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Amalienborg, la residenza dei reali danesi a Copenaghen

A Copenaghen, a pochi minuti dal canale di Nyhavn, si trova il noto palazzo di Amalienborg, residenza dei reali danesi dal 1794.

Il complesso è costituito da quattro palazzi in stile rococò che si affacciano in una grande piazza ottagonale al cui centro si erge la statua del re Federico V.

Ogni giorno a mezzogiorno, nel grande piazzale adiacente ai palazzi reali, si può assistere al caratteristico cerimoniale del cambio della guardia.

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Secondo il tipo di bandiera issata sui tetti neri di Amalienborg, potete capire se qualche autorità o componente della famiglia reale è in casa. Se siete fortunati potreste anche incontrare qualche regnante che esce dalle mura barricate del palazzo. Ma se è la bandiera con coda di rondine a venir sollevata, allora nessuno dei membri della famiglia reale risiede in quel momento nei palazzi.

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Per informazioni sulla visita del palazzo e del museo consultate il sito ufficiale http://www.kongernessamling.dk/en/amalienborg/

Sylvié

 


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A Copenaghen la fontana di Gefjun

La fontana di Gefjun, suggestiva e imponente, si erge ai piedi della St. Alban’s Church, nel Churchillparken.

viaggiare-zaino-in-spalla-fontana-di-gefjun-e-st-albans-churchQuesta fontana raffigura la leggenda della nascita del Sjælland, l’isola su cui si trova Copenaghen e per questo sarebbe bello metterla nel vostro itinerario, sono certa che non ve ne pentirete. Oltretutto è anche di passaggio lungo il tragitto che porta dal palazzo di Amalienborg al fortino di Kastellet e alla famosa Sirenetta.

La leggenda di Gefjun

La leggenda narra che Gefjun, dea della mitologia norrena, appartenente alla stirpe degli Æsir, sotto mentite spoglie e probabilmente sotto ordine di Odino intrattenne il re di Svezia e gli chiese in cambio un pezzo di terra dove poter costruire il suo impero. Lui le promise un regno grande quanto quello che sarebbe riuscita ad arare in una notte. La donna, tenace e pronta a tutto, non esitò a trasformare i suoi figli, avuti con un gigante, in forzuti buoi da aggiogare all’aratro per poter realizzare questa straordinaria impresa. Scavò con tale forza che il terreno venne invaso dall’acqua del mare mentre la terra solcata fu disposta a Ovest della Danimarca, formando così l’attuale isola di Sjælland. Ottenne quindi l’isola e divenne la sposa di Skjöldr, figlio di Odino, con cui andò a vivere.

La statua della fontana rappresenta appunto Gefjun che incita i suoi figli, trasformati in buoi, a lavorare.

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Mitologia

Riguardo il mito di Gefjun c’è chi sostiene che essa non sia altro che la versione danese della dea Freyja. Ad ogno modo il mito di Gefjun con l’aratro ne fa una divinità agricola e quindi simbolo di fecondità, in questo caso legata anche all’acqua, altro simbolo di rinascita e di vita, oltre che allo scorrere delle stagioni a cui l’agricoltura è sempre stata legata.

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Copenaghen, St. Alban’s Church

La St. Alban’s Church è l’unica chiesa anglicana presente in Danimarca, conosciuta anche come chiesa inglese.

viaggiare-zaino-in-spalla-chiesa-anglicana-a-copenaghenCostruita nel 1885 e consacrata nel 1887, essa si trova difronte alla fontana di Gefjun (Gefion), a pochi passi da Kastellet e poco distante dal Palazzo Reale e dalla Sirenetta.

Fu chiamata “Saint Alban” proprio in onore del primo martire d’Inghilterra.

L’architettura che si erge maestosa è in stile Early English ed è stata progettata dall’architetto Sir Arthur Blomfield, realizzata poi dall’architetto danese L. Fenger.

