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Dragør, il villaggio dei pescatori e la grande fiera mercato

Situato a pochi chilometri dall'aeroporto di Copenhagen il paese di Dragør  era conosciuto, nel medioevo, per la pesca alle aringhe ed era uno tra i centri principali per l'esportazione di pesce.

Oggi questo antico villaggio di pescatori ha trasformato le sue vie in attrazioni per turisti. Ogni anno, infatti, sono tanti i visitatori che si riversano nel suo borgo, nei suoi musei e partecipano alle sue tante manifestazioni.

Dragør e la sua fiera

viaggiare-zaino-in-spalla-dragør-3Dragør ti rapisce e ti catapulta in un contesto fiabesco con le sue casette gialle dai tetti in paglia, le tegole rosse e le sue stradine ciottolate tipiche medievali.

Il centro del villaggio e il suo pittoresco porticciolo fanno di Dragør una meta turistica molto ambita ma, per chi ama i mercati dallo stile un po' vintage, una volta l’anno può anche ammirare qui la grande fiera mercato che si tiene appena fuori dal paese.

Questo immenso loppemarked vede arrivare migliaia di persone da ogni parte della Danimarca. Le date si aggirano solitamente intorno alla prima settimana di Giugno, quest’anno dall’8 al 10. L’ingresso è gratuito.

Sono solitamente previsti più di 500 espositori, oltre alle tante attrazioni e i punti di ristoro. Naturalmente tutto accompagnato da buona musica dal vivo e sano divertimento. Come si può perdere un'occasione del genere?

Dragør è questo e più di questo e se avete in mente un viaggio a Copenaghen vi consiglio di andare a visitare questo piccolo scorcio di Danimarca, non ve ne pentirete.

 

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Come arrivare a Dragør

Arrivare a Dragør da Copenaghen purtroppo non è semplicissimo ma ci sono diverse opzioni che potrete scegliere. Tra queste opzioni c'è sia quella di cambiare diversi mezzi, che per fortuna sono velocissimi e puntuali, sia quella di prendere un unico mezzo ma che comporta anche un viaggio più lungo. Ad ogni modo i mezzi danesi sono sempre molto efficienti e quindi tutto sommato non sarà poi così traumatico come potrebbe sembrare.

Vediamo nel dettaglio come arrivare a Dragør:

1) Dal centro di Copenaghen (Nørreport St.) prendete la metro direzione aeroporto e fermatevi a Lufthavn St. Da qui andate al piazzale dei bus e prendete la linea 35 per Dragør. In circa mezz'ora di viaggio totale sarete arrivati;

2) Altra alternativa è quella di prendere il treno regionale dalla stazione centrale di Copenaghen (Kobenhavn H.) e scendere a Tårnby. Da qui prendere il bus 350S per Dragør Stationsplads. Tempo stimato circa mezz'ora;

3) Un'altra opzione è quella di prendere la metro direzione aeroporto, scendere però a Ørestad, praticamente la fermata del centro commerciale Fild's e prendere il treno regionale direzione Kalmar (che passa ogni 20 min.) e scendere dopo 3 min. a Tårnby. Qui, nel piazzale dei bus, prendete il 350S per Dragør Stationsplads. Sconsiglio questa soluzione troppo intricata ma era giusto farvela avere per ogni eventuale necessità.

4) Infine la soluzione più lenta ma anche più semplice e che implica dover prendere un solo mezzo è quella di recarsi alla stazione di Nørreport, nel piazzale degli autobus, e prendere la linea 350S per Dragør Stationsplads. Tempo di viaggio stimato 50 min.

Come arrivare alla Fiera Mercato

Da Dragør è semplicissimo, basterà riprendere il bus 350S direzione Herlev e scendere in Fasanvænget (Møllevej) dopo appena 7 fermate. Dalla fermata del bus il Dragør Marked si troverà a circa 900 mt. in Fælledvej 45-61.

Per informazioni visitate il sito ufficiale http://markedskalenderen.dk/marked/show/dragor-marked

Buon viaggio e buon divertimento!!

Sylviè

 


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Il film che mi fece innamorare dell'Empire State Building

Quante volte vi è capitato di immergervi nella magica atmosfera di New York grazie alla visione di un film?

A me capita ogni volta, ma c'è un film in particolare che riesce a darmi sempre una grande emozione sopratutto ora che a New York ci sono stata per davvero.

Vado indietro con la mente e ricordo che ero poco più di un'adolescente quando, in tv, diedero per la prima volta il film "insonnia d'amore" con i miei attori preferiti: Meg Ryan e Tom Hanks.

La trama

La storia è molto struggente. Sam rimane vedovo con un figlio piccolo e, ormai inconsolabile e restio a ricrearsi una vita con un'altra donna, cambia città portandosi dietro il figlioletto Jonah. Il bambino, vedendo il padre sempre triste, si rivolge ad una stazione radio per raccontare la loro storia. Preoccupato della situazione e desideroso di avere nuovamente accanto una mamma ogni giorno racconta qualcosa del padre ed è così che, senza rendersi conto, finisce in diretta radiofonica facendo diventare la sua storia un caso nazionale che commuove tutti. Sam scopre la bravata del figlio e finisce suo malgrado a raccontarsi per telefono in diretta radio.

