Sa Scivedda, antico utensile sardo

da Viaggiare Zaino in Spalla
0 commento

In Sardegna la preparazione di frittelle, fregola, dolci e pasta fatta in casa era in assoluto il momento più bello e l’utensile usato in quelle occasioni era Sa Scivedda

Tra i ricordi più belli del mio passato ci sono quelli trascorsi attorno ad un tavolo, nell’osservare le donne della famiglia mentre organizzavano la preparazione di pasta fresca e dolci. Nella mia numerosa famiglia, come in quella della maggior parte dei sardi, era consuetudine incontrarsi tutti a casa di una zia, con figli piccoli al seguito, per la preparazione di queste prelibatezze da realizzare in grandi quantità. L’usanza si replicava ad ogni ricorrenza importante, come ad esempio per un matrimonio o per il giungere di festività.

Ogni periodo era quindi scandito da questa tradizione casereccia.

A febbraio i fritti, a pasqua le pardule (dolci di ricotta) e poi la pasta fresca ad ogni stagione e la fregola, da mangiare in estate con i frutti di mare e in inverno con i carciofi.

Scivedda Sarda
Scivedda Sarda con fregola

Il momento più festoso e allegro era in assoluto quello della preparazione di zippuasa e fatti fritti (i fritti di carnevale), di ciambelle e di ravioli. Ricordo ancora, come fosse ieri, la grossa scivedda ricolma di impasto da lavorare che, con forza e ritmicità, veniva amalgamato a mano dalle donne di casa. Altro che impastatrice elettrica!

Le mani nell’impasto era uno di quei “segreti” a cui non si poteva rinunciare, perché solo così si poteva capire la consistenza, “ascoltare la pasta”, trasmettere quell’amore che faceva lievitare tutto, come per magia.

Caratteristiche

La scivedda, recipiente in terracotta, era uno di quegli utensili da cucina che nelle case delle donne sarde non poteva mancava.

Le diverse misure e tipologie ne attribuivano l’utilizzo: con fondo uniforme per dolci e pasta e con fondo decorato per la preparazione della fregola.

Altre venivano usate, in occasione di grandi grigliate, per mettere i pezzi di selvaggina cotta alla brace, adagiata su un letto di foglie di mirto fresco. In questa occasione molte scivedde erano fatte anche di sughero invece che di terracotta, probabilmente per impregnarsi meglio degli aromi rilasciati da bacche e fogliame che venivano messi prima della posa della carne.

Scivedda decorata
Scivedda decorata

Che fossero usate dalle donne o dagli uomini, questi contenitori tipici hanno trasmesso per generazioni l’idea di unione famigliare, di festa e di tradizioni tramandate nel tempo. Per questo motivo venivano regalate anche come dono di nozze e tramandate in famiglia alle generazioni future.

Sylvié

You may also like

Lascia un commento