Informazioni

Le funzioni religiose presso questa chiesa sono previste ogni domenica alle 10:30 ma per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale http://www.st-albans.dk

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Kastellet, il fortino di Copenaghen

viaggiare-zaino-in-spalla-copenaghen-kastellet-mappaKastellet è un fortino militare risalente al 1626 e ricostruito poi nel 1660, in seguito ai gravi danni riportati dopo l’assedio svedese a Copenaghen.

La sua caratteristica forma a stella pentagonale le conferisce un fascino molto particolare, tanto da collocarlo come una delle attrazioni turistiche di Copenaghen più visitate, dopo la Sirenetta e il porticciolo di Nyhavn.

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Le sue caratteristiche

La cittadella fortificata si trova a pochi passi dalla fontana di Gefjun e dalla St Alban’s Church. E’ cinta da un largo fossato colmo d’acqua e da cinque bastioni (Kongens, Dronningens, Grevens, Prinsessens e Prinsens) ricoperti da una sorta di terrapieno erboso le cui sommità sono circondate da viali alberati e sentieri, intervallati da panchine, su cui poter ammirare scorci di mare e di città.

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Al suo interno potrete scorgere i caratteristici caseggiati rossi dai tetti a spiovente, disposti in modo ordinato lungo le stradine ciottolate. Un’altra caratteristica molto bella da vedere al suo interno è il mulino a vento che, con le sue grosse pale, ricorda tanto quelli olandesi.

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Da vedere, anche la casa del commando (Kommandantboligen), le caserme, la polveriera, i magazzini e le prigioni su cui fu tenuto segregato il noto pirata inglese J. Norcross.

Sylvié


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La Sirenetta, simbolo di Copenaghen

La Sirenetta, tappa obbligatoria per ogni turista che viene a visitare la città di Copenaghen, è una piccola scultura bronzea che rappresenta l’omonimo personaggio fiabesco di una delle più popolari opere letterarie dello scrittore danese H.C. Andersen.

Alta poco più di un metro, sta rannicchiata pensierosa su un masso e si affaccia nella baia di Langelinie dando le spalle alle imbarcazioni che giungono dal mare. Si trova a poca distanza da altri siti di interesse turistico come Kastellet, la fontana di Gefjun e St. Alban’s Church.

La sua triste storia si percepisce nella sua postura e nei tratti malinconici del suo volto. Se avete letto la celebre fiaba non potrete non rimanerne incantati.

La statua fu commissionata nel 1909 da Carl Jacobsen, figlio del fondatore della nota Carlsberg che ne rimase affascinato e realizzata dallo scultore Edvard Eriksen.

Sylvié

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A New York c’è posta per te

Dopo Insonnia d’Amore ecco un altro vecchio film che ci farà innamorare di New York.

Protagonisti sempre loro: Meg Ryan e Tom Hanks.

Lei commerciante di una piccola libreria nella Upper West Side, lui un importante imprenditore nel ramo editoriale. Comincia così, il film c’è posta per te, con una bellissima panoramica su Manhattan e sul quartiere in cui i protagonisti vivono e si scrivono ogni giorno.

I due, infatti, si sono incontrati anonimamente su una chatroom dove hanno cominciato una piacevole conversazione quotidiana che li porterà pian piano ad innamorarsi virtualmente. Ma dal vivo, nel frattempo, si incontreranno come acerrimi rivali e concorrenti nel settore editoriale quando lui, Joe Fox, deciderà di aprire un megastore di libri proprio nel quartiere dove lei, Kathleen Kelly, lavora.

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Ignari della loro reale identità continuano a scriversi in chat raccontandosi i loro drammi e dandosi consigli su come affrontare i vari problemi, ma senza mai scendere in dettagli che possano in qualche modo rivelare la loro identità, queste sono le regole della chat.

Tra varie vicissitudini e incredibili intrecci del destino i due finalmente scopriranno di amarsi veramente e di essere sempre stati destinati l’uno a l’altro.

Un film non solo romantico ma anche divertente, con due attori che personalmente trovo eccezionali e che ci faranno conoscere uno scorcio di Manhattan.