Annie, giornalista di Baltimora, sente la diretta e comincia ad appassionarsi alla storia di Sam che ogni giorno si racconta, stando dall'altra parte degli Stati Uniti. Decide così di fare una pazzia e di scrivergli una lettera. Nel frattempo Sam comincia a ricevere una valanga di posta di aspiranti mogli ma Jonah, tra tutte, pesca per caso la lettera di Annie e nel leggerla si innamora di quella che potrebbe diventare la sua nuova mamma. Dopo varie vicissitudini i due protagonisti si danno appuntamento e si ritroveranno a New York, in cima all'Empire State Building, proprio il giorno di San Valentino.

Le mie impressioni

Romantico, intenso, emozionante, travolgente. Un film che ho amato e che mi ha fatto conoscere uno scorcio di New York che ancora oggi continua a farmi emozionare.

Salire sull'Empire, fino all'86esimo piano, ed ammirare il tramonto mentre lo sguardo si perde tra l'orizzonte di palazzi e grattacieli illuminati, è incredibile. La mia anima ha sussultato per la voglia di abbracciare tutto con uno sguardo, mentre il sole calava e il buio avvolgeva Manhattan. Pian piano le luci si sono fatte sempre più intense e infine mi sono ritrovata a guardare giù come stessi osservando un manto stellato che avvolgeva la città.

E' impossibile descrivere la sensazione che si sente ad entrare dentro un film ed essere nell'esatto punto in cui i protagonisti di Insonnia d'Amore si sono incontrati e innamorati, regalando lacrime e sorrisi ad un'intera generazione di inguaribili romantici.

Grazie a questo film mi sono innamorata per la prima volta di New York e quando sono salita sull'Empire State Building è stato un po' come essere diventata io stessa la protagonista di questo bellissimo film.

Sylvié

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Parigi in un libro

Uno dei libri più piacevoli che ho letto, ambientato a Parigi, è sicuramente il romanzo "Gli ingredienti segreti dell'amore" di Nicolas Barreau. Ve lo consiglio se amate le letture leggere e scorrevoli che possono anche essere una buona guida introduttiva ai luoghi da visitare. Qui potrete trovare una Parigi alternativa che vale la pena scoprire.

Il romanzo ha un suo sfondo romantico ma anche intenso e avvincente fin dalla prima riga fino all'ultima pagina.

La protagonista, cuoca e proprietaria di un ristorante a Parigi, dopo essere stata lasciata dal suo ragazzo si ritrova a girovagare per le vie della città senza una meta precisa. Presa dallo sconforto e per fuggire dalle assillanti attenzioni di un poliziotto che pensa si voglia suicidare, entra in una piccola libreria e compra un libro a caso per giustificare la sua lunga sosta tra gli scaffali. Quando rientrata a casa legge il libro che ha comprato e scopre che la protagonista è proprio lei e il suo piccolo ristorante. Così cominciano le avventure di Aurélie che farà di tutto per conoscere lo scrittore del romanzo, un inglese che nessuno ha mai visto.  Ancora non può immaginare che mistero intricato si celi dietro quel libro, intitolato "il sorriso delle donne", che un triste lunedì le salvò la vita.

Tra le righe di questo romanzo scorre tutto il profumo di Parigi, le sue viuzze, i suoi colori ed è facile perdersi con la fantasia immaginando di essere proprio li, a due passi dalla Torre Eiffel o sulle sponde della Senna

Se amate l'accento parigino e sognate di volare in Francia sulle note de La Vie en Rose vi consiglio la lettura di questo libro. Sono certa vi piacerà.


Sylvié

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Subway, la metro Newyorkese

New York City è una città incredibilmente grande ed è divisa in 5 distretti: Manhattan, il Queens, Brooklyn, il Bronx e Staten Island.

Il cuore pulsante della Grande Mela è senza alcun dubbio Manhattan, che vanta a sua volta numerosissimi quartieri e chilometri di Street ed Avenue da far accapponare la pelle anche ad un maratoneta professionista.

Per spostarsi tra un quartiere e l’altro, visto le enormi distante, è sicuramente molto utile imparare ad usare la metro che a New York si chiama Subway.

Vediamo quindi nel dettaglio qualche informazione utile per il vostro primo approccio con la Subway.

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Le linee

La rete metropolitana newyorkese è una tra le più vaste al mondo, talmente capillare che non avrete problemi a spostarvi da una parte all’altra della città in pochi minuti. Le linee sono divise per colore, numeri e lettere, ma tranquilli è più facile di quel che sembra. Il mio consiglio è comunque di scaricarvi l’App “MyTransitNYC” sul vostro cellulare (quella con l'icona verde e il disegno della metro con scritto NYC) oppure fate il download della mappa metropolitana in pdf dal sito ufficiale che potrete poi anche stampare prima della partenza.

