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Backpackers, perché viaggiare zaino in spalla e fare il Cammino di Santiago

Cosa vuol dire essere Pellegrino e Viandante oggi, nel secondo millennio?

Sin dalla notte dei tempi i viandanti erano scopritori del mondo, viaggiatori saggi arricchiti di quella conoscenza che va oltre lo studio perchè fatta di esperienza.

La lentezza, di cui è costituito un cammino, fa scaturire un inevitabile viaggio dentro se stessi. Da qui nasce quella sorta di rivoluzione interiore che ci fa sentire parte del tutto e che fa riemergere il nostro innato senso di libertà. Forse anche per questo che oggi il viaggio “zaino in spalla” è considerato dai backpackers un vero e proprio stile di vita. Chi lo prova, infatti, difficilmente riesce poi a farne a meno.

Da quando ho deciso di intraprendere il cammino di Santiago la strada davanti a me si è aperta di grandi opportunità e situazioni inaspettate. Ho incontrato, sia durante la preparazione che sul cammino, persone incredibili, meravigliose, dall’animo grande e dal cuore profondo. Ho ascoltato storie che mi hanno commossa e mi hanno arricchita. Ho incoraggiato e sono stata incoraggiata. Ho camminato con me stessa e mi sono ritrovata. Mi sono resa conto che essere pellegrino, a prescindere dal credo religioso, è come un ritorno alle origini: spogliarsi di ogni cosa, svuotare lo zaino dal peso del mondo, per poi riempirlo nuovamente con ciò che per noi è veramente importante.

sulla via per Santiago de Compostela
foto di Silvia Montis

Già prima della partenza tra pellegrini e backpackers ci si aiuta, ci si consiglia, si gioisce e si soffre l’un per l’altro, si diventa come una grande famiglia. La paura dell’ignoto lascia il posto all’euforia della scoperta. L’anima si alimenta di nuova linfa. Il cammino fa già parte di noi ancor prima di partire.

Decidere di fare il Cammino di Santiago è stato, per me, l’input per intraprendere un cambiamento grande e profondo. Un percorso direi quasi mistico che, come un ingranaggio perfetto, mi ha fatto vivere le situazioni giuste al momento giusto, facendomi affrontare tutte le difficoltà proprio quando ero pronta a superarle. Facendomi capire che se volevo potevo farcela. Non si può spiegare a parole e non è facile comprendere se non ci si trova in mezzo, ma riuscire a guardare in faccia i propri limiti, anche quelli più grandi, e riuscire poi a superarli è qualcosa di meraviglioso che ti da una carica incredibile e la consapevolezza di avere nascosta dentro una forza che non credevi possibile.

Dopo un’esperienza così forte, inevitabilmente cambia qualcosa dentro di noi. Più che altro cambia la prospettiva, il modo di vedere le cose e anche il concetto stesso di viaggio.

Viaggio come esperienza e non più come vacanza.

Si placano le paure, si è più aperti al mondo e si imparano regole fondamentali come l’adattamento, la solidarietà, lo spirito di avventura, la tolleranza. Certo non per tutti è così, credo dipenda molto da quanto siamo pronti a fare questo cambiamento interiore. Ma senza ombra di dubbio pellegrini e backpackers sono persone che sono in cammino, sia fuori che dentro se stessi.

scarpone sul camminoDi cammini, più o meno conosciuti, il mondo è pieno. Forse quello di Santiago è il più famoso e anche il più organizzato (soprattutto la via francese), per questo lo consiglio sopratutto se è la prima esperienza zaino in spalla. Se non siete particolarmente religiosi non temete il cammino di Santiago, come tutti i cammini, è aperto e libero e sarà certamente un buon trampolino di lancio per cominciare a intraprendere questa nuova concezione di viaggio. Perché, sappiatelo, chi comincia non si ferma più.

Insomma, essere un backpacker è una bellissima esperienza. Provare per credere! Buon cammino a tutti e buon viaggio zaino in spalla, il mondo ci aspetta.

