Giordania – quarto giorno, canyoning nel Wadi Mujib e visita a Jerash

da Viaggiare Zaino in Spalla
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Quarto e ultimo giorno, in una Giordania che continua a sorprendermi.

Dall’avventura adrenalinica, con un bellissimo canyoning nel Wadi Mujib, alla scoperta di un bellissimo sito archeologico, la città di Jerash di epoca Romana. Un’entusiasmante finale che ha reso il nostro viaggio in Giordania ancora più entusiasmante.

Ecco la nostra ultima giornata prima di recarci in aeroporto.

Trattamento da stars all’Hilton Resort

Sveglia presto e colazione da favola all’Hilton Dead Sea Resort & Spa, l’hotel che ci ha ospitate ai piedi del Mar Morto, con un trattamento degno delle più celebri stars di Hollywood.

Avete presente un ristorante gourmet pieno di dolci e di delizie culinarie in grado di soddisfare le papille gustative di tutti? per la nostra colazione vi era l’imbarazzo della scelta. La location, poi, ci ha permesso di fare questo pasto ammirando dall’alto il favoloso Mar Morto e tutto il litorale vicino.

Sentire per l’ultima volta quell’inconfondibile odore di salsedine, che ancora oggi mi sogno la notte, e percepire sulla pelle quel tepore tipico del Medioriente, ci ha permesso di rilassarci e goderci al meglio questo ultimo attimo di magia.

Dopo colazione non ci resta che fare il check-out ma teniamo la camera per tutta la mattinata, con la gentile concessione del direttore dell’Hotel. Un trattamento di favore molto apprezzato. Ne avremo bisogno dopo che torneremo dal nostro canyoning, per poter fare una doccia e prepararci finalmente per la partenza.

Un particolare, questo, non da poco. Grazie all’organizzazione impeccabile della nostra Tour Leader Valeria, infatti, la buona riuscita di questa ultima giornata è stata così garantita.

Canyoning nel Wadi Mujib

Il Wadi Mujib è una lunga gola attraversata dall’omonimo fiume che, dall’entroterra giordano, si riversa sulla sponda giordana più ampia del Mar Morto. Questa gola di arenaria, lunga più di duecento chilometri, ha creato una condizione favorevole alle biodiversità. Per questo motivo anche il Wadi Mujib, nel 2011, è stato inserito dall’Unesco nel programma delle Biosfere, diventando così una importante riserva protetta.

A seconda delle stagioni, la gola del Wadi Mujib va in secca o si riempie d’acqua e questa caratteristica lo rende un luogo ideale per lo sport estremo e per gli amanti dell’avventura.

Avete mai provato a fare acqua trekking? Farlo in un canyon è sicuramente molto più affascinante.

Ma dovete sapere che questo è molto più di un semplice trekking sull’acqua. A seconda della piena del fiume, infatti, si dovrà fare i conti con il proprio coraggio, le proprie forze e sopratutto con le proprio paure.

Fare canyoning significa letteralmente fare torrentismo, ovvero uno sport che consiste nella ascesa o discesa di gole e torrenti dalla discreta portata d’acqua. Ma a piedi, senza gommoni o canoe, solo con l’ausilio di corde e appigli collaudati e posizionati nei punti critici che aiutano durante l’ascesa. All’arrivo del punto stabilito, in questo caso una bellissima cascata, ci si lascia poi trasportare dalla corrente dell’acqua, lungo scivoli naturali.

Siete curiosi di sapere com’è stata la nostra avventura e, sopratutto, se tutte noi siamo riuscite a compiere questa “mission impossible”? Vi invito a guardare questo bellissimo video per saperne di più.

Possono farlo tutti? la mia esperienza

Sul breve video che vi ho mostrato vi ho svelato alcune tra le scene più caratteristiche del Wadi Mujib, dal punto di partenza fino a quello più critico.

Io non sono riuscita ad arrivare fino alla cascata, poiché ci sono stati dei punti abbastanza complessi e non adatti alle mie articolazioni. Quindi direi no, non tutti riescono in questa impresa ma il bello è almeno provarci.

La cosa più bella di questo canyoning è, infatti, il fatto di essere un percorso lineare dove si può decidere di tornare indietro in qualsiasi momento. Non è assolutamente necessario sfidarsi all’estremo delle proprie possibilità, rischiando la salute. Ma non è comunque necessario rinunciare del tutto.

