’azienda danese Tuborg.

Per i danesi la sua uscita è un vero e proprio evento e ogni anno, come tradizione vuole, ciò avviene precisamente il 4 Novembre: il cosiddetto Jule dag. Fiumi di birra scorrono per la capitale, città di produzione della Tuborg, abbeverando le gole arse di danesi e stranieri e trasformando ogni anno la città in un campo di battaglia fatto di lattine lasciate in strada e di corpi inermi buttati nei vicoli a smaltire la sbornia.

Non è proprio un bello spettacolo ma anche questo fa parte della loro cultura e per fortuna, nonostante l'ebrezza, i danesi non sono un popolo violento quindi raramente si incontreranno disordini a causa dell'alcol.

Julekalender

Una delle tradizione più radicate in Danimarca è quella legata all’attesa del natale, l’avvento, che viene festeggiato sia dai bambini che dagli adulti.

Gli adulti accendono la tipica candela dell'avvento, in cui vi sono riportati i 24 giorni del mese. Viene accesa il 1° di dicembre e viene fatta bruciare una tacca al giorno. Si spegne regolarmente e si ripete il rito ogni giorno, fino alla vigilia. 

L’avvento per i bimbi è invece un momento di gioia incredibile perché ogni mattina, per 24 giorni, i piccoli si alzano con l’eccitazione di dover scartare un piccolo dono appeso al filo del cosiddetto Julekalender.

Questo calendario è infatti realizzato solitamente con un filo teso, agganciato al muro o al davanzale della finestra, e delle mollette in cui vengono appesi piccoli pacchetti. I doni sono semplici e dal contenuto soprattutto simbolico. Nulla di costoso o impegnativo quindi. Questa in Danimarca è una delle tradizioni più sentite tanto che persino le emittenti televisive dedicano il loro Julekalender ai bambini, realizzando un programma giornaliero apposito. Ogni giorno infatti, dal 1° dicembre fino alla vigilia, le tv trasmettono cartoni animati e film a tema natalizio.

Julefest (o Julefrokost)

Per tutto il mese di dicembre le aziende, le scuole, le associazioni e ogni luogo di lavoro o di ritrovo della vita sociale, organizza un giorno di festa prima dell’arrivo del natale dedicato allo scambio degli auguri.

Una buona scusa per stare tra colleghi ma soprattutto per evadere. In questo giorno, dove “tutto è permesso”, spesso infatti i danesi si ritrovano a vivere una giornata di totale “disinibizione” che comincia con una cena tra colleghi e finisce solitamente con nottate danzanti che durano fino all’alba.

Anche qui la sbronza è assicurata ma in questa occasione vige una tacita regola: qualsiasi cosa succeda in questo giorno, rapporti compromettenti compresi, tutto viene automaticamente “dimenticata” il giorno seguente. Un’usanza un pochino troppo "vichinga" ma che sicuramente può essere anche molto utile per evitare imbarazzanti situazioni nel posto di lavoro.

Francobolli Natalizi

Lo sapevate che è danese il primo francobollo natalizio del mondo?

Fu emesso il 6 dicembre 1904. Ogni anno i danesi festeggiano questo bellissimo onomastico collezionando nuove uscite e scrivendo ai propri cari cartoline e lettere di auguri che verranno spedite con questa affrancatura speciale.

Il ricavato ottenuto dalla vendita dei francobolli viene devoluto ogni anno ad associazioni di beneficenza danesi o per aiutare i senzatetto della capitale. Quest'ultimo progetto umanitario in particolare si chiama “Le case dei francobolli di Natale”.

Luciadag

Luciadag è il giorno di S.Lucia e si festeggia la notte tra il 12 e il 13 dicembre. Anche in Danimarca, come in altre parti del mondo, questa tradizione simboleggia la festa della luce e viene festeggiata in modo molto folkloristico.

Il passaggio delle giovani ancelle, che reggono delle candele accese, rappresenta infatti il desiderio di portare un po’ di luce nei cuori di persone bisognose laddove il dolore, la sofferenze e le malattie sono più presenti. Anche per questo solitamente le rappresentazioni vengono svolte soprattutto nelle strutture pubbliche come ospedali, ricoveri per anziani e associazioni di volontariato.

Le fanciulle, in ricordo della santa, portano in testa delle candele tramite una coroncina riposta sul capo e sfilano lungo i corridoi in un cerimoniale molto suggestivo.

La leggenda narra che, per aiutare i bisognosi e per dare cibo e conforto ai poveri nascosti nelle catacombe, Santa Lucia escogitò un modo per legare le candele su una ghirlanda che mise in testa. In questo modo poteva illuminare quel luogo buio e avere le mani libere per poter sfamare i bisognosi. Da qui nasce la suggestiva rievocazione.

