Viaggiare da sole è un’opportunità di crescita che non possiamo farci sfuggire. Vuol dire uscire dalla nostra tanto amata confort zone e affrontare quella condizione di responsabilità verso noi stesse che, solitamente, tendiamo invece a mettere in secondo piano. Ma cosa ancor più importante, viaggiare da sole è un bellissimo modo per imparare a conoscerci affondo.

Non essere il limite di te stesso

Chi più chi meno, noi donne abbiamo spesso il vizio di sobbarcarci i problemi del mondo e delegare invece agli altri ciò che riguarda noi stesse. Abbiamo il bisogno costante del parere altrui, sopratutto quando ci si trova a prendere decisioni personali anche banali, come ad esempio quell’abito da indossare che a dirla tutta ci piace un sacco ma che a parere degli altri è troppo appariscente. Figurarsi poi quando i nostri desideri sono ancor più grandi, come voler realizzare un sogno. Finiamo per sentirci addirittura moralmente obbligate a chiedere consensi, a genitori, mariti, figli o compagni, per poter placare quel nostro senso di colpa e di insicurezza. Così, anche una semplice uscita con le amiche o un viaggio con loro, diventa una grande conquista che pensiamo di dover “meritare”.

Seguire questo schema sociale del “quieto vivere” ci farà solo ingigantire ogni ostacolo rendendoci vulnerabili e inclini ad un auto-boicottaggio alla nostra felicità. Perché lo facciamo? Un po’ per la poca fiducia in noi stesse, un po’ perché siamo ormai aggrovigliate da meccanismi malsani come appunto i sensi di colpa e la paura di essere giudicati. Ho sentito spesso frasi del tipo..

“sei una cattiva mamma se lasci tuo figlio con il padre per andartene con le amiche a fare un viaggio…”

“sei una cattiva moglie se lasci da solo tuo marito per partire da sola chissà dove, e poi perché.. che divertimento c’è viaggiare da soli…”

“sei una figlia irresponsabile e incosciente se di punto in bianco decidi di partire, senza pensare a quanta preoccupazione dai ai tuoi genitori…”

Potrei continuare all’infinito.

Insomma, tutto sembra remarci contro quando decidiamo di seguire il nostro cuore. Molte volte, proprio per questo, preferiamo rinunciare e fare un passo indietro, rimandando quell’attenzione che dovremmo avere verso noi stesse. Ma ricordiamoci che ogni tanto pensare anche a noi non guasta affatto, anzi. Un atteggiamento troppo remissivo e accondiscendente, con l’andar del tempo, può trasformarsi in una lama a doppio taglio. Se da una parte stare fermi nella propria confort zone ci fa vivere al sicuro, dall’altra parte questa bella gabbia dorata ci farà perdere fiducia e autostima. Non è raro infatti sentire donne che pensano che, infondo, da sole non ce la posano proprio fare.

“Sai, è un mio grande sogno ma ora non posso proprio… forse in un’altra vita”

“Come ti ammiro, vorrei tanto anch’io, ma non credo che ce la farei mai..e poi viaggiare da sola mi fa molta paura”

Il braccio di ferro inconscio tra sensi di colpe e scuse, che alimentano la nostra tendenza a giustificare certi atteggiamenti, col tempo purtroppo ci logorerà dentro. Questo è un dato di fatto. La nostra anima può soffrire in silenzio per anni prima che ci accorgiamo del malessere. Siamo troppo distratte per sentirla chiaramente, finché questa comincerà poi a parlare attraverso il corpo con malesseri fisici e psicosomatici che ci obbligheranno a fermarci, a rallentare, per poterci ascoltare nel profondo. Prima di arrivare a questo punto sarebbe meglio cominciare a fare qualcosa per noi subito, in questa vita.

Carpe diem… cogli l’attimo!

Il primo passo per sanare quel logorio che ci attanaglia è ricordarci che, oltre ad essere delle compagne, delle mogli, delle madri e delle figlie, siamo prima di tutto donne, persone con dei sogni e con dei desideri da realizzare. Prendere poi consapevolezza del fatto che noi possiamo, è il secondo passo. La felicità va alimentata, proprio come l’amore, se no rischia di spegnersi.