Fai il download direttamente da qui

Ecco nel dettaglio le varie linee divise per colori, numeri e lettere:

1,2,3 di colore rosso – 4,5,6 di colore verde – 7 viola – A,C,E di colore blu – B,D,F,M di colore arancione – G verde – J,Z marrone – L grigio – N,Q,R,W di colore giallo.

Ognuna di queste linee vi permetterà di arrivare velocemente da un quartiere all’altro di NYC.

Che direzione prendere

La prima cosa da conoscere per potersi spostare a Manhattan in metro è la direzione. Se si deve andare a nord bisogna prendere la direzione verso uptown, se si deve andare verso sud sceglieremo invece la direzione downtown. Inoltre, se dobbiamo spostarci verso gli altri distretti, ad esempio verso Brooklyn, prenderemo direzione Brooklyn-Bound. È molto semplice e intuitivo.

Una cosa a cui bisogna prestare molta attenzione è anche il tipo di metro che stiamo prendendo: c’è la corsa “local” che ferma in tutte le stazioni e quella “express” che ferma solo nelle stazioni principali. In questo caso la mappa o l’applicazione vi saranno utili. Le fermate local sono contrassegnate da un pallino nero e le express da un pallino bianco.

Il biglietto

Per chi si reca a New York City in vacanza, ma anche per i lavoratori e per chi ci vive, oltre al classico biglietto MetroCard da una corsa ci sono anche diverse soluzioni di ricarica e abbonamento a seconda delle proprie esigenze.

Se prevedete di utilizzare spesso la metro io consiglio di fare la MetroCard Unlimited Ride, corse senza limiti, per esempio per una settimana, il cui costo è di 31 dollari (più 1 dollaro di emissione della carta).

Questa soluzione vi permetterà di entrare e uscire dalla Subway senza pensieri, ogni volta che volete, e di prendere indistintamente anche gli autobus di superficie.

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Dove acquistare il biglietto

viaggiare-zaino-in-spalla-macchinette-subwaySu ogni stazione, prima dell’ingresso alla sbarra, ci sono delle macchinette di emissione. Potrete scegliere la lingua che volete, questo vi faciliterà. Potete usare contanti o carta di credito, scegliete il tipo di tessera e il gioco è fatto.Ora con questa carta potete recarvi all’ingresso e strisciarla sul dispositivo che farà così sollevare la sbarra per farvi passare.

IMPORTANTE: la MetroCard Unlimited è personale e quindi può essere usata solo da una persona. Contrariamente le MetroCard prepagate possono essere usate da più persone (poiché a ogni strisciata viene scalato il credito). Per ovviare alle truffe l’ente trasporti ha disposto delle restrizioni sui dispositivi affinché la MetroCard Unlimited non funzioni più nella stessa stazione per almeno 20 min dalla strisciata eseguita. Potrete quindi uscire ma non far entrare altre persone con la vostra tessera.

Fatto il punto su come utilizzare la MetroCard e l’intera linea metropolitana, vorrei aprire una piccola parentesi sulle sue caratteristiche.

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Caratteristiche della Subway

La Subway Newyorkese è ormai diventata un emblema della città per via della sua tipicità cosmopolita.

C’è tutto un mondo parallelo là sotto, fatto di persone di ogni nazionalità, cetto sociale e religione. Fatto di musica, di artisti di strada che si esibiscono nelle stazioni per poche monete. Fatto di arte e comunicazione, con i tanti pannelli pubblicitari, i colori, le istallazioni, i mosaici decorativi. Un mondo pieno di contrasti, fermo e veloce allo stesso tempo.

Credo che valga la pena soffermarsi a guardare con attenzione queste incredibili sfumature, mentre ci spostiamo da una stazione all’altra. Il mondo là sotto potrebbe stupirci, quanto quello in superficie.

Mentre in superficie si ergono grattacieli, per allontanarsi dal mondo e andare verso il cielo, sotto terra esiste un intreccio di cunicoli che uniscono le vite di migliaia di persone ogni giorno, anche se per un breve istante.

Il museo

La Subway è ciò che più di tutto rappresenta New York ed è ciò che più mi ha colpita e affascinata. Probabilmente questo è proprio ciò che i Newyorkesi hanno voluto tramettere quando, nel lontano 1976, decisere di aprire il New York Transit Museum, un museo dedicato proprio alla Subway.

Il New York Transit Museum è stato man mano aggiornato negli anni con le varie evoluzioni estetiche e tecnologiche della Subway. Questo lo rende suggestivo e unico nel suo genere.

Il museo si trova a Brooklyn, alla fine del Brooklyn Bridge, tra la Boerum PI e la Schermerhorn. Se potete andate a visitarlo! Ne varrà la pena.

Questo per ora è tutto, alla prossima!!

Sylvié


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New York, perché scegliere di alloggiare nei due punti estremi di Manhattan

Continua il nostro viaggio esplorativo nel cuore di New York City, a Manhattan, la città che non dorme mai.