Le mie compagne di viaggio sono riuscite, non senza difficoltà, ad arrivare fino alla cascata per poi tornare a valle facendosi trasportare dalla corrente dell’acqua. Sono molto orgogliosa di loro, perché si sono messe alla prova e molte di loro hanno sfidato paure che, con la forza del gruppo, si sono ridimensionate.

L’aiuto della nostra guida Akram, poi, è stata determinante.

Come ha ben spiegato Arianna nel suo articolo, dove ci da tutte le informazioni tecniche riguardanti questa avventura, il canyoning non è adatto proprio a tutti, sopratutto se si hanno difficoltà motorie.

Possiamo però decidere di non rinunciare totalmente a questa bellissima esperienza e arrivare fino a dove ci sentiamo. Sarà comunque bellissimo!!

Io, con le mie difficoltà, sono riuscita a raggiungere un bel tratto di gola e ho potuto ammirare le bellezze di questo meraviglioso canyon giordano, rispettando me stessa e ascoltando le condizioni del mio corpo. Rispettare i propri limiti fisici è doveroso. Non è mancanza di coraggio, ma buon senso. Solo noi conosciamo i nostri limiti e le nostre condizioni fisiche.

Posso dire che, grazie alla mia tenacia, ho realizzato comunque un importante traguardo per me stessa e ho potuto ammirare uno dei luoghi più belli e suggestivi della Giordania.

Quindi vi consiglio di provarci, se ve la sentite, per poi decidere al momento se continuare fino alla fine o tornare indietro, ma senza dover rinunciare a priori.

Il paesaggio, i colori incredibili della gola e dell’acqua cristallina, il rumore dei tuoi passi nell’acqua, lo scricchiolio delle pietre, l’eco della tua voce che saltella tra le pareti rocciose, tutto questo sarà un ricordo indelebile da custodire nel cuore.

Se poi riuscirai ad arrivare alla fine, l’adrenalina e la soddisfazione di aver compiuto l’impresa sarà sicuramente la ciliegina sulla torta.

Dead Sea Levant e artigianato locale

Dopo l’impresa del canyoning andiamo in hotel a fare una bella doccia prima della partenza. Lasciamo definitivamente l’Hilton e il Mar Morto per dirigerci verso Amman, la capitale della Giordania.

Ma la nostra giornata non è ancora finita, abbiamo poche ore, giusto il tempo per una visita veloce alla famosa Jerash, l’antica Gerasa di origine romana, definita “la Pompèi dell’Asia”, che dista una trentina di chilometri da Amman.

Prima però ci fermiamo di passaggio a Palm Bazar, il Bazar della vecchia fabbrica artigianale dove nasce il famoso marchio Dead Sea Levant, noto per i suoi prodotti del Mar Morto. Il proprietario ci spiega, con tanto di dimostrazione, l’efficacia dei sali e dei fanghi Levant, ma anche delle sue creme. Dopo esserci cosparse le mani di prodotto e aver constatato l’incredibile effetto vellutato sulla nostra pelle, acquistiamo qualche confezione e ammiriamo l’artigianato esposto nel Palm Bazar. Peccato non poter comprare tutte queste bellezze, ma ripieghiamo in qualche souvenir da farci stare nel bagaglio a mano.

Riesco a portar via qualche bustina di fanghi del Mar Morto e una confezione di sali per il corpo. Uno dei migliori souvenir che potessi acquistare.

Naturalmente anche qui, come in ogni luogo in cui siamo state, ci viene offerto il te di rito, che suggella l’ospitalità indissolubile da parte del popolo giordano.

Si riparte alla volta di Jerash, la nostra ultimissima tappa di questo viaggio incredibile.

Visita al sito archeologico di Jerash

L’antica Jerash fu abitata ininterrottamente per più di seimila anni ed ebbe il suo massimo splendore proprio sotto il dominio Romano. Oggi risulta essere una delle città romane meglio conservate al mondo e visitare le sue rovine è stato molto suggestivo, nonostante il caldo torrido che ci mi ma colta un pochino impreparata.

Certo ha il suo fascino vedere i resti della nostra antica civiltà italiana in terre così lontane. Vedere il grande Arco di Adriano, l’Ippodromo, il Tempio di Zeus, la Via Sacra che porta al Tempio di Artemide e il Teatro, fino a percorrere l’intero Cardo con le sue colonne, l’arteria principale, per raggiungere il centro della città e trovare qui le quattro colonne più alte, il macellum, che delineano l’antico mercato di Gerasa. 