Il piatto di Natale della Royal Copenhagen

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Ogni anno la Royal Copenhagen, famosissima casa produttrice di ceramica danese,  dedica alla sua rinomata collezione un piatto a tema natalizio. Un'occasione che gli appassionati di tutto il mondo non vogliono perdersi.

Questi piatti dipinti a mano raffigurano spesso paesaggi pittoreschi e scorci nordici fiabeschi tipici del natale e dell’inverno scandinavo.

Se anche voi li amate ma proprio non riuscite a collezionarli tutti, non fatevi sfuggire almeno quelli con la vostra data di nascita. Nelle case dei danesi non possono mancare, soprattutto quelli dei natali corrispondenti alle date di nascita dei membri della famiglia. 

I Nisser

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I folletti del natale, i nisser, invadono completamente le case dei danesi per tutto il periodo che precede la vigilia. Non sarà raro, quindi, veder spuntare dal nulla capellini rossi a punta arrampicati negli angoli più appartati della casa, come travi, finestre e pensili.

Leggenda vuole che questi folletti siano stati mandati proprio dal “Babbo Natale” in persona, Julemanden, per controllare le case e soprattutto i bambini che ci vivono.

I nisser sono infatti gli informatori ufficiali di Babbo Natale e vigilano sul comportamento degli umani. Naturalmente se non ci si comporta bene non si meritano i regali e, soprattutto, si rischia di indispettire questi folletti dispettosi.

Pare siano parenti stretti dei Pixie scandinavi, folletti molto indisponenti. Così, per cercare di farseli amici, durante le feste le famiglie danesi preparano il noto julegrød, il riso di natale, fatto con riso e cannella. Lo lasciano sul tavolo durante la notte di vigilia perché a quanto pare di questo piatto ne vanno ghiotti. In realtà ne vanno matti anche i bambini e spesso la preparazione del julegrød per merenda o per cena diventa un vero e proprio rituale pre-natalizio.

Julemanden

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Letteralmente “l’uomo del Natale”, Julemanden è simile al nostro Babbo Natale.

Si dice che ogni anno, a dicembre, esso arrivi con una slitta trainata da renne e porti doni ai bambini buoni. È raffigurato con una veste rossa e bianca, porta uno zaino pieno di regali, ha il viso gentile ricoperto da una folta barba bianca e ha la pancia grossa.

Julemanden è una figura sicuramente legata alle tradizioni pagane scandinave dell’inverno, fatte di momenti gioiosi, di burla e di scherzi, umorismo che serviva a rendere più mite il periodo del freddo e del buio. Da qui nasce anche il carattere malandrino dei suoi piccoli aiutanti.

Il passatempo migliore di Julemanden pare fosse giocare con la carta facendo ritagli particolari da appendere all’albero di natale. Secondo la leggenda, infatti, quando decorò il suo abete con ghirlande fatte di piccole bandiere danesi in carta, gli elfi danzarono intorno all’albero. Lo fecero intonando canti natalizi e portando l’atmosfera del natale in tutta la casa come buon  auspicio di prosperità e buona fortuna. Da qui nasce anche la tradizione del girotondo intorno all’albero.

L’albero di Natale

Il folclore legato all'albero di natale è un vero e proprio rituale che i danesi eseguono con devozione, a partire dai primi giorni di Dicembre. Comincia con la classica ricerca dell’albero perfetto e si conclude con la sua decorazione.

A Copenaghen arrivano coltivatori da ogni parte del Paese per portare i loro alberi ai mercati. L'albero dev'essere rigorosamente vero e molte aziende li coltivano appositamente per questa occasione.

Tra le vie del centro le famiglie passeggiano alla ricerca dell’abete adatto alla propria casa, che sia di un verde intenso e brillante. Sarà lui il vero protagonista per tutto il periodo di festa.

Il momento della decorazione dell’albero è la fase più divertente per i bambini. Gli addobbi tradizionali che non devono mancare sono la ghirlanda fatta di piccole bandiere danesi, i cuori e le stelline fatte di carta, i biscotti e i cioccolati appesi tra i rami. Ma, cosa importante, l'albero dev'essere adorno principalmente di addobbi naturali e decorazioni fatte a mano.

Per quanto riguarda le luci, l’albero di natale tipico veniva illuminato con vere candele di cera, incastrate su appositi porta ceri. Le candele venivano poi accese solo il giorno di vigilia, dopo cena, quando tutta la famiglia si riversava intorno all’albero per intonare i canti tradizionali.