Dopo aver visto come organizzare in 7 mosse il viaggio a New York ora vediamo dove alloggiare ma, sopratutto, perché scegliere di farlo in due alberghi diversi, situati ai lati opposti della città.

Il motivo è semplice. Per chi ha pochi giorni a disposizione o si vede costretto a visitare Manhattan in una sola settimana, decidere di dividere in due zone l'itinerario risulterà una scelta azzeccata. Questo vi farà risparmiare tempo prezioso e vi permetterà di scoprire numerosi quartieri senza dover fare troppi spostamenti in metro.

Gli alberghi che ho scelto sono il BelNord Hotel e il NoMo SoHo Hotel. Vediamoli assieme...

il BelNord Hotel

Si tratta di un 3 stelle modesto, di poche pretese, ma molto grazioso, pulito e con personale efficiente e gentile. Questo albergo gode di una ottima posizione nella parte alta di Manhattan (Upper) .

Si trova precisamente nell'Upper West Side, all'indirizzo 209 della W 87th St. all'angolo della Broadway e a due passi dal Central Park.

A meno di 200 mt. lungo la Broadway, troverete la Subway (metro) LINEA ROSSA, che vi permetterà di raggiungere velocemente Times Square e l'intera Midtown.

Il BelNord Hotel non ha vista panoramica, ha stanze molto piccole e i letti sono da una piazza e mezza, non comodissimi per chi è abituato a dormire su letti matrimoniali in stile Italiano. Il bagno è invece di dimensioni ragionevoli, doccia larga e munito di asciugacapelli. Con la consegna della stanza vengono dati, in dotazione, anche le ciabattine in spugna. Ogni giorno vengono rinnovati i teli da bagno, il sapone, lo shampoo e la crema per il corpo. La colazione non è compresa ma nell'hotel c'è un piccolo angolo di ristoro in cui potersi preparare un caffè americano fumante, un te o una tisana, oppure bere un bicchiere di acqua fresca ad ogni ora del giorno e della notte. Personalmente mi sono trovata  molto bene ed essendo un albergo abbastanza economico lo consiglio vivamente, sopratutto a chi vuole viaggiare low-cost.

Apro una piccola parentesi riguardo alla colazione da fare, se alloggerete in questo albergo.

A due passi dall'hotel avete Starbucks, la famosa catena americana del caffè, ma sinceramente se volete fare un eccellente breakfast a prezzi modici io vi consiglio in assoluto la colazione nella vicina Le Pain Quotidien. Si tratta di un bistrot panetteria che, credetemi, solo questa merita il viaggio a New York.

No, non sto esagerando e ve ne accorgerete.

Si trova al 2463 della Broadway, a 400mt dall'albergo BelNord. Qui ho mangiato il miglior waffel di sempre e un cappuccino da leccarsi i baffi. Naturalmente troverete anche tanti piatti e menu, sopratutto vegetariani, adatti ad ogni palato, tutto rigorosamente Bio. Questo posto merita davvero una visita, si tratta di una catena di ristorazione ecosostenibile, attenta alle emissioni di CO2 e alla rintracciabilità di ogni prodotto utilizzato.

Cosa vedere nei pressi del BelNord Hotel

Come dicevo, la posizione del BelNord Hotel è ottimale.

Scegliendo di fare le prime 4 notti qui, si può girare bene tutto il Central Park e visitare il Museo di Storia Naturale (American Museum of Natural History) che dista solo 1 km dall'hotel.

Da qui è presto raggiungibile tutta la Midtown.

Abbiamo visto Times Square, il MoMa (The Museum of Modern Art), la 5th Avenue con i suoi bei negozi (da non perdere Tiffany & Co), il St. Patrick's Cathedral, il Rockefeller CenterRadio City Music HallBryant Park, la New York Public Library, il Grand Central Terminal, l'Empire State Building e naturalmente i grandi magazzini  Macy's che sono una istituzione a Manhattan.

Intorno a questi punti fermi, imperdibili, ci sono tantissime altre cose da vedere e che cattureranno la vostra attenzione. Non temete, riuscirete a vedere tanto sopratutto se come me siete disposti a numerosi km a piedi. In alternativa potrete imparerete ad usare la Subway per spostarvi. Le grandi distanze che intercorrono da un quartiere all'altro di Manhattan vi costringeranno a dover optare per queste alternative, se non volete spendere tutti i vostri soldi in taxi.

Una volta visitato, in lungo e in largo, il Centra Park e la Midtown non vi resta che spostarvi sulla parte bassa di Manhattan, nei quartieri artistici e multietnici della Lower Manhattan. Ci trasferiamo quindi al nostro secondo hotel.

Central Park, Bow Bridge
Central Park

Il NoMo SoHo Hotel

Questo è un 5 stelle modesto (fin troppo per un 5 stelle) dai prezzi abbordabili e una vista spettacolare.