Sembra di tornare indietro nel tempo, di essere li proprio in quell’epoca. Mi salta subito alla mente un vecchio libro che lessi alle elementari, L’enigma di Domizia, una bellissima storia narrativa ambientata tra i due mondi: l’epoca Romana e il nostro millennio. L’avete mai letto?

Vado in cerca di un po’ d’ombra, nel frattempo che le mie compagne raggiungono il colonnato. Ammiro il tempio di Zeus, restandone affascinata. Mi intrufolo poi nelle gallerie sottostanti, dove poter trovare un po’ di aria e ombra. Qui vi sono custoditi alcuni dei più preziosi resti della città, tra cui travi decorati e capitelli. Rimango in contemplazione per un po’ e poi raggiungo le mie compagne che stanno sorseggiando un fresco succo di melograno all’ingresso del sito. L’articolo di Libera su Jerash potrà darvi qualche notizia in più sulla visita di questo sito, sia riguardo la parte storica sia su cosa poter vedere.

E’ giunta l’ora di andare. Addio bella Jerash. Addio bellissima Giordania.

Il volo di ritorno ci aspetta e finisce così questo nostro incredibile viaggio, in uno dei Paesi più belli che ho visitato fin ora.

Una Giordania che non mi aspettavo affatto: accogliente ed elegante, attenta e generosa, ricca di bellezza e di grande umiltà.

Spero che questo non sia un vero addio ma solo un arrivederci, perché Giordania tu mi hai rapito il cuore e non ti scorderò mai di te.

Sylvié

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6 commenti

Chloe Dicembre 12, 2021 - 8:40 am

Anche l’ultimo giorno ci ha regalato intense emozioni! Concordo sul fatto che per il Wadi Mujib si debbano ascoltare i propri limiti. Io credo di essermi spinta un po’ oltre sinceramente. Mi è andata bene ma ad ogni cascata da superare persavo che mi sarei fatta molto molto male se qualcosa fosse andato storto La guida è stata fondamentale!

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Viaggiare Zaino in Spalla Dicembre 13, 2021 - 11:32 am

Hai perfettamente ragione! io ad esempio, con la mia difficolta motoria dovuta per lo più a ginocchia fragili, non me la sono sentita di continuare fino in fondo. Anche perché, avendo una osteoporosi cronica, non posso proprio permettermi di andare troppo oltre i miei limiti e rischiare di farmi male.

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alice delle meraviglie Dicembre 22, 2021 - 5:28 pm

sei stata bravissima a lanciarti in questa impresa, bravissima a fermarti quando hai capito che il gioco non valeva la candela e bravissima a raccontarlo, 3 imprese epiche in 1. Ah dimenticavo, hai anche solleticato la mia curiosità di fifona cronica con questo racconto, se un giorno risalitò un torrente e mi lancerò tra le rapide sarà anche marito tuo.

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Viaggiare Zaino in Spalla Dicembre 23, 2021 - 11:47 am

ahahah ti ringrazio tantissimo, speravo di essere di ispirazione mi fa piacere esserci riuscita perché in effetti non è facile ammettere a se stessi e poi agli altri di non essere riuscita ad andare fino in fondo ma come dici tu ci vuole coraggio anche ad ammettere i propri limiti e sapersi fermare a tempo debito.

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Eliana Dicembre 23, 2021 - 12:00 pm

Ormai ho archiviato la possibilità di visitare la Giordania in questo 2021, mi hanno annullato tutto tranne il volo (mannaggia a Ryanair) e quindi cercherò di spostare il viaggio a luglio in modo tale da poter visitare anche il Wadi Mujib! Che dire dell’artigianato locale… Io vorrei tutto ciò che hai mostrato in fotografia!!

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Viaggiare Zaino in Spalla Dicembre 27, 2021 - 12:34 pm

Mi spiace tantissimo per il tuo viaggio annullato, davvero. Avrei voluto portare un gruppo a Novembre ma non abbiamo raggiunto il numero di partecipanti, peccato, sarebbe stata un’occasione. Speriamo che le cose migliorino presto, perché sinceramente la Giordania non se lo meritava proprio una chiusura così rigida da parte dell’Italia, il Paese era super controllato riguardo al covid e alle disposizioni anti contagio.

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