Viaggiare Zaino in Spalla

Cammino di Carlo Magno, da Boario Terme a Breno

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Prosegue la nostra avventura sul cammino di Carlo Magno, alla scoperta della Valle Camonica, ripercorrendo a piedi quei sentieri che Carlo Magno fece nel lontano XV secolo.

Ci incamminiamo lungo la nostra seconda tappa, da Boario Terme a Breno, un po’ emozionate perché da qui in poi io e Claudia proseguiremo da sole. In realtà scopriremo che su questo cammino non si resta mai del tutto soli se si è pronti ad abbracciare e ricevere il cuore dei camuni.

Che dite, vi va  di camminare un po’ assieme a noi?

Diario di viaggio

14 Luglio  2019, in cammino da Boario Terme a Breno

Lasciamo il bellissimo b&b La Baita dopo una golosa colazione fatta di tante leccornie tra cui le buonissime torte preparate a mano dalla signora Paola. La salutiamo con affetto, è stata davvero molto gentile con noi, ci ha coccolate e fatte sentire ben accolte. Non smetteremo mai di ringraziarla per averci permesso di fare lavatrice e asciugatrice senza volere nulla in cambio, certi gesti non sono scontati né dovuti e nel cammino scopriamo che ogni persona può rivelarsi un angelo.

La magia del cammino è anche questa!

B&B La Baita

Ci incamminiamo verso l’uscita di Boario Terme, nella suggestiva periferia che costeggia la frazione di Montecchio e l’Archeopark, un parco didattico e ludico per bambini, dal tema preistorico. Lo costeggiamo e proseguiamo a passo lento e rilassato, godendoci la natura intorno. Sembra di essere dentro una cartolina, tra viali alberati, ponticelli in pietra e il rumore del fiume Oglio che ci accompagna per chilometri.

Le storie dei camuni

Seguiamo la tranquilla ciclovia che corteggia il fiume e qui incontriamo diverse persone che ci chiedono del nostro cammino e ci raccontano qualcosa delle loro vite. 

C’è Salvatore (Salva per le donne e Tore per gli uomini), un signore di settant’anni, grande camminatore, che ha girato a piedi gran parte dell’Italia. E c’è Gilberto, che ci accompagna per qualche chilometro raccontandoci le sue avventure di quando da ragazzo portava al pascolo le sue capre.

Le persone della Valle e le loro storie cominciano ad entrarci dentro. Viaggiare in lentezza ci permette di realizzare quel sogno che speravamo di vivere, ossia conoscere una terra attraverso gli occhi e i racconti della gente del posto.

Sul Cammino di Carlo Magno questo è possibile.

Continuiamo il nostro cammino, tra zone verdeggianti e sterrati. Le frecce rosse del cammino di Carlo Magno ci accompagnano per tutto il percorso, assieme alle fresche acque del fiume Oglio che scorre tranquillo al nostro fianco.

Finalmente arriviamo al borgo di Esine, un paesino molto caratteristico che ci piace subito. Decidiamo di fermarci qui per il pranzo e far riposare i nostri piedi.

Troviamo delle panche su cui fermarci e una fontana d’acqua fresca per riempire ne nostre borracce. Pranziamo, dando fondo a tutti i nostri viveri e infine togliamo scarpe e calze per riposare i piedi stanchi e accaldati. Decidiamo di fare una lunga sosta e ci distendiamo sulle panche, con le gambe sopra lo zaino e il sacco a pelo come cuscino.

Lo ammetto, in questo momento sembriamo in pieno barbonaggio, ma questo senso di libertà e spontaneità ci piace. Non facciamo caso a voci e sguardi, non ci sentiamo a disagio, siamo esattamente dove vogliamo essere e per una buona mezz’ora dormiamo, serene e felici.

Facciamo scorta di acqua, ora siamo pronte per proseguire. Saliamo lungo i sentieri di questa splendida vallata, tra il verde delle colline e con un paesaggio che pian piano comincia a cambiare. La natura intorno ci regala momenti di stupore. Incontriamo diverse casette in pietra e legno, disabitate, che immaginiamo essere rifugi per l’inverno. Tutto ci appare così pittoresco!

Un’avventura inaspettata

Giungiamo nel caratteristico paesino di Berzo Inferiore e non possiamo fare a meno di soffermarci ad ammirare questo borgo. La nostra curiosità è improvvisamente attirata da un vecchio portone semi aperto. La casa sembra disabitata. Entriamo con discrezione e notiamo un bellissimo affresco religioso impreziosito da fiori, rosari e candele. Certe bellezze artistiche acquistano ancor più fascino quando le si trova per caso.

Andiamo via contente di quel fuori programma ma improvvisamente un vano scala con un piccolo cancello arrugginito attira la nostra attenzione. Io e Claudia ci guardiamo, l’intesa è assoluta. Siamo in vena di avventura, il cancello è aperto e così decidiamo di scendere nelle cantine, giusto per dare un’occhiata. Ci addentriamo alla scoperta di passaggi segreti e improvvisamente ci sentiamo come nel film Goonies. L’adrenalina sale e il buio non placa la nostra voglia di avventura, siamo elettrizzate e continuiamo a camminare, mentre io riprendo tutto con il mio cellulare e Claudia fa strada con la sua torcia.