Si trova tra il quartiere Soho e Little Italy, precisamente al 9 Crosby St. all'incrocio tra Canal St. e la Broadway.

Scegliamo di stare ai piani alti così da poter godere di una buona panoramica. La stanza è molto bella, luminosa, con grandi vetrate, che ci permettono di ammirare la città da diverse angolazioni. Dietro la testata del nostro letto, per altro comodissimo e ampio, vediamo l'Empire State Building che rende l'atmosfera molto romantica. Persino il bagno possiede una vetrata panoramica. Tutto questo incanto non ci permette di soffermarci troppo sulle piccole imperfezioni della stanza, ad esempio la pompa di calore molto rumorosa, la pulizia sotto i divani non proprio rigorosa e l'assenza di un aspiratore nel bagno.

Ci adattiamo ma perbacco... è un 5 stelle!!! ci si poteva aspettare di meglio.

Come dicevo tutto passa in secondo piano, l'hotel è molto bello e  quando si va in giro per la città si può accedere velocemente all'intera Lower Manhattan e non solo.

Cosa vedere nei pressi del NoMo SoHo Hotel

Le 4 notti trascorse in questo hotel ci hanno permesso di visitare, in lungo e in largo, i quartieri di SoHo, Tribeca, Little Italy, Chinatown, Wall Street, Greenwich Village. Abbiamo percorso l'intero Brooklyn Bridge, visto l'East River, preso il battello gratuito per Staten Island e siamo andati a Battery Park. Qui abbiamo preso il traghetto per Ellis Island per vedere la Statua della Libertà e visitare il museo dell'immigrazione (National Museum of Immigration). Essendo tutto molto vicino, abbiamo visto tutto comodamente e ci è avanzato del tempo per poter tornare più volte nella Midtown, anche per poter fare shopping in vista del rientro a casa.

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Lady Liberty

Per il nostro viaggio di rientro, arrivare all'aeroporto JFK da Canal Street (la strada vicina all'hotel) è stato semplicissimo. Abbiamo preso la metro linea J, direzione Jamaica Center che si trova proprio a due passi dall'hotel.

Ma su come destreggiarsi con la Subway Newyorkese ve lo racconterò la prossima volta.

Per ora è tutto. A presto!!

Sylvié

 


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Organizza in 7 mosse il tuo viaggio a New York

Ho sempre trovato molto emozionante organizzare da sola i miei viaggi ed essere totalmente protagonista del mio sogno. Plasmarlo, scegliere la meta, acquistare i biglietti online, prenotare alberghi e ostelli, creare l'itinerario con tutto quello che c'è da visitare.

Per una viaggiatrice wanderlust questo è il minimo ma, devo essere sincera, prima d’ora non mi ero mai avventurata così lontano ed organizzare un viaggio a New York inizialmente mi spaventava un po'. Ma con il senno di poi mi rendo conto che non è poi così complicato e basta qualche accorgimento per rendere questa esperienza elettrizzante ma anche sicura.

La pianificazione

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Una volta determinata la meta ho affrontato le mie paure a piccoli step ed è proprio così che vorrei proporvi questa mia mini guida su come organizzare un viaggio nella grande mela. Vediamo quindi come creare un travel plan facile facile, che chiunque con un pochino di dimestichezza su internet potrà usare.

Non me ne vogliano le agenzie viaggi ma io sinceramente sono per i viaggi fai da te, low-cost, avventurosi, anche imprevedibili, flessibili ma comunque ben pianificati e con un grosso margine di sicurezza.

La mia esperienza

A Ottobre del 2017, in preda a una voglia pazza di viaggiare, ho trovato un volo diretto low-cost da Copenaghen al JFK di New York e non me la sono proprio sentita di rinunciare a questa grande occasione: trascorrere il Natale a New York.

Cioè, cavoli, stiamo parlando di New York City, la Big Apple, la città che non dorme mai..

L’avreste mai detto che, un’appassionata di trekking e natura come me, celasse in cuor suo il sogno americano? Ebbene si, sono un’inguaribile sognatrice, amo il natale e adoro i film girati a Manhattan.

Comunque, per farla breve, siccome ogni viaggio comincia sempre da una buona pianificazione, la prima cosa che a mio avviso dovevo fare era scegliere una data, prenotare il volo e decidere dove alloggiare. Non ci volle molto per constatare che però, andare a New York, era molto più di questo. Documentandomi sul web infatti sentii parlare di assicurazioni, visti turistici, touring pass, orari di volo al limite dell’assurdo. Ammetto di aver pensato per un attimo di rinunciare al "fai da te" ma ora il mio consiglio per tutti è quello di non demordere, potete farcela, proprio come ho fatto io.

Ecco tutti i trucchi per organizzare al meglio il vostro viaggio a New York.

passaporto e volo per New York

New York in 7 mosse

1) PASSAPORTO

Prima cosa da fare in assoluto, se non lo avete già, è il passaporto (o assicurarsi che il vostro sia valido, quindi controllate la scadenza perché deve avere validità di almeno 6 mesi prima della partenza). Non è più previsto il timbro di rinnovo annuale ad ogni modo, per qualsiasi informazione o dubbio, rivolgetevi alla questura della vostra città.