Sylvié

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La cucina Asiatica di Wagamama a Copenaghen

C’è un posto in Danimarca che è una vera e propria porta di collegamento verso il mondo Asiatico. Non è il solito ristorante Cinese, Japan, Vietnamita o Creano, ma una catena internazionale che ha puntato sulla rivisitazione moderna di questo mix di culture.

Si chiama Wagamama ed è un ristorante che si trova in pieno centro a Copenaghen, con ingresso che da sia sul lato strada, in Tietgensgade 20, sia con ingresso all’interno del Tivoli Garden. Un ristorante che ci permette di poter viaggiare con la mente e con i sensi, per poter conoscere più da vicino le tradizioni culinarie di questi popoli.

Sono stata a mangiare qui due volte, la prima con meravigliosa e piacevole scoperta, la seconda con consapevole voglia di rigustare i favolosi piatti tradizionali. Un esempio sono i teppanyaki (dei particolari noodles saltati con gustosi ingredienti freschi e croccanti), gli omakase (piatti composti di noodles, carne e altri ingredienti), i gyoza (dei ravioli ripieni serviti fritti o cotti alla piastra) e i gustosissimi ramen (dei buonissimi brodi con dentro vari ingredienti a seconda del menù scelto).

Piatti davvero saporiti e fatti con ingredienti freschi e di qualità.

La particolarità di questo ristorante è data anche dal fatto di avere una grande cucina a vista dei clienti e i piatti sono cucinati al momento. Nessuna puzza di fritto o forti odori speziati impregnati nelle pareti, solo un piacevole ambiente dinamico e moderno, ampio, luminoso e accogliete al tempo stesso.

Wagamama è un ristorante molto frequentato da ogni tipologia di persone, di ogni età e nazione. Il personale che ci lavora è incredibilmente gentile e attento. I prezzi sono buoni e assolutamente nella media, forse anche leggermente bassi se compariamo qualità/prezzo.

Insomma un ristorante che mi sento di consigliare vivamente se siete persone di mente aperta e in cerca di sapori nuovi, cucina etnica e se volete conoscere più da vicino la cultura gastronomica del popolo asiatico, in particolare di quella giapponese.

La mia valutazione generale:

Accoglienza del personale: ottima
Ambiente: luminoso, moderno, confortevole
Pulizia: ottima
Qualità: ottima
Rapporto Qualità/Prezzo: buono
Parere finale: lo consiglio vivamente

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Sylvié


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Jacob’s Inn, l'ostello dei miei viaggi a Dublino

Ogni volta che mi trovo a Dublino, sola o in compagnia, solitamente alloggio in ostello. Ormai mi sono affezionata al “Jacob’s Inn” perché qui mi sono sempre trovata benissimo quindi ho deciso di parlarvene.

Come prenotare

Ho sempre prenotato da internet, prima della partenza, direttamente dal loro sito www.jacobsinn.com oppure tramite booking.com secondo il miglior prezzo offerto.

Dove si trova

Jacob’s Inn è un ostello situato nella parte nord di Dublino, all'indirizzo 21-28 di Talbot Place, una traversa di Talbot Street. Quest'ultima via è conosciuta perché ospita la famosa statua di James Joyce. La sua vicinanza alla O’Connell Street Lower, una delle vie più strategiche a nord del Liffey, e vicinissima al noto O’Connell Bridge, la annovera tra le vie turistiche più gettonate e nonostante tutto si trova molto vicina al centro della città.

Caratteristiche dell'ostello

L’ostello è molto carino e pulito, il personale giovane e disponibile, le camerate luminose e hanno il bagno interno da condividere a seconda della tipologia di camera che scegliamo. Ci sono diversi spazi comuni, dove poter passare del tempo libero e una cucina a disposizione se si vuole preparare qualcosa da mangiare. Potete quindi farvi il pranzo o la cena se non volete andare a mangiare sempre in giro.  Potrete comprare il necessario nei vari supermercati situati nelle vicinanze e mettere tutto sugli appositi spazi, in dispensa e in frigo, organizzati al meglio. La linea internet è gratuita ed è previsto un deposito bagaglio in cui potrete, a pagamento, mettere le vostre valige se non volete lasciarle in camera quando uscite.