Tu sei il vero limite di te stesso

Come uscire dalla confort zone

Viaggiare in solitaria ci permette di raggiungere quel senso di gratificazione che va oltre il viaggio fine a se stesso. Viaggiare da sole ci costringe a metterci alla prova e superare quei limiti che spesso sono solo mentali e dettati dalla paura. Inoltre, affrontare un viaggio in solitaria, ci sprona ad aprirci al mondo, molto di più di quanto faremmo se fossimo in compagnia.

Ma come affrontare il nostro primo viaggio da sole se siamo piene di paure e ci sentiamo in colpa a lasciare i nostri cari, mentre noi ce ne andiamo in giro a fare le avventuriere?

Affrontare questo momento non è mai facile ma ti voglio svelare i miei piccoli segreti per realizzare il tuo primo viaggio da sola in modo gioioso e sereno affinché diventi un’esperienza indimenticabile.

5 punti per realizzare il nostro primo viaggio in solitaria

1) Affrontiamo le nostre paure

La paura è un grande ostacolo che non ci permette di realizzare i nostri sogni. Il viaggio, in quanto esperienza e metafora di vita, può essere un mezzo molto efficace per farci affrontare di petto queste paure. Come? Riappropriandoci dei nostri tempi, ascoltando maggiormente i nostri sensi e le nostre sensazioni, avendo maggior fiducia verso noi stessi e verso il mondo.

Ciò che non conosciamo, ciò che non possiamo controllare o il non sapere come potremmo reagire in una determinata situazione, è quello che solitamente alimenta la nostra paura di viaggiare da soli. Un altro fattore importante da affrontare è il fatto che la paura cresce a dismisura quando non ci conosciamo abbastanza bene. Pensiamo di non essere in grado, di non essere forti, ma credetemi se vi dico che dentro di noi esiste una forza che non pensiamo di avere finché non siamo costrette a tirarla fuori. Il timore di non farcela può impedirci di realizzare anche i nostri sogni più grandi perché talmente ci convinciamo di non riuscire, che smettiamo anche di provarci. La paura ci mostra il lato peggiore delle cose, ha una lente distorta, ci mostra il nostro obiettivo come un qualcosa di irraggiungibile e impossibile per noi. Sogni che “in questa vita no” ma noi siamo qui ora e abbiamo il dovere verso noi stessi di provarci. Farlo, ci permette di crescere e sviluppare un maggior senso di fiducia verso la vita.

La rassegnazione è il primo passo verso una vita fatta di rimpianti.

2) Coinvolgiamo chi ci ama

Partiamo dal principio che una vita di rimpianti sarà una vita di sofferenza e che le persone amate, se ci amano davvero, saranno ben liete di comprendere le nostre necessità profonde e il nostro desiderio di voler affrontare le nostre paure.

Ma per correttezza nei loro confronti dobbiamo anche essere disposte a rendere partecipi i nostri cari e tranquillizzarli su dubbi leciti come l’organizzazione del viaggio e le condizioni di sicurezza. Questo non vuol dire chiedere il consenso ma coinvolgere chi ci ama e chi amiamo. Stiamo per andare a fare la nostra prima esperienza da sole, lontane da casa, ed è più che naturale che, chi ci ama, si preoccupi anche se crede ciecamente nelle nostre capacità.

Mi ricordo, durante i preparativi del mio viaggio, di aver stampato mappe, fatto liste, segnato tragitti e mostrato ai miei cari tutto con molto entusiasmo, sotto i loro occhi increduli e dubbiosi. Ma pian piano ho fatto capire loro che non scherzavo, che avevo un indirizzo dove andare, dei numeri di telefono per le emergenze e che li avrei ragguagliati durante il tragitto. Così, biglietti alla mano, visto che facevo seriamente, hanno cominciato a mostrare interesse, prestando anche più attenzione a ciò che raccontavo. E poi, naturalmente, una volta partita… messaggino all’arrivo, foto all’ostello, videochiamata in giro… insomma qualsiasi cosa per farli stare tranquilli.

