Se dovessi descrivere, in poche parole, cosa mi ha colpita di più del Giappone direi senza dubbio i suoi incredibili colori. Essi rispecchiano appieno l’essenza di questa terra, l’accoglienza, la gentilezza e la sensibilità del popolo nipponico, così meraviglioso e sempre sorridente.

La natura sa ispirare

Il mio viaggio in Giappone è cominciato proprio con le sfumature verdi, quelle intense della natura incontaminata, durante il mio cammino sul Kumano Kodo.

Nelle montagne che circondano i centri abitanti, sulla regione boschiva del Kansay, la natura è predominante e i colori che si vedono in giro trasmettono un delicato equilibrio.

Gli abiti, gli arazzi, le porcellane, raffigurano spesso decorazioni tratte dalla flora e dalla fauna. Le tonalità sono quelle monocolore del legno e del verde, ispirate ai boschi, ma anche quelle dei colori più accesi e variopinti, ispirati a fiori e bellissimi paesaggi circostanti.

I colori del Sol Levante sanno toccare le corde dell’anima, la sanno far vibrare, e quello che più mi è rimasto è l’arancione.

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Il color Arancione

Il color arancione fa spesso da contrasto ai toni più naturalistici presenti nel paesaggio, dando un tocco di eleganza e vitalità in più agli angoli più semplici e minimalisti presenti un po’ ovunque. Le tonalità naturali dei giardini zen hanno la capacità di rigenerare corpo e mente, facendoti sentire in pace con i tuoi sensi, ma la vitalità degli aranci trasmettono quell’energia in più che serve per poter avanzare sul sentiero della vita. E scaldano come un abbraccio.

Questo colore è continuamente presente sopratutto nei templi e nei luoghi sacri, probabilmente a ricordarci che, se la vita non avesse anche una spinta emozionale, non ci potrebbe essere equilibrio.

La vita non può essere fatta solamente di sensazioni pacate, tenui, sbiadite e leggere. La vita è anche colore, contrasto, energia e la vera rivoluzione umana deve passare anche attraverso il fuoco delle emozioni. Questi passaggi sono essenziali per purificare lo spirito ed elevare le coscienze. Forse per questo le porte dei luoghi sacri, rappresentate con grandi Torii, sono spesso proprio arancioni.

Alla scoperta dei colori del Giappone

Lungo il kumano-kodo ho potuto visitare le zone più interne, i villaggi, le montagne e i templi. Ho alloggiato in strutture caratteristiche chiamate Ryokan Minshuku, a stretto contatto con la popolazione nipponica e con le usanze locali.

Sono stati giorni molto intensi, che ho raccontato in un articolo dedicato al Kumano Kodo, e durante questa incredibile esperienza ho potuto ammirare spesso i colori del Giappone:

Gli arancioni, presenti nei tanti templi sacri che si scorgevano lungo il cammino;

I colori naturali della terra, sui sentieri percorsi;

E ancora i colori del legno e delle tante radici che fuoriuscivano dal terreno;

Il verde, ovunque, dei bambù, delle foreste, dei giardini;

Le tonalità rossastre degli aceri e quelle frizzanti di fiumi e cascate.

Le abitazioni dei villaggi che ci hanno ospitavano hanno sempre mostrato tonalità semplici ed essenziali. Nulla di troppo eccentrico o vistoso. Ma le città sono diverse. Dopo il cammino ci siamo spostati a Kyoto e qui sono stata inondata di colori e suoni. Spesso andavo in giro alla scoperta di questa tavolozza affascinante, per scoprire l’anima della città. I colori di Kyoto sono vivi e intensi ma mantengono sempre quell’armonia tipica dell’oriente. Mai volgari, mai troppo eccessivi. Però devo ammetterlo è stato un po’ frastornante, sopratutto perdersi nei sui immensi mercati così variopinti e rumorosi. Per fortuna anche qui si trovano piccole oasi di pace. Templi nascosti tra le intricate stradine, dove i rumori vengono smorzati da atmosfere più pacate. Questi luoghi sono intrisi di misticismo e il colore oro fa da padrone, forse per esaltarne la sacralità.

Nei dintorni della città ho avuto modo di visitare numerosi siti, di interesse turistico e culturale, tra cui diversi templi buddisti e scintoisti. Pensate che, solo a Kyoto, ci sono 1700 templi tra cui 15 considerati patrimonio UNESCO. I templi hanno sempre una loro dimensione particolare, proprio come quelli incontrati sul cammino. Il colore arancio delle pagode e dei Torii, quello dorato, ocra e legno dei giardini zen e dei templi, sono tutti costantemente presenti, ancora e ancora.