Sylvié

12 pensieri riguardo “Backpackers, perché viaggiare zaino in spalla e fare il Cammino di Santiago”

    1. Carissima non immagini le paure e le perplessità iniziali, è del tutto normale come è comprensibile che ognuno maturi con il tempo questo desiderio. Sono certa che prima o poi troverai il tuo momento, il cammino chiama e il desiderio cresce finché l’anima non potrà più fare a meno di sentire quel richiamo. Se e quando ciò avverrà mi trovi qui a tua disposizione per qualsiasi informazione o dubbio. A presto 😘

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  1. L’idea di percorrere un cammino, mi ha sempre ispirato, ma non l’ho mai messa in pratica. Da un lato non ho ricordi troppo piacevoli di camminate, dall’altro però sento il gusto della sfida e di arrivare alla meta. Chissà che seguendo il tuo blog non mi verrà voglia il prossimo anno di partire zaino in spalla e passeggino!

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  2. Il Cammino di Santiago e’ un mio sogno nel cassetto che spero di poter realizzare presto. Pero’ condivido in pieno l’idea che quando si inizia a viaggiare zaino in spalla (camminando ma non solo) non si smette piu’. Si puo’ magari fare una pausa, ma prima o poi sentiremo forte l’esigenza di ripartire. E’ come aver fatto parte degli scout (e si cammina parecchio zaino in spalla): fara’ sempre parte della tua vita e di un certo modo di essere. Condivido il senso di comunita’ e di arricchimento che fare queste esperienze di questo tipo apporta alla nostra vita.

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  3. Sylvie, partirò a settembre per il cammino. Non vedo l’ora e allo stesso tempo sono spaventata ma sono ANNI che voglio farlo e non so perché ma mi sento di doverlo fare dentro. Mi serve un allenamento specifico? considera che sono abbastanza sportiva (bici tutti i giorni, nuoto e trx almeno due volte alla settimana, cammino tanto sempre, ma non 25 km al giorno!). Fammi sapere la tua opinione, ne ho sentite di molto contrastanti!

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    1. Ciao cara Elisa mi fa davvero piacere che riuscirai a realizzare questo sogno e posso assicurarti che sarà un’esperienza indimenticabile ed entusiasmante. Non so quanto tempo hai a disposizione ma non è detto che tu debba fare per forza 25km ogni giorno, io per esempio ho potuto fare di un cammino in lentezza e il fatto di aver potuto ascoltare il mio corpo mi ha permesso di godere appieno le tappe senza stancarmi troppo. Non ti nascondo che un minimo di allenamento aiuti, soprattutto nelle alture e nei sali e scendi ma stai serena, vedrai che nel cammino tirerai fuori delle forze intrinseche che nemmeno sai di avere. Piuttosto è importante che tu riesca a fare un po’ di allenamento con i bastoncini da nordic walking perché quelli ti aiuteranno tantissimo. E altra cosa altrettanto importante è di non portare scarpe nuove nel cammino se prima non le hai rodate per un po’ perché rischi di farti venire le vesciche. Ci sono mille altri accorgimenti che potrai leggere nel blog, spero ti siano utili. Ti auguro uno splendido cammino ❤️👣 Sylvié

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  4. Devo ammettere che io, al contrario di te, non sono mai stata particolarmente attratta dai viaggi a piedi e da camminate di tale portata ma la gioia che si legge nel tuo post è inebriante e contagiosa , fa venire voglia di provarla. Mi piace poi l’idea del cammino lungo come modo per apprendere valori come la solidarietà, lo spirito di avventura e la tolleranza!

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    1. Ti ringrazio tantissimo per me è un piacere sapere di essere arrivata al cuore delle persone perché se c’è un motivo per cui ho deciso di aprire questo blog è proprio quello di incoraggiare le persone a vivere esperienze che indubbiamente ci permettono di riprendere contatto con il nostro io più profondo. Spero che un giorno anche se solo per curiosità tu possa provare questa esperienza.

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  5. “La paura dell’ignoto lascia il posto all’euforia della scoperta”. Bellissima frase, che rispecchia proprio la sensazione di chi, zaino in spalla, si accinge a intraprendere un’avventura sulle proprie gambe. Anche io amo il trekking, i cammini, le escursioni, e mi ritrovo moltissimo nelle tue parole 🙂 è sempre un piacere leggerti!

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