3) Consideriamo gli imprevisti e viaggiamo in sicurezza

Il viaggio, come la vita stessa, non è mai sicuro e prevedibile al 100%. Anche se è un bene pianificare nel dettaglio e informarsi dei luoghi che stiamo per visitare, è comunque doveroso mettere in conto che potrebbero sempre sorgere degli imprevisti.

Non sempre gli imprevisti sono brutti o negativi. A volte questi possono essere anche delle opportunità che rendono il viaggio un’esperienza interessante.

Riuscire ad affrontare gli imprevisti ci da modo di capire fin dove possiamo spingerci per superare i nostri limiti ed è anche un modo per imparare a conoscerci meglio. Metterci in gioco senza avere certezze, come ad esempio il sostegno da parte di un compagno di viaggio, ci aiuta ad affinare il sesto senso e sviluppare virtù come il coraggio, l’indipendenza, la creatività e l’ingegno, per affrontare di petto situazioni anche difficili che in altri casi avremmo volentieri delegato ad altri. Non abbiate quindi paura perché tutto questo avverrà in modo spontaneo. C’è chi lo chiama spirito di sopravvivenza, sta di fatto che è un istinto innato, arcaico quanto naturale.

Ad ogni modo durante un viaggio potrebbero anche capitare situazioni molto più spiacevoli come ad esempio subire un furto o un’aggressione. Sicuramente saranno anche delle importanti lezioni di vita ma meglio non scoprirlo e quindi cerchiamo di prevenire al massimo le probabilità seguendo ceri utili accorgimenti:

Scongiuriamo il più possibile situazioni pericolose evitando luoghi considerati “zone hot” ovvero quartieri degradati o malavitosi, locali notturni se siamo da sole, e luoghi isolati. Meglio evitare di fare il nostro primo viaggio in nazioni instabili o considerate a rischio quindi informiamoci sempre, sul sito della Farnesina, prima di decidere la meta. Evitiamo situazioni che potrebbero metterci in pericolo come farci trascinare da conoscenze appena fatte o accettare inviti da persone balorde.. anzi proprio non accettare a prescindere (lo so, ora vi sembro vostra mamma, però se ne sentono davvero troppe di cose brutte, successe spesso per negligenza e per aver dato troppa fiducia a sconosciuti, quindi meglio drizzare le antenne ed essere prevenuti più che trovarsi in situazioni davvero pericolose).

Non giriamo mai con troppi contanti in tasca e teniamo sempre qualcosa di riserva in luoghi nascosti o in albergo/ostello (magari nelle cassette di sicurezza). Ad esempio possiamo portare una seconda carta di credito o un secondo documento di identità in modo che, in caso di furto, possiamo garantirci almeno l’espatrio con facilità, senza dover andare a fare trafile al consolato per avere documenti provvisori. Io solitamente porto sempre il doppio di tutto (passaporto e carta di identità, bancomat e carta di credito prepagata, contante da usare e soldi da lasciare nascosti), in questo modo mi assicuro di poter tornare a casa facilmente. Purtroppo mi è successo più volte di essere stata borseggiata quindi ho imparato a mie spese e sono diventata super previdente. Un modo utile per nascondere un po’ di soldi, ad esempio, è quello di avere delle piccole tasche cucite dentro gli abiti.

– Altra cosa molto importante e che spesso si sottovaluta è quella di informarsi, prima di partire, del luogo in cui andremo: della sua cultura, degli usi e dei costumi. Sarà fondamentale seguire alla lettere le leggi e le usanze del posto, non solo per rispetto ma anche per la nostra incolumità. Purtroppo, infatti, in molti Paesi del mondo certi nostri comportamenti occidentali sono considerati addirittura punibili dalla legge.

4) Fidiamoci di noi

Spesso ignoriamo il fatto che siamo molto più di quel che pensiamo di essere. La forza che si cela dentro ognuna di noi è incalcolabile e sicuramente, anche se non lo crediamo possibile, questo spirito di sopravvivenza ci aiuterà a fronteggiare qualsiasi ostacolo.

Fidarci di noi stessi e affidarci alla nostra buona stella, sarà spesso la chiave del nostro successo. Quel coraggio, che tanto ammiriamo negli altri e che raramente scorgiamo in noi, verrà fuori improvvisamente nei momenti di reale bisogno e riusciremo così a fare anche ciò che non pensavamo possibile. In questi momenti ci ameremo tantissimo e la nostra autostima salirà vertiginosamente.