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Filosofia di vita

Per tanti anni il Giappone è stato il mio sogno nel cassetto ma non ero mai riuscita ad immaginare realmente come sarebbe stata la mia esperienza in questo luogo.

La filosofia buddista che cerco di praticare da diversi anni mi ha dato modo di capire gran parte di quello che i miei occhi e la mia anima hanno visto e percorso in questo Paese.

Il Giappone, così pieno di contrasti e di usanze, è infinitamente lontano dalla nostra cultura occidentale, dalle nostre abitudini e dal nostro modo di intendere la vita. Ad esempio, per i nipponici, è molto importante il concetto di essenzialità poiché, se si svuota la propria vita dalle cose superflue, si ha una mente più leggera e uno spirito più sereno.

L’attaccamento conduce l’anima ad una lotta interiore molto ardua e questo comporta un allontanamento a quell’armonia tra mente e cuore indispensabile per vivere felici. Anche per questo motivo, le case giapponesi sono arredate in stile minimalista, con materiali naturali e secondo l’arte tradizionale del Feng Shui.

Le case

La casa, in Giappone, è considerata un luogo sacro e lo sporco di fuori non dev’essere introdotto al suo interno. Per questo, e probabilmente anche per motivi igienici, ci si scalza prima di entrare in casa.

All’interno dell’abitazione si trova sempre una zona in cui poter riporre le proprie scarpe e infilare, se si vuole, delle ciabattine. Questa usanza in realtà è presente anche nei Paesi del Nord Europa e in molte parti del mondo. Ma in Giappone anche il momento del pasto è sacro e tutto dev’essere eseguito con ritualità, quindi anche nei ristoranti ci si scalza.

Il contatto con la terra è tra le ritualità più importanti e diffuse in Giappone, dal momento del pasto, in cui ci si siede in terra per mangiare, al momento del sonno, in cui per dormire ci si sdraia il più possibile a contatto con il pavimento.

Nelle case giapponesi il confort è dato dalla presenza perenne di tatami ovunque e i piedi scalzi, ma mai nudi, sono quindi a contatto con il caldo e il morbido. Nelle camere da letto, scarne e separate solamente da pannelli di carta di riso, i letti sono dei tradizionali Futon, materassi fini arrotolati, che possono essere di diversi spessori, sempre abbastanza comodi.

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Eleganza femminile

Ispirati alla madre terra, le stoffe usate dalle donne giapponesi nei loro vestiti tradizionali sono spesso un’esplosione di colori e di decorazioni floreali che, con armonia, risaltano in modo incredibile l’eleganza femminile.

I variopinti Kimono sfilano in ogni via di Kyoto, indossati dalle tante giapponesi che non disdegnano di indossare l’abito tradizionale e farsi fotografare dai turisti. I Kimono più costosi sono fatti con stoffe dipinte a mano e le delicate tonalità pastello si alternano spesso a colori più incisivi e decisi. I colori delle stoffe giapponesi mi hanno indubbiamente ammaliata tanto che io stessa ho voluto comprare dei kimono economici come souvenir.

Si tratta di un abito indubbiamente elegante, ma semplice allo stesso tempo. Gli accostamenti di colore riportano l’anima di un’arte antica che mi ricorda tanto i dipinti fatti con inchiostro su carta di riso.

A Kyoto resta quindi viva la tradizione legata all’eleganza femminile e, se si passeggia nell’antico quartiere di Gion, con un po’ di fortuna si possono scorgere persino i Kimono più caratteristici delle Geisha e delle loro apprendiste Maiko.

La cultura del colore

Oltre alle stoffe, agli arazzi e ai dipinti su carta di riso, i colori e i tratti tipici del Sol Levante li possiamo trovare anche negli origami e nelle ceramiche dalle mille decorazioni e tonalità. Anche in questo caso le fattezze sono spesso ispirate dalla natura (cigni, tigri, ciliegi, pesci) o alla mitologia (draghi e simbologie).

Anche il cibo ha la sua variegata tavolozza di colori e durante il mio soggiorno in Giappone ho potuto sperimentare numerosi piatti dai colori più svariati.

I mercati, infine, sono il concentrato di questa cultura del colore e sono a dir poco affascinanti. Il mercato più famoso di Kyoto è senz’altro Nishiki, lungo ben 5 isolati. Io l’ho percorso in lungo e in largo e ve ne parlo meglio con un articolo di approfondimento.

Questo è il fascino del Sol Levante che tanto ho amato e che porterò sempre nel mio cuore. Questo è il mio Giappone.

Sylvié