A mio avviso questo ostello può essere una valida soluzione se si vuole vivere l’esperienza di una vacanza low-cost senza rinunciare al piacere di sentirsi comodi e a proprio agio. L’ambiente giovanile vi darà modo di poter fare nuove amicizie o comunque di sentirvi meno soli anche se state facendo un viaggio in solitaria.

Se vi piace poi l’idea di visitare scorci di Dublino poco noti, l’ostello mette a disposizione dei propri clienti alcune guide per dei tour guidati. Potrete visitare così Dublino a piedi con una guida tutta vostra che vi mostrerà scorci meravigliosi e vi racconterà molti aneddoti interessanti.

Io ho usufruito di questo servizio e posso dirvi che è un’occasione da non perdere, anche se la guida naturalmente è in inglese.

La mia valutazione generale:

Accoglienza del personale: ottima
Struttura: ottima
Pulizia: ottima
Rapporto Qualità/Prezzo: molto buono
Parere finale: lo consiglio vivamente

Sylvié


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Dormire all’Hotel Ciampino

Per chi è costretto a fare un volo con scalo a Ciampino e magari deve ripartire la mattina seguente dallo stesso aeroporto, sicuramente la soluzione migliore è prenotare una stanza a Ciampino visto che, per chi non lo sapesse, Ciampino dista parecchi km da Roma e anche se ben collegate risulterebbe molto più pratico alloggiare nelle vicinanze dell’aeroporto.

Il Ciampino Hotel, in cui ho alloggiato, è un albergo a tre stelle abbastanza pulito ma molto scarno ed essenziale negli arredi. Il letto matrimoniale in cui sono capitata era molto scomodo, con le molle saltate, ma per una notte questo particolare potrebbe anche essere trascurabile visto che il prezzo è abbastanza basso.

Il personale è stato molto gentile e il servizio navetta è veramente molto utile per chi vuole raggiungere l’aeroporto anche la mattina presto.

Con soli 5€ sono stata accompagnata in aeroporto in pochi minuti.

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La mia valutazione generale:

Accoglienza del personale: ottima
Struttura: minimal
Pulizia: discreta
Rapporto Qualità/Prezzo: discreto
Parere finale: lo consiglio con riserva se solo per una notte o due.

Sylvié


Non sempre i cammini sono in movimento

Ci sono momenti che, vuoi o non vuoi, ti devi fermare...

lo richiede la tua vita, il tuo corpo, il tuo destino.

Non sempre i cammini sono in movimento

viaggiare-zaino-in-spalla-silvia-montisNon sempre i cammini sono da fare in una via o in un bosco, lontani dal mondo. Qualche volta capita che i nostri cammini siano proprio nel punto esatto in cui ci troviamo, nella quotidianità, nelle lotte giornaliere. E capita anche che, qualche volta, il nostro cammino si trasformi in un percorso di lotta per la sopravvivenza, per la salute, per migliorare la condizione della nostra vita.

Questi sono i cammini più difficili e importanti, che ti mettono veramente alla prova. Che ti forgiano. Che ti fanno capire il senso di tutto, soprattutto il valore della tua vita.

In questi momenti ripensi a tutti i cammini che hai fatto nella tua vita e sai che ce la puoi fare. Ancora una volta. Nonostante tutto. Nonostante la stanchezza, le notti insonni, i dolori.

Perché sai di essere un guerriero che si è sempre conquistato con fatica il suo angolo di paradiso. Perché sai che la vita è sempre stata lì, pronta a sfidati, ma per farti diventare la persona che sei... quella che nel tempo hai imparato ad amare.

Stringi i denti. Tieni duro.

Percorri i sentieri di questo nuovo cammino senza indietreggiare.

Nei tuoi occhi vi è un orizzonte pieni di speranza.

Buon cammino di vita!

 

Sylvié