Quante volte ci è capitato di riuscire a realizzare qualcosa che solitamente lasciavamo fare a qualcuno di più capace e sentire poi dentro il cuore un pizzico di profondo orgoglio? Queste piccole e grandi vittorie personali fanno aumentare la fiducia nelle nostre capacità e il senso di gratificazione interiore. Viaggiare da soli, almeno una volta, ci permettere di acquisire gli strumenti per poter poi realizzare grandi e piccole vittorie personali. Constatare che anche noi possiamo arrivare là dove non avremmo mai immaginato fosse possibile, ci darà modo di riscattarci e ci permetterà di capire che tutto è possibile se siamo disposte a crederci davvero e a metterci in gioco.

Va poco lontano chi non crede in se stesso, chi non lotta per realizzare i propri sogni, chi non crede di poter fare ciò che il cuore gli suggerisce.

Il coraggio non è assenza di paura ma il profondo desiderio di superarla.

5) Pianifichiamo il viaggio

Tempo fa decisi di fare il mio primo viaggio in solitaria a Dublino con il desiderio di superare alcune paure tra cui quella della barriera linguistica. Partii infatti senza conoscere l’inglese ma con mio grande stupore questo viaggio si dimostrò un’esperienza bellissima e fuori da ogni aspettativa.

Per superare la paura del primo passo il mio consiglio è quello di pianificare l’itinerario cercando di avere un buon margine di sicurezza e tranquillità, ad esempio scegliendo luoghi non troppo lontani e che conosciamo almeno un po’. Fare la prima esperienza da sole in una città “friendly”, che ci fa sentire serene, è un modo per affrontare quei limiti che ci hanno sempre bloccate senza troppi traumi. Noi donne a volte ci sentiamo ostacolate proprio dalla convinzione diffusa che il mondo là fuori sia una grande giungla pericolosa. Questa visione esasperata che trapela spesso dai media e dall’opinione pubblica si riesce a smorzare un pochino se conosciamo il posto e se seguiamo quelle regole di sicurezza di cui vi ho parlato. Con l’esperienza poi si affina l’intuito e il buon senso e saremo in grado di migliorare anche quei piccoli accorgimenti da adottare in viaggio.

Se viaggiare non ci farà più così paura mi raccomando, non abbassiamo mai la guardia.

Quando optai per l’Irlanda, scelsi proprio questa città perché, anni addietro, l’avevo visitata, amata e considerata bella e tranquilla. Ero giovane e inesperta e scegliere una città europea che conoscevo fu la miglior decisione per cominciare a capire che cosa volesse dire viaggiare da sola. A Dublino ho sempre incontrato persone meravigliose, disponibili e gentili e mi sono sentita come a casa nonostante la distanza. Non ero spalleggiata da amici e famigliari e potevo contare solo su me stessa ma l’ignoto non mi spaventava più. Fu una bella sfida e un trampolino di lancio per le avventure successive.

Alcuni accorgimenti da adottare per organizzare il nostro viaggio: dopo aver scelto la nostra “città friendly” decidiamo la data e cerchiamo, possibilmente, di scegliere una stagione in cui le ore di luce siano tante in modo da non ritrovarci in giro con il buio mentre visitiamo i siti di interesse; scegliamo poi attentamente il nostro alloggio, non tanto in base al prezzo ma in base alla zona (almeno per la prima volta) e che quindi sia in un quartiere tranquillo. Riguardo invece tutte le informazioni da reperire prima della partenza avete l’imbarazzo della scelta: guide turistiche, gruppi di viaggio su Facebook, blog di viaggi, amici che hanno già visitato il posto, siti web ufficiali della nazione che visiterete. Insomma, a voi la scelta, sbizzarritevi! Qualsiasi dubbio avrete, potete sempre chiedere consigli ai viaggiatori come me.

L’importante è non indietreggiare. Partite. Fatelo. Non ve ne pentirete. E poi non vedo l’ora di leggere, tra i commenti, le esperienze del vostro primo viaggio in solitaria!! Quindi che aspettate? Preparate la valigia è arrivato il vostro momento!

Sylvié