Oggi vi racconterò una breve storia, la mia storia, che poi potrebbe essere quella di chiunque perché quando si tratta di vincere sulle proprie paure tutti potremmo farlo, ne siamo in grado, è solo una questione di scelte e di prospettive.

Per superare un limite ci vuole coraggio e il coraggio è sempre una scelta.

C’era una volta una ragazza che, per mettere alla prova la sua fede ma soprattutto per ringraziare la sua vita, decise di intraprendere il Cammino di Santiago, dai Pirenei fino all’oceano, lungo il cammino francese conosciuto anticamente come la via delle stelle.

Il primo anno, con tanta fatica e sofferenza riuscì ad arrivare a León ma una tendinite bloccò il suo cammino e la costrinse a tornare a casa. Lei però non si diede per vinta, doveva finire quello che aveva cominciato, così l’anno successivo ripartì, sta volta con più consapevolezza, percorrendo il cammino con gioia e intense emozioni. La ragazza arrivò finalmente a Santiago e poi alla fine del mondo, Finisterre

dove tutto finisce e tutto inizia

Difronte all’immensità dell’oceano il suo sguardo si perse, tra la linea sottile che separa il cielo dal mare. Non poteva credere di avercela fatta, di essere riuscita a realizzare tale impresa, nonostante il suo problema di salute. Così fece il suo ringraziamento alla vita ed espresse tre desideri per lei molto importanti.

Sigillò il suo grazie con un mantra e mentre pregava trasmise con volontà quell’energia su una piccola concha (conchiglia) trovata sul cammino. Poi segnò con un pennarello un sasso, trovato sulla via, facendo tre puntini che simbolicamente rappresentavano per lei i tre desideri che aveva espresso. Lanciò con forza tutto oltre il dirupo, verso il mare, per rendere alla terra e al mare l’energia del suo intento. Un gesto che sancì la fine di quel cammino.

Ora vi starete chiedendo come sia andata a finire e quali fossero questi desideri…

E poi perché proprio tre.

Beh, tre si dice sia il numero perfetto e si da il caso che sia anche il mio numero fortunato. Anche anticamente il tre era considerato un numero sacro perché legato all’esistenza: nascita, vita e morte in un cerchio infinito di rinascita. Tre inoltre sono i miei cammini, quelli più importanti. Due che ho già fatto lungo la via per Santiago e uno che ho in programma a breve e che è strettamente legato a quelli già intrapresi. Si tratta del cammino di Kumano Kodo, in Giappone, gemellato con il Cammino di Santiago.

Riguardo ai miei desideri posso solo dirvi che tra essi c’è anche quello di poter guarire dalla patologia legata al fegato, perché ho intenzione di realizzare il sogno di vedere il mondo zaino in spalla e per farlo ho bisogno di energie e di un fegato che mi stia dietro… ihihih!!!

Per il lieto fine staremo a vedere e nel frattempo andiamo avanti.

Un passo alla volta, ma sempre avanti.

E come si dice sul cammino… Ultreya!!

Sylvié

vista sull'oceano