Le giornate di sole continuano ad accompagnarci in questa incredibile avventura belga.

Ci attendono ancora lunghe camminate e tantissime cose da vedere quindi ci alziamo presto, ci prepariamo, sistemiamo le ultime cose nei nostri zaini e scendiamo a fare colazione. C’è un’abbondante buffet compreso nel prezzo e noi ne approfittiamo.

viaggiare-zaino-in-spalla-colazione-al-hostel-generation-europel’Hostel Generation Europe è stata davvero un’ottima scelta e un pochino ci è dispiaciuto doverlo lasciare. Purtroppo però quando lo abbiamo prenotato non c’era posto per un’altra notte così abbiamo dovuto optare per un’altra sistemazione e abbiamo deciso di spostarci a nord della città.

Il The Helmet Hotel, un tre stelle, si è però rivelato una grande delusione anche se comunque ci ha permesso di conoscere un’altro pezzetto della capitale belga.

Intanto il nostro primo appuntamento del giorno lo avevamo nuovamente in ambasciata, biglietto aereo alla mano prenotato la sera prima, per farmi rilasciare finalmente il tanto agognato documento provvisorio.  Con questo si è potuto chiudere finalmente il capitolo della triste disavventura iniziale (per saperne di più leggi l’articolo sulla nostra partenza).

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Mentre attraversiamo il Molenbeek Saint Jean, quartiere mussulmano che ci ha ospitate, ci sale il buon umore e le risate sono inevitabili:

“Dani dove stiamo andando?” chiedo io a mia sorella con la videocamera accesa.

“In ambasciata” risponde lei con una voce gutturale seccata e una faccia che mi fa scattare una irrefrenabile risata.

Questo tipo di risate, una volta innescate, difficilmente si frenano e ogni cosa diventa una scusa per continuare a ridere. Continuiamo infatti a farlo per tutto il percorso che, come dire, si fa più leggero. Arriviamo finalmente al canale e prendiamo il tram sulla Boulevard de Nieuport che ci porta al parco di Bruxelles e poi, da lì, direttamente a pochi isolati dalla nostra destinazione: il consolato italiano.

Sta volta abbiamo optato per i mezzi pubblici per fare prima perché sappiamo quanta fila ci attende all’ufficio della cancelleria consolare. Con nostro stupore, appena ci vedono, ci riconoscono e ci fanno entrare subito in un’altra ala del palazzo. Qui comunque facciamo un ora di fila. Sbrigate tutte le pratiche siamo finalmente libere e ufficialmente delle Turiste a Bruxelles.

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Alla scoperta del quartiere Les Marroles

Ci incamminiamo in quello che ci consigliano essere uno dei quartieri più antichi e pittoreschi di Bruxelles: il quartiere Les Marroles.

Dista a circa un km e mezzo e noi decidiamo di incamminarci non dopo aver pranzato in una piccola pizzeria d’asporto che ci sorprende piacevolmente. Percorriamo poi la Rue Berckmans e arriviamo in una grande piazza verdeggiante in cui si erge, maestosa, una costruzione regale che ricorda tanto i castelli delle fiabe. Si tratta del Helleport, letteralmente porta di Hel o cancello di Hel, un vero e proprio monumento della turbolenta storia medievale della capitale Belga. Il “castello” è infatti una delle sette porte della città, di epoca medievale, restaurato poi nel tardo ‘800 in stile neogotico e trasformato recentemente in un interessante museo delle arti e della storia (costo del biglietto, per entrare al museo, 7 euro).

Decidiamo di non entrare e di andare avanti, desiderose di conoscere al più presto l’anima vecchia e caotica di Bruxelles, quella dall’aria fiamminga e un po’ francese, ma anche calda come i quartieri latini, quella delle botteghe artigianali e dei negozi di antiquariato, dei mercati etnici e del cibo nostrano, dei bistrot e dei ristoranti dove assaggiare la vera cucina tipica belga.

Una piccola curiosità su Les Marroles: il quartiere deve il suo nome ad un ordine di suore che intorno al ‘600 e ‘700 accoglievano e aiutavano le prostitute che, a quai tempi, affollavano i vicoli del borgo.

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Ci catapultiamo verso la Place du Jeu de Balle, famosa per il grande mercato delle pulci che ogni mattina ravviva il quartiere e arriviamo finalmente nel cuore di Marroles. Ci immergiamo quindi nella sua magia e restiamo affascinate da tanto colore e da quel vociare non fastidioso che stranamente ci trasporta in terre lontane, un po’ latine e po’ mediorientali e che allo stesso tempo non perde quel tocco fiammingo che ricorda tanto l’art déco. Un mix di culture, sensazioni, ed emozioni che ci fanno subito amare quella piccola città dentro la città.

viaggiare-zaino-in-spalla-murales-street-art-bruxelles-quartiere-anticoCi perdiamo volentieri tra i suoi vicoli ed esploriamo ogni angolo nascosto, affascinate anche dai tanti murales e dalle numerose botteghe dell’usato. Di queste ultime mi colpiscono soprattutto quelle dedicate ai vinili, ai libri e agli oggetti in legno. Arriviamo in una piazzetta colorata, arricchita da bandierine svolazzanti e da numerose terrazze con tavolini dei vari caffè. Aguzziamo maggiormente la vista man mano che ci avviciniamo e quelle che credevamo essere bandierine in realtà sono tantissime magliette colorate appese. Le decorazioni, che fanno tanto stile Nepal, partono all’ascensore panoramico e salgono verso la parte alta della città. Prendiamo l’ascensore in vetro e ci ritroviamo in un altro quartiere, sulla piazza del monumento alla gloria della fanteria, proprio a due passi dal noto e imponente Palazzo di Giustizia.

 

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Concludiamo così la nostra tappa mattutina, ammirando la città dal belvedere che da là su ci conquista. Siamo stanche ma felici. Il sorriso nei nostri volti lo dimostra.

Da Palazzo Giustizia prendiamo il tram per dirigerci finalmente al nostro hotel, lasciare gli zaini, farci una bella doccia, riposare un pochino, per poi tornare ad immergerci nella città dalle mille sorprese. Si, perché la giornata è ancora lunga e noi abbiamo deciso di andare a vedere il parlamento europeo. Ma questo ve lo racconto nella seconda parte di questa nostra giornata a Bruxelles, quindi vi aspetto per farvi scoprire tante altre cose inattese e bellissime.

A presto!!

Sylvié