2) ESTA

Ancor prima di fare il biglietto aereo il mio consiglio è di fare prima la richiesta online del Visa Waiver Program chiamato ESTA, questo è una sorta di permesso turistico per poter entrare negli USA. La richiesta va fatta sul sito ufficiale dell’ESTA (www.esta.cbp.dhs.gov) e costa 14$. Viene approvata in pochi minuti ma in realtà l'approvazione è a loro discrezione, per questo motivo io vi consiglio di assicurarvi che la richiesta venga approvata prima di comprare i biglietti aerei, in questo modo non rischiate di spendere soldi inutilmente poiché senza ESTA non si può proprio entrare negli States.

Al momento della richiesta vi viene chiesto l'indirizzo in cui alloggerete, quindi si può optare a due soluzioni: o pernottare l'Hotel con prenotazione aperta e cancellabile gratuitamente qualora il permesso non venisse accettato, oppure come ho fatto io fornire l'indirizzo dell'hotel in cui ho deciso di alloggiare ma senza prenotare. Nessuno controllerà la tua prenotazione, è solo un indirizzo di riferimento in caso di necessità e una volta avuto il permesso potrai prenotare li ed essere comunque in regola. Io per esempio ho dato l'indirizzo del primo hotel ma poi dopo qualche giorno mi sono spostata, nessuno mi ha chiesto altri recapiti. La procedura è molto formale ma non limitativa. L'importante è segnare, sulle domande che vi faranno, di non aver avuto precedenti di alcun tipo se no automaticamente il permesso non verrà accettato.

3) BIGLIETTO AEREO

Una volta avuto l'ESTA potete fare il biglietto aereo, possibilmente cercando un volo non troppo lungo. Il mio consigli è di cercare voli diretti o con il minor numero di scali, con una compagnia aerea che prevede un minimo di confort visto che il volo sarà parecchio lungo. Io ho scelto di volare con Norwegian, una discreta compagnia low-cost che esegue voli diretti da Copenaghen (città in cui vivo) al JFK, aeroporto principale di New York.

La mia esperienza con questa compagnia è stata positiva (a parte il cibo) ma se partite dall'Italia ci sono anche altre compagnie che fanno buoni prezzi, se si prenota in tempo utile.

4) ASSICURAZIONE

Fate assolutamente una assicurazione sanitaria anche se prevedete un viaggio di pochi giorni. Su questa cosa non transigo, è il più importante consiglio che posso darvi.

Gli USA sono famosi per il loro sistema sanitario carissimo e un nonnulla potrebbe trasformare la vostra vacanza in un’incubo. Inoltre le assicurazioni di viaggio possono essere utili anche in caso di imprevisti come per esempio la cancellazione di un volo per motivi di salute.

Io mi sono appoggiata alla World Nomads, una compagnia online collaudata da moltissimi viaggiatori. Non è cara ma copre tutto ciò che occorre, persino il furto di apparecchiature elettroniche come cellulari, macchina fotografica, notebook e altri dispositivi a vostra scelta. Potete farla voi stessi on-line sul sito https://www.worldnomads.com

Un consiglio importante: scegliete assicurazioni che non prevedono franchigia o anticipazione delle spese sostenute, queste effettuano un rimborso totale o parziale successivo ma nella peggiore delle ipotesi potreste trovarvi a dover anticipare spese per migliaia di euro, il che non è molto piacevole.

5) ALLOGGIO

Ora avete tutto ciò che vi occorre: una data, il biglietto, i documenti, non vi resta che prenotare il vostro alloggio. Io consiglio di usare l'app booking.com e usufruire del codice sconto che vi metto a disposizione.

Qui potrete trovare molte occasioni, una cosa però va detta: alloggiare a Manhattan è davvero caro. Io personalmente ho organizzato il mio viaggio alloggiando in due diversi alberghi, per poter girare la città più facilmente. Ho trascorso i primi giorni nella Upper West Side, al Belnord Hotel, per poter visitare tutta la parte alta di Manhattan (Uptown) e quella più centrale (Midtown). Successivamente ho alloggiato al NoMo SoHo Hotel, situato nella parte bassa di Manhattan, tra il quartiere SoHo e Little Italy.

Entrambi gli hotel meritano un mio feedback positivo. Il primo hotel è abbastanza economico mentre il secondo è un cinque stelle con vista sulla città, perciò abbastanza caro. Se però il vostro budget ve lo permette ve lo consiglio, è davvero emozionante svegliarsi la mattina circondata da vetrate e vedere l'alba su Manhattan.

6) TURING PASS

Ora è arrivato il momento di stilare una lista di luoghi che volete assolutamente visitare e decidere se prenotare dei tour. Ad ogni modo, acquistare un pass che vi faccia accedere a musei, attrazioni o tour guidati, è vivamente consigliato sia per risparmiare qualcosina sul costo degli ingressi sia per accorciare un pochino la fila alla biglietteria. A dirla tutta le file vi sembreranno comunque interminabili, tra accettazione e controlli, quindi preparatevi ad avere tanta pazienza.