L’uso delle candele di cera nell’albero è una consuetudine che si sta ormai man mano perdendo, soprattutto in città. Probabilmente è per una questione di sicurezza. Io personalmente ho potuto vederla con i miei occhi, durante un natale di vent’anni fa nello Jutland, la parte più a nord della Danimarca.

Il girotondo dell'albero invece è una tradizione che continua a resistere ed è, secondo me, anche quella più suggestiva. Se avrete modo di vederla e di viverla resterà sicuramente tra i vostri ricordi più emozionanti di questo viaggio.

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Il gioco della mandorla

Tra le tante tradizioni legate alla vigilia del natale Danese ce ne sono moltissime di tipo culinario. I dolci natalizi vale la pena conoscerli, uno tra questi è il famoso ris a l'amande.

Già dal mese di  novembre, nei supermercati del Paese, è possibile comprare il ris à l’amande. In Danimarca questo dolce è ormai diventato un'icona e molti lo preparano anche direttamente in casa con le loro mani.

Al tipico dolce di natale, a base di riso e mandorle, è legato un divertente gioco da fare la notte della vigilia. In mezzo all’impasto viene infatti nascosta una mandorla intera che dev'essere trovata durante il gioco. Man mano che tutti gli invitati mangiano il proprio riso troveranno l’unica mandorla intera presente nell’impasto e si dovrà continuare a mangiare finché questo non succede. Il vincitore che riuscirà a trovare la mandorla potrà prendere tutti regali messi in palio apposta per questa occasione. I regali vengono portati da tutti gli invitati presenti e messi al centro del tavolo durante il gioco. Spesso si tratta di piccoli doni simbolici poiché il vero obiettivo è divertirsi in compagnia mentre si aspetta la mezzanotte.

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Il gioco dei pacchetti

Sempre legato all’attesa della mezzanotte c’è anche un'altro passatempo molto divertente, il gioco dei pacchetti. 

Gli invitati portano tanti piccoli pacchettini con dei regalini di poco valore, tra cui anche scherzi o cose usate. A turno gli invitati lanciano due dadi. Se escono due numeri uguali il giocatore ha diritto a ritirare un pacchetto a scelta tra tutti quelli riposti sul tavolo. Quando tutti i pacchetti sono finiti comincia il vero divertimento. Si mette un timer o una clessidra e si comincia a lanciare a turno i dadi. Chi ottiene due numeri uguali può “rubare” un regalo a scelta degli avversari. Tutto avviene molto velocemente, fino alla scadenza del tempo massimo deciso. Durante questo tempo la situazione si può ribaltare completamente e chi era pieno di doni può anche ritrovarsi senza. Un gioco semplice ma molto divertente che i danesi fanno puntualmente ogni anno.

Avete preso appunti? Bene, ora non vi resta che aspettare il prossimo natale.

Nel frattempo io vi auguro God Jul!!

Sylvié


No Virtual Hugs, il viaggio che dice no agli abbracci virtuali

I have a dream...

Ho un sogno, un pochino ambizioso e forse un po' folle. Un progetto, che ho già cominciato alla fine del 2018 e che vorrei realizzare entro il 2020.

Vorrei riabbracciare vecchie amicizie e riuscire a conoscere le persone con cui ho instaurato dei buoni rapporti tra i miei contatti social, sopratutto su Facebook. Da quando ho fatto il cammino di Santiago ho stretto rapporti virtuali con molti pellegrini e viaggiatori, persone che considero speciali e che mi piacerebbe abbracciare dal vivo e non solo virtualmente.

Inoltre, da quando vivo all'estero, non vedo da tempo anche vecchie amicizie incrociate nella vita, sia d'infanzia che adolescenza, ma anche quelle tante che hanno fatto parte della mia vita durante i vari spostamenti.

Per questo vorrei fare un viaggio, anche a più riprese, che sia un filo di collegamento con queste amicizie create negli anni,  sparse in Italia e nel mondo. Un progetto fatto di rapporti umani.

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Il lato positivo dei social

Grazie sopratutto a Facebook ho tenuto, negli anni, dei contatti che si sono trasformati in splendidi rapporti anche a distanza. Nonostante i miei tanti spostamenti e traslochi, in Italia e all'estero, i social sono stati un collante per non perdere di vista queste persone.

Ora il mio sogno è quello di andare oltre ai social e passare dai mezzi virtuali agli riabbracci reali. L'obbiettivo è poter vedere dal vivo queste persone e riscoprire il piacere e l'importanza di un vero abbraccio.

Oltre ad essere un interessante progetto di viaggio, che mi consentirà di vedere posti nuovi, questo sogno è anche un grande messaggio sociale perché il calore umano dato da un vero abbraccio non può essere sostituito dalla tecnologia e dai social. Sarebbe bello se almeno ogni tanto facessimo quel passo in più per andare a trovare personalmente le persone a cui teniamo.

