Giappone, i colori del Sol Levante

Se dovessi descrivere con due parole cos’è che mi ha colpita di più del Giappone direi senza dubbio i suoi incredibili colori. Essi rispecchiano l’accoglienza, la gentilezza, il calore e la sobrietà di un popolo meraviglioso e sorridente.

I colori del Sol Levante toccano le corde dell’anima e la fanno vibrare.

Si ispirano soprattutto alla natura, con le tonalità del legno e del verde dei suoi boschi e con quelli più accesi e variopinti ispirati ai fiori, alla fauna e ai bellissimi paesaggi.

Il rosso e l’arancione fanno spesso da contrasto, dando un tocco di fascino e vitalità anche agli angoli più scarni e periferici delle città. Il verde dei giardini zen e della natura incontaminata, che circonda i centri abitanti, ti rigenera ad ogni passo e ti fa sentire in pace con i tuoi sensi.

Il mio viaggio in Giappone è cominciato proprio con il colore verde, in un percorso di trekking nella regione boschiva del Kansay. Lungo il trail chiamato kumano-kodo ho potuto visitare i villaggi più interni delle montagne e alloggiare in posti caratteristici chiamati Ryokan e Minshuku, a stretto contatto con la popolazione nipponica e con le usanze locali. Sono stati giorni molto intensi che vi racconterò in un articolo specifico dedicato proprio al Kumano Kodo.

Dopo l’esperienza “on the way” sono andata con il mio gruppo alla scoperta della città di Kyoto e ho avuto modo di visitare buona parte dei numerosi siti di interesse turistico e culturale che questa incredibile città offre. Pensate che, solo a Kyoto, ci sono 1700 templi buddisti e shintoisti tra cui 15 siti considerati patrimonio UNESCO.

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Per tanti anni il Giappone è stato il mio sogno nel cassetto ma non ero mai riuscita ad immaginare realmente come sarebbe stata la mia esperienza in questo luogo. La filosofia buddista che pratico da diversi anni fortunatamente mi ha dato modo di capire gran parte di quello che i miei occhi e la mia anima hanno visto in questo Paese, così pieno di contrasti e di usanze molto lontane dalle nostre abitudini occidentali.

Ad esempio per i nipponici è molto importante il concetto di essenzialità, poiché è più utile riempire la propria anima per poter vivere con leggerezza e serenità invece che riempire le proprie case di oggetti e cose che conducono solo ad una lotta molto ardua contro l’attaccamento. Anche per questo motivo le loro case sono arredate in stile minimalista e principalmente con materiali naturali.

Ma la casa è considerata comunque un luogo sacro e lo sporco di fuori non dev’essere introdotto al suo interno, per questo motivo ci si scalza per camminare in casa o nei ristoranti. Il momento del pasto è infatti anch’esso sacro e tutto dev’essere eseguito con ritualità.

viaggiare-zaino-in-spalla-giappone-futonIl contatto con la terra è tra le ritualità più importanti e diffuse in Giappone, dal momento del pasto sacro, in cui ci si siede in terra per mangiare, al momento del sonno sacro in cui si dorme il più possibile a contatto con il pavimento. Il confort è dato principalmente dalla presenza perenne di tatami presenti ovunque, per rendere piacevole questo contatto con la terra. I letti tradizionali, chiamati Futon, sono letteralmente dei materassi fini arrotolati e di diversi spessori, non sempre comodi soprattutto se sono troppo fini.

Ispirati alla madre terra sono anche i tanti arazzi e le stoffe usate, con colori pastello delicati e dai motivi principalmente floreali. Ed è proprio con i colori delle sue stoffe che il Giappone mi ha indubbiamente ammaliata. I Kimono, dai colori delicati e dalle stoffe floreali, sfilano in ogni viuzza di Kyoto indossati da tanti giapponesi che non disdegnano di indossare l’abito tradizionale e farsi fotografare dai numerosi turisti. Nei quartieri più antichi come quello di Gion si possono scorgere, con un po’ di fortuna, anche quelli più caratteristici delle Geisha e delle loro apprendiste Maiko.

Oltre alle stoffe e agli arazzi, sicuramente i colori e i tratti tipici del Sol Levante li possiamo trovare anche nei dipinti fatti su carta di riso, negli origami e nelle tante ceramiche dalle mille forme e tonalità.

Anche il cibo ha la sua variegata tavolozza variopinta e i mercati alimentari sono ricchi di colori. Il più famoso della zona è senz’altro quello di Kyoto chiamato Nishiki, lungo ben 5 isolati è il mercato al coperto più lungo e pittoresco della città. Qui si può sperimentare lo Street food tipico locale ma anche trovare dei negozietti affascinanti e di ogni genere. Se questa bella passeggiata non vi basta, Nishiki si collega ad altre due gallerie dello shopping chiamate Teramachi e Shinkyogoku, piene di negozi di ogni tipo dove trovare souvenir, abbigliamento, accessori e tanto altro.

La cosa incredibile è che, in mezzo a tutto questo caos di odori, colori e vociare ci sono degli angoli nascosti lungo queste gallerie in cui si possono trovare dei templi e delle zone sacre. Questo a conferma del fatto che in Giappone la fede e la ritualità sono una realtà quotidiana che va ben oltre la religione in sé. Entrando in questi angoli nascosti, spesso preceduti da portali decorati con le lanterne, è un po’ come entrare in una bolla dove il tempo e lo spazio sembrano essersi fermati di colpo. I rumori vengono attututi da una strana quiete. Gli unici rumori che si sentono sono quelli dei Fūrin appesi (pendagli di protezione che hanno una piccola campanella scaccia spiriti e un foglietto con preghiere o parole sacre) e lo scorrere dell’acqua delle vasche rituali Chōzuya (tipiche del cerimoniale di purificazione Shintoista chiamato Temizu).

Se si è fortunati si riesce ad assistere a qualche cerimonia buddista e allora il suono del mantra e della campana potrà rompere quel silenzio ovattato a cui il nostro udito non è abituato. Si perché, qui in Giappone, il buddismo e lo schintoismo sono due religioni strettamente legate e praticate all’unisono.

L’insieme è una pace dei sensi che ricorderò allungo.

Una delle esperienze più belle che ho vissuto nel mio viaggio in Giappone.

Questo è il fascino del Sol Levante che tanto ho amato e che porterò nel mio cuore.
Questo è il mio Giappone.

Sylvié