Eccoci al secondo giorno di questo diario di bordo che vi racconterà, tappa per tappa, la mia avventura alla scoperta del Cammino di Carlo Magno e della Valle Camonica. Una valle ricca di storia, di leggende e di misteri, ma anche di bella gente, di incredibili paesaggi e di persone che, come noi, si mettono in cammino zaino in spalla desiderosi di conoscerla davvero, questa Italia, a passo lento e a stretto contatto con la gente del posto.

Buona lettura dunque e buon cammino, assieme a me e alla mia compagna di viaggio Claudia!

E se vi siete persi il primo giorno di diario vi rimando qui con il post che racconta la nostra partenza e la nostra visita a Lovere.

Diario di bordo

13 Luglio  2019, in cammino da Lovere a Boario Terme

La nostra prima tappa inizia di buon mattino con un incontro molto speciale e piacevole. Antonio, uno dei ragazzi ideatori del cammino di Carlo Magno, ci accompagnerà da Lovere a Boario Terme.

Camminare con Antonio si rivela da subito molto piacevole e io e Claudia entriamo in sintonia con lui che, con enfasi, ci raconta tante belle storie e aneddoti sul territorio della Valle Camonica. Un territorio che ormai lo ha adottato da anni e di cui lui si è innamorato.

Mentre camminiamo su strade e sentieri lui approfitta per rinfrescare la segnaletica del percorso con la tinta rossa che contraddistingue il cammino di Carlo Magno. Un lavoro nobile che Andrea e Antonio fanno da volontari per permettere ai camminatori come noi di poter percorrere il tracciato in sicurezza e senza il timore di perdersi.

Io intanto continuo ad ascoltare affascinata le storie che Antonio racconta e percepisco tutta la sua passione per la Valle. Il bellissimo progetto dei cammini di Carlo Magno e della Valeriana nascono proprio grazie a questo amore. La segnaletica sul Carlo Magno è giovane, poco più di un anno, ma tracciata in modo impeccabile. Il suo simbolo, inconfondibile, è il triangolo rosso.

La freccia rossa sul Cammino di Carlo Magno

Andiamo avanti lungo sentieri asfaltati e sterrati che ci conducono verso il paesino di Rogno. Saliamo fino a raggiungere la deviazione che conduce ad una delle famose Big Bench, le panchine giganti di Chris Bangle. Si tratta di un progetto molto particolare, portato avanti dalla Big Bench Community Project per sostenere le comunità montane grazie alla valorizzazione del territorio e al turismo lento e sostenibile. Ad oggi sono esattamente 84 le panchine giganti costruite e questa di Rogno è la n.32 di colore azzurro, come il cielo e il lago che si possono ammirare all’orizzonte. Io e Claudia ci saliamo divertite e diventiamo subito delle Lilliziane felici.

Il panorama difronte a noi è mozzafiato. Il mio sguardo si perde in lontananza, fino al lago Iseo. Wow, quanta strada abbiamo già fatto!!

Dopo il piccolo break riprendiamo il sentiero che ci riporta alla deviazione e continuiamo poi sul percorso tracciato lungo la discesa ripida che ci porta fino a Rogno. Da qui un bel tratto di asfalto ci conduce al laghetto di Rogno, una zona molto turistica ma tutto sommato piacevole. Per fortuna è piacevolmente ombreggiata, con tanti alberi e molto verde tutto intorno. Ma è anche trafficata, da bagnanti e vacanzieri. Proseguiamo lungo la ciclabile costeggiando il fiume e ci ritroviamo nella zona industriale, l’attraversiamo e finalmente giungiamo ai piedi della montagna.

Qui comincia la mia prima grande sfida, lungo una salita massacrante che ci condurrà al bellissimo Lago Moro. In questo tratto darò fondo a tutta la mia scorta d’acqua e frutta, arrivando in cima grondante di sudore. Ma il panorama che si apre al nostro sguardo è spettacolare.

Da quassù il Lago Moro è una cartolina, una di quelle immagini che sembrano uscire da un libro di fiabe.

Comincia la discesa che ci porta a Capo di Lago, una zona altrettanto turistica e piena di bagnanti. Ci fermiamo alla chiesetta sul lago per una pausa. Riprendiamo fiato, usufruiamo dei bagni e riprendiamo il cammino verso Dafro, dove Antonio ci lascia. A noi invece mancano ancora circa due chilometri per arrivare al nostro B&B La Baita di Boario Terme, dove abbiamo pernottato per la notte.

Arrivati in questo accogliente B&B la gentilissima signora Paola, titolare della Baita, ci da modo di poter usufruire del servizio lavanderia. Dopo aver svolto tutti i nostri adempimenti da pellegrine decidiamo di riposare un pochino, prima di uscire alla scoperta del paesino di Boario Terme.

Boario Terme è famosa proprio per le sue acque termali naturali, dalle proprietà benefiche e curative conosciute già nell’antichità. Il centro termale di Boario Terme si trova proprio a poche centinaia di metri dal nostro alloggio. Avremmo voluto usufruire di questa bella coccola di fine tappa ma purtroppo veniamo a sapere che proprio in quei giorni il centro benessere è chiuso per manutenzioni.

Decidiamo quindi di fare una piccola passeggiata prima di cena e infine ci spingiamo fino al Ristorante Pizzeria La Svolta, dove ci servono una pizza davvero deliziosa che ci soddisfa pienamente.

Si è fatta notte, la stanchezza comincia a farsi sentire ma durante il rientro al b&b ci incuriosisce la musica e la gente che popola la piazzetta adiacente all’ingresso delle terme. Vediamo tanta gente in fila, all’ingresso di una probabile discoteca, e ci fermiamo ad ammirare la cupola in stile liberty illuminata da fasci di luce colorata. Boario Terme ci stupisce, viva e frizzante proprio come l’aria estiva che si respira ai piedi della sua montagna.

Rientriamo finalmente in camera, stanche ma felici e anche parecchio elettrizzate per la nostra prossima tappa verso Breno! Sta volta saremo sole e ne combineremo delle belle.

Seguiteci!

Sylvié