Intorno a noi casse e casse di bottiglie in vetro impolverate, in quella che probabilmente in passato doveva essere una cantina dedicata al vino. Il corridoio, pieno di ragnatele, ci conduce in una stanza diroccata i cui ruderi bloccano il passaggio. Ritorniamo in superficie, ridendo a crepapelle per essere state così temerarie ma anche un po’ avventate e lasciamo così l’antico edificio.

Solo successivamente veniamo a conoscenza del fatto che la villa è stata abbandonata dopo la morte del suo anziano proprietario e al contempo facciamo un’altra scoperta alquanto misteriosa. Nei nostri cellulari non c’è traccia delle foto e del filmato. In un primo momento pensiamo che quell’antica villa sia infestata dai fantasmi. Un attimo dopo la spiegazione più razionale ci suggerisce che probabilmente il materiale sia stato erroneamente cancellato. Chissà!

Sorridiamo felici, poco importa. I nostri cuori ricolmi di gioia hanno vissuto una gran bella avventura fuori programma.

Riprendiamo a camminare lasciando il paesino alle nostre spalle, felici per l’esperienza fatta. Cominciamo a salire, salire e salire, sempre di più. La stanchezza si fa sentire ma le bellezze del paesaggio valgono tutta la fatica. Incontriamo diversi centri abitati e maciniamo chilometri su chilometri. Il Cammino di Carlo Magno ci entra dentro ad ogni passo.

Claudia fotografa me, io fotografo lei, poi ad un certo punto la vedo sparita dalla traiettoria della mia fotocamera e nel cercarla con lo sguardo mi accorgo che è stesa a terra, morta dalla stanchezza. Ridiamo come pazze, riprendiamo a camminare ma ogni tanto ci risale la ridarella che ci costringe a fermarci. Sono felice per questi momenti, Claudia è una fantastica compagna di cammino.

Tra una risata e l’altra finalmente intravediamo il famoso colle del Cristo Re dove la statua d’oro del Cristo, che domina l’intera vallata, ci annuncia che Bienno è vicina. Tra antiche stradine medievali e sentieri che si snodano, proseguiamo senza entrare nel paesino che è noto per essere uno tra i borghi più belli d’Italia.

Mancano pochi chilometri al concludersi della nostra tappa e la stanchezza si fa sentire. Scendiamo dal colle e ci dirigiamo verso la nostra tappa. In lontananza, maestoso sul colle, un castello medievale ci annuncia finalmente l’arrivo a Breno.

Breno

Dopo varie peripezie arriviamo al centro storico di Breno nella piazzetta di Sant’Antonio dove, ormai stremate e un pochino disorientate, cerchiamo l’indirizzo della cara Patrizia una donna gentilissima che ci ospiterà per la notte. Abbiamo trovato il suo contatto nel sito ufficiale del Cammino di Carlo Magno che vi invito a visitare per avere tutte le informazioni necessarie.

Chiediamo ad alcune persone sedute in piazza e loro ci indicano il suo atelier. Patrizia è un’artista e io nel vedere le sue opere mi sciolgo all’istante, ammaliata e affascinata da tanto talento. Entriamo accolte a festa dalla sua piccola Trilli, una cagnetta piccolissima e molto dolce con cui facciamo subito amicizia. Patrizia ci mostra la nostra stanza, è bellissima. Ad ogni angolo si respira creatività e gusto per i dettagli. 

Ci invita subito a visitare la mostra di un amico pittore, proprio nella chiesetta sotto casa. Ne siamo entusiaste e ne approfittiamo subito, prima che chiuda. Le opere esposte ci colpiscono molto ma io resto affascinata sopratutto dalla volta affrescata della chiesa, sembra proprio di essere sotto un firmamento con il naso all’insù.

Facciamo un piccolo giro per Breno e torniamo a casa felici. Dopo una bella doccia ristoratrice, e aver fatto il bucato, decidiamo di andare a cenare in un ristorante che abbiamo adocchiato poco prima, proprio sotto casa. Si chiama Bistrot Domenighini e si presenta inizialmente come una vineria, ma posso assicurarvi che è molto più di questo. Lo capiamo subito dall’ambiente accogliente, dal sorriso del barista e dal menu’ ricco di piatti tipici. Un’esperienza sublime, un viaggio del gusto e una scoperta di sapori che rappresentano totalmente la Valle, di cui pian piano ci stiamo innamorando.

Rientriamo a casa un po’ brille ma pienamente soddisfatte della nostra incredibile giornata. E questo è solo l’inizio.

Se siete curiosi di conoscere il seguito seguiteci sul nostro Cammino di Carlo Magno, vi aspetto per la prossima avventura!

Sylvie