Se è vero che i social come Facebook ci aiutano a mantenere vivi i rapporti con i nostri amici sparsi nel mondo è anche vero che molte volte questa scusa ci fa diventare pigri. Invece è importante coltivare le amicizie anche con un rapporto più diretto, dal vivo, almeno una volta ogni tanto.

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Il progetto No Virtual Hugs

L'idea di questo progetto di viaggio mi è venuta in mente quando, improvvisamente, mi sono resa conto che non vedevo da anni una carissima amica con cui ho convissuto e che tuttora considero come una sorella.

Ho deciso quindi che era giunto il momento di andare oltre a quel limite dettato dal virtuale e ho stilato una lista di persone che non vedevo da anni e che volevo rivedere. Ho tracciato un percorso sulla mappa, ho preso il mio zaino e sono partita.

Ho cominciato questo viaggio nell'autunno del 2018 partendo prima dalla mia terra, la Sardegna. Ho rincontrato persone che non vedevo da tempo come le mie care amiche Anna e Claudia, che non vedevo da 2 anni, la mia amica Silvia conosciuta 5 anni fa durante un corso di inglese, le mie compagne delle elementari di cui avevo completamente perso i contatti.

Dopo anni eccoci finalmente insieme.

Sopratutto poter rivedere, dopo più di 30 anni, le mie carissime michette delle elementari è stato molto emozionante. Con loro ho trascorso una bellissima serata all'insegna dei ricordi, delle risate, dei pianti e degli abbracci. Queste sono le grandi emozioni che cercavo con il progetto NoVirtualHugs.

Sono molto felice di aver cominciato questo viaggio e aver anche rivisto finalmente la mia "sorellina" acquisita per cui questo progetto è nato. Ho persino conosciuto il suo bellissimo bambino.

Queste siamo noi!!

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Come potete aiutarmi

Sto cercando di creare un percorso di viaggio in base ai luoghi di residenza dei miei contatti Facebook, regione per regione e anche oltre l'Italia. Non sarà un viaggio continuativo, perché cercherò di realizzarlo nei periodi liberi e man mano che conservo un po' di soldi per gli spostamenti, ma sarà certamente un viaggio all'insegna dell'amicizia e spero di riuscire a portarlo avanti.

In questo bel progetto voi potete essere di grande aiuto. Se avete voglia di sostenere i miei passi, con un letto o un piatto di pasta, sarà il dono più bello che potrete farmi. Se avete un divano libero andrà benissimo comunque e sappiate che sarò felicissima di passare a trovarvi senza trattenermi troppo. Sulla mia pagina FB vi informerò dei miei spostamenti e se vorrete camminare con me o anche solo conoscermi sarà fantastico.

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Come seguire il progetto

Man mano che questo progetto si svilupperà io aggiornerò questo articolo e farà un resoconto di dove andrò di volta in volta.

Naturalmente il mio abbraccio lo avrete a prescindere dal fatto che possiate ospitarmi o meno.

Se vorrete seguire i miei passi virtualmente potete farlo sia qui che sulla mia pagina Facebook e con l'hashtag #novirtualhugs

La vostra testimonianza

Documentando questo viaggio con l'hashtag #novirtualhugs avrò modo di rendere il progetto "no  virtual hugs" ancora più forte e condividere questo messaggio di speranza. 

L'amicizia è un bene prezioso in via di estinzione che va tutelato.

Se anche voi vorrete testimoniarmi la vostra esperienza all'insegna di una rimpatriata con amici lontani che non vedevate da tempo, potete farlo su Instagram usando anche voi  l'hashtag #novirtualhugs.

Vi aspetto quindi. Buona amicizia a tutti!

Sylvié

Aggiornamenti

A luglio 2019 ho riabbracciato colei con cui ho trascorso i momenti più belli della mia adolescenza e assieme siamo partite a fare il Cammino di Carlo Magno. Eccoci qui pronte per l'avventura.

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Sul Cammino abbiamo conosciuto Antonio, un pellegrino che ci ha accompagnate durante la prima tappa. Qui eravamo appena arrivati al favoloso punto panoramico del Lago Moro.

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Sempre a Giugno 2019 ho conosciuto un'altro mio contatto Fb, sta volta però è venuta lei a trovarmi a Copenaghen. Qui siamo in giro per la città e io le faccio da Cicerone.

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A Giugno 2019 sono andata a trovare una carissima amica che non vedevo da anni, dai tempi in cui vivevo in Veneto. Felicissima di averla riabbracciata e aver fatto anche nuove conoscenze. Queste siamo noi a Treviso

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