Ci sono diverse tipologie di Pass. Tra le più note la City Pass e la The New York Pass. Ognuno è libero di scegliere quella più adatta alle proprie necessità. Io ho optato per una NYC Explorer Pass da personalizzare a mio piacimento. Questo è uno dei siti dove poter acquistare le varie NY Pass https://www.nycgo.com/things-to-do/tours-in-nyc/attraction-passes

7) AIRPORT SHUTTLE

L’ultimo punto, per completare il bel programma di viaggio, è quello di organizzare il nostro arrivo all'aeroporto. Dal JFK possiamo sicuramente arrivare ovunque in metro ma se il volo arriva la sera tardi, considerando anche le ore tra ritiro bagagli e controlli di sicurezza, io consiglio di arrivare in albergo freschi e prendere un taxi. Dopo così tante ore di aereo e tutti quei controlli, la cosa che non vedrete l'ora di fare è arrivare il prima possibile in albergo, farvi una docci e andare a letto.

A questo punto, sopratutto se è la prima volta a New York e non siete ancora pratici con la Subway, fare il transfer con una navetta è la miglior soluzione. Io per esempio ho deciso di optare per il comodissimo Airport Shuttle, una sorta di pulmino con autista privato che dall’aeroporto ci ha accompagnati direttamente in hotel a soli 38$ per due persone (https://goairportshuttle.com).

Questo per ora è tutto, vi auguro un buon viaggio e una buona permanenza nella bellissima New York.

A Presto!

Sylvié


ambasciata italiana in danimarca

Danimarca, concerto di Natale nella residenza dell'ambasciatore Italiano

C'è un piccolo angolo d'Italia in Danimarca, fatto di calore, accoglienza e condivisione che ti fa sentire come a casa, nonostante i duemila km di distanza.

Si tratta di una villa settecentesca che conserva al suo interno sprazzi di storia danese e italiana, tra antiche carte da parati e stucchi veneziani. Ha ampie stanze, enormi porte intagliate, divani in velluto, innumerevoli candelabri. La sua ubicazione è nel cuore della capitale danese, proprio a due passi dalla residenza reale danese di Amalienborg.

Qui l'ambasciatore Stefano Queirolo Palmas ci ha accolti, nella sua residenza, in occasione dell'annuale concerto di Natale.

Tra gli invitati persone illustri, amici e rappresentanze varie tra cui la neo Associazione Culturale dei Sardi in Danimarca "Incantos", con presidente Olimpia Grussu, il giornale italodanese "Il Ponte" con la caporedattrice Grazia Mirabelli e L'associazione Culturale Dante Alighieri.

Ospiti d'onore naturalmente l'italiano Stefano Olcese con la sua incredibile voce, la pianista svedese Elena Jordan Ljungqvist e il violinista svedese Anders Hjortvall,che ci hanno intrattenuto con le loro emozionanti performance musicali.

Tra le note di Vivaldi, Paganini e Verdi, per citarne qualcuna, l'applauso incessante del pubblico. A far da sfondo, tra voci basse, sviolinate e battute intense, un bellissimo albero di natale, candele e scintillii, che hanno reso l'atmosfera davvero "Hygge".

Una serata emozionante, finita in bellezza con spumante e panettone, sapori tipici del Natale Italiano.

Un grazie di cuore all'ambasciatore e a chi ha reso possibile questo bellissimo evento.

Sylvié

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Irlanda, tra leggende e magia

Quando anni fa partii per l’Irlanda, una terra che consideravo magica e speciale, fui subito conquistata dal calore della sua gente e dalle tradizioni molto simili a quelle della mia terra, la Sardegna.
Le tante credenze popolari e le leggende sul mondo fatato radicate negli usi e costumi, ebbero da subito un’aria familiare. Forse anche per questo mi sentii subito come a casa.
Tra le tante cose che mi capitarono ci fu l'incredibile incontro con un famoso folletto irlandese, il ciabattino, conosciuto come il Leprechaun.

L'incontro con il piccolo popolo

Un pomeriggio, nei pressi della contea di Cork, mentre camminavo, trovai in terra un piccolo ciondolo d'oro a forma di scarpetta, quella evidentemente del noto folletto indisponente: una bizzarra casualità che mi diede modo di conoscere le ire dei leggendari personaggi delle fiabe Irlandesi e tutti i retroscena delle loro assurde marachelle.

Appena trovata la scarpetta, infatti, ignara di ciò che significava portar via quell'oggetto così prezioso, cominciò a succedermi di tutto. Un disguido dopo l'altro. Fatti inspiegabili, incidenti, ritardi, così improvvisi e inspiegabili da farmi allarmare e riflettere sulle cause. Mi resi conto che tutto era iniziato proprio con il ritrovamento di quel cimelio.

