Una nuova tappa del Cammino di Carlo Magno ci attende e dopo una piacevole colazione all’agriturismo Il Riccio finalmente siamo pronte a rimetterci in marcia. Se vi siete persi la scorsa puntata di questo diario di viaggio a tappe, potete leggerla qui.

agriturismo il riccio colazione

Diario di viaggio

17 Luglio  2019, in cammino da Grevo a Edolo

Partiamo presto, la tappa di oggi è piuttosto lunga e speriamo di riuscire a percorrerla tutta senza troppa fatica, nonostante il mio ginocchio dolorante. Da subito ci attende un bel sentiero immerso nel verde, con la Concarena di spalle che ci accompagna ancora per un pezzo. Vediamo questa cima sparire tra la vallata mentre arriviamo a Grevo, dove ci soffermiamo subito a fare rifornimento d’acqua nella bellissima fontana che si trova all’ingresso del paese.

vista concarena da agriturismo il riccio

Riprendiamo il percorso fino a Cedegolo, un grazioso paesello attraversato da un torrente che dipinge il borgo in una cartolina suggestiva. Seguiamo le frecce rosse del Cammino di Carlo Magno ma ogni tanto ci piace perderci tra le viuzze del paesello, per scoprire scorci e angoli nascosti che solo gli sguardi più curiosi e avventurieri possono scovare. Questo ci diverte. Ridiamo e scherziamo, il cammino è anche questo.

Non è una questione di arrivo ma di percorso.

Riprendiamo il tracciato e pian piano cominciamo a salire. Siamo assorte dalla bellezza del paesaggio ma la salita sotto il sole cocente, sempre più ripida e faticosa, si fa sentire e comincio ad avere il fiatone. Un bus di linea passa tra i tornanti di quelle montagne e si ferma proprio affianco a noi, chiedendoci se vogliamo un passaggio fino ad Andrista. Manca poco più di un chilometro ma ne approfittiamo e non ce lo facciamo ripetere due volte. Sul bus l’autista è solo con un passeggero che, incuriositi, ci chiedono dove siamo dirette.

Raccontiamo loro del cammino di Carlo Magno e anche in questa occasione scopriamo la bellezza e l’umanità della gente della vallata. Lasciandoci all’ingresso della piccola frazione, i due ci augurano buon cammino con quella luce negli occhi tipica di chi guarda con ammirazione qualcuno che sta per compiere un’impresa. E in effetti, bisogna dirlo, stiamo compiendo proprio una gran bella impresa!

Riprendiamo il tracciato, camminando da una parte all’altra in cerca di un po d’ombra fino a quando finalmente ci immergiamo nuovamente tra la fitta boscaglia che ci da un po’ di sollievo dalla calura.

Quanto è bella la vallata vista dall’alto!

Superiamo Berzo e ci addentriamo nella parte più spettacolare del cammino. Ci troviamo ai piedi dell’Adamello, lungo sentieri immersi nella natura e con una vista mozzafiato che ci resterà per sempre impressa, nella mente e nel cuore.

La sensazione di libertà che si prova a questa altitudine, con la vallata sotto i piedi e le nuvole sopra la testa, è qualcosa di magico e unico. Per fortuna non soffro di vertigini perché il sentiero si apre a picco. La brezza fresca della montagna poi aiuta i nostri passi stanchi. Scendiamo pian piano il costone e ci lasciamo quel paradiso alle spalle.

Ci addentriamo nel bosco e decidiamo di fare finalmente una pausa. Pranziamo e ci addormentiamo in alcune panche, circondate dal verde e accarezzate dall’aria fresca e piacevole. Una volta ristorate e rifocillate riprendiamo il cammino ma ormai le gambe sono affaticate e il mio ginocchio reclama riposo.

Seguiamo le tracce del cammino ancora per qualche chilometro, fino a raggiungere il paese di Malonno. Lasciamo il sentiero e decidiamo di recarci alla stazione per prendere il treno e arrivare così a Edolo. Ascoltare il  proprio corpo e decidere di seguire il proprio istinto non è mai una sconfitta.

Il treno regionale passa dopo venti minuti, il tempo di mangiare un gelato e farci due chiacchiere al bar. Si trova proprio difronte alla piccola stazione e qui si possono acquistare anche i biglietti del treno. La gente ci osserva con interesse, siamo due forestiere e i nostri zaini pesanti raccontano di storie avventurose e di viaggi a piedi in giro per il mondo. Qualcuno gentilmente ci da qualche informazione, qualcun’altro sogghigna dietro la propria pinta. Prendiamo il treno e arriviamo finalmente a Edolo, un paese grande e caotico che ci fa quasi rimpiangere di aver lasciato il sentiero. Ma il ginocchio è infiammato e io non vedo l’ora di distendere la gamba.

Lungo la strada che porta al nostro albergo, l’Euro Hotel, ci fermiamo a comprare un po’ di frutta per la tappa di domani. Poi fiancheggiamo il canale di un torrente, la cui forza impetuosa mi ipnotizza. Adoro ascoltare il rumore dell’acqua che scorre. Finalmente arriviamo in stanza e io crollo come un sacco. Ci riposiamo, facciamo la doccia, laviamo la roba e l’appendiamo dove possiamo grazie ad un cordoncino e delle piccole mollette che ho portato appresso.

Decidiamo poi di uscire, nonostante il tempo incerto, per cercare un ristorante aperto, e arriviamo alla Corte di Bacco sotto un’improvvisa pioggia. Siamo felici di trovare un luogo accogliente gestito da persone straordinarie. Assaggiamo ogni ben di dio, tutti prodotti locali fatti con ingredienti a km 0 e tipici della Valle Camonica. Adoro questa parte di cammino del gusto, un modo per conoscere la cultura del luogo attraverso i sapori e le fragranze.

A fine cena ci tratteniamo a chiacchierare con i titolari del ristornate, una bellissima coppia sposata con la passione negli occhi e la fierezza nel cuore. Ci parlano di come credano profondamente nel cammino e in questo progetto di turismo lento che potenzialmente potrà far conoscere maggiormente le bellezze della Valle. Li lasciamo con un grazie profondo perché parlare con le persone e conoscere le loro storie è per noi la parte più bella di questa avventura.

Fuori ha smesso di piovere e ne approfittiamo per goderci le luci ambrate di Edolo con un ultima passeggiata in centro. La serata si conclude così, felici e soddisfatte perché ogni tappa del Cammino di Carlo Magno si rivela sempre ricca di magia. Quasi vorremmo che tutto questo non finisse mai.

Sylvié