Un po' per scaramanzia, un po' per intuizione, decisi quindi di restituire il ciondolo alla terra irlandese. Lanciai con forza l'oggetto alle mie spalle e questo finì dietro una siepe. Da quel preciso momento, giuro, i miei guai finirono all'istante e il viaggio proseguì a gonfie vele. Certo, una incredibile coincidenza, ma mi piace pensare che l'isola di smeraldo un pò di magia la conservi davvero.

Quando tornai in Italia decisi di fare delle ricerche e trovai proprio la leggenda irlandese che narrava di un folletto calzolaio, il Leprechaun.

Lessi del folletto ciabattino e capii subito di aver avuto un incontro molto ravvicinato con gli esseri che popolano la terra di mezzo.

La leggenda

leprechaun"Il Leprechaun è uno tra i più famosi folletti che abitano la terra d'Irlanda. Conosciuto anche come Leith Bhrogan (ovvero il ciabattino di una sola scarpa) è un ciabattino molto dispettoso. Quando non lavora si dedica infatti a fare scherzi e si burla soprattutto degli avari e dei ladri, preparando trappole geniali per questi malcapitati. Per questo motivo molti lasciano, a portata di mano, sul davanzale della finestra, un bicchiere di latte in modo da distrarlo e farselo amico. I Leprechauns vivono in solitudine e custodiscono una pentola piena di monete d'oro nascosta alla base dell'arcobaleno".

Folklore Irlandese

La tradizione ha reso questo folletto l'emblema del St. Patrick's Day e durante la sfilata di commemorazione la sua maschera apre il corteo, come simbolo di buon auspicio.

Il suo ritratto è presente anche in tutti i negozi di souvenir.

Questa affascinante esperienza, oltre ad accrescere la mia già grande passione per il folklore irlandese, mi ha dato modo di approfondire e conoscere anche usanze antichissime molto simili a quelle della mia terra. Ad esempio in Sardegna per ingraziarsi le entità del mondo parallelo, soprattutto nella notte degli spiriti, si usava proprio mettere del latte o del cibo sul tavolo, apposta per loro.

Sylvié

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Copenaghen vestita di bianco

Come in una fiaba

La prima volta che vidi Copenaghen fu circa vent’anni fa, in inverno quando, con mio marito, decidemmo di trascorrere qui le feste di natale.

Credo di non aver mai visto, prima di allora, tanta neve tutta insieme. In Sardegna vedere la neve è un evento raro. Potete immaginare cosa fu per me. Avevo lo sguardo estasiato, la bocca aperta per tutto il tempo dalla meraviglia come se fossi stata catapultata in una fiaba scritta da Hans Christian Andersen in persona. Fu proprio allora che mi innamorai perdutamente di questa città.

Avvolta da una coltre magica come una regina delle nevi, Copenaghen si presentava semplice e delicata, con i suoi tetti spioventi e le finestrelle bianche che sembravano fatte con i mattoncini della Lego.

Ricordo come fosse ieri la nostra gelida passeggiata in centro, tra le vie dello shopping e il porticciolo di Nyhavn. Poi la cena nel ristorante più antico della capitale, la visita della torre rotonda e infine la nostra prima pattinata sul ghiaccio.

Oggi ripercorro quelle vie con lo stesso luccichio negli occhi, perché di Copenaghen sono ancora innamorata proprio come il primo giorno. L’unica differenza è che ora ci vivo e ogni giorno mi diverto a scoprire parti della città che ancora non conosco.

Visitare Copenaghen in inverno

Tutte le stagioni rendono speciale questa città dall’anima nordica e temeraria ma, quando arriva l’inverno e lei si veste di bianco io non posso far a meno di ricordare il perché ho scelto questa città. Dietro la sua corazza rigida e fredda, Copenaghen nasconde un’anima calda e accogliente, Hygge come direbbero qui, fatta di piccole cose semplici. Le abitazioni, i negozi e le caffetterie vengono addobbate a  festa con tantissime candele che scaldano l’atmosfera, con alberi di natale veri e decorazioni spesso in legno, in vetro e in latta. Ogni casa Danese ha il suo albero al centro della stanza apposta per poterci girare attorno durante la vigilia di Natale ma delle tradizioni natalizie danesi ve ne parlo in questo altro articolo più approfondito.

Visitare Copenaghen nel periodo natalizio è l'esperienza più bella che possiate fare e sicuramente ne vale la pena ma l'inverno qui non è solo luci e canti di natale, è sopratutto un momento di condivisione all'interno di luoghi accoglienti per ripararsi dal troppo freddo.

Le case e tutti i luoghi pubblici sono super riscaldati quindi il mio consiglio è di armarvi di un bel giubbotto tecnico e vestiti a strati sotto per non morire di caldo nei locali. Se non vi farete scoraggiare dal freddo avrete modo di vivere un'esperienza molto bella.

Quindi che aspettate a partite! Non ve ne pentirete.

Sylviè 

in bicicletta sulla neve a copenaghen